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La partecipazione femminile nel mercato del lavoro

I paesi del Golfo, come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, riportano i più bassi tassi al mondo sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, rispettivamente di 16%, 14% e 12%. Ciò, in contrapposizione con altri paesi arabi come Marocco e Tunisia, dove il tasso è di 26%.

Nei paesi del MENA le donne fanno fatica ad emanciparsi nel mondo del lavoro nonostante tutte le battaglie che stanno mettendo in atto nelle piazze e nei social.

A livello di media regionale, i tassi di partecipazione delle donne arabe al lavoro sono bassi, tra i più bassi del mondo, circa il 20%. Le donne arabe – tranne nei paesi del Golfo - sono presenti nell’economia informale, nei lavori precari e senza contratto.

Il settore pubblico (amministrazione, istruzione, sanità) è quello che registra la maggior parte di impiego femminile. In contemporanea con le liberalizzazioni commerciali e l’apertura agli investimenti stranieri, in alcuni paesi arabi come Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania, si assiste ad un aumento progressivo di manodopera femminile in due settori per l’esportazione: il manifatturiero (industria dell’abbigliamento) e l’agricoltura. Donne povere e analfabete lavorano in condizioni durissime e percependo salari bassi, come per esempio nella regione marocchina di Souss Massa, specializzata nella raccolta di fragole e pomodori.

Le donne sono costrette a lavorare in una condizione di inferiorità, soprattutto dal momento che le leggi del mercato del lavoro, che garantiscono diritti ai lavoratori, sono contraddette e violate da leggi di famiglia. Sebbene la loro posizione giuridica sia certamente più penalizzata rispetto a quanto si può constatare nei paesi occidentali, negli ultimi decenni la partecipazione femminile in ambito economico e politico è aumentata. Attraverso lo studio di vari casi è stato dimostrato come la donna abbia assunto un ruolo fondamentale nel mondo arabo-islamico poiché, seppur lentamente, si è compreso che l’emancipazione della donna è una premessa fondamentale per il progresso.

L’incremento della scolarizzazione e la possibilità per le donne di accedere all’istruzione hanno aiutato le donne a prendere coscienza e consapevolezza del loro ruolo nella società; ciò ha avuto anche delle ripercussioni nelle scelte di maternità. La crescita dei livelli di urbanizzazione e di istruzione ha provocato la diminuzione del tasso di fertilità delle donne musulmane. Infatti, nell'area che fino a poco tempo fa vantava tra i più alti tassi di crescita al mondo, è avvenuta una decrescita demografica soprattutto tra le giovani donne istruite delle città. Tuttavia, il comportamento delle donne legate al mondo agricolo rispetto alla fertilità è abbastanza diverso da quello delle donne inserite nel contesto urbano.

Gli standard di vita nella regione hanno subito dei miglioramenti: la rapida urbanizzazione e la crescita della popolazione hanno cambiato la struttura della forza lavoro, coinvolgendo le donne, anche se in proporzioni inferiori rispetto ad altre regioni. I dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) mostrano che il tasso di attività economica delle donne adulte non supera il 32%.

Il lavoro nei paesi della regione è caratterizzato dalla segmentazione del mercato per genere: ciò sta ad indicare la tendenza di uomini e donne a non occupare gli stessi impieghi. I livelli di partecipazione femminile al lavoro sono molto alti nel settore pubblico: le donne istruite che vivono in città tendono a concentrarsi in pochi settori occupazionali, in particolare nel settore dei servizi, in quanto offre migliori opportunità di bilanciamento tra vita privata-lavoro. La limitata presenza di forza lavoro femminile nel lavoro privato corrisponde alla quasi totale mancanza di protezioni e di leggi di tutela in questo settore, nel quale le donne incontrano un alto numero di ostacoli.

Per esempio, le imprenditrici devono affrontare numerosi problemi per accedere a prestiti e finanziamenti; infatti, secondo delle politiche creditizie conservatrici, non è opportuno concedere prestiti a donne. In assenza di finanza formale, la maggior parte delle donne imprenditrici fa affidamento a fonti private per finanziare le loro attività e ciò costituisce un possibile ostacolo per la crescita a lungo termine delle economie statali.

Per migliorare la condizione femminile nei paesi del MENA è necessaria un’azione da parte dei governi locali per ridurre le discriminazioni di genere e favorire la partecipazione femminile nel mercato del lavoro.

https://www.lenius.it/donne-e-lavoro-nei-paesi-arabi/


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  • L'Autore

    Valeriana Savino

    IT_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino è una giovane studentessa di 24 anni. Nata e cresciuta in Puglia. È laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

    Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze delle Amministrazioni. Ritiene fortemente che il primo cambiamento necessario per il prossimo futuro sia dare un contributo attivo alla gestione dei servizi pubblici e privati.

    Ha collaborato per tre anni con l’associazione “Giovani nel Mondo” alla promozione del festival delle carriere internazionali. La promozione consisteva nell’organizzare incontri sia in italiano sia in inglese con gli studenti, conferenze con ospiti nazionali e internazionali e fornire informazioni sul festival.

    Da agosto 2019 collabora con l’associazione “Mondo Internazionale”. È autrice nell’area tematica “Diritti Umani” ed “Europa” nell’ambito di Mondo Internazionale Academy. Da novembre 2020 collabora come Policy Analist nell’analisi, ricerca e redazione di politiche pubbliche portate avanti da Mondo Internazionale Hub all’interno di MIPP, l’Incubatore di Politiche Pubbliche.

    È appassionata di diritti umani e di questioni relative all’Europa e non solo. Ascolta podcast per essere sempre aggiornata sul mondo attuale e nel tempo libero leggo libri e guardo serie TV.

    Ama viaggiare, scoprire nuove realtà e mettersi sempre alla prova.

    EN_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino is a young 24 years old. She is born and raised in Puglia. She has a BA in Political Science, International Relations and European Studies at the University of Bari "Aldo Moro".

    She is currently attending the master's degree in Administration Sciences. She strongly believes that the first necessary change for the near future is to make an active contribution to the management of public and private services.

    She collaborated for three years with the "Giovani nel Mondo" association to promote the internationale career festival. The promotion consisted of organizing meetings both in Italian and in English with students, conferences with national and international guests and providing information on the festival.

    Since August 2019 she has been collaborating with the "Mondo Internazionale" association. She is an author in the thematic area "Human Rights" and "Europe" within the Mondo Internazionale Academy. Since November 2020 she has been collaborating as a Policy Analist in the analysis, research and drafting of public policies carried out by Mondo Internazionale Hub within MIPP, the Public Policy Incubator.

    She is passionate about human rights and issues relating to Europe and beyond. She listens to podcasts to keep up to date on the current world and in free time she reads books and watch TV series.

    She loves to travel, discover new realities and always test herself.

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