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La fine dell’ISIS a Mosul?

Sempre più aspro e violento è il combattimento a Mosul. L’attacco finale è iniziato nelle prime ore della mattinata del 31 ottobre e sembra favorire l’esercito governativo, anche se i combattimenti sono iniziati il lontano 17 ottobre. Le truppe irachene, aiutate da unità dei peshmerga curdi e da alcune milizie sciite supportate dall’Iran, avanzano quartiere per quartiere. Sono riusciti a conquistare il quartiere di Karama, entrando in città attraverso Gogjali, e il distretto di Kokjali, quasi completamente ripulito dai jihadisti. Anche la sede della televisione è stata liberata e il colonnello Taleb Shagati ha comunicato che “prendere la tv significa prendere la città”. Mosul è stata nominata la capitale dello Stato Islamico fin dal 2014, dove Al Baghdadi dal pulpito della moschea di Al Nuri si è autoproclamato califfo, ed è al centro di tutte le operazione militari e istituzioni politiche del Califfato, ormai però, sembrare essere sotto il controllo iracheno, perché secondo il comando delle operazioni congiunte le forze irachene si trovano sulla riva del Tigri che divide in due la città.

Tra le forze irachene si trovano anche le truppe dell’antiterrorismo irachene, comandante dal generale Wissam Araji ed addestrate dagli Stati Uniti, e le forze speciali comandante dal generale Abdul Wahab al-Saidi, il quale ha dichiarato: “La pressione è su tutte le parti della città per facilitare l’ingresso nel centro città”. Nel frattempo continuano i raid aerei a sostegno delle forze irachene da parte degli Stati Uniti.
L’ISIS, ancora una volta, sta usando la popolazione per coprire la fuga. Ha cercato di portare circa 25000 civili da Hammam al-Alil a sud di Mosul a bordi di camion, sembrerebbe, però, che i voli di pattuglia della coalizione glielo abbiano impedito. Così ha comunicato il portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamdasani, che ha citato diversi rapporti in possesso alle Nazioni Unite. Tra loro 17500 profughi sarebbero riusciti a fuggire dalla città mettendosi al sicuro. Rovina Shamdasani ha aggiunto: “Tuttavia alcuni autobus hanno raggiunto Abusaif, a 15 km a nord di Hamam al-Alil City”, ed ha espresso profonda preoccupazione per la sicurezza di queste persone e di altre decime di migliaia di civili. L’Onu, inoltre, ha ricevuto ulteriori rapporti di esecuzioni di massa da parte del Califfato.Sabato, 40 ex membri della Forza di sicurezza iracheni sono stati uccisi ed i loro corpi sono stati gettati nel fiume Tigri.
Secondo gli iracheni, i miliziani dell’Isis presenti in città sono tra i 3 e i 5 mila. Nell’offensiva sono impegnati 50 mila soldati iracheni, combattenti curdi e milizie sciite.
Al-Abadi, premier iracheno, esorta i jihadisti dell’Isis ad arrendersi tramite televisione in abiti mimetici: “Non avete scelta, o la resa o la morte”. “Ci avviciniamo al Daesh da tutti gli angoli e -a Dio piacendo- mozzeremo la testa del serpente. Non hanno via di scampo ne’ via di fuga”.
Sarà la fine di una lunga battaglia?


A cura di Michele Pavan

Foto di copertina: U.S. Department of Defense


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  • L'Autore

    Michele Pavan

    ITA

    Michele Pavan è fondatore di Mondo Internazionale e Membro del Comitato Tecnico e Scientifico del CESMA - Centro di Studi Militari Aeronautici "Giulio Douhet" con focus sulle Military Policy, in particolare con l'utilizzo di tecnologie satellitari e droni.

    Si laurea in Relazioni Internazionali – Diplomazia ed Organizzazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano, specializzandosi nella prevenzione delle crisi e analisi di politica estera, in particolare dell'Africa Sub-Sahariana e dell'area MENA - Medio Oriente e Nord Africa. Si è soffermato sullo studio sperimentale dei fattori di prevenzione, distinti in statici e dinamici, che indicano l'evoluzione di un contesto di crisi, determinandone il rischio e le diverse variabili.

    Ha studiato per sei mesi presso l'Associazione Europea di Studi Internazionali - AESI di Roma dove, successivamente, ha ricoperto il ruolo di Direttore per le Relazioni Internazionali e le Attività Nazionali. Ha organizzato e partecipato a diversi incontri in merito alla prevenzione delle crisi presso le sedi delle Nazioni Unite a New York e Ginevra, al Pentagono, al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite e l'Unione Europea, all'Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia, all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, all'Ambasciata d'Italia presso gli Stati Uniti d'America, al Consolato italiano a St. Pietroburgo, alla Nunziatura Apostolica negli Stati Uniti, presso l'Unione Europea, al CASD, all'Istituto Diplomatico Villa Madama, alla Santa Sede, a Palazzo San Macuto, alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Comando JFC della NATO, all'Università MGIMO, alla Saint Petersburg State University of Economics, all'American University e alla George Washington University.

    I suoi studi, le sue competenze e le conoscenze linguistiche della lingua inglese, spagnola e francese gli permettono di interagire con le diverse culture nei contesti internazionali.

    In qualità di Presidente e Co-Fondatore dell’Associazione Mondo Internazionale, la quale è nata per essere un centro fisico-virtuale interculturale e multidisciplinare di opportunità e conoscenza per i giovani a livello mondiale, operando in ambito di ricerca, formazione e informazione, si occupa di rappresentare l’intera associazione e di coordinare le attività, pianificando ed interagendo con gli Enti e le Istituzioni che collaborano con l’ente.

    ENG

    Michele Pavan is founder of Mondo Internazionale and Member of the Technical and Scientific Committee of CESMA - Center for Military Aeronautical Studies "Giulio Douhet" with focus on Military Policy, in particular with the use of satellite technologies and drones.

    He graduated in International Relations - Diplomacy and International Organizations at the University of Milan, specializing in crisis prevention and analysis of foreign policy, in particular Sub-Saharan Africa and the MENA area - Middle East and North Africa. He focused on the experimental study of prevention factors, distinct in static and dynamic, which indicate the evolution of a crisis context, determining the risk and the different variables.

    He studied for six months at the European Association of International Studies - AESI in Rome where, subsequently, he held the role of Director for International Relations and National Activities. He has organized and participated in several meetings on crisis prevention at the United Nations headquarters in New York and Geneva, the Pentagon, the United States Department of State of America, the Permanent Representation of Italy to the United Nations and the European Union, the Embassy of the United States of America in Italy, the Embassy of Italy to the Holy See, the Embassy of Italy to the United States of America, the Italian Consulate in St. Petersburg, to the Apostolic Nunciature in the United States, to the European Union, to the CASD, to the Diplomatic Institute Villa Madama, the Holy See, Palazzo San Macuto, the European Commission, the European Parliament, NATO JFC Command, MGIMO University, Saint Petersburg State University of Economics, American University and George Washington University.

    His studies, skills and linguistic knowledge of English, Spanish and French allow him to interact with different cultures in international contexts.

    As President and Co-founder of the Mondo Internazionale Association he is responsible for representing the entire association and coordinating activities, planning and interacting with the bodies and institutions collaborating with the Association. Indeed, Mondo Internazionale was born to be a physical-virtual center of intercultural and multidisciplinary opportunities and knowledge for young people worldwide, working in the field of research, training and information.

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Al Baghdadi Iraq ISIS ONU USA

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