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La Colombia torna al centrodestra con i record di Duque

L’avvocato Iván Duque Márquez, del partito di centrodestra Centro Democrático, è il nuovo Presidente della Colombia. Ha vinto il ballottaggio del 17 giugno con il 54% dei voti e con i suoi 41 anni è diventato il più giovane Presidente colombiano di sempre. Ha battuto lo sfidante Gustavo Petro, del partito socialdemocratico e progressista Colombia Humana, fermo al 42%. Al primo turno aveva ottenuto il numero di voti più alto di sempre (7,6 milioni, pari ad oltre il 39,3%) eliminando sfidanti di peso quali Sergio Fajardo di Compromiso Ciudadano (23,8%), Germán Vargas Lleras di Mejor Vargas Lleras (7,3%) e Humberto de La Calle del Partido Liberal (2%). Il suo sfidante Petro aveva raccolto appena il 25% dei voti e un recupero è sembrato fin da subito improbabile.

Prima ancora, Duque aveva battuto 5 pre-candidati del proprio partito, ottenendo da quasi sconosciuto la candidatura solo 4 anni dopo l’inizio della carriera nella vita pubblica. Era infatti stato eletto Senatore nel 2014, e la sua aria rinnovatrice e tranquilla se all’inizio gli ha costato critiche e accuse di essere troppo morbido, alla fine l’ha portato ad ottenere un consenso in termini assoluti ancora maggiore a quello del suo padre politico Álvaro Uribe, ex Presidente e considerato ancora il politico colombiano più influente e per questo di indubbia importanza a sostegno di Duque, il quale lo ha conosciuto al Banco Interamericano de Desarrollo, dove lavorò per 12 anni. 

Duque non ha vinto solo grazie all’appoggio di Uribe: al contrario di Óscar Iván Zuluaga, è riuscito a mantenere il vantaggio al ballottaggio, dimostrando fondata l’incoronazione di miglior parlamentare e sfruttando la “camiseta de el que diga Uribe” come dicono in Colombia (la maglietta di quello che dice Uribe). L’affluenza è aumentata del 13,6% al primo turno rispetto al 2014 ed è calata minimamente al secondo (-1,2%). Inoltre, la paura che il candidato di Colombia Humana avrebbe rischiato di rappresentare un salto verso il Venezuela, ha permesso a Duque di incrementare i propri voti, così come accadde al centrista Fajardo il quale arrivò davvero vicino a Petro (circa 253mila voti).

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Il nuovo Presidente è considerato un “giovane vecchio”, figlio di Iván Duque Escobar, ex ministro ed ex governatore del Partito Liberale (di centrosinistra), morto nel luglio del 2016. Fin da giovane, come racconta sua madre, aveva in mente di diventare Presidente, nonostante una carriera iniziata tardi ma subito esplosa. Ha provato anche ad entrare nell’esercito, ma una rottura del polso glielo ha impedito. Duque rappresenta così la maggioranza dei colombiani: si è espresso contro il matrimonio tra coppie dello stesso sesso e contro l’adozione di coppie LGBTI, oltre ad avere la posizione più dura in materia di droga, sostenendo la sentenza della Corte Costituzionale del 1997 per l’abolizione delle dosi personali. La paura del “castrochavismo” che riempiva le piazze, prima, l'impronta dei discorsi economici , in contrasto rispetto a quelli dell’ex guerrigliero del movimento di sinistra M-19, Gustavo Petro, che sarà il capo dell’opposizione più votato di sempre, poi, hanno fatto sì che molte persone si siano convinte a votare per il Centro Democrático e . Petro non riuscì ad ottenere l’appoggio dei 3 candidati esclusi al primo turno, che preferirono mantenersi neutrali o sostenere il voto in bianco – effettivamente altissimo, il più alto della storia recente colombiana, superiore al 4,2% – ma che alla fine contribuirono alla preferenza dei propri elettori per le promesse di crescita economica e diminuzione delle tasse di Duque. Questa percentuale inusuale è dovuta al fatto che per la prima volta l’opzione “voto in bianco” era prevista nella scheda elettorale come opzione alternativa ai due candidati passati al ballottaggio.

La presidenza Duque, dopo 208 anni, vedrà anche la prima donna vice-Presidente: si tratta di Marta Lucía Ramírez, anche lei avvocato, che ha già ricoperto ruoli di governo in passato nonché l’incarico di Ministro della Difesa. Anche in quel caso, fu la prima donna.


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    Alessio Ercoli

    Laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali all'Università della Valle d'Aosta, studente Erasmus+ presso l'Universitat de Barcelona (2015). Specializzato in analisi politica e geopolitica, appassionato di sistemi di partito e campagne elettorali. Ma anche attivista politico e campaign strategist.

Data di pubblicazione 19 giugno 2018

Categorie Attualità
Tag Colombia elezioni presidenziali Duque Petro Uribe

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