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La Cina e la Corea del Nord, la risoluzione 2371 del Consiglio di Sicurezza

Dopo una lunga trattativa tra la Cina e gli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha deciso di attuare nuove sanzioni alla Corea del Nord dopo i suoi continui test balistici e il proseguimento del programma nucleare. 

I promotori di questa risoluzione 2371 sono gli Stati Uniti che sono riusciti ad ottenere l'approvazione all'unanimità (molto rara in Consiglio di Sicurezza). Le sanzioni prevedono un blocco alle esportazioni di ferro, minerali di ferro e di piombo, carbone, piombo e pescato del valore di circa un miliardo di dollari, quasi un terzo del commercio totale attuale. Inoltre, prevede che due banche, alcune società e alti funzionari non possano compiere operazioni commerciali all'estero ed uscire dal Paese.

La Cina, tramite il Ministro degli Esteri Wang Yi, ha esortato la Corea del Nord a prendere misure intelligenti in riferimento al programma nucleare e non persistere con le provocazioni, inoltre ha aggiunto che le sanzioni sono necessarie al fine di bloccare in maniera effettiva il processo di sviluppo delle armi nucleari del regime. 

Il Presidente degli Stati Uniti è soddisfatto del sostegno della Russia e della Cina alla risoluzione presentata in sede del Consiglio di Sicurezza. 
Inizia così un processo di cooperazione con Cina e Russia per assicurare l'approvazione della risoluzione, continuando a lavorare tramite pressioni diplomatiche ed economiche, per il raggiungimento degli scopi prefissati per mettere fine alla minaccia della Corea del Nord.

Gli Stati Uniti si dicono comunque pronti ad una guerra preventiva qualora fosse necessario un intervento armato — come indicato dal Capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale H.R. McMaster.

Nel frattempo a Manila, durante la conferenza dell'ASEAN, Rex Tillerson —Segretario di Stato degli Stati Uniti— ha incontrato per la prima volta, in presenza di altri ministri di alcuni Stati dell'Asia tra cui Ri Yong Ho (Ministro degli Esteri della Corea del Nord). 

Il Segretario di Stato USA ha inviato un messaggio rassicurante dicendo che gli States non vogliono imporre un cambio di regime né tanto meno un collasso di Kim, contemporaneamente non accettano di essere minacciati.

Il regime nord coreano, però, non si è mai mostrato flessibile e disposto a dialogo, cosicché il Presidente Trump, tramite l'Ex generale responsabile delle politiche della Casa Bianca per la Sicurezza ha fatto sapere che non tollererà più altre minacce.

McMaster non nega, in virtù dei continui progressi tecnici e tecnologici, che si stiano preparando piani per una guerra preventiva per anticipare un attacco nucleare della Corea del Nord, allo stesso modo afferma che bisogna agire nella direzione della denuclearizzazione della penisola coreana mediante negoziati fin quando le circostanze non lo renderanno possibile.

Una guerra contro la Corea del Nord potrebbe portare ad un conflitto devastante, capace di provocare forti sofferenze soprattutto alla popolazione della Corea del Sud —ma sarebbe comunque la soluzione estrema generata dall'impossibilità di intraprendere azioni meno invasive.

La Corea del Nord ha subito replicato che promette vendetta.


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  • L'Autore

    Michele Pavan

    Nasco a Gallarate nel 1995 e mi laureo in Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee nel luglio 2017, ormai prossimo al conseguimento della laurea magistrale in Relazioni Internazionali - Diplomazia ed Organizzazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Milano.
    Una grande passione per la diplomazia e gli studi strategici ed un particolare interesse per il settore di intelligence, mi hanno portato a seguire diverse iniziative a carattere internazionale, sia per il mio percorso formativo che lavorativo.
    Negli ultimi anni a contatto con diverse culture ho sviluppato un particolare interesse per le strategie di sviluppo e innovazione in diversi settori e questo ha suscitato in me il desiderio di realizzare progetti internazionali. Nello specifico l'attenzione è rivolta a sviluppare idee e proposte pensate per i giovani, dando loro uno spazio per esprimere le proprie potenzialità in diversi ambiti e che permetta la concretizzazione delle loro ambizioni.
    Per questo l'idea di creare con i miei colleghi, nonché amici, Mondo Internazionale.
    Mi piace descrivermi come creativo, ambizioso, equilibrato, sensibile e flessibile nella vita e nel contesto lavorativo, ed altrettanto desideroso di imparare da chi mi circonda confrontandomi.

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Geopolitica Mondo Asia


Tag

Corea del Nord China ONU Consiglio di Sicurezza USA Nucleare guerra

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