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Kwanzaa: The 55-year-old US Holiday with Ties to the 1960s Civil Rights Movement

Traduzione di Valeria Pasquali della versione originale "Kwanzaa: The 55-year-old US Holiday with Ties to the 1960s Civil Rights Movement" di Danielle Payne


La fine dell’anno negli Stati Uniti è segnata da numerose festività. Alcune sono celebrate in tutto il mondo come il Natale, l’Hannukah e il capodanno; altre invece sono radicate negli Stati Uniti, come il Kwanzaa, una festività relativamente giovane che nel 2021 ha compiuto 55 anni. La sua durata è di 7 giorni ed è stata istituita negli anni sessanta per offrire ai neri americani una festività in cui riconoscere, riaffermare e celebrare la storia e la cultura africana.[1]

Il primo Kwanzaa fu celebrato nel 1966, dal 26 dicembre al 1 gennaio. Fu fondato dal Dr. Maulana Karenga per celebrare l’orgoglio, l’identità, la determinazione e gli obbiettivi delle persone di origine africana. [2] Sebbene sia festività, la sua origine è da ricondurre a un evento importante negli Stati Uniti: la ribellione degli Watts nel 1965. La ribellione iniziò dopo che i fratelli Frye avevano subito un tentato arresto da parte della polizia. La gente, arrabbiata per il trattamento subito dall’uomo nel suo quartiere, si riunì e si scontrò con la polizia; furono chiamati i rinforzi che portarono ad un’escalation fino a che la violenza raggiunse un punto critico .[3] La rivolta durò sette giorni. Martin Luther King Jr., uno dei più celebri attivisti per i diritti civili, in seguito si recò nel quartiere e affermò che tutto ciò si sarebbe potuto evitare se il quartiere, abitato prevalentemente da persone di colore, fosse stato curato meglio dal governo federale con finanziamenti e politiche anti-discriminatorie. [4] Questo non fu né il primo né l’ultimo evento di questo tipo; successe anche in altre città statunitensi e continuò in seguito, tutto a causa del trattamento ingiusto riservato alle persone di colore in America. [5]

A quel tempo il Dr. Karenga era una figura di rilievo nel movimento Black Power degli anni sessanta e da allora ha svolto un ruolo importante nella cultura intellettuale e politica dei neri. [6] Il Dr. Karenga ha riunito elementi dei riti del raccolto africani per creare questa festa, il cui nome in Swahili significa “primo raccolto”. Creare questa festività è stato il suo tentativo per di riunire i neri per celebrare la loro eredità africana, riflettere sulle lotte passate, unirsi nel presente e concentrarsi sulla creazione di un futuro migliore.

Kwanzaa è ricco di simbologia e sottolinea sette principi che sono l’elemento base di questa festività. Questi sono stati ispirati dalle feste del raccolto africano, un argomento d i studio e insegnamento all’università. Due dei simboli più importanti sono mkeka, il tappetino su cui sono posti tutti i simboli, e il kinara, il candelabro. Frutta, verdura e noci (mazao) vengono distribuiti sul tappetino per simboleggiare la comunità, mais (muhindi) per simboleggiare la fertilità con una pannocchia che rappresenta ogni bambino in casa, e doni (zawadi) realizzati a mano o che abbiano un valore culturale, per i bambini. [7]

Every night, one of the seven candles is lit and the principle for that day is reflected upon. There are three red candles, one black one in the center, and three green candles, all symbolizing a principle. The first candle lit is the center black one—unity or Umojasymbolizing the people. The other principles are self-determination (umoja), collective work and responsibility (uima), cooperative economics (ujamaa), purpose (nia), creativity (kuumba), and faith (imani).[7] After the black unity candle is lit the first day, a red candle follows, then a green, and it alternates until the last day. The colors of the candles, simply put, represent the struggle (red), the people (black), and the future (green). The final day of Kwanzaa is celebrated with a feast, karamu.[8] The contemplation of the seven principles isn’t just a thought exercise. The work, writing, and songs of Black thinkers and writers is used to contemplate the principles as well as original work from participants.[9] Due to COVID-19, many of the suggested activities from organizations are those that can be done from home, whereas in previous years celebrations could include gatherings, dancing, singing, music, and more.

Ogni sera, viene accesa una delle sette candele e su di essa si riflette il principio di quel giorno. Ci sono tre candele rosse, una nera al centro e tre candele verdi, che simboleggiano tutte un principio. La prima candela accesa è quella nera centrale – unità o Umoja – che rappresenta le persone. Gli altri principi sono autodeterminazione (umoja), lavoro collettivo e responsabilità (uima), economia cooperativa (ujamaa), lo scopo (nia), la creatività (kuumba), e la fede (imani) .[7] Dopo che la candela nera dell’unità è stata accesa il primo giorno, seguono una candela rossa, poi una verde e si alterna fino all’ultimo giorno. I colori delle candele, in poche parole, rappresentano la lotta (rossa), le persone (nera) e il futuro (verde). L’ultimo giorno di Kwanzaa viene celebrato con una festa, il karamu. [8] L’osservanza dei sette principi non è solo un esercizio per la mente. Il lavoro, la scrittura e le canzoni dei pensatori neri sono usati per contemplare i principi, così come il lavoro dei partecipanti.[9] A causa del Covid, molte delle attività suggerite dalle organizzazioni sono quelle da svolgere a casa, mentre negli anni passati includevano raduni, balli, canti, musica e altro.

A poll taken by Public Policy survey in 2012 found that 4% of Americans who celebrate a winter holiday primarily celebrate Kwanzaa, which would equal about 12.5 million people.[10] It is believed that the popularity of the holiday has plateaued since its inception. Regardless of what the future of the holiday looks like it is an important piece of US history. It is a yearly reminder of the civil rights issues faced in the past, especially by Black people, and of the work that still must be done by everyone.

Un sondaggio condotto nel 2012 da Public Policy ha rilevato che il 4% degli americani che celebrano una festività invernale celebra principalmente Kwanzaa, il che equivarrebbe a circa 12,5 milioni di persone. [10] Si pensa che la popolarità di questa festa si diffusa stabilmente sin dal suo inizio. Indipendentemente da come sarà il suo futuro, rimane un importante tassello della storia statunitense. È una ricorrenza annuale che ricorda le questioni relative ai diritti civili affrontate in passato, in particolare da parte dei neri, e di quanto impegno ci voglia ancora da parte di tutti.

Fonti:

  1. Reaffirming and Restoring Culture
  2. Kwanzaa (1966-)
  3. Watts Rebellion
  4. Watts Rebellion (Los Angeles)
  5. Race Riots of the 1960s
  6. Dr. Maulana Karenga
  7. These Kwanzaa Traditions Celebrate the Power of Honoring Our Past
  8. Kwanzaa
  9. The Seven Principles of Kwanzaa
  10. The Number of Americans Who Celebrate Kwanzaa Has Changed Over the Years

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