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Incendi boschivi: una vera e propria piaga

Con l’arrivo dell’estate, uno dei più grandi pericoli a cui si va incontro è quello degli incendi. In Italia, questo problema si è trasformato in una vera e propria “piaga”. Negli ultimi quindici anni, si stimano ben cinquecentomila ettari di bosco bruciati, che costituiscono non solo un disastro per l’equilibrio ecologico della penisola, ma anche un gravissimo danno economico.

Ma il fenomeno non riguarda solo l’Italia: in tutto il mondo, gli incendi boschivi stanno diventando sempre più frequenti e difficili da estinguere. Nel 2019, oltre 1.600 incendi boschivi hanno bruciato l’Europa fino a metà agosto, con situazioni più preoccupanti in Spagna e Francia. Inoltre, a giugno dello stesso anno, il Copernicus Atmosphere Monitoring System (CAMS), che rileva le emissioni degli incendi boschivi nel mondo, ha riportato fiamme intense in Siberia e nell’Artico e conseguentemente, la distruzione di un’area grande quanto 100.000 campi da calcio. [1] La situazione è decisamente grave anche in Amazzonia dove, nel 2019, 70.000 incendi hanno colpito numerosi Stati brasiliani. Infine, secondo la NASA, negli Stati Uniti occidentali il numero di incendi e la quantità di territorio bruciato hanno subito un aumento costante dagli anni ’50. [2]


Definizione e cause di un incendio boschivo

Un incendio boschivo è un fuoco che tende ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate che si trovano all’interno delle stesse aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi alle aree”. (art. 2 della Legge n. 353 del 2000)

Le cause di un incendio boschivo possono essere diverse. Si possono quindi verificare: 

  • incendi naturali, che possono essere - anche se molto raramente - causati da fulmini durante dei forti temporali;
  • incendi colposi o involontari, causati dall’uomo, per esempio in attività agricole e forestali (per bruciare le stoppie o per rinnovare i pascoli e gli incolti), dall’abbandono di mozziconi di sigarette e fiammiferi o da attività creative come barbecue non spenti bene o il lancio di petardi;
  • incendi dolosi o volontari, ovvero incendi che vengono appiccati volontariamente in modo da utilizzare l’area distrutta per interessi personali che possono essere legati, per esempio, all’edilizia o al bracconaggio; ci sono inoltre casi di incendi dolosi causati da problemi comportamentali come la piromania e la mitomania.

È importante sottolineare che anche la situazione meteorologica costituisce una variabile importante per gli incendi in quanto la temperatura, l’umidità, le precipitazioni e il vento ne influenzano l’intensità e la velocità di propagazione. Gli incendi peggiori, infatti, si verificano nel periodo estivo proprio a causa delle alte temperature, del tempo secco e dei venti intensi.


Le conseguenze degli incendi boschivi

Gli incendi boschivi portano a conseguenze di vario genere, che possono in primo luogo riguardare piante e animali, ma anche insediamenti e vie di comunicazione.

Per quanto riguarda le specie animali e vegetali, la rapidità di recupero di un bosco dipende dalla tipologia e dalla frequenza degli incendi. A seguito degli incendi più intensi e frequenti, riescono a sopravvivere solamente quelle specie chiamate “piroresistenti”, ovvero capaci di sopravvivere al fuoco. Tuttavia, le specie tornano rapidamente in quanto gli incendi boschivi alterano le condizioni di vita e permettono la diffusione di nuove specie. Infatti, la struttura più rada della foresta e l’aumento di sostanze nutritive (nel breve termine) creano delle buone condizioni di vita per molte specie animali e vegetali. Per esempio, alcuni alberi si rigenerano in maniera molto rapida e, pochi anni dopo un incendio, il numero di specie animali e vegetali presenti sulla superficie bruciata è superiore rispetto al numero presente in un bosco intatto.

Per quanto, però, ci possano essere degli effetti positivi sul ripopolamento delle superfici bruciate, un incendio costituisce ad ogni modo un grosso problema soprattutto a livello di sicurezza. Gli incendi boschivi, infatti, si generano solitamente su rapidi pendii, causando spesso la caduta di massi. Inoltre, lo strato di cenere depositato sulla superficie è impermeabile e, nei primi due anni dopo l’incendio, l’acqua piovana fatica a penetrare nel suolo, causando fenomeni erosivi.


Incendi a Oristano

In questi giorni, il tema degli incendi boschivi è sempre più caldo a causa delle fiamme divampate, a partire dallo scorso 24 luglio, in Sardegna, nella provincia di Oristano. Dopo tre giorni di fuoco, si stimano che 20 mila ettari di boschi, campi e vegetazione siano stati ridotti in cenere, con case, aziende, agricole e altri edifici distrutti e diversi animali morti. Le zone che hanno subito le conseguenze più pesanti sono quelle del versante centro-occidentale. Lo stato di emergenza è stato dichiarato in ben tredici comuni e si stima che circa 1500 persone abbiano dovuto lasciare la propria casa.

La situazione è disastrosa e ancora si lotta per domare le fiamme - ha dichiarato Roberto Serra di Confagricoltura - ma siamo veramente in uno scenario da apocalisse”. Ettore Crobu, invece, presidente dell’ordine dei dottori agronomi e forestali, ha affermato che si tratta di un evento “senza precedenti, con danni elevatissimi sia sul piano economico, sia su quello ambientale”.

Ancora è troppo presto per capire che cosa abbia dato origine al rogo: le indagini del Corpo Forestale regionale, infatti, sono solo all’inizio.


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  • L'Autore

    Lorena Radici

    Lorena Radici studia Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Milano, curriculum: International Cooperation and Human Rights. Nel 2019 ha conseguito una laurea in Scienze della Mediazione Linguistica presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici (SSML) di Varese, specializzandosi nel campo della traduzione e dell'interpretariato in inglese, spagnolo e cinese.

    Durante il suo percorso di studi alla triennale ha avuto l'opportunità di svolgere dei tirocini di traduzione verso la lingua inglese con la redazione di VareseNews e con l'associazione culturale della località del Sacro Monte di Varese. Sempre alla SSML ha poi frequentato il corso di alta formazione in Mediazione Culturale.

    La sua passione per le Relazioni Internazionali è rivolta soprattutto al settore dei diritti umani, dell'immigrazione e della sicurezza internazionale. In particolare, è interessata ai temi riguardanti la criminalità organizzata globale.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di Autrice nelle aree tematiche "Organizzazioni Internazionali" e "Ambiente e Sviluppo" e il ruolo di Revisore di Bozze.

    Lorena Radici studies International Relations at the University of Milan, curriculum: International Cooperation and Human Rights. In 2019 she got a degree in Sciences of Language Mediation at SSML in Varese, where she studied Translation and Interpretating in English, Spanish and Chinese.

    During the degree course at SSML she had the opportunity to do an internship in translation with VareseNews and a cultural association of Sacro Monte. She also attended a course of Higher Education in Cultural Mediation.

    For what regards International Relations, she is interested above all in human rights, immigration and international security. Particularly, she is interested in topics related to global criminal organizations.

    Within Mondo Internazionale she is an Author for the thematic areas of "International Organizations" and "Environment and Development" and she also serves as Proofreader.

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Sezioni Ambiente e Sviluppo Società


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#incendi #incendiboschivi #fuoco #fiamme #dannoambientale #sicurezza

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