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In ricordo di David Sassoli: dal giornalismo al Parlamento Europeo

David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo dal 2019, è deceduto a causa di una grave complicanza al suo sistema immunitario. Da politici di sinistra e di destra sono giunti tributi e lodi al suo operato, sottolineando come fosse amato sia dai compagni sia dagli avversari. I primi anni di carriera come giornalista portarono Sassoli alla Rai, in seguito fu eletto al Parlamento Europeo, dove ha ricoperto la carica di Presidente. In tanti hanno menzionato la sua capacità di costruire ponti, specie per le questioni relative all'emergenza migratoria. Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi lo ha definito un “simbolo di equilibrio e umanità”. La presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen gli ha reso omaggio definendolo un “grande europeo”.

La carriera giornalistica

Dopo essersi diplomato al Liceo classico Virgilio di Roma, Sassoli si impegnò nell'associazione di cultura politica denominata la “Rosa Bianca”. La vocazione giornalistica di Sassoli iniziò nel 1985 quando a Parigi intervistò al Centro Pompidou il terrorista di sinistra Oreste Scalzone, documentando poi un incontro di quest'ultimo con l'allora Ministro del Lavoro Gianni De Michelis: il colloquio tra il capo del Dicastero e il latitante finì poi sulle pagine di Famiglia Cristiana. Lo scoop fece guadagnare a Sassoli l'assunzione nella redazione de Il Giorno. Nel 1992 approda alla Rai come inviato di cronaca per il Tg3, dove si occupa delle vicende legate a Tangentopoli e collaborando, tra le altre cose, con Michele Santoro nei programmi Il rosso e il nero e Tempo reale. Quattordici anni più tardi diviene, sotto la direzione di Gianni Riotta, vicedirettore del Tg1 facendosi conoscere e apprezzare da milioni di italiani.

L'impegno politico

Dopo aver abbandonato la carriera giornalistica, nel 2009 Sassoli aderì al nuovo progetto politico di Walter Veltroni, il Partito Democratico, e su proposta del Segretario Franceschini venne candidato alle elezioni del giugno del 2009 per il Parlamento europeo (Mep), ottenendo oltre 400 mila preferenze e risultando tra i più votati in Italia. Tre anni più tardi Sassoli provò anche la corsa a sindaco di Roma, candidandosi alle primarie del Pd: la sua corsa al Campidoglio, però, non avrà successo, e Sassoli giunse alle spalle del futuro sindaco Ignazio Marino ma piazzandosi davanti a Paolo Gentiloni, che diverrà Presidente del Consiglio appena cinque anni più tardi.

Nel 2014, trascinato dall’exploit del Pd di Matteo Renzi, Sassoli venne rieletto al Parlamento Europeo ed il 1º luglio dello stesso anno nominato vicepresidente dell’Assemblea, dove dedicò il suo tempo alle questioni del quadrante euro-mediterraneo. Durante il terzo mandato, dopo le elezioni di maggio 2019, è stato eletto Presidente del Parlamento. Durante il suo discorso di insediamento ha esortato l'UE a recuperare lo spirito dei padri fondatori, a riscoprire i valori di pace e uguaglianza, rifornendo di nuova linfa il progetto europeo. Il 16 dicembre scorso, nel suo ultimo discorso al Consiglio europeo, parlando ai Capi di Stato e di Governo dell'Unione, in quello che può essere definito il suo testamento politico, Sassoli ha evidenziato la necessità di portare avanti un “nuovo progetto di speranza” costruito attorno ai pilastri dell'innovazione, che deve coinvolgere anche le istituzioni e le politiche, della protezione, tanto dei confini quanto del bene comune, e del consolidamento e della diffusione del modello democratico.

Quella di David Sassoli è stata una storia umana e politica legata indissolubilmente al Partito Democratico, ma soprattutto ai valori della Democrazia Cristiana e del cattolicesimo democratico, ambienti frequentati da Sassoli durante la sua giovinezza. Suo padre era infatti parrocchiano di Don Milani e amico del “sindaco santo” Giorgio La Pira e di Nicola Pistelli, “padri nobili fiorentini”. È probabile che già in questa fase il giovane Sassoli abbia assorbito gli ideali del Manifesto di Ventotene, testo fondante dell'Unione Europea. Lo stretto legame tra l'isola Pontina e Sassoli trovò riconoscimento nel febbraio del 2020 quando a Bruxelles il sindaco di Ventotene consegnò a Sassoli il premio “La Chiave d'Europa” per l'impegno nel promuovere le riforme europee e il processo d'integrazione. È stato un politico la cui attenzione per il consolidamento del modello democratico non è mai venuta meno. 

Immagine: © European Union 2019 - Source : EP, CC BY 4.0 , via Wikimedia Commons


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  • L'Autore

    Federico Pani

    Di Cagliari, laureato in relazioni internazionali ed appassionato alle tematiche statunitensi.

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