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Il teatro al servizio della comunicazione

Studio Novecento ci spiega per quale ragione

Fin dagli albori della sua storia l’umanità si è raccontata storie, riunita intorni ai fuochi per superare la notte, combattere un brutto temporale, sentirsi parte di una collettività. Fin dagli albori della sua storia l’umanità è rimasta incantata da chi quelle storie le raccontava. Un cerchio di occhi attenti e menti che proiettavano immagini di ciò che veniva narrato. Col passare degli anni la narrazione collettiva è diventata arte assumendo diverse forme, pittura, scultura, musica e teatro. Quell’uomo che raccontava le storie è diventato attore e i cerchi attorno al fuoco gradinate; ciò che è rimasto immutato è il fascino che accompagna questa figura. Con i grandi stravolgimenti che il Novecento ha portato con sé c’è sicuramente una perdita della cultura orale, sostituita da quella scritta dei giornali e quella virtuale dell’informatica. Chi ha però mantenuto questa modalità comunicativa per tutto il secolo sono i teatranti: gli attori e la loro sfida nel raggiungere un contatto vero col pubblico; i registi e la loro ricerca del miglior modo per veicolare messaggi; ed i drammaturghi studiando un linguaggio che potesse parlare al proprio tempo. La comunicazione orale, che prima era istintiva e base di ogni rapporto interpersonale, adesso va ricostruita razionalmente, passo passo. Questo è proprio il lavoro dell’attore: fin dai primi momenti della sua formazione deve imparare di nuovo tutto ciò che aveva faticosamente acquisito nei suoi anni di vita. È frustrante ed insieme affascinate trovarsi a dover re-imparare a respirare, parlare, camminare; come ripercorrere le grandi vittorie dei primi mesi di vita ma con un corpo dieci volte più grande.

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È quindi con perizia quasi scientifica che l’attore ripercorre tutti gli elementi che compongono una efficace comunicazione orale: l’uso del proprio corpo e la consapevolezza che qualsiasi movimento manda messaggi al pubblico, la voce con il suo ritmo e i suoi suoni che arrivano prima del senso delle frasi, il linguaggio stesso e la scelta delle parole giuste per il contesto oltre ad un corretto uso dello spazio come dispositivo comunicativo. Il teatro è una forma d’arte capace di fermare il tempo, inchiodare un istante - un momento - e renderlo universale, parlare della collettività e scavare nel profondo di popoli e persone. Ciò però che compone il complesso agglomerato di storie ed emozioni che è il teatro può essere scomposto e osservato nelle sue parti, diventa così un ottimo strumento pedagogico: ecco che le tecniche acquisite dagli attori possono essere messe al servizio di chi attore non è, ma ha fame di ricostruire una propria attitudine alla comunicazione orale. Questo è il principale obiettivo del Corso di comunicazione interpersonale non scritta promosso insieme a Mondo Internazionale. Una rinnovata consapevolezza dell’uso del proprio corpo, della propria voce, di un linguaggio adeguato e di una conoscenza delle regole dello spazio che ci circonda, accompagnate dalla sensibilità e dalle competenze da cui ogni allievo parte, diventano nuove frecce all’arco di una comunicazione orientata al successo.

A cura di Federico Cicinelli,
Operatore Teatrale e membro dello Staff di Studio Novecento.


Per leggere il programma dettagliato del Corso e tutte le informazioni necessarie all'iscrizione clicca il seguente link: https://mondointernazionale.co...


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  • L'Autore

    Marcello Alberizzi

    Nasco a Milano nel 1995, conseguo la maturità scientifica e mi laureo in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee nel 2017. Attualmente sono studente magistrale in International Politics and Regional Dynamics all'Università degli Studi di Milano. La mia seconda passione è l'analisi dei mercati finanziari e dell'economia globale. La mia qualità migliore? Imparare da chi mi sta di fronte. Il mio obiettivo nella vita? Darle un senso. Il mio motto? "Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. [...] La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso." - Italo Calvino.

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Dossier Storie


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Comunicazione teatro Oratoria gestualità corpo

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