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Il problema dell'Euroscetticismo

L’Unione Europea, negli ultimi tempi, si è trovata (e tuttora si trova) a dover affrontare un vivace euroscetticismo.

Esso si è rinvigorito a partire dalla crisi finanziaria di 10 anni fa; crisi che ha visto i paesi dell’Ue uscirne più indeboliti rispetto ai due giganti agli antipodi del Globo: Usa e Cina.

In questo contesto delicato, la politica di bilancio restrittiva e la crisi migratoria hanno contribuito a peggiorare l’immagine dell’Unione presso il pubblico. Infatti, l'Ue si è guadagnata la fama di Signora del Male, che opera all’oscuro dei popoli e contro il loro avvenire.

Questa confluenza di eventi è risultata propizia per i partiti populisti, i quali hanno incalzato una retorica anti-Ue e pro sovranità nazionale. Tale dialettica ha perfettamente attecchito sulla popolazione, grazie alla percezione diffusa della crescita delle disuguaglianze e di un ammaccamento dello stato sociale.

Ma le disuguaglianze e lo stato sociale, battaglie su cui anche adesso l’Ue ha deciso di impostare la propria agenda, hanno realmente riportato danni ingenti?

Come sempre accade, ogni cambiamento accontenta alcuni e scontenta altri e, in questo, la globalizzazione non si distingue. Disuguaglianze e spesa sociale, però, sembrano aver seguito un trend inverso a quello descritto: la spesa sociale media nei paesi OCSE è cresciuta di 5 punti percentuali rispetto al 1990 e, prendendo ad esempio l’Italia, la spesa pubblica non si è ritratta ma è anzi rimasta stabile sopra il 40% a partire dagli anni 2000. Non è dunque ravvisabile quella ritirata dello Stato alla quale si imputano i mali moderni.

Ma i riflettori non sono tanto puntati sulla realtà, quanto sulla percezione che si ha di essa. E questa sta portando i partiti populisti ad accumulare sempre più influenza e potere, finendo con il danneggiare il costrutto europeo stesso. Perché se i singoli interessi nazionali prevalgono, l’Europa non può che soccombere. E se l’Europa soccombe, ciò che si prefigura nello scenario internazionale dei prossimi anni è la nascita di un assetto in stile Guerra Fredda, dove gli Stati continentali graviterebbero intorno all’orbita di Usa e - ora - Cina.

La minaccia arrecata all’Europa dal populismo ha quindi anche, e soprattutto, un rilevante carattere geopolitico.

Se si hanno a cuore concetti quali democrazia liberale, pluralismo, stato di diritto, diritti umani, transizione verde dell’economia, non si può che sperare nella sopravvivenza dell’Unione Europea e in un suo rafforzamento. Poiché essa sarebbe l’unica entità geopolitica in grado di contrastare lo strapotere dei due hub rappresentati da Usa e Cina.

Al prossimo aggiornamento!

Fonti:

EUROPE IN IDENTITY CRISIS. The future of the EU in the Age of Nationalism, ISPI.

La verità, vi prego, sul neoliberismo, Alberto Mingardi.


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  • L'Autore

    Edoardo Pozzato

    - Nome: Edoardo Pozzato;

    - data di nascita: 16/05/1998;

    - studente di: Scienze Internazionali e Istituzioni Europee, 3°anno

    Amante della scrittura e della lettura, in particolare di gialli e opere di scienza o filosofia politica.

    Pragmatico e realista ortodosso: sono più interessato alla logica e alla durezza dei fatti, piuttosto che alle aspirazioni o ai grandi ideali astratti.

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Dal Mondo Europa


Tag

EU euroscepticism geopolitics USA China

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