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Il Presidente Biden partecipa al Consiglio Europeo

E riparte il motore dell'alleanza transatlantica

E riparte il motore dell'alleanza transatlantica

La riunione del Consiglio Europeo tenutasi il 25 marzo scorso ha visto la partecipazione di un ospite d’onore di primo piano: il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il Presidente Biden si è unito ai capi di stato e di governo dell’Unione nella sera del 25 marzo, su formale invito del Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, a 12 anni dall’ultima volta in cui un Presidente degli Stati Uniti aveva preso parte a un vertice europeo (il vertice informale di Praga dell’aprile 2009[1]). Allora Biden ricopriva la carica di Vicepresidente e il Presidente in visita in Europa – quella volta fisicamente – era Barack Obama.

La partecipazione di Biden è stata salutata da molti come il segno tangibile del ritrovato interesse statunitense nei confronti della storica alleanza transatlantica, evidentemente compromessa dalle scelte operate negli ultimi quattro anni dall’amministrazione Trump. Nel suo discorso di apertura, lo stesso Presidente del Consiglio Europeo Michel ha riconosciuto nell’incontro un’opportunità di rinvigorimento della cooperazione transatlantica e di approfondimento dello storico legame esistente tra le due sponde dell’Atlantico, all’indomani del celebrato ritorno degli Stati Uniti sulla scena internazionale. “America is back”, aveva detto Biden alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco dello scorso 19 febbraio; “we are happy you are back”, ha risposto Michel, a nome degli stati membri, in apertura del vertice del 25 marzo. Nelle dichiarazioni poi rivolte alla stampa al termine della riunione, il Presidente Michel ha avuto modo di rimarcare come l’incontro abbia fornito un’occasione, al Presidente Biden, per presentare la propria visione del futuro della cooperazione tra USA e UE e, all’Unione, per esprimere tutto il proprio sostegno e impegno in favore dell’alleanza transatlantica[2]. Sostegno e impegno che sono ora ricambiati dal partner statunitense: Biden ha infatti dichiarato di essere deciso a rivitalizzare le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea, come riconosciuto anche dal Presidente del Consiglio Draghi nella conferenza stampa del 26 marzo[3], e che “un’Unione Europea forte è nell’interesse degli Stati Uniti[4]. Si direbbe, come titolava Politico lo scorso 19 febbraio, che “la cavalleria transatlantica è di nuovo in sella[5].

I temi affrontati dai 27 insieme al Presidente Biden sono stati molteplici, a cominciare dall’attuale emergenza pandemica. Riguardo alla pandemia di COVID-19, Michel ha dichiarato: “oggi la nostra priorità assoluta è la COVID-19. Nessuno sarà al sicuro finché tutti non lo saranno. Dobbiamo unire le forze per sconfiggere il virus. Ciò include una stretta cooperazione in materia di vaccini”[6]. A proposito di vaccini, Michel ha sottolineato l’importanza di accelerarne la produzione e la distribuzione, di assicurare la continuità delle catene di approvvigionamento e di garantire l’accesso ai vaccini anche ai Paesi a basso e medio reddito, attraverso lo strumento COVAX. Che la questione vaccini sarebbe stata prioritaria nel dibattito dei 27 (più 1) era più che prevedibile, data la sua centralità nel dibattito pubblico europeo corrente – nonché le recenti discussioni sulla larga portata delle esportazioni di vaccini da parte dell’Unione Europea e la politica di blocco delle esportazioni invece implementata da Regno Unito e Stati Uniti.

Altro tema di primaria importanza affrontato durante l’incontro è stato poi quello della ricostruzione post-pandemica, che – il Presidente Michel ha sottolineato – nell’Unione Europea sarà incentrata sui due pilastri fondamentali della transizione ecologica e degli obiettivi enunciati nell’Agenda Digitale. Rispetto alla lotta ai cambiamenti climatici, Michel ha approfittato dell’occasione per esprimere la grande soddisfazione degli stati membri nei confronti della decisione della nuova Presidenza statunitense di far rientrare gli USA nell’accordo di Parigi e Biden ha riconosciuto la necessità di affrontare questa sfida globale insieme agli alleati europei. Ma particolarmente interessante è stato il confronto sui temi dell’Agenda Digitale. A partire dalla convinzione che “i cittadini non accetteranno lo sfruttamento eccessivo dei loro dati personali, che sia da parte delle imprese alla ricerca di profitto o degli Stati”[7] e che sia necessario impedire uno sfruttamento delle data resources paragonabile a quello subito dalle risorse naturali, il Presidente del Consiglio Europeo ha esortato il Presidente Biden a partecipare alla creazione di un framework entro il quale le risorse digitali possano essere utilizzate, in maniera più saggia, a fini di innovazione e sviluppo economico e, più in generale, alla definizione di un nuovo standard digitale democratico. A proposito di ciò, nelle conclusioni della sessione del Consiglio Europeo del 25 marzo gli stati membri hanno rimarcato “la necessità di affrontare urgentemente le sfide fiscali scaturenti dalla digitalizzazione dell’economia”[8] e, dopo aver ricordato la propria preferenza per il raggiungimento di una soluzione globale sul fronte della tassazione delle imprese del settore digitale, hanno confermato che l’Unione Europea è pronta a muoversi anche unilateralmente, nel caso tale soluzione globale non venga raggiunta. È infatti previsto che la Commissione presenti una proposta per l’introduzione di una digital tax, come nuova risorsa propria dell’Unione, nel primo semestre del 2021. Su questo fronte, in occasione della già citata conferenza stampa del 26 marzo il Presidente del Consiglio Draghi ha rilevato come nel corso del vertice il Presidente Biden abbia riconosciuto come possibile il raggiungimento di un accordo internazionale sulla tassazione delle multinazionali digitali, rispetto a cui la precedente amministrazione aveva invece mantenuto una posizione di totale chiusura.

E infine, la sicurezza. A fronte delle minacce rivolte ai principi democratici, ai diritti umani e alla cooperazione internazionale fondata sul diritto dai regimi autoritari, che sempre più si servono di strumenti quali la disinformazione, gli attacchi informatici e le minacce ibride per attaccare le democrazie dall’esterno e dall’interno, è forte la consapevolezza, negli stati membri, della rilevanza cruciale dell’alleanza NATO. Essa, ha dichiarato Michel, “resta la pietra angolare della pace e della sicurezza collettive e noi europei siamo determinati ad assumerci la parte dell’onere che ci compete”[9]. È fondamentale che a quegli attacchi l’Unione Europea resista, a fianco degli Stati Uniti e degli altri alleati, in difesa dei principi sui quali è stata eretta. Solo così, come auspicato da Biden, si potrà assicurare che “the rules of the road” continuino a essere definite dalle democrazie, piuttosto che da regimi più o meno esplicitamente autoritari[10] (il riferimento, tanto implicito quanto esplicito, è alla Cina e alla Russia).

Come si diceva, la cavalleria transatlantica è risalita in sella. Gli ostacoli non mancano, ma sembra nemmeno la determinazione ad affrontarli in un'ottica di collaborazione.

[1] https://www.theguardian.com/world/2021/mar/23/joe-biden-attend-eu-virtual-summit-this-week

[2] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/03/25/remarks-by-president-charles-michel-following-the-video-conference-of-the-members-of-the-european-council-25-march-2021/

[3] https://www.governo.it/it/articolo/conferenza-stampa-del-presidente-draghi/16496

[4] https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2021/03/25/president-biden-participates-in-european-council-summit/

[5] https://www.politico.eu/article/the-transatlantic-cavalary-rides-again/

[6] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/03/25/introductory-remarks-by-president-charles-michel-at-the-videoconference-of-eu-leaders-with-us-president-biden/

[7] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/03/25/introductory-remarks-by-president-charles-michel-at-the-videoconference-of-eu-leaders-with-us-president-biden/

[8] https://www.consilium.europa.eu/media/48976/250321-vtc-euco-statement-en.pdf

[9] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/03/25/introductory-remarks-by-president-charles-michel-at-the-videoconference-of-eu-leaders-with-us-president-biden/

[10] https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2021/03/25/president-biden-participates-in-european-council-summit/


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  • L'Autore

    Irene Boggio

    IT_ Irene Boggio si è laureata in Scienze Politiche e Sociali presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi in Analisi delle Politiche Pubbliche sul ruolo dell'expertise nel policy-making ed è prossima a conseguire la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso la medesima università, con specializzazione in Studi Europei. E' inoltre studentessa della Scuola di Studi Superiori "Ferdinando Rossi" di Torino, sin dall'inizio del suo percorso universitario.

    EN_ Irene Boggio graduated in Political and Social Sciences at the University of Turin, with a dissertation in Public Policy Analysis on the role of expertise in policy-making. She is about to earn a masters' degree in International Studies at the same university, specializing in European Studies. She's also been a student at the "Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi" of Turin right from the beginning of her academic journey.

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