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Il Montenegro ha chiesto un prestito all’Unione Europea

Podgorica chiede aiuto per pagare il debito sulla realizzazione della prima autostrada nel paese

Lo Stato del Montenegro ha un debito con la Cina per la realizzazione della prima autostrada del paese, che dal confine con la Serbia dovrebbe raggiungere – con 40 ponti e 90 gallerie - la città di Bar sul mare.

Il progetto ha già aperto polemiche in precedenza. Prima di tutto, ci sono state accuse sull’impatto ambientale, poiché l’infrastruttura rischia di compromettere il noto paesaggio incontaminato del paese, molto apprezzato a livello turistico. L’associazione Green Home ha affermato che “nel fiume Tara i pesci non torneranno prima di 20 anni”. Un altro aspetto controverso è la gestione dei fondi per la realizzazione, che prosegue in ritardo. I soli 41 chilometri terminati – sui 170 previsti - sono costati 20 milioni ciascuno.

L’inaugurazione della prima sezione era prevista per la fine del 2020, ma non è tutt'ora terminata. L’ONG Mans, che si batte contro la corruzione nel paese, accusa diversi esponenti politici e il presidente Đukanović di non aver gestito la costruzione e la gestione degli appalti in modo trasparente. Di fatto, il progetto è coperto dal segreto di Stato, con esenzioni tributarie previste per la compagnia cinese realizzatrice dell’opera, estese successivamente alle compagnie subappaltatrici.

E’ stato necessario aumentare considerevolmente il debito pubblico per avviare la costruzione dell’opera, ma, essendo la sua realizzazione molto lontana, il paese non ne ha ottenuto i vantaggi economici. La compagnia cinese appaltatrice ha portato lavoratori dalla madrepatria, mentre le aziende montenegrine subappaltatrici corrotte hanno assunto lavoratori clandestini dai paesi limitrofi, quindi non ci sono stati benefici nemmeno nel mercato del lavoro. Le finanze dello Stato si sono trovate in una situazione critica e nell'incapacità di rimborsare i debiti. Podgorica ha chiesto aiuto a Bruxelles, ma la Commissione si è espressa negativamente.

Perché l’Unione Europea non vuole pagare?

Il Montenegro ha raggiunto l’indipendenza dalla Serbia – al tempo chiamata Serbia e Montenegro – nel 2006 a seguito di un referendum. Ha presentato domanda di adesione all’Unione il 15 dicembre 2008, che ha avuto un parere favorevole da parte della Commissione nel 2011. Il Consiglio europeo aveva già concesso lo status di paese candidato nel 2010 e ha avviato i negoziati nel 2012. Per tutto il decennio si sono svolte numerose conferenze d’adesione, l’ultima delle quali a giugno del 2020 in materia di concorrenza. L’Unione ha mostrato segni di apertura verso i paesi dei Balcani, interessati a far parte del processo d'integrazione europea. Nonostante ciò, la situazione a livello di corruzione nel Montenegro è nota ai vertici europei, così come lo è la mancata trasparenza nel progetto di realizzazione dell’infrastruttura. Per ottenere un maxi-prestito da Bruxelles, come quello richiesto, sarebbe stato necessario rispettare delle regole, tra le quali appunto gli standard di trasparenza.

Perché il Montenegro deve pagare il debito alla Cina? Perché i vertici europei sono preoccupati?

Nel 2014, il Montenegro ha ottenuto un prestito da un miliardo dalla Export-Import Bank (EXIM) cinese. Đukanović promette di pagare la prima rata a luglio, anche senza l’ausilio dell’Europa. L’eventualità che il Montenegro manchi il pagamento spaventa i leader europei, perché la Cina potrebbe valutare di annullare il debito in cambio della cessione di territori di sovranità del Montenegro: Stato nel Mediterraneo, vicinissimo all’Unione Europea e membro della Nato. Una situazione simile si è verificata nel 2017. Per l’insolvenza di un debito, lo Sri Lanka ha ceduto la territorialità del porto marittimo, oggetto del finanziamento, alla Cina.

Bruxelles teme questo possibile risvolto geopolitico, ma non cede alla richiesta di aiuto. Mentre la Cina investe e influenza economicamente i Balcani, l’Europa non riesce a proporre alternative convincenti.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

    Michele Bodei sta per conseguire la laurea triennale in Studi Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta approfondendo gli studi sul regime di Cuba negli anni Sessanta nella preparazione dell’elaborato finale.

    È appassionato di geopolitica e di musica, dall’hip hop al jazz, e pratica nuoto nel tempo libero.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore su tematiche europee.

    Michele Bodei is getting his Bachelor’s degree in International Studies and European Istitutions at “Univesità degli Studi di Milano”, where he is deepening his studying on cuban regime during the Sixties while preparing his final thesis.

    He loves geopolitics and music, from hip hop to jazz, and during free times he enjoys swimming.

    In Mondo Internazionale he is author for european themes.

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