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Il futuro vegetariano ha il sapore della carne

Sempre più spesso leggiamo articoli e vediamo pubblicità riguardanti i burger vegetariani al sapore della carne. È un mercato sempre più in espansione che si prepara a conquistare sempre più consumatori..

La customer experience creata dalle aziende rasenta la perfezione. Fin dalla vista, l’aspetto di questi burger ricalca perfettamente quello dei più diffusi equivalenti di carne. L’esperienza si replica poi con l’olfatto ed infine con l’udito quando, poggiati sulla padella o sulla brace, producono lo sfrigolio usualmente creato dal grasso. Da alcuni di loro, durante la cottura, sembra che fuoriesca del sangue, che altro non è se non un liquido che nasce dalla barbabietola al loro interno. Stiamo parlando dei burger vegetariani, che aspirano a ricreare nel gusto di chi le assaggia le stesse sensazioni provocate nella classica svizzera di carne.

Questi burger hanno al loro interno solo prodotti di origine vegetale, senza alcuna componente animale. I vari brand hanno diversi metodi di produzione, ma in ogni caso la loro quantità proteica è equivalente a quella presente in un hamburger animale. Uno solo di questi prodotti provvede a fornire 20 grammi di proteine, derivanti da una combinazione di piselli e fagioli indiani. Riso integrale, olio di cocco, lievito e succo di barbabietola sono invece le componenti non proteiche.

Quello dei veggie burger è uno dei settori che sta registrando la maggiore crescita all'interno del settore Food and Beverage [2], ma i dati non sono ancora paragonabili con quelli del mercato della carne tradizionale. Uno studio nominato dall'Economist, infatti, racconta chiaramente che nel mercato europeo vengono spesi 1,5 miliardi di dollari in prodotti sostitutivi, pari a circa il 9-12% di quanto viene invece speso in derivati di carne. Questa percentuale è più che dimezzata nel mercato statunitense, con il 4% rispetto al mercato tradizionale. Nonostante queste premesse, le aspettative sono rosee: ci si aspetta un raddoppio del mercato entro il 2022. Dato ancor più interessante è l'analisi complessiva della quota di mercato nel settore carne. Le aspettative, infatti, vedono i prodotti sostitutivi passare dall'attuale 1% ad un 10% nell'arco di questo decennio.

La domanda e la produzione di questi prodotti nascono come risposta a specifiche esigenze da parte dei consumatori. È la riposta delle case produttrici ai dubbi che la popolazione mondiale comincia a porsi in merito di tutela dell’ambiente, etica e salute. La Food And Agriculture Organization of the United States (FAO) ha affermato che il 14,5% dei gas serra totali è emesso da attività collegate all’allevamento di animali. È quindi chiaro che, questo, unito alla crescente attenzione media rispetto alle tematiche di sostenibilità, abbia creato la richiesta di prodotti vegani. È inoltre un trend mondiale quello che vede l’affermarsi di una dieta “flexitariana”, non totalmente vegetariana o vegana ma che vede una drastica riduzione della carne consumata. Il target di questi prodotti non è quindi da etichettarsi con persone già vegetariane o vegane, bensì con una nuova fetta di popolazione, generalmente sotto i trentacinque anni, intenzionata a migliorare le proprie azioni verso il pianeta e verso il proprio regime alimentare.

Sebbene i brand attivi in questo campo siano molti e sempre più numerosi, i due storici e principali competitor in questo campo sono due: Beyond Meat e Incredible Foods. La seconda è entrata sul mercato nel 2011, con il prodotto Impossible Meat. È un’azienda di origine californiana, il suo prodotto è realizzato attraverso il particolare utilizzo di una molecola di soia ed è attualmente attiva sul mercato statunitense e ad Hong Kong.

La prima, di due anni più anziana, è quella che ha fin da subito registrato l’hype maggiore. Californiana come Impossible Meat, è stata fondata da Ethan Brown con l’aiuto di due investitori che di start-up se ne intendono: Evan Williams e Biz Stone. Nonostante i loro nomi possano sembrare sconosciuti ai più, il loro principale successo non lo è: sono due dei creatori di Twitter. L’azienda è ora attiva sul mercato mondiale con un set di prodotti che tocca anche sostituti del pollo. Tra gli investitori della società ci sono anche Leonardo Di Caprio e Bill Gates.

Nonostante l’innovazione sia partita dalla West Coast statunitense, anche l’Europa può nominare i propri campioni. Nestlé ha infatti recentemente lanciato il suo Incredible Burger mentre Unilever ha tra le fila dei propri brand The Vegetarian Butcher, che con il suo burger collabora con la catena di fast-food Burger King nella realizzazione del suo Rebel Whopper.

Come abbiamo potuto vedere, la domanda sta vivendo una crescita costante che sta portando alla creazione di numerose alternative per i consumatori. Questo slancio sostenibile è un’ottima notizia per il nostro pianeta. Quanto più la popolazione adotterà abitudini sostenibili, tanto più sarà grande il vantaggio per la Terra.

Fonti:

[1] https://www.mashed.com/192631/...

[2] https://www.economist.com/international/2019/10/12/plant-based-meat-could-create-a-radically-different-food-chain


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  • L'Autore

    Gianluca Penza

    Gianluca Penza studia International Business Management all'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza (VA), dove ha anche conseguito una laurea triennale in Economia Aziendale.

    Oltre all'attività da studente, sta attualmente svolgendo un'esperienza lavorativa in una multinazionale statunitense. In passato, è stato anche Junior Consultant in una piccola società di consulenza a Milano.

    Tra le sue passioni principali ci sono la scrittura e l'attualità, che coltiva collaborando con MI Post e con altri magazine online.

    Fa parte di Mondo Internazionale dall'estate 2020 in qualità di autore. Le tematiche principali da lui trattate sono l'economia e la sostenibilità.


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Dal Mondo Temi Ambiente e Sviluppo


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sostenibilità burger vegani carne market business

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