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Il costo della cittadinanza - Gerarchia dei passaporti e discriminazione territoriale

Come il sistema dei passaporti offre il fianco a disuguaglianze e discriminazioni atte a controllare gli spostamenti delle popolazioni nella parte povera del mondo

Introduzione

Per ogni migrante, uno degli ostacoli più importanti è rappresentato dal possesso di una documentazione adeguata, che consenta uno spostamento scevro da problematiche giuridiche. La differenza tra migrazione legale e illegale si basa sull’idea che un documento sia qualcosa di facile da ottenere, e che migrare legalmente sia alla portata di tutti. Pertanto, essere clandestino diviene una scelta, ammissione di intenti criminosi. In primo luogo, molti Stati burocratici autoritari non consentono ai propri cittadini di uscire dai confini del loro Paese e non rilasciano documenti così facilmente. Al di là delle difficoltà nei singoli contesti, però, si nasconde una stortura sistemica fortemente discriminatoria, che concede libertà d’azione a seconda della “potenza” del passaporto di cui si è possessori.

Tra Nord e Sud del mondo

Il problema non è la burocrazia o l’incompetenza. Il blocco di alcuni tipi di passaporti è uno dei modi attraverso i quali vengono controllati i movimenti dei cittadini, specie dei non occidentali. La cittadinanza è una delle valute più preziose del nostro tempo, talvolta più pregiata dello stesso reddito personale. Un passaporto occidentale, ad esempio, garantisce spostamenti facili e diretti pressoché ovunque.

È importante sottolineare come i cittadini dei Paesi più industrializzati non siano gli unici a godere di una strada privilegiata. I viaggi senza visto sono possibili in molte mete anche per gli abitanti di alcuni piccoli Paesi, come quelli che vivono nelle isole caraibiche di Antigua e Barbuda, dove è facile acquistare i passaporti; o quelli che risiedono a Singapore. Secondo la classifica 2021 di Passport Index, i passaporti extraeuropei con meno restrizioni sono quello sudcoreano e quello neozelandese, che detengono rispettivamente il ventiquattresimo e il venticinquesimo posto. I più "deboli" sono il pakistano, il somalo, il siriano, l’afgano e l’iracheno.

L’ago della bilancia si basa anche sull’utilità economico-politica di una specifica area. Gli Emirati Arabi Uniti e la già citata Singapore, ad esempio, sono Paesi in cui da un lato la giustizia è gestita attraverso il sistema della Sharia, mentre dall'altro soffrono di enormi ingiustizie sociali. Tuttavia, sono fondamentali per gli investitori, un elemento sostanziale per l’economia globale, quindi godono di molto potere in termini di passaporti e visti. Al contrario, degli iraniani che vogliano andare in Germania non ricevono alcun visto, a meno che non acquistino (fondamentalmente corrompendo) il necessario incontro presso l’ambasciata tedesca al mercato nero. A tal proposito, si denunciano attese lunghe mesi e offerte sospette da parte degli agenti assicurativi a Teheran.

Verso la fine del 2018, il ministero degli Affari esteri di Taiwan ha criticato le Nazioni Unite per il trattamento discriminatorio rivolto ai titolari del passaporto taiwanese, dopo che persino ai possessori di un documento di viaggio cinese era stato rifiutato l’ingresso. Ai cittadini taiwanesi, giornalisti compresi, è stato a lungo rifiutato l’accesso agli edifici delle Nazioni Unite, anche in caso di viaggi per motivi professionali. Nell’aprile del 2019 sei ricercatori, che dal Sierra Leone si erano recati nel Regno Unito per lavorare all’epidemia di ebola, si sono visti rifiutare il visto e la possibilità di accesso al Paese. Da allora sono partiti vari dibattiti parlamentari su quello che risulta a tutti gli effetti “un sistema basato sul pregiudizio contro chi fa domanda d’entrata”.

Lo sviluppo di una gerarchia dei passaporti è un processo complesso che accompagna un sistema restrittivo, e spesso arbitrario, di rilascio dei visti per le persone che vivono in Paesi in via di sviluppo. Questo sistema consente alle nazioni economicamente e politicamente potenti di utilizzare la mobilità delle persone come risorsa di contrattazione, rafforzando la loro influenza. Un esempio di questo meccanismo è stata la Coppa del Mondo FIFA 2014 in Brasile. I Paesi europei mostrarono un vivo interesse nel garantire ai loro cittadini appassionati di calcio il libero accesso al Paese ospitante. In cambio, il Brasile promulgò una liberalizzazione dei regolamenti sui visti per i propri cittadini che desiderassero recarsi in Europa. In questo caso, l’evento culturale ha dato al Brasile potere negoziale e questo a sua volta ha aumentato la sua forza economica e politica.

È anche per questi motivi che i migranti africani sono disposti a pagare prezzi incredibilmente alti ai trafficanti di esseri umani per arrivare dall’altra parte del Mediterraneo. Qualora pagassero una cifra sostanziosamente inferiore per un visto, non avrebbero comunque la sicurezza di ottenere qualcosa di concreto.

Il fenomeno della “discriminazione del passaporto” non si limita ai soli viaggi. È possibile trovare i suoi effetti radicali anche nella questione dei salari. Una stessa quantità di lavoro, della stessa qualità, ma con un passaporto diverso, può significare una differenza enorme nelle entrate stipendiali.

I Passaporti "d’oro"

Il mercato della cittadinanza non è tuttavia qualcosa di nuovo. Già dagli anni Ottanta, diversi governi di piccole nazioni hanno offerto cittadinanze in cambio di investimenti sul territorio, riuscendo a garantirsi così fino a un quarto del loro PIL annuo. Vi sono anche membri dell’Unione Europea interessati a questo business, in particolare Malta e Cipro. Naturalmente, insieme ai visti e ai passaporti, si annida il commercio dei permessi di soggiorno, che consente a importanti uomini d’affari di trasferirsi. Conseguentemente, si annida anche il rischio di corruzione. I documenti possono essere utilizzati per ingannare le autorità fiscali, riciclare denaro o sfuggire a processi. Inoltre, ciò potrebbe avere implicazioni anche sul mercato immobiliare, andando a favorire il fenomeno della gentrificazione. I cosiddetti “passaporti d’oro” garantiscono investimenti, ma è molto probabile che questi non generino alcun tipo di occupazione o benessere diffuso. Essere in possesso di un passaporto cipriota o maltese può voler dire spostamenti in tutta la zona Schengen, con relative opportunità affaristiche. Difatti, numerose volte i commercianti di passaporti hanno finanziato partiti politici per assicurarsi l’esclusività del business, una volta che quei partiti sarebbero saliti al potere.

Recentemente sono state impiegate alcune deboli forme di cambiamento. Il Regno Unito ha rivisto le sue regole, chiarendo che gli investitori, per ottenere i documenti, dovranno riferire sulle loro finanze. Il parlamento portoghese ha approvato un prolungamento del sistema, creando i “visti verdi”, ottenibili attraverso investimenti in energia pulita ed ecoturismo. L’Unione Europea ha promesso una procedura penale contro Malta e Cipro per la pratica della compravendita dei passaporti.

Data l’accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico, e il continuo declino demografico dell’Occidente, non ci si può aspettare che i flussi migratori caleranno in futuro. Gestire lo spostamento dei popoli diverrà la vera arma strategica per farsi valere in politica estera. Ciò, però, potrebbe sacrificare i diritti fondamentali di gran parte della popolazione mondiale.


Fonti consultate per il presente articolo:

Grant Harriet, “Prejudiced’ Home Office refusing visas to African researchers”, The Guardian, 8 Giugno 2019, consultato il 31 marzo 2021, https://www.theguardian.com/po...

Kampelmann Stephan, Rycx François, “Wage Discrimination against Immigrants: Measurement with Firm-Level Productivity Data”, IZA DP No. 10159, agosto 2016, http://ftp.iza.org/dp10159.pdf

Madowo Larry, “Why is it so hard for Africans to visit other African countries?”, 8 ottobre 2018, https://www.bbc.com/news/world...

Marro Enrico, “Se il passaporto diventa arma non convenzionale di politica estera (o modo per fare soldi)”, Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2019, https://www.ilsole24ore.com/ar...

Maxwill Peter, “Ein Termin in der deutschen Botschaft? Das kostet!”, Spiegel Online, https://www.spiegel.de/politik...

Passport Index, 2021 Passport Ranking Index, https://www.passportindex.org/...

Strong Matthew et. al., “Taiwan slams UN for passport discrimination”, https://www.taiwannews.com.tw/...

https://www.rushmytravelvisa.c...


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  • L'Autore

    Edoardo Cappelli

    Edoardo Cappelli nasce a Roma il 21 ottobre 1995. Ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Culture Straniere, e quella magistrale in International Studies, presso l'Università degli Studi di Roma Tre. Data la precedente frequentazione del Liceo Linguistico Giuseppe Peano di Roma, ha potuto apprendere fluentemente l'inglese, il francese e lo spagnolo; andando poi a curarsi del tedesco nei primi tre anni universitari.

    Appassionato di arte - soprattutto di cinema, di cui scrive sulla rivista online "Quarto Potere"-, ama discutere di politica e attualità, soprattutto riguardo temi sociali che sfociano in ingiustizie e disuguaglianze umanitarie. Questo connubio tra amore per la scrittura creativa e voglia di approfondire tematiche politiche lo portano a sperare in una possibile carriera giornalistica.

    Da Marzo 2021 collabora con Mondo Internazionale Post, nel progetto Framing the World. Recentemente ha anche assunto il ruolo di Copywriter Freelance per l'associazione no profit Youth Leadership Network, e lavora come Junior Project Manager per la società Codex Global.


    Edoardo Cappelli was born in Rome on October the 21st, 1995. He holds a bachelor's degree in Foreign Languages ​​and Cultures, and a master's degree in International Studies, at the University of Roma Tre. Given his previous attendance at the Giuseppe Peano Linguistic High School in Rome, he was able to learn English, French and Spanish fluently; later taking care of German in the first three years of university.
    Enthusiast about art - especially cinema, of which he writes for the online magazine "Quarto Potere" -, he loves to discuss politics and current affairs, especially regarding social issues that lead to injustices and humanitarian inequalities. This combination of love for creative writing and the desire to explore political topics lead him to hope for a possible journalistic career.

    Since March 2021 he has been collaborating with Mondo Internazionale Post, in the Framing the World project. He also recently took on the role of Freelance Copywriter for the non-profit Youth Leadership Network, and works as a Junior Project Manager for Codex Global.

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Dal Mondo Sezioni Diritti Umani Società Politica Framing the World


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Valentina De Consoli
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