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Il conflitto in Ucraina: rischio di una nuova escalation nel Donbass

Nei territori dell’ex Unione Sovietica diversi sono i cosiddetti “conflitti congelati”, ovvero situazioni in cui, nonostante la fine degli scontri militari, non sono mai state raggiunte delle vere soluzioni alle dispute e alle tensioni che hanno creato il conflitto in origine, le quali potrebbero riaccendersi da un momento all’altro. 

Esempi classici di ciò sono le rivendicazioni secessionistiche delle regioni dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud nei confronti della Georgia, o ancora lo stato de facto della Transnistria in Moldavia. Entrambe queste realtà si sono rese protagoniste di aspri conflitti in passato, i quali si sono congelati con il tempo, di fatto restando tutt’oggi in uno stallo irrisolto. 

La situazione dell’Ucraina, a seguito dell’annessione russa della Crimea nel 2014 e del conseguente conflitto nella regione orientale del Donbass, sembrava potesse seguire una traiettoria simile. La Repubblica Popolare di Donetsk e quella di Lugansk, le quali insieme costituiscono la regione del Donbass, si sono infatti autoproclamate indipendenti dal governo centrale di Kiev e da allora sono in mano ai separatisti. Da anni ormai tali confini sono di fatto congelati e, nonostante la tensione non si sia mai realmente del tutto placata a causa di sporadici scontri armati tra le forze filorusse e le truppe ucraine, il cessate il fuoco siglato lo scorso luglio lasciava presagire un lento assestamento della regione.

Possibile escalation militare

Nelle ultime settimane, tuttavia, la tensione tra Russia e Ucraina sta pericolosamente aumentando. Ci sono infatti vari elementi che fanno concretamente presagire un riacuirsi degli scontri nel Donbass. Intorno a questa regione sono ripresi movimenti di truppe sospetti che fanno temere un rapido scongelamento della crisi in Ucraina orientale. In particolare, sul versante russo si sta assistendo ad un’imponente mobilitazione militare. Diverse centinaia di veicoli dell’esercito si stanno ammassando in Crimea, ufficialmente per un’esercitazione pianificata nel mese d’aprile [1]. Sui social media impazzano infatti in questi giorni foto e video, provenienti dalle regioni occidentali e meridionali della Russia, di intere colonne di mezzi militari in movimento sulle linee ferroviarie. Inoltre, fonti ucraine evidenziano il dispiegamento da parte di Mosca di sistemi di difesa aerea e persino di mezzi per la guerra elettronica a ridosso della frontiera [2]. Conferme riguardo ad un insolito dispiegamento di forze nei pressi del confine giungono anche dal Pentagono. Il Dr. John F. Kirby, che ricopre il ruolo di “Pentagon Press Secretary”, parlando con la stampa lo scorso 31 marzo si è espresso chiaramente a riguardo, dichiarando:

“Le azioni destabilizzanti della Russia stanno minano le intenzioni di de-escalation che erano state raggiunte attraverso l’accordo mediato dall'OSCE siglato a luglio dello scorso anno. Inoltre, siamo a conoscenza di rapporti militari ucraini riguardanti movimenti di truppe russe ai confini dell'Ucraina.” [3]

A questi movimenti dell’esercito russo vanno aggiunte le informazioni allarmanti che giungono dal Donbass. La Repubblica Popolare di Donetsk, controllata dai separatisti filorussi, ha infatti recentemente chiamato al servizio militare gli uomini nati tra il 1994 e il 2003, andando così di fatto ad allargare le file delle proprie truppe [4].

Dal lato ucraino la situazione non è molto diversa, le forze di Kiev dispiegate nei pressi della zona contesa stanno infatti aumentando. Inoltre l’Ucraina si è recentemente dotata, acquistandoli dalla Turchia, di nuovi droni utilizzabili sia per missioni ricognitive che in situazioni di combattimento [5]. Infine, gli Stati Uniti, che sono a fianco dell’Ucraina nelle sue rivendicazioni di unità territoriale e sovranità, hanno annunciato tramite il proprio Capo di Stato Maggiore dell’esercito, il Generale McConville, la possibilità che ulteriori truppe dotate di armamenti ad alta precisione a lungo raggio vengano schierate in Europa [6]. 

Questi dispiegamenti di forze su entrambi i fronti non fanno altro che accrescere la tensione nella regione, portando così a sempre più frequenti scontri a fuoco. L’OSCE sta monitorando attentamente la situazione e nelle scorse settimane ha registrato un aumento delle violazioni del cessate il fuoco in atto [7]. A dimostrazione di ciò la scorsa settimana è avvenuto un grave scontro che ha causato la morte di quattro militari dell’esercito ucraino, ferendone altri due [8]. Questo attacco, portato avanti dalle forze filorusse, ha segnato il più grave incidente per numero di morti nel Donbass dal 2019 ad oggi. Entrambi gli schieramenti attualmente si accusano reciprocamente dell’aumento di tali incidenti al confine, agitano lo spettro di un’escalation ordita dalla controparte allo scopo di far precipitare la situazione e quindi giustificare un massiccio intervento militare. Sebbene non sia chiaro a quale schieramento spetti la responsabilità d’aver dato il via a questa escalation, è tuttavia evidente come nella regione orientale dell’Ucraina si stia assistendo ad un confronto che ogni giorno che passa si fa sempre più aspro e teso.

Verso un clima stile "Guerra Fredda"?

Un fattore che sicuramente getta ulteriore benzina sul fuoco nel contesto della crisi in Ucraina è senz’altro lo scontro diplomatico che, nelle ultime settimane, ha visto contrapporsi in modo sempre più deciso la Russia agli Stati Uniti e all’Unione Europea. Le recenti affermazioni del Presidente americano Biden, nelle quali ha definito il Presidente russo Putin “un killer”, non hanno di certo aiutato a stemperare i rapporti già difficili tra le due superpotenze. Queste, al contrario, oltre che ad una risposta ironica di Putin hanno portato al richiamo in patria dell’ambasciatore russo negli USA, per avere consultazioni con il Cremlino al fine di definire i futuri sviluppi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. Va sottolineato, tuttavia, come i rapporti tra Occidente e Russia siano in fase di logoramento già da tempo a causa delle sanzioni scaturite dal caso di Alexey Navalny e per una presunta interferenza russa nelle elezioni americane del 2020 [9]. Tale crisi diplomatica è stata evidenziata anche dal Ministro degli Esteri russo Lavrov, il quale, durante una conferenza stampa lo scorso 23 marzo, ha fortemente attaccato l’Occidente. Lavrov ha difatti evidenziando come l’Unione Europea abbia “distrutto unilateralmente i rapporti con Mosca” e ha inoltre sottolineato il carattere distruttivo dell’aspirazione degli Stati Uniti a minare il quadro giuridico internazionale [10].

In questo contesto di forte tensione diplomatica, che tanto richiama alla contrapposizione tra i blocchi della guerra fredda, l’Ucraina assume una rilevanza enorme. Washington e Bruxelles seguono infatti con estrema attenzione gli sviluppi del conflitto in Donbass in virtù del ruolo essenziale che l’Ucraina ricopre nello scacchiere geopolitico internazionale nel limitare l’area di influenza russa nell’Europa Orientale. 

In egual modo Mosca non ha intenzione di allentare la presa, come testimoniato di recente ancora dal Ministro Lavrov il quale, in merito alla situazione in Ucraina, si è espresso in modo inequivocabile, affermando che il tentativo di iniziare un nuovo conflitto porterebbe alla distruzione del Paese [11]. Toni di certo non pacificatori che mantengono alta la tensione lungo i confini dell’Ucraina e che sembrano riportare il mondo intero indietro di almeno mezzo secolo.

Fonti consultate:

[1] https://www.dailysabah.com/business/defense/russian-military-conducts-uav-included-drill-in-annexed-crimea

[2] https://gur.gov.ua/en/content/okupatsiini-viiska-na-skhodi-ukrainy-aktyvno-vykorystovuiut-novitni-rosiiski-zasoby-reb-ta-rer

[3] https://www.defense.gov/Newsroom/Transcripts/Transcript/Article/2557691/pentagon-press-secretary-conducts-briefing-for-reporters/

[4] https://denis-pushilin.ru/doc/ukazy/Ukaz_N79_25032021.pdf

https://dan-news.info/defence/glava-dnr-objavil-pervyj-v-istorii-respubliki-prizyv-na-voennuju-sluzhbu.html

[5] https://www.thedefensepost.com/2021/01/28/ukraine-to-receive-bayraktar-tb2-drones/

[6] https://iari.site/2021/03/25/lattacco-di-lavrov-alleuropa/

[7] https://www.osce.org/special-monitoring-mission-to-ukraine/482742

[8] https://www.euronews.com/2021/03/26/kyiv-says-four-soldiers-killed-in-a-bombing-in-eastern-ukraine

[9] https://www.nytimes.com/2021/03/18/world/europe/russia-biden-putin-killer.html

[10] Vedi cit. 6

[11] https://www.reuters.com/article/us-ukraine-crisis-russia-lavrov-idUSKBN2BO5F2?taid=6065c3e59e71f30001ce2702&utm_campaign=trueAnthem:+Trending+Content&utm_medium=trueAnthem&utm_source=twitter


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  • L'Autore

    Andrea Ghilardi

    Classe 1996. Nato e cresciuto in provincia di Bergamo.

    Attualmente studente presso la Rijksuniversiteit Groningen, sta conseguendo il Master "International Security". Precedentemente si è laureto in "Scienze Internazionali e Istituzioni Europee" presso l'Università degli Studi di Milano. Durante il suo percorso triennale ha avuto la possibilità di studiare un semestre all'estero, presso la Masaryk University a Brno (CZ).

    Una delle sue principali passioni è la politica internazionale, della quale apprezza particolarmente le tematiche legate alla geopolitica, alla sicurezza internazionale e alla lotta al terrorismo. Mostra infine interesse e sensibilità per i temi sociali e ambientali.



    ENG - Born in 1996. Raised in the province of Bergamo.

    Currently a student at the Rijksuniversiteit Groningen, he is pursuing his Master degree in "International Security". Previously he graduated in "International Studies and European Institutions" from the University of Milan. During his bachelor degree he had the opportunity to study for a semester abroad, at the Masaryk University in Brno (CZ).

    One of his main passions is international politics, of which he particularly appreciates the topics related to geopolitics, international security and the fight against terrorism. Finally, he shows interest and sensitivity for social and environmental issues.

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