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Il chavismo non ha fallito.

Lo scorso 15 ottobre, in Venezuela, si sono tenute le elezioni regionali ed è stato dimostrato che il chavismo non ha fallito. Su 23 regioni, 18 sono nelle mani del partito di governo; l’opposizione, contro i pronostici ottimisti e le speranze dei venezuelani, ha ottenuto la guida di 5 regioni, perdendo, tra l’altro, il controllo di Miranda, roccaforte guidata sino a quest’anno da Capriles, storico oppositore. 

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Tanta gente parla e scrive del Venezuela con la convinzione che leggere qualche notizia e vedere qualche servizio alla tv sia sufficiente. Tanto sufficiente che anche i nostri maggiori quotidiani scrissero, nel dicembre 2015, che "Il chavismo ha fallito: è la fine di un'epoca" solo perché l'opposizione aveva ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento; eppure così non è stato: questa maggioranza è stata ostacolata e debilitata, il Presidente ha rafforzato il suo potere grazie al controllo dei maggiori organismi decisionali del paese e le recenti regionali sono solo l’ultimo tassello della parvenza democratica venezuelana.

Chiedetelo a un padre, malato di leucemia, che spinge il giovane figlio ad andarsene se il chavismo ha fallito; chiedetelo alle madri che ringraziano Dio di essersi portato via l’ultimo nato, visto che non avevano di che sfamarlo; chiedetelo a coloro che, con i prezzi sempre in crescita, devono decidere se comprarsi il dentifricio o mangiare qualcosa per pranzo. 

Il salario minimo è di 325.544,18 bolivares; il fabbisogno alimentare di una famiglia di quattro persone, a luglio 2017, era di 2.043.083,39 bolivares secondo statistiche locali. Il governo controlla i prezzi dei prodotti nazionali, mentre i prodotti importati non hanno limiti di prezzo né di quantità, ma costano il doppio o il triplo. La combinazione di prezzo regolato e scarsità del prodotto fa sì che venga limitata la quantità acquistabile da una persona; molto spesso, le persone possono comprare solo nel giorno in cui spetta alla cifra con cui termina la loro carta d’identità e, nelle catene più grandi di supermercati, vengono anche prese le impronte digitali per controllare che la gente non compri più del necessario e, soprattutto, si fa in modo che la gente non compri la quantità stabilita in un posto e poi corra in un altro supermercato per comprarne un altro po’. Vige il razionamento.

Per capire la drammaticità della situazione, questi sono alcuni dei prezzi che circolano negli ultimi giorni:

  • 1 litro di olio: 85.000 bolivares.
  • 1 deodorante Dove: 185.282,50 bolivares.
  • 1 detersivo per piatti: 30. 000 bolivares.
  • 1 cartone di 30 uova: tra i 50.000 e i 58.000 bolivares.
  • 1 kd di pasta: 24.500 bolivares.

Questi prezzi sono solo temporanei, poiché variano di settimana in settimana e anche da un giorno all'altro. 

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Eppure Maduro non è disposto a fare un passo indietro, ad avere un ripensamento. Ha testualmente detto: “Estamos jodidos, pero felices”, che tradotto in modo raffinato significa: “Siamo alla frutta, ma felici”. E mentre il popolo mangia cani e gatti per le strade, lui se ne va in giro per il mondo firmando accordi economici e difendendo a spada tratta il suo operato; oppure invia aiuti umanitari ai paesi caraibici recentemente colpiti dagli uragani.

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Non importa se, anche in queste regionali 2017, la somma tra le percentuali dei voti sforava il normale 100%; non importa se ci sono stati casi in cui gli osservatori ai seggi fossero solo chavisti o se alcuni dipendenti statali siano stati assistiti da chavisti per verificare che votassero per il candidato del GPP (Gran Partido Popular); non importa se qualcuno ha ricevuto la sua cassa di cibo dopo aver assicurato il voto al candidato del governo. All’interno del Venezuela queste cose sono note e denunciate, ma senza successo: come si può sperare che ci sia giustizia quando l’ideologia chavista ha nelle sue mani tutti i poteri ed è estremamente radicata?

La situazione in Venezuela è molto più complessa di quello che pensiamo. Parlare di “fallimento” di un’ideologia solo per un piccolo passo democratico nel 2015 o per dati economici attuali, non è eticamente corretto. La gente che scrive ciò non sa come funzioni la logica chavista all’interno del paese: non l’ha vissuta, non ne ha sentito i discorsi, non ne conosce l’indottrinamento. Per quanto la quotidianità sia assurda ai nostri occhi, per potersi esprimere con certezza bisogna viverlo questo governo: solo così si capirà la meschinità, ma anche la forza della sua politica. 


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    Glenda Ferrari

    Sono una studentessa universitaria con una forte passione per il Venezuela, paese in cui ho vissuto tra il 2012 e il 2013, che è stato il periodo di transizione da Chavez a Maduro. Nel corso degli anni, ho maturato un interesse più generale per l'America Latina.

Categorie

Mondo America del Sud


Tag

Chavez Chavismo Venezuela Maduro Crisi

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