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Il bilancio dell’Unione Europea

L’Unione Europea non è una entità politica omogenea dotata di sovranità, bensì un’organizzazione sui generis (potremmo definirla un forum negoziale inter-governativo) dotata delle sole competenze che gli Stati che ne fanno parte decidono di attribuirle. Può sembrare banale, ma si tratta di un aspetto spesso dimenticato o, peggio, travisato, nei dibattiti pubblici che coinvolgono la UE.

Le istituzioni europee, quindi, si occupano solo di specifiche materie, oggetto di “cessione” di sovranità da parte degli Stati Membri. Non è dunque un caso se il Bilancio annuale dell’Unione europea equivale a circa l’1 % del PIL complessivo dei Paesi Membri, un importo pro capite per cittadino UE pari all’incirca a 244 euro.

Il bilancio UE è basato sul principio delle “risorse proprie”, ovvero risorse che gli Stati percepiscono ma che girano in automatico all’UE stessa.

Tali risorse sono: i dazi doganali percepiti sulle importazioni di prodotti provenienti da Paesi terzi (non membri dell’UE); le risorse basate sull’IVA; i prelievi riscossi sulle importazioni agricole da Paesi non membri dell’UE; ed infine un’aliquota percentuale uniforme sul reddito nazionale lordo di ciascun Stato Membro.

I capitoli di spesa a cui sono destinati i fondi sono riassumibili in cinque macro-aree:

  1. Crescita sostenibile (fondi strutturali, fondi per la ricerca e l’educazione);
  2. Conservazione e gestione delle risorse naturali (ambiente, spese agricole e aiuti diretti, sviluppo rurale, pesca);
  3. Azioni in tema di sicurezza e giustizia, libertà e cittadinanza;
  4. Relazioni con Paesi terzi (assistenza ai Paesi di preadesione, al vicinato europeo, alla cooperazione allo sviluppo, agli aiuti umanitari, alla democrazia e ai diritti umani);
  5. Amministrazione e funzionamento delle istituzioni europee.

Dei predetti capitoli di spesa, la PAC (Politica Agricola Comune) è sicuramente la più rilevante.

L’accordo raggiunto con il Parlamento Europeo sul bilancio UE 2019 fissa gli impegni a 165,8 miliardi di euro (+3,2% rispetto al 2018), e di questi il 94% è investito in territori attraverso la PAC.

Tale Politica ha come obiettivi primari la tutela degli agricoltori UE ed il mantenimento dell’economia rurale mediante la promozione dell’occupazione del settore agricolo, nelle industrie e nei settori associati.

Nel 2018 il sostegno agli agricoltori europei dal Bilancio generale UE fu di 58,82 miliardi di euro. È doveroso sottolineare che l’agricoltura si distingue dalle altre attività produttive in quanto dipende dalle condizioni metereologiche e, inoltre, vi è un inevitabile intervallo di tempo tra la domanda e la soddisfazione di quest’ultima. Il ruolo significativo svolto dal settore pubblico nei confronti degli agricoltori è giustificato dalle incertezze commerciali e dall’impatto ambientale dell’agricoltura.L’UE è nota in tutto il mondo per le sue tradizioni alimentari e culinarie ed è uno dei principali produttori agroalimentari a livello mondiale, oltre a essere un esportatore netto di questi prodotti. Con le sue eccezionali risorse agricole, l'UE può e deve svolgere un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare dell'intero pianeta.

Il rimanente 6% del Bilancio UE è destinato a varie voci tra cui la copertura dei costi di funzionamento dell’apparato. A tal proposito, la parte di bilancio dedicata al Parlamento europeo è meno di 2 miliardi di euro indi per cui, con una stima di 503,6 milioni di abitanti, 4 euro per cittadino europeo. (Nel 2018 il costo della sola Camera dei Deputati è stato pari a 17,4 euro per ciascun cittadino italiano).

Per quanto riguarda le rimanenti voci, il Bilancio UE 2019 si può descrivere come un bilancio che incentiva il sostegno alle priorità dell’UE, precisamente:

- 23,3 miliardi di euro (+ 6,1% rispetto al 2018) a sostegno della crescita e della creazione di posti di lavoro;

- 12,3 miliardi di euro al programma Orizzonte 2020 (+9,8% rispetto al 2018) a sostegno della ricerca e dell'innovazione;

- 3,8 miliardi per finanziare progetti infrastrutturali in tutta l’Europa (+37,0% rispetto al 2018);

- 367 milioni di euro (+3,7%) sono destinati al COSME per fornire sostegno alle piccole e medie imprese;

- 2,8 miliardi di euro ad Erasmus+ (+19,5% rispetto al 2018);

- 350 milioni di euro aggiuntivi per aiutare i giovani che cercano lavoro nelle regioni con elevati tassi di disoccupazione;

- possibilità di volontariato e di lavoro nell'ambito di progetti per i quali il sostegno è più che triplicato rispetto al 2018 (143 milioni di euro);

- settore della migrazione e della sicurezza, il Fondo Asilo, migrazione e integrazione viene notevolmente rafforzato, con l'assegnazione di 1,1 miliardi di euro (+55,85% rispetto al 2018) per la gestione della migrazione;

- il Fondo sicurezza interna riceverà 534 milioni di euro;

- 1,45 miliardi allo strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia, per sostenere i rifugiati siriani in settori essenziali;

- il bilancio dell'UE per il 2019 rafforza inoltre le azioni in materia di protezione ambientale e le azioni per il clima, mettendo a disposizione 558 milioni di euro nell'ambito del programma LIFE (+6,7% rispetto al 2018);

- Nel bilancio per il 2019, 1,2 milioni di euro aggiuntivi sono destinati al Servizio europeo per l'azione esterna per assumere personale supplementare per occuparsi di comunicazione strategica e lotta alla disinformazione.


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  • L'Autore

    Giada Pagnoni

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Dal Mondo Europa


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#europeasy Unione Europea Bilancio risorse

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