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I semi di chia

Un concentrato di salute dall’America

Continuando a scavare tra gli alimenti che hanno avuto origine in America, troviamo i semi di chia (Salvia hispanica L.), dal termine “chian” che significa oleoso. Originari del Messico e del Guatemala, tradizionalmente erano usati dagli Aztechi e dai Maya, sia per preparare i cibi sia per preparare cosmetici e medicinali.

Dai semi della chia è possibile estrarre fino al 25-30% di olio e, inoltre, essi hanno una buona capacità di idratazione, formando un composto gelatinoso in diluizione; gonfiandosi, aumentano il volume del cibo nel tratto gastro-intestinale, determinando un maggior senso di sazietà. Ciò è dovuto anche al buon quantitativo di fibre (34%), che migliorano il transito intestinale e riducono l’assorbimento di zuccheri e colesterolo. Un’ottima proprietà dei semi di chia è il loro contenuto di omega-3, un acido grasso polinsaturo con attività antinfiammatoria e utile a ridurre i livelli di trigliceridi. I semi di chia aiutano a raggiungere la sazietà anche grazie al loro buon contenuto proteico. In più, essi forniscono tanti minerali come il selenio (antiossidante), il calcio (essenziale per ossa, muscoli e nervi) e il ferro (importante per la formazione dell’emoglobina). Non mancano nei semi di chia anche i polifenoli come la quercetina, fitocomposto che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari. Inoltre, dalla macinazione della porzione secca si ottiene la farina, utilizzata nella preparazione di molti prodotti da forno che così acquistano proprietà antiossidanti, fibre, omega-3 e un più basso indice glicemico. La farina ricavata dai semi di chia è adatta ai celiaci poiché priva di glutine, e le sue proprietà addensanti giovano nella creazione di prodotti senza glutine.

Le evidenze raccolte fino ad oggi per definire l’efficacia clinica dei semi di chia sono solo un buon punto di partenza per ulteriori studi, che aiutino a dimostrare la loro efficienza terapeutica nelle malattie cardiovascolari, nell’ipertensione, nelle dislipidemie, nel diabete e nella regolarizzazione del transito intestinale.


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  • L'Autore

    Maria Parisi

    Maria ha conseguito la laurea magistrale in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione presso l’Università degli Studi di Milano ad ottobre 2017. Ha effettuato il tirocinio universitario presso l’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva del Policlinico San Donato, dove ha appreso alcune conoscenze specifiche. Successivamente ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione di Biologo dopo il superamento della prima sessione dell'Esame di Stato del 2018 e si è iscritta all'albo dei Biologi (Sezione A). Attualmente frequenta un master universitario di II livello presso l'Università di Milano-Bicocca, che prende il nome di "Master ADA - Alimentazione e Dietetica Applicata", e lavora in qualità di Biologa Nutrizionista e di docente di biologia, chimica e scienze alimentari.

Categorie

Salute e Benessere Nutrizione


Tag

nutrizione benessere Semi

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