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I rifiuti elettronici, bombe ecologiche

Tutti noi abbiamo computer, smartphone e tablet, ma sappiamo che fine fanno quando non funzionano più? Sappiamo davvero quali sono i metodi per riciclare correttamente rifiuti che hanno dentro di sé materiali altamente tossici? E soprattutto, siamo consapevoli dei danni che facciamo se non ricicliamo questi rifiuti e invece li disperdiamo nell’ambiente?


Nel nostro Continente si ricicla ben meno del 40% di tutti i rifiuti elettronici che finiscono nelle isole ecologiche, poiché la parte restante viene conferita nell’indifferenziato. Le pratiche di riciclo, tra uno stato e l’altro, restano eterogenee: se nel 2017 la Croazia ha virtuosamente recuperato l’81.3 % di tutti i suoi rifiuti RAEE, in Italia la percentuale non va oltre il 32.8 %. A cambiare le carte in tavola ci ha pensato un’azienda svedese – Stena Recycling® – che intende offrire nuova vita ai plastomeri destinati allo smaltimento trasformandoli in innovative plastiche ecologiche.


Anche l’associazione "Progetto Nuova Vita" si occupa di dare ai nostri rifiuti elettronici un secondo utilizzo. Se invece di buttare i nostri computer ne recuperassimo le parti funzionanti, rigenereremmo dei pc con nessuna pretesa di velocità, ma assolutamente funzionali per le operazioni più comuni. Si otterrebbero così nuove apparecchiature che potrebbero essere successivamente donate a scuole, associazioni e famiglie che non hanno le possibilità economiche di acquistare pc nuovi.


Quasi tutti i rifiuti elettronici sono composti di sostanze chimiche non biodegradabili potenzialmente nocive per  l'ambiente (mercurio, cadmio, piombo, CFC, etc.). A livello burocratico, sono state individuate cinque classi di RAEE: R1 (apparecchiature refrigeranti); R2 (grandi bianchi, come le lavatrici e le cucine economiche); R3 (TV e monitor); R4 (apparecchiature illuminanti e altro); R5 (neon, lampade a vapori di mercurio, ioduro, sodio).


Riciclare tutti questi componenti potenzialmente tossici nel modo corretto vuole dire fare un favore al Pianeta poiché si eliminano, senza disperderli nell'ambiente, tanti elementi che potrebbero inquinare acqua, aria, terra e quindi nuocere anche a noi esseri umani. Se rilasciati nell'ambiente, componenti chimici pericolosi come quelli che si trovano nei dispositivi elettronici possono infatti contaminare le falde acquifere e i terreni creando gravissimi danni nelle campagne. Spesso inoltre, i nostri rifiuti elettronici vengono spediti illegalmente in discariche abusive in Paesi terzi, con grande danno per l'ambiente e per gli esseri umani che vi lavorano. Dove c’è povertà, dove c’è disperazione, dove la miseria è tanta, anche riciclare i rifiuti elettronici è un'ancora di salvezza per la popolazione. Per di più, le condizioni di lavoro in queste discariche sono aggravate dai problemi di salute dovuti al costante maneggiare sostanze pericolose senza alcuna protezione.


La disperazione e la tossicità purtroppo vanno di pari passo e persone senza mezzi di sostentamento vengono ridotte in schiavitù, costrette a fare un lavoro che non vorrebbero ma serve per garantire alle famiglie almeno un po' di sostentamento. La grande tossicità dei rifiuti elettronici crea danni all’ambiente, agli animali e agli esseri umani - spesso, bambini - che ne vengono in contatto. Si può dire, quindi, che i rifiuti elettronici se non smaltiti correttamente siano una fonte di disagio per tutti e che proteggere natura, animali e bambini possa e debba essere una priorità. Non possiamo più permetterci di girarci dall’altra parte e fare finta di niente; se proteggiamo la natura proteggiamo anche i più piccoli che sono il nostro futuro. In questo senso, comprare prodotti durevoli e rinunciare all’obsolescenza programmata potrebbe essere la chiave per evitare troppi rifiuti - tecnologici e non - potendo e dovendo spingere le aziende a costruire beni utilizzabili per lungo tempo e facilmente riparabili per dare loro una nuova vita.


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  • L'Autore

    Valeria Fraquelli

    Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione.

    Ho fatto anche vari corsi post Laurea perchè non si finisce mai di imparare e io personalmente credo che rimanere sempre informati sia un dovere e un diritto per capire meglio come funziona il mondo che ci circonda.

    Adoro l'arte e la cultura e mi piace molto girare per mostre e musei. Mi piace anche viaggiare, il mondo è grande e tutto da scoprire con altre culture e altre tradizioni interessanti ed affascinanti.

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rifiuti rifiuti elettronici riciclo sostanze pericolose obsolescenza programmata povertà

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