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"I Magma" e "We Live in an Ocean of Air"

L’Intelligenza Artificiale incontra l’arte

L’Intelligenza Artificiale è una tecnologia che si applica agli ambiti più svariati e negli ultimi anni abbiamo assistito al suo potenziale nel data mining, nel machine learning, in robotica e in medicina - sia in ambito diagnostico sia in ambito terapeutico. L’AI (Artificial Intelligence) si è fatta strada in ogni spazio del vivere umano portando il suo potere innovativo e ha inevitabilmente incontrato l’arte.

Il lato umano della tecnologia sembra finalmente emergere dopo che per decenni l’uomo ha immaginato di sfruttarla per creare un altro essere senziente. Volumi inquantificabili di letteratura fantascientifica ne sono testimoni.

Sentendo parlare di come le intelligenze artificiali siano in grado di processare naturalmente il linguaggio, abbiano capacità di apprendimento profondo e di analisi predittiva sentiamo le parole chiave di quello che significa avere un'intelligenza umana. E se questo strumento che ci assomiglia potesse fare arte?

L’AI è una tecnologia che ancora non è in grado di produrre arte poiché, sebbene sia in grado di performare meglio di un essere umano in alcune circostanze, perché questo accada è necessario avere situazioni controllate da parametri precisi. Per ora la capacità di giudizio, di prendere decisioni ragionevoli, di fare arte e creare legami emotivi appartengono solo a noi. Le ASI (Artificial Superintelligence) sono ancora appannaggio della fantascienza.

AI e Arte Digitale

Nel bene e nel male, le AI non sono ancora in grado di incarnare il ruolo dell’artista, ma sono già utilizzate come intermediario per trasporre l’idea creativa nell’universo digitale.

L’intelligenza artificiale è la tecnologia che apre l’ennesima porta di espansione della produzione artistica, una soglia che sembra affacciarsi direttamente sul futuro. L’arte la sta sfruttando per espandere i propri orizzonti creativi: basta fornire le giuste informazioni all’AI e permetterle di generare forme e concetti all’interno dei confini che l’artista, ancora creatore, delinea.

Dunque, bisogna tenere a mente che nulla può ancora privare l’essere umano dell’esclusività sulla produzione artistica. L’AI è solo un nuovo strumento a disposizione dell’artista, esattamente come lo sono state tutte le tecnologie al servizio dell’arte digitale fino ad oggi.

I Magma

I Magma è un progetto dell’artista digitale Jenna Sutela culminato nella creazione di un’applicazione disponibile su App Store e Google Play che prevede tra le funzionalità anche la partecipazione a una community.

L’idea dietro I Magma è esplorare il confine tra psichedelia, storia mistica e tecnologia. Il focus dell’opera è osservare il funzionamento di un cervello artificiale che sta sperimentando uno stato mentale onirico. L’esperienza può essere vissuta tramite cellulare o visitando un’istallazione fisica: le “Lava Head”, sculture trasparenti a forma di testa umana al cui interno si muovono dei fluidi, proprio come nelle lampade lava.

Per realizzare questo progetto Sutela è partita dal retaggio culturale psichedelico che le lava lamp hanno in qualità di oggetto di design. I numerosi esperimenti condotti negli anni ’90 dagli ingegneri di Sun Microsystems sulla capacità delle lampade lava di generare casualità sono stati grande fonte di ispirazione.

Nella versione in formato app di I Magma, testi e immagini vengono generati sulla base di un processo di machine-learning che utilizza come spunto i dati raccolti nelle esibizioni live.

We Live in an Ocean of Air

We Live in an Ocean of Air è un progetto del collettivo londinese Marshmallow Laser Feast, un gruppo di artisti che esplorano il rapporto tra uomo, arte, natura e tecnologia costruendo istallazioni esperienziali.

I visitatori vengono immersi per 15 minuti all’interno di una delle sequoie giganti del Sequoia National Park della California. Una combinazione di tecnologie tra cui VR (Virtual Reality), tracciatori del corpo, sensori del battito cardiaco e del respiro permettono al pubblico di vivere una simbiosi virtuale tra il proprio corpo e le sequoie giganti.

Lo spettatore non solo assiste all’esperienza artistica, ma la plasma con la sua presenza, avendo l’impressione di avere una connessione estrema con l’ambiente naturale virtuale che lo circonda.

We Live in an Ocean of Air è un’opera ed esperienza artistica che sfrutta l’AI per trasporre le sensazioni fisiche del fruitore in una realtà digitale al fine di stimolare la riflessione sulla connessione tra uomo e natura.

Questi sono solo due esempi di come la tecnologia dell’intelligenza artificiale possa essere sfruttata come punto di contatto tra uomo e arte, trasformando le opere in esperienze attive di fruizione artistica ed espandendo gli orizzonti di sviluppo di questa disciplina espressiva.


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  • L'Autore

    Mariam Ndiaye

Categorie

Temi Tecnologia ed Innovazione


Tag

AI IntelligenzaArtificiale Arte arte digitale Tecnologia Cultura VR

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