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I diritti umani a rischio in Burkina Faso

Il 24 gennaio 2022 un colpo di stato ha deposto il Presidente Roch Kabore e le forze militari hanno preso il controllo del Burkina Faso, sciogliendo il parlamento ed il governo, sospendendo la sua costituzione e chiudendo i confini. Il tutto è stato annunciato sulla televisione di stato dal Capitano delle forze armate Sidsore Kader Ouedraogo, tramite la lettura di un comunicato redatto dal Colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, riconosciuto come nuovo leader del paese. Damiba era stato promosso a responsabile della sicurezza nella regione della capitale Ouagadougou proprio dall’ex governo di Kabore. Nessuna menzione è stata fatta nel comunicato ufficiale riguardo al luogo in cui l’ex Presidente si trovava nei momenti successivi al colpo di stato, dopo essere stato arrestato dagli insorti. La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, o ECOWAS, composta da 15 nazioni, ha condannato il “tentativo di colpo di stato” in una dichiarazione ufficiale arrivata il giorno stesso dell’insurrezione, esortando i militari alla scarcerazione di Kabore.

Il golpe militare in Burkina Faso – l’ottavo dal momento della sua indipendenza dalla Francia nel 1960 – non è il solo avvenuto recentemente nella regione dell’Africa occidentale: colpi di stato sono stati portati a termine con successo negli ultimi 18 mesi anche in Chad, Mali e Guinea. In questo caso, la pianificazione era in atto già da agosto 2021. Le forze militari hanno agito a seguito di quello che è stato largamente percepito come un deterioramento sia della situazione della sicurezza statale che della capacità di Kabore di unire la nazione e rispondere efficacemente alle problematiche del paese, prima fra tutte la minaccia jihadista. Infatti, Kabore – al potere dal 2015 e rieletto nel 2020 – aveva affrontato ondate di proteste negli ultimi mesi dovute alla frustrazione per le uccisioni di civili e soldati da parte di gruppi armati legati ad ISIL (ISIS) e al-Qaeda. Come già spiegato (Burkina Faso: nel Sahel vi è un'epidemia di colpi di stato - Mondo Internazionale), solo nel 2021 sono stati registrati più di 1.184 episodi di violenza, con la conseguente morte di 2.141 persone. Sono stati ben tre i gravi attacchi terroristici che il paese ha subito tra giugno, novembre e l’ultimo il 23 dicembre, con un agguato al convoglio di Volontari per la Difesa della Patria. Inoltre, ciò ha causato lo sfollamento di 1,5 milioni di persone. A fronte di ciò, la stessa popolazione civile ha mostrato un forte supporto per i militari durante il colpo di stato, avvenuto dopo settimane di proteste svoltesi nella capitale per chiedere le dimissioni dell’ex Presidente.

Durante l’annuncio televisivo del 24 gennaio, il portavoce dell’autoproclamato Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (Le mouvement patriotique pour la sauvegarde et la restauration, o MPSR) ha garantito che le elezioni si terranno “entro un lasso di tempo ragionevole” e si è impegnato a rispettare gli impegni internazionali del Burkina Faso, in particolare quelli riguardanti i diritti umani. Nonostante ciò, Corinne Dufka, direttrice della divisione Sahel di Human Rights Watch, ha osservato come il colpo di stato si è verificato in un paese con già deboli istituzioni democratiche, vessato da un brutale conflitto armato e da una crescente crisi umanitaria, e per questo ha incoraggiato le autorità militari ora in controllo ad agire con urgenza per proteggere i diritti delle persone e garantire che la già grave situazione dei diritti umani non peggiori ulteriormente. Human Rights Watch rimarca la necessità di affrontare le crescenti divisioni sociali del Burkina Faso e garantire la protezione per i civili a rischio di conflitto, rispettando scrupolosamente il diritto internazionale umanitario.

Al momento del golpe, il Burkina Faso si trovava già in una fase di forte deterioramento dei diritti umani e della sicurezza del paese, che nell’ultimo anno ha sperimentato un aumento degli attacchi e delle atrocità da parte di gruppi islamisti armati ed il peggioramento della situazione umanitaria. Il Burkina Faso stava già lottando per garantire giustizia a centinaia di uccisioni illegali compiute sia da parte di gruppi islamisti che da parte delle forze di sicurezza istituzionali, e per sostenere i diritti civili e politici della sua popolazione. Difatti, dal 2018, Human Rights Watch ha documentato che le forze di sicurezza governative e le milizie filogovernative avrebbero giustiziato sommariamente centinaia di sospetti, per lo più nelle regioni settentrionali del paese. Nessuno di questi attacchi ha portato a indagini e procedimenti giudiziari.

Per meglio prendere le distanze dal governo precedente, le forze militari ora al comando dovrebbero assicurare anche il rispetto per la libertà di espressione. Tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, il governo aveva infatti interrotto i servizi Internet per intralciare le manifestazioni attuate per chiedere la fine della violenza e contro l'aumento dei prezzi alimentari. Una legge del 2019 che criminalizza alcuni aspetti del giornalismo, nel caso in cui questo riferisca delle operazioni delle forze di sicurezza, aveva già smorzato la libertà dei media. Inoltre, il governo aveva anche apposto un divieto alla possibilità per i giornalisti di far visita ai campi per sfollati interni, oltre ad esercitare pressioni su giornalisti e vittime per aver riferito di accuse di aiuti umanitari ricevuti in cambio di favori sessuali.

Gli stessi partner internazionali del Burkina Faso, tra cui l’Unione Europea, la Francia, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti, hanno prontamente denunciato i crimini dei gruppi armati islamisti, ma sono stati in gran parte riluttanti a denunciare o spingere per indagini su quelli compiuti dalle forze filogovernative. Per questo, numerose organizzazioni per la tutela dei diritti umani, tra cui Human Rights Watch, incoraggiano le autorità militari a nominare ministri e altri alti funzionari con comprovata esperienza di rispetto dei diritti, ed attuare indagini indipendenti ed imparziali sulle violazioni dei diritti del passato, promuovere la disciplina nelle operazioni delle forze di sicurezza e fornire risorse adeguate al sistema giudiziario per indagare e perseguire tutti i responsabili di gravi abusi.

Fonti consultate per il presente articolo:

Burkina Faso, colpo di Stato: il presidente Kabore sarebbe stato catturato | Sky TG24

Burkina Faso coup: Burkina Faso's military seizes power in a coup, detains president - CNN

Burkina Faso coup: Soldiers overthrow President Roch Marc Kaboré - The Washington Post

Burkina Faso army says it has deposed President Kabore | Military News | Al Jazeera

Burkina Faso: Coup d’état fears grow with President Kaboré’s location uncertain (theafricareport.com)

Burkina Faso: nel Sahel vi è un'epidemia di colpi di stato - Mondo Internazionale

Burkina Faso: Coup Puts Rights at Risk | Human Rights Watch (hrw.org)

World Report 2022: Burkina Faso | Human Rights Watch (hrw.org)


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  • L'Autore

    Sara Scarano

    Sara Scarano, classe 1996, è laureata con lode in International Cooperation on Human Rights and Intercultural Heritage all’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove ha conseguito anche la Laurea Triennale in Sociologia. Femminista, ambientalista, con un forte interesse per la cooperazione e la politica internazionale, la questione migratoria, e in generale i Diritti Umani. Sogna una carriera negli organi internazionali o nelle ONG.

    Sara Scarano, class 1996, graduated with honors in International Cooperation on Human Rights and Intercultural Heritage at the Alma Mater Studiorum of Bologna, where she also graduated in Sociology. Feminist, environmentalist, with a strong interest for international policy and cooperation, migration, and Human Rights in general. She dreams of a career in international bodies or NGOs.

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Dal Mondo Africa Sub-Sahariana Temi Diritti Umani Società


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#BurkinaFaso #golpemilitare #diritticivili #Africa #dirittiumani #politicaestera

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