background

I Codici QR nella fashion industry, tra community engagement e trasparenza

Nel 2020 la necessità di mantenere le distanze nei contesti sociali - il cosiddetto social distancing - a causa dell’impatto del Covid-19 sul tessuto socio-economico ha evidenziato come fosse fondamentale cambiare consapevolmente il nostro approccio nella gestione e trasmissione di informazioni, tanto nella sfera privata quanto nella sfera pubblica. La vita digitale è stata fondamentale per continuare ad interagire e portare avanti le attività quotidiane, sebbene ciò abbia comportato evidenti cambiamenti nelle nostre abitudini e nel nostro stile di vita, diminuendo i contattati fisici tra domanda e offerta - quindi aumentandone reciprocamente l’autonomia nello scambio di prodotti e servizi. Tra le diverse tecnologie funzionali a facilitare questo adattamento generazionale vi è stato il codice QR, tecnologia già conosciuta da tempo, ma che oggi si è inserita in primo piano in diversi segmenti e settori merceologici del mercato: qui ci concentreremo specificamente sul settore del lusso e della moda, con particolare attenzione a come il codice QR sia stato utilizzato per ottimizzare la logistica e consolidare i legami con e all’interno della propria community.

338576

Il codice QR: origini e caratteristiche

Considerando la definizione di codice QR, possiamo cogliere come i codici QR (“Quick Response”) siano codici a barre bidimensionali composti da moduli disposti all’interno di forme quadrate, in cui ogni crittogramma contiene 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici. Rispetto al semplice codice a barre, il codice QR, essendo leggibile - attraverso smartphone - in due direzioni, consente di inserire molte più informazioni numeriche o di testo. Il codice QR è una tecnologia che ha origine in Giappone nel 1994, dalla corporation giapponese Denso-Wave: in quell’occasione l'utilizzo del codice fu strumentale per una gestione ottimizzata delle scorte di magazzino e per il tracciamento dei pezzi delle automobili Toyota. Oggi, invece, l’utilizzo dei codici QR si è allargato a tutti i segmenti e settori merceologici del mercato di beni e servizi, per supportare l’esperienza digitale e fornire contenuti di approfondimento.

338637

Le applicazioni dei codici QR nel mondo della moda

Nel mondo della moda, oltre alla grande spinta nel settore della gamification, il 2020 ha portato una sempre maggiore integrazione del codice QR nell’esperienza del consumatore.

La Ralph Lauren Corporation ha lanciato il progetto Digital Product Identities, che consiste nella creazione di prodotti born-digital e nell’inserimento del codice QR sull’etichetta dei prodotti. Dal punto di vista prettamente aziendale e logistico, questo nuovo progetto fornisce informazioni che aiutano a ottimizzare gli ordini e l'inventario nel contesto della supply chain. Dal punto di vista client-oriented, il Digital Product Identities mira non solo a verificare l’autenticità del prodotto concretamente, ma consente allo stesso tempo di ottenere suggerimenti in tema di styling. Gli obiettivi della Ralph Lauren Corporation si estendono anche al settore marketing, perché tale accorgimento permette di aumentare l’engagement dei clienti e intensificare l’interazione con gli stessi.

Se dal Made in USA ci spostiamo al Made in Italy, Izmee, brand specializzato nella produzione di bottiglie termiche deluxe, ha lanciato le t-shirt della linea Iz qwear: si tratta di t-shirt con codice QR integrato che permette di condividere messaggi e stare in contatto con le persone con cui ci si relaziona. É evidente come Izmee si spinga ben oltre la semplice esperienza diretta brand-consumatore, andando a includere l’interazione all’interno della propria community: la personalizzazione delle informazioni trasmesse attraverso il codice QR offre effettivamente la possibilità di interazioni tra persone che, se non sono loyal customers, condividono almeno un interesse nei confronti del brand. Per riprendere proprio le parole di Enrico Accettola, ideatore di Izmee, «le nuove T-shirt Iz qwear nascono proprio (…) per favorire le possibilità di incontro e interazione con gli altri e sviluppare empatia grazie alle nuove tecnologie digitali».

Nonostante siano molte le considerazioni che si possono fare sulla base di questa breve trattazione, in questa sede vorrei concentrarmi su due - particolarmente importanti sotto il profilo sociologico. Con uno sguardo attento alle trasformazioni in corso nella nostra società informazionale, il codice QR dimostra quanto la vita digitale si stia sempre di più spostando sul mezzo mobile, in cui le informazioni sono ampiamente fruibili quando e dove preferisce l’utente, con un alto livello di personalizzazione. Nel caso specifico del settore della moda, un consumatore può reperire informazioni multilivello e selezionare quelle strumentali alla razionalizzazione del processo decisionale finalizzato all’acquisto di un prodotto durante il proprio customer journey. Pertanto, il codice QR si inscrive perfettamente nella rivoluzione informazionale. Esso è un mezzo-mediatore con l'obiettivo di far dialogare e avvicinare il mondo fisico e quello digitale, creando una realtà phygital ibrida, e soddisfare le esigenze di un consumatore attento, consapevole e desideroso di conoscere attivamente i molteplici aspetti che caratterizzano la value chain del prodotto accuratamente selezionato.


Condividi il post

  • L'Autore

    Filippo Schena

    Filippo Schena si laurea in Relazioni Internazionali Comparate presso Università Ca'Foscari Venezia con una tesi in filosofia della tecnologia e diritto internazionale umanitario. Il forte interesse per l'arte e il Made in Italy lo portano anche a frequentare summer school con Harvard University e Columbia University in the city of New York, e un master in marketing e comunicazione per il Made in Italy.

    Molto attivo nell'associazionismo studentesco, partecipa a due Model United Nations con Harvard University presso Boston e prende parte all'organizzazione di cinque simulazioni UN e UE presso Venezia.

    Grande appassionato di comunicazione, è stato summer intern presso l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia a Washington D.C., public relations intern presso Espace Louis Vuitton Venezia, fashion press relations intern presso Zegna.

    Per Mondo Internazionale Post ha scritto all'interno del tema Tecnologia e Innovazione, con focus su moda e neuroscienze, e del tema Imprenditoria, concentrandosi su moda e comunicazione.


    Filippo Schena took a Master's Degree in Comparative International Relations at the Ca'Foscari University of Venice: he defended a final thesis in Philosophy of Technology and International Humanitarian Law. Deeply interested in art and Made in Italy, he also took summer school programs with Harvard University and Columbia University in the city of New York, and took a Master course in marketing and communication for Made in Italy.

    Very committed to university society life, he took part in two Model United Nations organized by Harvard University in Boston, and in the organization of five UN and EU simulations in Venice.

    Passionate about communication, he was summer intern at the Cultural Affairs Office of the Embassy Italy in Washington D.C., public relations intern at Espace Louis Vuitton Venezia, fashion press relations intern at Zegna.

    For Mondo Internazionale Filippo created contents about fashion, neurosciences and communication within the Technology and Innovation and Entrepreneurship themes.

Categorie

Dal Mondo Asia Orientale Sezioni Imprenditoria Tecnologia ed Innovazione


Tag

QR code fashion innovation communication information

Potrebbero interessarti

Image

Made in Africa: il fashion senza confini

Sofia Perinetti
Image

Il segreto della dieta, la strada per la salute

Redazione
Image

The big grey area: la Repubblica Popolare Cinese

Andrea Radaelli
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui