background

I club berlinesi diventano istituzioni culturali

La legge approvata dal Bundestag per tutelarli da pandemia, gentrificazione e speculazione edilizia

Il 5 maggio il Parlamento federale tedesco ha votato quasi all’unanimità una raccomandazione per cambiare lo status di club e locali di musica live di Berlino, non più identificati come luoghi di intrattenimento (insieme a centri scommesse, sale giochi e strip club), ma riconosciuti adesso come vere e proprie istituzioni culturali (al pari di sale d’opera e teatri quali lo Staatsoper Unter der Lidnen o il Deutsch Oper Berlin).

È questo il risultato della pressante campagna di sensibilizzazione, cominciata nel 2020 e portata avanti dalla Berlin Club Commission (BCC) – costituita da titolari e gestori di club cittadini – al grido dello slogan “I club sono cultura”, e approvata dal Parliamentary Forum For Club & Culture Nightlife, composto da Verdi, Sinistra, Partito Democratico Libero, Partito Socialdemocratico della Germania e CDU/CSU. Una campagna atta a tutelare Berlino e i suoi locali da un fenomeno così diffuso da essere sfociato in un neologismo urbano “clubsterben” (il club che muore): negli ultimi dieci anni, cento club hanno chiuso, e molti altri sono attualmente a rischio.

386406

La pandemia da Covid-19 è stata solo l’ultima delle minacce, contro la quale il Bundesrat – il Senato tedesco – era già intervenuto nel luglio 2020, con sussidi a quarantasei club da parte del governo regionale pari a circa €80.000 ciascuno, come dichiarato da Georg Kössler, esponente del partito dei Verdi, durante un’interrogazione parlamentare. Oltre agli aiuti statali, erano stati anche gli stessi club a reinventarsi, come il KitKatClub, riconvertito in centro per i test Covid, o il mitologico Berghain – già classificato come istituzione culturale nel 2016 dal Tribunale Fiscale della Regione, con l’ottenimento del 12% di esenzione contributiva – divenuto sede di installazioni artistiche temporanee.

Ma i club di Berlino, nonostante attraggano circa 3 milioni di turisti ogni anno, fatturano oltre €168.000.000, per un indotto complessivo stimato a €1.500.000.000, tanto da essere assurti ormai da anni a vera e propria culture. Sembrano avere molti nemici, su tutti la gentrificazione – l’incessante riqualificazione urbana e immobiliare delle periferie sta causando un selvaggio ricambio umano, con gli abitanti a basso reddito non più in grado di permettersi il costo-vita e di conseguenza “espulsi” da quelli a più alto reddito – e la dilagante speculazione edilizia.

386455

Questa nuova e più ampia tutela istituzionale offrirà ai locali innumerevoli vantaggi: non solo la possibilità di godere di aliquote più basse e di richiedere sovvenzioni statali (complessivamente stimate intorno ai €400.000.000), bypassando gli ormai scarsi finanziamenti privati, ma anche quella di introdurre vincoli edilizi e architettonici per gli edifici adiacenti ai club (in primis, barriere anti-rumore e dispositivi di insonorizzazione, a onere di questi a differenza che in precedenza, con la conseguente rimozione dei limiti per il rumore notturno, da anni causa di problematiche e denunce). Inoltre, potranno aprire in varie parti della città, non essendo più passibili di sfratto. 

Per Pamela Schobess, presidente della BCC, il cambiamento di status «aiuterà a mantenere le città e i quartieri vivi e vivaci, e a proteggere i luoghi culturali dal dislocamento [...]. Con la decisione di oggi, il Parlamento sta mandando allo Stato un segnale forte e atteso da tempo. I club musicali sono istituzioni culturali che plasmano l’identità dei distretti della città come parti integranti della vita culturale ed economica della città.»

Nel contesto del clubbing continentale, anche altre città, come Amsterdam, Londra e Parigi hanno seguito le orme di Berlino, introducendo la nuova e originale figura del Sindaco Notturno, corrispettivo europeo dell’Office of Nightlife newyorkese, già istituito nel 2017 come organo di mediazione tra club, governo e residenti. Ci auspichiamo che l’Italia sia il prossimo Paese a compiere un passo simile, avvicinando, a tutela dei primi e a incentivo dei secondi, valori culturaliinteressi economici.

Fonti
https://www.dazeddigital.com/life-culture/article/52706/1/clubs-are-now-cultural-institutions-in-germany

https://www.elle.com/it/showbiz/musica/a36379036/berlino-club-istituz
ioni-culturali/

https://www.rivistastudio.com/club-germania-cultura/

http://blog.eventeria.it/2021/01/28/i-club-di-berlino-riconosciuti-come-istituzioni-culturali/

https://www.parkettchannel.it/berlino-club-istituzioni-culturali/

https://www.djmagitalia.com/berlino-club-teatri-opera/

https://www.ilsole24ore.com/art/non-solo-amsterdam-ora-tutta-europa-vuole-sindaco-notturno-AEPp62aD?refresh_ce=1


Condividi il post

  • L'Autore

    Gemma Bui

    Studentessa di Giurisprudenza, musicista, sedicente scrittrice.
    Operatrice del Terzo Settore, amante dell’Arte e della Cultura.

Categorie

Sezioni Cultura Società


Tag

#mondointernazionale #NewFuture #YouthEmpowerment #clubculture #Society #culture #information

Potrebbero interessarti

Image

I club berlinesi diventano istituzioni culturali

Gemma Bui
Image

Turismo sostenibile

Redazione
Image

Erasmus+: trampolino di lancio verso il futuro

Valeriana Savino
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui