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Le primarie democratiche negli USA e la pandemia di coronavirus

Framing the World Focus

Framing the World Focus: sezione Nord America

In mezzo alla pandemia di Coronavirus e alla gestione dell’emergenza da parte dell’Amministrazione Trump, le primarie democratiche si sono concluse. Le stesse primarie che potrebbero ribaltare l’esito delle presidenziali di novembre e portare un candidato democratico alla Casa Bianca. Questi i nomi di coloro che hanno animato maggiormente il dibattito attorno alle primarie dem e le figure di cui più si è parlato: Pete Buttigieg, Bernie Sanders, Joe Biden, Amy Klobuchar, Elizabeth Warren, Michael Bloomberg.

Dai caucuses in Iowa al Super Tuesday

Il 3 febbraio scorso hanno avuto inizio le primarie del Partito Democratico, attraverso il sistema dei caucuses, nello stato dell’Iowa. Si tratta di un sistema di elezioni in cui i votanti non si recano al seggio ma si trovano in un luogo determinato per dare la propria preferenza. Questa fase è accompagnata da una discussione al termine della quale gli elettori decidono chi votare. Nella prima tornata elettorale, i candidati democratici erano una vasta platea: una ventina. Il vincitore di queste prime votazioni è stato Pete Buttigieg, ex sindaco di South Bend, che ha totalizzato il 26,2% in termini di percentuale di delegati assegnati, con uno scarto minimo rispetto al secondo classificato: Bernie Sanders, senatore del Vermont. Da sottolineare che questa prima tornata elettorale non è iniziata nel migliore dei modi poiché i risultati sono arrivati in ritardo dati in problemi tecnici riscontrati nell’app di calcolo dei voti. In seguito alla confusione emersa dai primi caucuses, siamo passati al New Hampshire, dove si vota attraverso il sistema delle primarie, recandosi nei seggi. In questo caso, Sanders ha prevalso su Buttigieg, affermando su Twitter: “Ciò che abbiamo fatto qui insieme non è niente di meno che l’inizio di una rivoluzione politica”. In effetti, Sanders è riuscito a mobilitare gli elettori che si è conquistato con le sue idee coerenti e radicali. Ricordiamo, ad esempio, la sua proposta “Medicare for All”, per un sistema sanitario più vicino a quello europeo. O, ancora, un’istruzione universitaria che sia gratuita. Nelle elezioni seguenti, i risultati ci hanno consegnato una nuova vittoria di Sanders in Nevada e il secondo posto a Biden, ex Vice Presidente sotto Obama che invece ha trionfato nel South Carolina. Nell'appuntamento elettorale del Super Tuesday, quando a votare furono 14 stati USA, Biden ha rimontato ottenendo 648 delegati, contro i 558 di Sanders. Buttigieg e Klobuchar, senatrice del Minnesota, avevano già abbandonato la corsa prima del Super martedì, mentre Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, non ha brillato in termini di performance elettorale. Il miliardario Bloomberg, incognita di queste elezioni, ha registrato una performance deludente ottenendo un magro risultato, ben al di sotto delle sue aspettative.

Dal mini Super Tuesday alla pandemia

Le ultime votazioni prima del periodo di piena pandemia di coronavirus hanno mostrato come Biden fosse sempre più vicino alla nomination democratica. Biden ha una lunga carriera politica alle spalle e rappresenta l’anima più centrista del Partito Democratico. Quando si è votato in diversi stati nel mini Super Tuesday e nelle successive elezioni, l’ex Vice presidente ha prevalso, mostrando un candidato come Sanders in difficoltà. Ricordiamo quindi le votazioni del 10 marzo in Idaho, Mississipi, Michigan, Missouri, North Dakota, Washington mentre dieci giorni dopo, il 20 marzo, in Florida, Illinois e Arizona. A quel punto, il coronavirus aveva già cominciato a manifestare il suo impatto sulle primarie (e non solo). Così, mano a mano che il numero di contagi cresceva, i Governatori degli stati iniziarono a posticipare le votazioni causa Covid-19. Tra i primi, il governatore dell’Ohio, dove si sarebbe dovuto votare il 10 marzo.

Un fronte comune contro Trump

I comizi elettorali sono stati cancellati e la partita dei democratici si svolge ormai online, a distanza. L’8 aprile scorso Sanders ha annunciato l’abbandono della sua corsa alle primarie, dopo le sconfitte contro Biden. Durante il suo discorso, tenuto a Burlington (in Vermont) ha affermato: “We have never been just a campaign we are a grassroots, multiracial, multigenerational movement which has always believe that real change never comes from the top on down but always from the bottom on up”.

Con il suo ritiro ha però specificato che non vuole essere escluso dalla distribuzione dei delegati poiché vuole avere ancora un ruolo nella Convention estiva del Partito Democratico. Al contempo, Sanders ha annunciato di voler fare fronte comune contro il Presidente Trump, lavorando con Biden “standing united”.

Quali saranno le ripercussioni della pandemia sulle elezioni?

Trump sarà valutato sulle modalità con cui ha gestito e con cui gestirà l’emergenza. Per il candidato democratico Joe Biden non sarà una facile partita, data la sovraesposizione mediatica del Presidente USA conseguente agli aggiornamenti del coronavirus. Lasciando da parte le varie affermazioni ed i continui tweet di Trump, non privi di contraddizioni, c’è da considerare che se gli elettori statunitensi giudicheranno l’operato del Presidente in termini positivi, allora per Joe Biden sarà difficile prevalere. Il vero fattore determinante sarà l’economia, su cui Trump ha sempre puntato molto. Tutto sta nel monitorare se la contrazione del PIL prevista per il secondo trimestre dell’anno - del 34,5% secondo Standard & Poor’s - sarà seguita poi da una buona ripresa dell’economia. Dal canto suo, l’ex Vice presidente Biden ha ricevuto l’endorsement da parte di Barack Obama e Hillary Clinton (oltre che da Sanders e altri ex candidati democratici), segno del loro sostegno al candidato per rilanciare l’unità del Partito democratico. Nulla è deciso e i prossimi mesi ci riveleranno in quali modalità si svolgeranno le votazioni e, soprattutto, i sondaggi indicheranno chi avrà più chance di vincere. Ma, come il 2016 ci ha insegnato con la vittoria di Trump sulla Clinton, i sondaggi non sono infallibili.


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  • L'Autore

    Marta Annalisa Savino

    Appassionata di scrittura, viaggi, lingue tra cui inglese, francese e spagnolo, politica internazionale e geopolitica. Il suo focus di interesse è sul Nord America e sui suoi rapporti con il resto del mondo.

    Direttore di Mondo Internazionale Academy,
    Vice Responsabile del Progetto Accade Oggi!,
    Autore di Framing the World

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