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La crescita della finanza sostenibile

Una breve analisi sui dati e sulla situazione europea

A metà Gennaio 2020, CEO di tutto il mondo hanno trovato sulla propria scrivania una lettera. Il firmatario non è niente di meno che Larry Fink, CEO di Blackrock [1], la più grande società di investimento al mondo. Dalle mani del colosso statunitense passano 7800 miliardi di dollari in asset: per rendere un’idea della dimensione, si parla di un valore tre volte superiore al debito pubblico italiano [2]. All'interno di questa dichiarazione, era spiegato chiaramente che il futuro degli investimenti finanziari avrebbe preso la via della sostenibilità.

È evidente come cominci ad emergere l’esigenza e l’urgenza di adottare azioni e strumenti atti ad impedire il proliferare di pratiche dannose verso il sociale e l’ambiente. Possiamo dire che è finalmente giunta alla maturità quella branca dell’economia nota come finanza sostenibile.

Per fornire un primo quadro generale di ciò che si intende con questo termine e quali siano i suoi obiettivi, può esser utile utilizzare i termini usati nel 2013 dal Gruppo di Lavoro del Forum per la Finanza Sostenibile sulla Definizione di Investimento Sostenibile e Responsabile [3]:

L’Investimento Sostenibile e Responsabile mira a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso attraverso una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo.


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È un segmento che cresce rapidamente con il passare degli anni. Ed è importante analizzare e capire questa crescita per poter definire i confini del fenomeno.

I dati che seguono sono stati raccolti e pubblicati nel report pubblicato ad inizio 2019 dalla Global Sustainable Investment Alliance [4], un’associazione nata dall’unione di diversi forum nazionali e sovranazionali, tra i quali ad esempio Eurosif ed US SIF. Questo documento contiene un’analisi dettagliata dei progressi ottenuti in campo di finanza sostenibile nel biennio 2016-2018. Il primo numero che cattura l’attenzione è la crescita degli investimenti sostenibili: il 34% in più in due anni. In termini assoluti sono attualmente investiti 30,7 miliardi di dollari.

In valore assoluto i dollari investiti sono aumentati in tutti i paesi presi in esame. Un dato certamente più interessante ed importante rispetto all’analisi dei puri numeri è senz’altro la quota di mercato (market-share in inglese), che in questo caso corrisponde al numero di investimenti sostenibili rispetto al totale degli investimenti realizzati. Questo dato è in crescita in ogni paese analizzato ad eccezione dell’Europa e raggiunge, per paesi come Australia e Nuova Zelanda, i 63 punti percentuali.

Guardando esclusivamente ai numeri si potrebbe pensare ad una diminuzione dell’impegno che l’Unione Europea apporta in materia di Sostenibilità, ma non è così. Nello stesso report, si fa riferimento ad una principale differenza che distingue le normative UE rispetto quelle degli altri paesi: la normativa. La Commissione Europea (CE), infatti, si è impegnata nel tracciare i confini di quello che è etichettabile come “investimento sostenibile”. L’obiettivo finale di questo impegno di chiarificazione legislativa è il superare ed impedire il propagarsi di pratiche come il greenwashing, una strategia di comunicazione volta ad utilizzare indebitamente richiami positivi e costanti verso l’ambiente nascondendo o minimizzando i reali impatti negativi delle proprie azioni.

Il percorso che ha portato al realizzarsi di una strutturazione articolata del concetto è partito nel 2018, quando la CE ha nominato un gruppo di tecnici, il TEG (Technical Expert Group), composto da accademici e professionisti di sostenibilità e settore finanziario, per definire un set di regole. Questo gruppo ha inoltre collaborato a numerosi altri progetti, come ad esempio la creazione di standard per gli EU Green Bond [5].

La realizzazione della legislazione ha richiesto due anni, ed è stata pubblicata nel marzo 2020 con il nome di “TEG Final Report on the EU Taxonomy”. Il documento comprende dettagliate istruzioni riguardo l’analisi delle attività economiche e degli investimenti. Un articolo pubblicato dalla Harvard Law School Forum on Corporate Governance [6] ha sottolineato come, attraverso questo Report, l’Unione Europea è riuscita ad assumere il ruolo di guida per l’argomento, impattando anche nel mondo statunitense. Infatti, seppur le norme non siano vincolanti per società ed istituzioni non europee, gli investitori statunitensi potranno utilizzare i nuovi standard europei come benchmark nelle loro decisioni. Questo report è però solo un punto di partenza per continuare ad implementare ed aggiornare le norme vigenti.

La Finanza Sostenibile sta compiendo passi da gigante nel suo progresso e non accenna ad arrestarsi, come si è analizzato nel set di dati esposto precedentemente. Come nel caso dell’Unione Europea, ciò che le autorità puntano ad evitare è che la sostenibilità venga utilizzata come strumento pubblicitario e di propaganda.


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  • L'Autore

    Gianluca Penza

    Gianluca Penza studia International Business Management all'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza (VA), dove ha anche conseguito una laurea triennale in Economia Aziendale.

    Oltre all'attività da studente, sta attualmente svolgendo un'esperienza lavorativa in una multinazionale statunitense. In passato, è stato anche Junior Consultant in una piccola società di consulenza a Milano.

    Tra le sue passioni principali ci sono la scrittura e l'attualità, che coltiva collaborando con MI Post e con altri magazine online.

    Fa parte di Mondo Internazionale dall'estate 2020 in qualità di autore. Le tematiche principali da lui trattate sono l'economia e la sostenibilità.


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Dal Mondo Sezioni Ambiente e Sviluppo Società Economia


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economia sostenibile Economia finanza internazionale finanza sostenibile sustainable life Sustainability sustainable finance

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