background

Il ruolo del Terzo settore nello sviluppo sostenibile

Questo articolo funge da introduzione ad una breve serie di interviste ad alcuni enti italiani operanti nel terzo settore, che andranno ad esplorare il ruolo di tali organizzazioni per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo di questo progetto è quello di mostrare come il terzo settore sia fondamentale per colmare il divario tra pubblico e privato e contribuire all’azione collettiva per uno sviluppo sostenibile, seppur a livello locale e nelle piccole comunità. In ogni intervista verrà chiesto il punto di vista di ciascun ente riguardo allo sviluppo sostenibile, ricercando quali sono le affinità tra le attività proposte e i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Problemi pratici dello sviluppo sostenibile

Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare di sviluppo sostenibile, termine affascinante ma al tempo stesso astratto. La definizione più citata lo descrive come “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”  e risale al Rapporto Brundtland del 1987 (dal nome del primo ministro norvegese, Gro Harlem Brundtaland, che presiedette la World Commission on Environment and Development indetta dall’ONU). Pur elegante, questa definizione non spiega però esattamente cosa vuol si intende con sviluppo sostenibile.

Nel 2015 è stata approvata dai 193 Paesi membri dell’ONU l’Agenda 2030, che ha finalmente stabilito 17 obiettivi definiti per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il quarto decennio del 2000. L’Agenda 2030 elenca una serie di target per lo sviluppo economico, sociale ed ambientale ed è corredata da 169 target precisi per ogni obiettivo e 244 indicatori per monitorare l’andamento dei singoli Paesi. Grazie ad essi il concetto di sviluppo sostenibile è divenuto più chiaro e misurabile con degli indicatori: da allora, la letteratura accademica si è riempita di studi, critiche e ricerche sullo stato dell’arte dei vari Paesi e raccomandazioni relative al progresso ed alle azioni da conseguire per sviluppare concretamente l'idea dello sviluppo sostenibile.

Come spesso accade, vi è però una distanza notevole fra i proclami pubblici, la volontà e la vita quotidiana degli individui: lo sviluppo sostenibile non è per molti un precetto conosciuto, da osservare con dedizione. Questo problema è legato ad una comunicazione inefficace tra ambito accademico ed opinione pubblica, ma è inoltre sintomo di un gap strutturale del sistema Paese a causa del quale pubblico e privato non riescono a gettare le basi di uno sviluppo sostenibile per motivi burocratici o per mancanza di profitto a breve-medio termine. Questa nicchia è di solito riempita dal terzo settore (termine-ombrello sotto cui si raccolgono associazioni, fondazioni, cooperative sociali, no profit ecc.): in Italia il settore è estremamente attivo in ambiti sociali, di re-impiego, di protezione ambientale, di cure sanitarie e di istruzione e ricerca. Il terzo settore arriva in tal modo dove né lo Stato né le aziende possono e rappresenta pertanto una risorse unica.

Qualche dato

Secondo l’ultimo censimento ISTAT (completato nel 2019), al 31 dicembre 2015 le istituzioni no profit attive in Italia erano 336.275, con un impiego di 5,529 mln di volontari e 788 mila dipendenti. Si è registrata una netta crescita dal censimento 2011, con il numero dei volontari aumentato del 16,2% e del 15,8% per i lavoratori dipendenti (Forum Terzo Settore). L’impatto economico e sociale è notevole: gli enti del terzo settore hanno un giro d’affari di circa €71 mlr, quasi il 5% del PIL italiano (Valori.it).

La maggior parte degli enti del terzo settore erogano servizi in favore della collettività (78,3%), nello specifico a persone con disagi: persone con disabilità, persone in difficoltà economica o disagio sociale, minori in difficoltà e immigrati e minoranze etniche (Vita.it). Molte associazioni del terzo settore lavorano anche per la protezione ambientale: Legambiente e WWF sono le più grandi e conosciute, ma esistono tante realtà più piccole e legate alla dimensione locale, il cui elenco è disponibile sul sito web del Ministero dell’Ambiente.

Quindi, il terzo settore...

È evidente il forte legame tra i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile e gli enti del terzo settore, in quanto i campi di maggiore interesse per questi ultimi riguardano lo sviluppo sociale, economico e ambientale. Si può quindi affermare che il ruolo da essi ricoperto è fondamentale per avvicinarsi sempre di più agli obiettivi posti dall’Agenda 2030: da qui nasce l’idea di una serie di interviste a loro rivolte, per descrivere le organizzazioni locali che, nel loro piccolo e a volte inconsapevolmente, lavorano per l’avanzamento verso una comunità più sostenibile.

Fonti consultate per il seguente articolo

Brundtland Report (1987)

Forum Terzo Settore (2018) https://www.forumterzosettore....

Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare https://www.minambiente.it/pag...

Valori.it (2019) https://valori.it/italia-eccel...

Vita.it (2019) http://www.vita.it/it/article/...


Condividi il post

  • L'Autore

    Roberta Croce

Categorie

Città e comunità sostenibili


Tag

sviluppo sostenibile terzo settore Associazioni pubblico privato fill in the gap interviste società civile

Potrebbero interessarti

Image

Dopo il #Nonprofitday? Il Festival del Fundraising 2020

Michele Pavan
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui