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Hamas e l'ANP verso l'unità palestinese

Ci sono voluti dieci anni. Dieci anni di violenza e guerre fratricide. Dieci anni e poco più da quel giugno 2007 in cui le milizie di Hamas presero il controllo della Striscia di Gaza, scacciando al-Fatah. Una battaglia durata appena una manciata di giorni ma capace di aprire la via ad una scia di sangue che sembrava non conoscere fine. Ora, invece, si chiude un ciclo. E finalmente si può forse tornare a sperare.

Il comunicato ufficiale pubblicato dalle alte sfere di Hamas aggiunge una nuova e importantissima pagina alla storia della regione mediorientale. Grazie alla mediazione egiziana, il movimento islamista si è detto pronto a sciogliere il proprio esecutivo, affidando il controllo di Gaza all'oramai ex contendente ANP. Non solo. Verranno indette elezioni generali che riguardino sia il territorio occupato della Striscia, sia la Cisgiordania.

Il ritorno all’unità palestinese è un passo fondamentale. E il riavvicinamento fra Hamas e al-Fatah, il partito che guida l’ANP di Abu Mazen, ne costituisce un’imprescindibile concretizzazione. Luce verde, insomma. O meglio, gialla. Diversi alti in grado di ANP si dicono soddisfatti dell’accettazione più completa delle condizioni da loro poste. Tuttavia, fanno notare come in tale processo riconciliatorio sia bene procedere con i piedi di piombo. Come chiarito dall’ex ministro palestinese Ashraf al-Ajrami, occorrerà tempo prima che venga ripristinato un clima di normalità e si possa contare su reciproca fiducia.  

IL RETROSCENA

I due movimenti giunsero alla rottura fra la fine del 2006 e la prima metà del 2007, periodo nel quale la Striscia di Gaza fu teatro di quella che fu denominata Guerra civile palestinese. Le elezioni legislative vennero vinte da Hamas, contro al-Fatah, partito che fino ad allora aveva guidato il popolo palestinese. Il problema fondamentale fu la distribuzione del voto: la base elettorale di Hamas era radicata nella Striscia, mentre quella del Fatah si concentrava in Cisgiordania. Il fallimento dei negoziati per un compromesso che consentisse la gestione congiunta dei due territori diede il La alla lotta per il loro controllo. Di più. Come conseguenza della vittoria di Hamas, l’Unione Europea e diverse altre istituzioni occidentali e arabe congelarono i finanziamenti al governo palestinese. Con ciò acuendo il conflitto fra i due movimenti che più volte, mai con risultati concreti, hanno cercato di trovare una mediazione praticabile.

HAMAS, AL-FATAH e ANP in PILLOLE

Acronimo di “Movimento Islamico di Resistenza”, Hamas è un’organizzazione politica a carattere paramilitare. Fondata nel 1987 come braccio armato dei Fratelli Musulmani per combattere lo Stato di Israele, è ritenuta da alcuni Stati un organismo a stampo terroristico. Il suo obiettivo primario è la costituzione di uno Stato palestinese. E se la Carta Fondamentale chiarisce che ciò debba essere perseguito riportando la regione a una condizione precoloniale, più recentemente numerosi esponenti e sostenitori si sono dichiarati favorevoli alla cd. soluzione dei due Stati.

Un’organizzazione parimenti politica e paramilitare, al-Fatah venne costituita nel 1959 in Kuwait, fra gli altri, da Yasser Arafat. Pur non avendo mai coagulato l’unanimità dei consensi palestinesi, “La Conquista” ha sempre goduto di ampio favore. A partire dalla fine degli anni Novanta la sua popolarità è stata minata da ricorrenti accuse di corruzione in cui vennero coinvolti i vertici dell’OLP, di cui è parte.

L’Autorità Nazionale Palestinese è l’organismo politico di autogoverno formato nel 1994 come risultato degli Accordi di Oslo con l’obiettivo di svolgere le funzioni esecutive nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Dal gennaio 2013, in conseguenza di una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’ANP ha adottato il nome di Stato di Palestina nei documenti ufficiali.


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    Michele Guidotti

Categorie

Geopolitica Mondo Medio Oriente


Tag

Hamas ANP Gaza Medioriente Cisgiordania

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