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Gli albori della nuova relazione tra Stati Uniti e Cina: come agirà Joe Biden?

Durante le prime settimane del suo mandato, il neoeletto Presidente americano Joe Biden ha lasciato trapelare alcuni elementi chiave della sua strategia nei confronti della Cina. I rapporti con la potenza asiatica occuperanno sicuramente una posizione centrale nella politica estera di Biden, le cui azioni tuttavia saranno influenzate dall’ostilità creatasi tra i due Paesi durante il mandato del predecessore Donald Trump. Gli esperti si stanno interrogando sulla direzione che Biden darà al rapporto con Pechino: seguirà le linee aggressive di Trump o tornerà a politiche più accomodanti che aveva condiviso da vicepresidente durante l’amministrazione di Barack Obama?

Differenze e analogie tra le strategie di Donald Trump e Joe Biden

Sebbene il programma di Biden in Cina non sia ancora stato delineato chiaramente, il Presidente ha criticato più volte la presidenza di Trump per la sua linea di condotta nei confronti degli alleati degli Stati Uniti. Biden mira a consolidare le alleanze e a trarne vantaggio per controbilanciare la potenza cinese. In particolare, in una chiamata con il Primo Ministro indiano Narendra Modi, il neopresidente americano ha sottolineato l’importanza di rafforzare la sicurezza indo-pacifica. L’obiettivo è quello di ostacolare la crescente attività politica, commerciale e militare cinese nella regione, grazie al Quadrilateral Security Dialogue (QUAD), un’alleanza militare tra gli Stati Uniti, il Giappone, l’Australia e l’India. Inoltre, Biden durante delle telefonate con il Primo Ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha espresso la volontà di applicare il Trattato di Mutua Cooperazione e Sicurezza tra Stati Uniti d’America e Giappone alle Isole Senkaku, amministrate dai giapponesi ma rivendicate dalla Cina come Isole Diaoyu. Infine, il discorso di Joe Biden alla Conferenza di Monaco ha messo in evidenza ancora una volta come il neopresidente voglia cambiare radicalmente la politica tendenzialmente isolazionista condotta da Trump. "L’America è tornata, l’Alleanza Atlantica è tornata" ha dichiarato Biden, sottolineando come gli Stati Uniti intendano lavorare "strettamente con l’Europa" per stare al passo di potenze come la Cina e la Russia.

Pur riconoscendo le sanzioni imposte da Trump alla Cina, l’amministrazione democratica mira a differenziarsi dal predecessore anche nell’esprimersi più apertamente a favore della difesa dei diritti umani. In una recente dichiarazione, la Casa Bianca ha evidenziato le preoccupazioni di Biden "per la repressione ad Hong Kong, le violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e le azioni sempre più assertive nella regione, anche nei confronti di Taiwan". In particolare, Biden ha assicurato un sostegno "solido come una roccia" a Taiwan, riaffermando il valore del Taiwan Relations Act. Per segnalare l’importanza dell'impegno preso nei confronti di Taipei, il rappresentante di Taiwan negli Stati Uniti è stato invitato, per la prima volta dal 1979, a partecipare alla cerimonia di insediamento di Biden del 20 Gennaio. Nel frattempo, l’esercito cinese ha intensificato le sue attività militari presso Taiwan inviando diversi jet da combattimento e bombardieri in quello che è stato interpretato come un messaggio alla nuova presidenza di Biden.

Non è ancora chiaro, invece, come la nuova amministrazione democratica intenda portare avanti la competizione commerciale con la Cina. Secondo gli esperti, sarà difficile per Biden allentare significativamente i dazi imposti da Trump sulle importazioni cinesi, a causa di un forte sentimento anticinese che pare si stia insediando tra la popolazione americana.

La prima telefonata tra Joe Biden e Xi Jinping

Alla vigilia del Capodanno Lunare Cinese, Joe Biden e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping hanno tenuto la loro prima conversazione telefonica, durata ben due ore. Durante la chiamata, i due leader, che avevano già avuto modo di conoscersi in passato, hanno utilizzato toni più concilianti rispetto a quelli che hanno contraddistinto la presidenza di Trump. Inoltre, la chiamata ha mostrato la volontà di entrambi i Paesi di stabilire una relazione più costruttiva, basata sulla cooperazione in sfide di comune interesse, come quella della sicurezza sanitaria, della proliferazione delle armi e dei cambiamenti climatici. In particolare, Xi Jinping ha affermato che "la cooperazione è l’unica scelta corretta" e che un conflitto sarebbe "un disastro". Tuttavia, Biden, nel corso della conversazione telefonica, ha anche espresso la sua preoccupazione riguardo le violazioni dei diritti umani nello Xinjiang, la repressione di Hong Kong e l’espansionismo regionale, anche verso Taiwan. Xi Jinping ha risposto spiegando che si tratta di questioni riguardanti "la sovranità e l’integrità territoriale della Cina" e ha invitato il leader americano ad affrontarle con prudenza.

Se fino ad ora la "linea di condotta" del Presidente americano nei confronti del gigante asiatico è percepibile nell'enunciazione di alcuni principi "guida", per una valutazione più completa ed esaustiva si dovrà aspettare la traduzione di tali principi in azioni concrete nel corso del mandato.

Fonti consultate per il presente articolo:

https://www.theguardian.com/world/2021/feb/11/biden-raises-taiwan-tensions-and-human-rights-with-xi-jinping-in-first-phone-call

https://www.theguardian.com/commentisfree/2021/feb/14/how-to-rein-in-china-without-risking-war-is-the-issue-biden-must-address

https://www.ilpost.it/2021/01/23/biden-cina/

https://www.reuters.com/article/us-usa-biden-india/biden-calls-indias-modi-seeks-to-strengthen-regional-security-through-quad-grouping-idUSKBN2A82BY

https://www.usnews.com/news/world-report/articles/2021-02-12/china-reveals-its-first-assessment-of-biden-as-president

https://www.bbc.com/news/world-56021205

https://www.globaltimes.cn/page/202102/1215521.shtml

https://www.theguardian.com/world/2021/jan/23/chinese-aircraft-enter-taiwans-air-defence-zone


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  • L'Autore

    Margherita Camurri

    Margherita Camurri studia International Relations and Global Affairs all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

    Margherita si è diplomata presso il liceo linguistico Alessandro Manzoni di Milano, dove ha approfondito lo studio della lingua e della letteratura inglese, cinese e spagnola. In particolare, l'appassiona lo studio del cinese, e per questo, al liceo, ha deciso di trascorrere un semestre in Cina.

    Oltre alle lingue, i suoi interessi sono la lettura, i viaggi e l’arte.

    Per quanto riguarda il futuro, le piacerebbe occuparsi di questioni umanitarie e poter dare il suo contributo ai paesi e alle persone più in difficoltà, ragione per cui ha già svolto esperienze di volontariato in Italia.

    Ad Aprile 2020, ha cominciato a collaborare con Mondo Internazionale occupandosi della sezione Asia e Estremo Oriente nel progetto Framing the World. In seguito, è diventata anche Junior Researcher per GEO, ed è entrata a far parte di MIPP in qualità di Policy Analyst.

    Margherita Camurri studies International Relations and Global Affairs at the Catholic University of Sacred Heart.

    Margherita graduated from the Alessandro Manzoni language school in Milan, where she studied English, Chinese and Spanish language and literature. In particular, she is passionate about the study of Chinese, therefore, in high school, she decided to spend a semester in China.


    Other than languages, her interests are reading, travelling and art.

    As regards the future, she would like to deal with humanitarian issues and to give her contribution to struggling countries and people, which is why she has already done volunteer experiences in Italy.

    In April 2020, she began collaborating with Mondo Internazionale writing for the Asia and Far East section in the project Framing the World. Later on, she became a Junior Researcher for GEO and she joined MIPP as Policy Analyst.

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Dal Mondo America del Nord Asia Orientale Sezioni Società Politica Framing the World


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