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Giro del mondo dall’Asia all’Italia: RISO E TE’

Con questo articolo iniziamo ad addentrarci nelle culture alimentari di altri paesi focalizzandoci su quei cibi che sono diventati parte della quotidianità in Italia. Il primo continente che sottoponiamo alla nostra attenzione è L’ASIA.

Le linee guida stilate per l’alimentazione asiatica sono per molti aspetti simili a quelle della dieta Mediterranea: mangiare frutta e verdura ogni giorno in abbondanza, riso e altri cereali come fonte principale di carboidrati, consumare regolarmente pesce, carne magra, uova e legumi e limitare il consumo di dolci e bevande alcoliche.

Uno degli alimenti di origini asiatiche ampiamente utilizzato e coltivato in Italia è il riso. Il riso (Oryza sativa) è una pianta della famiglia delle Graminacee nato in Cina verso il VI millennio a.C. In Asia rappresenta il 90% della produzione globale del continente ma è anche l’alimento principale per circa la metà della popolazione mondiale. Viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo di cui l’Italia è la maggiore produttrice Europea.

Una delle caratteristiche nutrizionali principali del riso è che non contiene glutine ed è quindi adatto ai soggetti celiaci. Sul mercato troviamo due tipologie di riso: integrale e bianco. Il primo non è sottoposto a raffinazione, dunque mantiene molte molecole con azione benefica sul nostro organismo che invece vengono perse in quello bianco; in particolare c’è la perdita del 15% delle proteine, 75% del fosforo, 90% del calcio e 70% delle vitamine del gruppo B. Grazie al maggior contenuto di fibre, vitamine e minerali, il riso integrale è associato a molteplici benefici tra cui: antidiabetico, ipocolesterolemizzante, cardioprotettivo ed antiossidante.

Una delle varietà di riso più consumate è il riso basmati, molto utilizzato in Italia soprattutto dai soggetti sportivi. Gli unici produttori ed esportatori di questa varietà di riso sono l'India e il Pakistan. È caratterizzato da un aroma inconfondibile e da caratteristiche uniche, tra cui la più importante è quella di avere un minor indice glicemico (velocità alla quale il livello di glucosio nel sangue aumenta in seguito all'assunzione di un determinato alimento) rispetto alle altre varietà. Questo è dato dalla maggior quantità di amilosio (la componente dell'amido meno digeribile dall'uomo) e, proprio per questa caratteristica, è più compatibile con l’alimentazione per soggetti diabetici.

Il secondo alimento proveniente dall’Asia che viene largamente utilizzato in Italia è il tè. Le più grandi produttrici di tè sono: Cina, Giappone, Taiwan, Indonesia, Sri Lanka e Vietnam. È una bevanda che si ottiene dalle foglie della Camellia sinensis in cui sono presenti molecole naturali antiossidanti che hanno effetti favorevoli in molti processi fisiologici nel nostro organismo, tra cui attività antiossidante e anti-infiammatoria. A seconda del tipo di processo utilizzato per la lavorazione delle foglie, si ottengono vari tipi di tè: nero, oolong, verde e bianco. Nel tè nero le foglie sono fermentate, nel tè oolong sono soggette ad un processo di fermentazione parziale, mentre, le foglie del tè verde subiscono un trattamento termico. Il tè bianco si differenzia perchè è ottenuto da gemme fogliari coperte da peli bianchi da cui deriva il nome.

Il tè verde contiene quantità molto elevate di polifenoli, sostanze dal ruolo benefico e antiossidante per l'organismo umano; in particolare, il polifenolo più caratteristico e principale responsabile delle proprietà del tè verde è l'Epigallocatechina gallato. Numerosi studi hanno dimostrato le proprietà benefiche di questa bevanda: rafforza le difese antiossidanti, ha effetti benefici sul sistema cardiovascolare e sul controllo del peso, ha azione antibatterica e antivirale, protegge contro le radiazioni UV e ha proprietà neuroprotettive. Non dimentichiamo che il tè contiene caffeina e teanina che possono portare ad effetti biologici come ansia, nervosismo e insonnia, se consumato in grandi quantità. Inoltre, è sconsigliato l’eccessivo utilizzo per le persone con problemi di gastrite, reflusso o ulcere gastriche a causa della sua capacità di aumentare le secrezioni gastriche.


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  • L'Autore

    Federica Mascaretti

    Ho conseguito la laurea magistrale in Biologia della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Milano. Ho svolto il progetto di tesi sperimentale della durata di un anno presso l’IRCCS Policlinico San Donato indagando il ruolo della nutrizione e del microbiota intestinale nelle patologie del tratto gastrointestinale.

    Attualmente visito come Nutrizionista in libera professione e svolgo attività di ricerca presso l'Ospedale Policlinico di Milano nel reparto di gastroenterologia focalizzandomi sul progetto: "blood microbiota and diet in relation to adenoma and colorectal cancer risk".



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Dal Mondo Salute e Benessere


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Alimentazione alimentazione internazionale nutrizione Asia riso alimentazione interculturale

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Maria Parisi
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