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Frutta Asiatica: da quella più insolita... a quella che conosciamo meglio

In questo articolo parliamo di frutta, in particolare di quella originaria dell’Asia.  Alcuni frutti asiatici risultano sconosciuti alla nostra cultura culinaria, mentre altri sono facilmente individuabili sulle nostre tavole. 

Alla prima categoria appartiene sicuramente il durian, di cui, chi si è recato almeno una volta in Malesia o in Thailandia o a Singapore, non può non aver sentito parlare. In Asia viene chiamato “il re dei frutti”, per via delle sue caratteristiche: la buccia spinosa, grandi dimensioni ma, soprattutto, un odore molto forte e sgradevole. Talmente sgradevole che molti paesi dell’Asia orientale ne hanno vietato il trasporto sui mezzi pubblici, come aerei, metropolitane e autobus. Addirittura, all’aeroporto di Singapore, accanto ai più canonici cartelli di divieto relativi al fumo o a sostanze infiammabili, vi sono cartelli che vietano di trasportare durian. Il suo odore può essere percepito dagli animali anche a ottocento metri di distanza.

Il durian è originario probabilmente della regione compresa tra la Birmania e Sumatra, ma viene coltivato in diversi paesi asiatici. Trattandosi di un frutto tropicale, cessa di svilupparsi a temperature inferiori ai 22°C. Le spine che caratterizzano la sua buccia sono tali che, se cadesse in testa a qualcuno, potrebbe provocare delle lesioni molto gravi. Per questo, in fase di raccolta, ci si serve di un elmetto. 

Il durian viene utilizzato per aromatizzare una vasta gamma di cibi dolci, come caramelle, biscotti, torte e gelati: l’Es durian è una marca di gelato molto popolare in Indonesia e viene venduto anche nei mercati di strada. Il durian, però, viene spesso consumato anche come contorno, specie se acerbo, e in Malesia viene utilizzato per la produzione di conserve sia dolci che salate. Anche i suoi semi, di dimensioni simili alle castagne, vengono consumati arrostiti, bolliti o fritti nell’olio di cocco. Nella medicina popolare il decotto di durian è utilizzato come antipiretico e, secondo una credenza dell’isola di Giava, il frutto ha proprietà afrodisiache. 

Da un punto di vista nutrizionale, il durian è costituito principalmente da acqua e carboidrati e ha un buon contenuto di vitamine e sali minerali. 

Tra i frutti originari dell’Asia figura anche il cocco, che invece è conosciuto e diffuso altresì in Occidente. La palma da cocco sembra essere originaria di alcuni paesi tropicali dell’Oceano Pacifico, come le Filippine, ma anche di alcune regioni dell’Oceania come la Melanesia. La parola cocco deriva dal portoghese coco, che significa testa. Si tratta del nome dato alla pianta dai marinai di Vasco de Gama, per la somiglianza del suo frutto con la testa del Coco, un mostro della mitologia ispanica equiparabile al nostro “uomo nero”. L’habitat ottimale della palma da cocco è quello delle coste delle regioni tropicali. Essa può crescere anche a latitudini differenti, ma, in tal caso, perde la sua importanza commerciale. 

In Asia, il cocco viene utilizzato per il consumo fresco. Nelle Filippine, l’acqua di cocco viene fatta fermentare sotto l’azione di un batterio, Acetobacter xylinum, per la produzione di un dolce gelatinoso chiamato nata de coco. Il latte di cocco, inoltre, è impiegato nella preparazione di numerose ricette asiatiche. 

In Sri Lanka, le donne tamil fanno bollire a lungo il latte di cocco e utilizzano l’olio che ne deriva come idratante per alleviare le smagliature del parto e per rendere morbidi i capelli. Inoltre, bevono il latte di cocco mescolato a foglie di pepe tritate per alleviare i disturbi della vista.

Il cocco è un frutto estremamente calorico. Per metà composto da acqua, contiene molti grassi, oltre che fibra, vitamine del gruppo B, vitamina C e sali minerali. Per quanto riguarda l’acqua della noce di cocco, questa, a differenza del frutto, è povera di grassi ed è particolarmente ricca di sodio, potassio, magnesio e calcio. L’olio di cocco, presente anche in Occidente in numerosi cibi industriali, pur essendo di origine vegetale, è costituito da grassi saturi e, pertanto, il suo consumo nella dieta dovrebbe essere limitato. 


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  • L'Autore

    Francesca Locatelli

Categorie

Salute e Benessere


Tag

Asia Frutta

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