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Dalle vacanze per bambini al profiling etnico: il razzismo è profondamente radicato nella società olandese

Traduzione della versione originale "From children’s holidays to ethnic profiling: racism is deeply rooted in Dutch society" di Floris Cooijmans

Verso gli ultimi giorni dell'estate, quando le giornate iniziano ad accorciarsi, si possono già trovare i pepernoten nei supermercati olandesi. Questi piccoli biscotti allo zenzero, disponibili in una varietà di gusti, sono associati ad una festa olandese: Sinterklaas. Sinterklaas è una figura basata sul leggendario San Nicola, nonché l'omonimo di Babbo Natale. È un santo alto, barbuto e a cavallo, che porta ai bambini olandesi e belgi caramelle e regali nelle ultime settimane di novembre e all'inizio di dicembre. Questa festa per bambini, apparentemente innocente, è stata controversa per molto tempo, ma la discussione intorno ad essa si è intensificata ulteriormente negli ultimi due anni. Il centro della discussione vi è l'aiutante di Sinterklaas, Zwarte Piet (Black Pete). Questo personaggio, che aiuta Sinterklaas a consegnare i regali ai bambini arrampicandosi attraverso i camini, è tipicamente interpretato da persone bianche che si dipingono la faccia di nero o marrone scuro, si mettono il rossetto rosso, indossano orecchini a cerchio dorati e portano parrucche afro. Il loro aspetto è completato da un abbigliamento che sembra ispirarsi ai servitori reali del XVII secolo.

Molti hanno fatto notare che Zwarte Piet è blackface, un tipo di caricatura discriminatoria che prende in giro e disumanizza le persone di colore. Sebbene ci siano sempre stati critici di Zwarte Piet, che hanno evidenziato lo  stereotipo razziale (i primi risalgono agli anni '30), fino a poco tempo fa queste critiche sono sempre state respinte e dissipate dai sostenitori di Zwarte Piet. Questi ultimi affermavano che non c'era alcuna intenzione di nuocere, poiché il personaggio non doveva rappresentare una vera persona di colore e la scura carnagione della pelle derivava dalla fuliggine dei camini attraverso i quali doveva arrampicarsi per consegnare i regali. L'origine dei capelli afro, degli orecchini d'oro e del rossetto rosso sono invece esclusi da questa spiegazione.

Il dibattito intorno a questa figura si è intensificato nell'ultimo decennio. Grazie all'instancabile lavoro di attivisti antirazzisti come Quinsy Gario, sempre più persone sono diventate consapevoli del dolore che Zwarte Piet causa agli olandesi di colore. Per molto tempo, la grande maggioranza degli olandesi ha resistito all'idea che Zwarte Piet fosse razzista, ma dall'anno scorso circa il 50% del pubblico olandese è d'accordo che l'aspetto dell'aiutante di Sinterklaas dovrebbe cambiare. Quello che è iniziato come una conversazione su una caricatura razziale in una festa per bambini, si è trasformato in qualcosa di più grande. Mentre ci sono altri esempi di razzismo nella società olandese, come le canzoni di compleanno dei bambini o lo stile di alcune giostre nel più noto parco di divertimenti olandese (Efteling), Zwarte Piet è diventato il centro dei dibattiti sul razzismo in Olanda.

Tuttavia, la discriminazione non avviene solo su base interpersonale. I Paesi Bassi hanno anche un grave problema con il razzismo sistematico. La lista è tanto lunga quanto preoccupante. Un tribunale olandese ha recentemente stabilito che l'etnia è un criterio valido per selezionare le persone per ulteriori controlli alla dogana, per esempio. Questa sentenza, in sostanza, giustifica la disparità di trattamento degli olandesi di colore. Ma il profiling razziale non avviene solo al confine. Nei Paesi Bassi i giovani con un background migratorio non occidentale hanno da quattro a sette volte più probabilità di essere sospettati di un crimine rispetto ai giovani senza un background migratorio che commettono crimini simili. Inoltre, lo scandalo degli assegni familiari, che ha portato alla caduta del terzo gabinetto del premier Mark Rutte, ha mostrato elementi di razzismo sistematico. Migliaia di famiglie, la maggior parte delle quali avevano un background migratorio o una doppia cittadinanza, sono state erroneamente segnate come fraudolente. Questo significava che dovevano restituire decine di migliaia di euro al fisco - soldi che le persone non avevano - con conseguenti sfratti, divorzi e persino suicidi in taluni casi. La paura o l'odio verso gli stranieri è anche strumentalizzato nella politica olandese. Membri di partiti di estrema destra, che siedono anche in parlamento, hanno detto apertamente che faranno in modo che ci siano "meno marocchini" nei Paesi Bassi, o hanno speculato su una connessione tra razza e intelligenza. 

Tutte queste forme di razzismo sono in netto contrasto con la società multiculturale e multietnica che incarna i Paesi Bassi. Alcuni dei maggiori gruppi di immigrati provengono dal Suriname e dall'Indonesia, ex colonie olandesi. Altri gruppi importanti, come i marocchini e i turchi, sono stati attivamente inseriti come gastarbeider (programma per lavoratori ospiti) negli anni '60 e '70, col fine di aiutare a stimolare la produzione olandese fornendo manodopera a basso costo.

L'ondata globale di indignazione dopo l'omicidio di George Floyd è arrivata fortemente anche nei Paesi Bassi, e ciò è un segnale che le giovani generazioni olandesi, che sono più diverse e più istruite che mai, sono pronte ad iniziare a trasformare la società del loro paese. Sradicare tutte le forme di razzismo sarà un compito arduo, ma deve avvenire se l'Olanda vuole essere all'altezza del primo articolo della sua costituzione:

''Tutte le persone nei Paesi Bassi devono essere trattate allo stesso modo in circostanze uguali. Non sono ammesse discriminazioni per motivi di religione, credo, opinione politica, razza o sesso o per qualsiasi altro motivo".

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