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Framing The World, XXV numero

Un resoconto generale dei principali eventi internazionali

Siamo giunti alla fine di un lungo anno nel quale vi abbiamo dato conto dei principali eventi mondiali. Anche in questo periodo di festività vi presentiamo il frutto del nostro lavoro, dandovi appuntamento all’anno nuovo, pronti per ripartire carichi come non mai, per non restare mai indietro rispetto al Mondo!

In evidenza in questo numero:

  • - La sanguinosa repressione delle proteste in Iran e Iraq, e la richiesta di processo per Matteo Salvini;
  • - Decisi passi in avanti in materia commerciale, con un primo accordo con la Cina e una prima approvazione dell’USMCA, che chiudono in bellezza un 2019 straordinario per le borse;
  • - Pesante attacco contro l’esercito nigerino, mentre inizia una causa contro i Big Tech per lo sfruttamento minorile nelle miniere in Congo;
  • - L’inizio della procedura di impeachment contro Trump (procedura che verrà molto probabilmente bloccata al Senato);
  • - L’ex-presidente boliviano Morales non si arrende e si ritiene ancora il leader legittimo, anche se in esilio in Argentina. Intanto, proprio a Buenos Aires, il nuovo presidente presenta un piano economico anti-crisi;
  • - Forti proteste in India in seguito ad una controversa legge sulla cittadinanza, mentre più a Est si pone in evidenza l’attivismo diplomatico giapponese;
  • - Il senato USA (quasi all’unanimità) introduce sanzioni contro il gasdotto Russia-UE Nord Stream 2, ritenuta un’arma di influenza russa, mentre Boris Johnson stravince le elezioni e certifica la Brexit per il 31 gennaio;
  • - Trovato l’accordo per un cessate-il-fuoco in Ucraina, insieme alla definizione dei successivi passi e l’apertura ai negoziati sulla Crimea;
  • - USA pronti a ridurre l’impegno militare in Afghanistan, e la Libia che vive un momento delicato, con l’aumento dell’influenza turca;
  • - I nuovi attacchi terroristici in Somalia e Afghanistan, e la sparatoria davanti alla sede del FSB (Russia);
  • - La nomina del nuovo Rappresentante Europeo per le Migrazioni e l’incontro tra Conte e Guterres.

Ma questo è davvero solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World. Buona lettura e buon Natale!



DIRITTI UMANI

Conflitto israelo-palestinese, la Corte Penale Internazionale investigherà su possibili crimini di guerra. Il pubblico ministero della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda, ha annunciato nei giorni scorsi che procederà a investigare su possibili crimini di guerra condotti sia dalle forze armate israeliane - che da quelle palestinesi - nel territorio della West Bank. L’intervento del pubblico ministero segue una richiesta del popolo palestinese, il quale ha chiesto alla Corte di intervenire. Il pubblico ministero, da parte sua, prima di intervenire ha preferito chiedere alla Corte se il criterio della “competenza geografica” sussiste, in quanto Israele non è uno Stato membro della Corte.

India, la nuova legge sulla cittadinanza è “discriminatoria e incostituzionale”. Secondo Amnesty International, la nuova legge indiana sulla cittadinanza entrata in vigore l’11 dicembre 2019 è incostituzionale. Infatti, essa limita la possibilità di ottenere la cittadinanza solo a chi proviene da Afghanistan, Bangladesh e Pakistan e professa la religione indù, sikh, buddisti, jainisti, parsi e cristiani, mentre esclude altre comunità religiose come i tamil, gli hazara, i bihari, gli ahmadi e i rohingya. In tanti sono scesi in piazza per manifestare contro questi emendamenti, ma il governo indiano ha dato il via ad una violenta campagna di repressione delle proteste.

Iran, violenta repressione delle proteste. A seguito dello scoppio di proteste in tutto il paese, le autorità iraniane hanno arrestato migliaia di manifestanti, giornalisti, attivisti per i diritti umani e studenti per impedire loro di denunciare la violenta repressione in corso nel Paese. Secondo le varie testimonianze, infatti, nei giorni scorsi le autorità iraniane hanno rapito, torturato e ucciso centinaia di persone: si stima che almeno 304 persone siano state uccise (di cui, secondo l’ONU, almeno 12 erano minorenni) e migliaia ferite solo tra il 15 e il 18 novembre. Purtroppo, sembra che le repressioni siano ancora in atto: le forze dell’ordine stanno ancora conducendo arresti in tutto il Paese.

Iraq, decine di manifestanti uccisi da un gruppo armato non identificato. Nei giorni scorsi, un gruppo armato non identificato ha ucciso numerosi manifestanti che avevano partecipato ad una protesta a Baghdad. Sembra che tale gruppo armato stesse agendo per conto delle forze di polizia irachene, che si sono ritirate non appena il gruppo armato ha iniziato a sparare. Secondo le stime, tra le 29 e le 80 persone sono morte, mentre 137 persone sono rimaste ferite. L’attacco non è stato un caso isolato: secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, negli ultimi tre mesi sarebbero stati uccisi circa 511 manifestanti solo nel sud del Paese, mentre molti altri sarebbero stati rapiti e torturati.

Italia, la Sea Watch vince il ricorso mentre l’ex ministro dell’interno Salvini viene accusato per il caso Gregoretti. La Sea Watch ha vinto l’appello al Tribunale Civile di Palermo che ha disposto il dissequestro amministrativo della nave Sea Watch 3, la quale era stata sequestrata a Lampedusa lo scorso luglio in seguito alle azioni di Carola Rackete. Nel frattempo, l’ex ministro Matteo Salvini è stato accusato di “sequestro di persona aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per aver commesso il fatto anche in danno di soggetti minori di età” per il caso Gregoretti, del luglio 2019. Il 20 di gennaio la Giunta per le Immunità parlamentari deciderà se procedere contro l’ex ministro.

Repubblica Centrafricana, la Corte Penale Internazionale processa Ngaissona e Yekatom per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’11 dicembre, la Corte Penale Internazionale ha confermato l’accusa di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità per Patrice-Edouard Ngaissona e Alfred Yekatom, ex leader delle milizie cristiane anti-bakala. In particolare, i due leader sembrano aver comandato il massacro dei musulmani “seleka”, iniziato nel 2013: i loro combattenti hanno infatti attaccato i civili, stuprato le donne e arruolato i bambini delle comunità musulmane nei loro gruppi armati.

Marta Stroppa



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Economia, ma la politica conta ancora? Ad agosto di quest’anno il pessimismo era tornato dominante in seguito a dati economici poco incoraggianti. Nel frattempo, la Brexit è prossima, Hong Kong è nel caos e il presidente Trump è sotto impeachment, ma nulla pare avere avuto alcun effetto sui mercati, eccezion fatta per oscillazioni giornaliere. L’economia americana marcia spedita, con la disoccupazione che ritocca i minimi ogni mese e le borse che seguono di conseguenza, con il 135° record giornaliero della presidenza Trump: S&P 500 +33%, Dow Jones +31% e Nasdaq +41% anno-su-anno. Altri segnali positivi, a lungo termine in questo caso, arrivano dal mercato immobiliare, con i permessi di costruzione ai massimi da 12 anni e che, oltre ad indicare liquidità nelle tasche degli americani, fanno presagire diversi anni di buoni risultati in termini di consumi.

FedEx vs Amazon, che guerra sia. Un nuovo capitolo arricchisce lo scontro tra lo spedizioniere e il gigante dell’e-commerce: Amazon ha vietato anche ai venditori terzi l’impiego di FedEx per le proprie spedizioni. La notizia arriva nel momento peggiore per FedEx, che ha mancato gli obiettivi per il secondo trimestre consecutivo ed è crollata del 10% in borsa. Più che le tensioni commerciali, a danneggiare la compagnia è un trend di lungo periodo che vede il calo relativo delle spedizioni “industriali” (core business di FedEx e ad alto margine) e invece la maggiore rilevanza dell’e-commerce e della consegna di singoli pacchetti (con margini inferiori). Proprio in questi ultimi, UPS ha investito miliardi per stabilizzare i margini e competere con FedEx e ne sta adesso raccogliendo i frutti: mentre FedEx soffre (-40% dei profitti), UPS vola e anno-su-anno cresce del 20%.

Trade War, accordo Cina - USA. I due paesi hanno trovato un accordo (Phase One) in vista della risoluzione della disputa commerciale. L’annuncio ha spinto al rialzo i listini di tutto il mondo, ma quando i dettagli del testo sono divenuti pubblici l’entusiasmo si è raffreddato, vista la sua indeterminatezza. Di positivo c’è che i nuovi dazi americani previsti il 15 dicembre sono stati cancellati, che non ce ne saranno di nuovi e che i dazi esistenti su $120 miliardi di merci sono stati dimezzati. Per conto suo, la Cina ha fatto promesse (generiche) di acquistare più prodotti agricoli, energetici e manifatturieri americani e di maggiore impegno nella difesa della proprietà intellettuale. Il Phase Two deal avrà l’arduo compito di mettere in pratica tutto ciò e, secondo i rumors, potrebbe arrivare già a gennaio.

USMCA, passo avanti. L’accordo commerciale tra USA, Canada e Messico è stato approvato dalla House of Representatives con una larga maggioranza bipartisan (385 a 41) e sarà votato al Senato verso la fine di gennaio. L’accordo è una versione riveduta e corretta del NAFTA, che nel 1994 aveva istituito un’area di libero scambio nel Nord America, pesantemente criticato dal presidente Trump per avere favorito la delocalizzazione di molte aziende in Messico. Il nuovo accordo in questo senso permette agli USA di sanzionare le fabbriche che violino i diritti dei lavoratori, limitando così la concorrenza sleale. Le previsioni fatte da esperti indipendenti parlano di 176.00o posti di lavoro creati e $68 miliardi di maggiore crescita all’anno, a partire dal sesto anno di validità. Questa vittoria da a Trump ulteriore spinta e tempo per i negoziati con Cina ed Unione Europea.

Tesla, si vola. Dopo aver toccato i minimi a giugno ($178), Tesla è rimbalzata del 119% ed ha chiuso settimana scorsa al massimo storico di $409.25 ad azione. Le ragioni del rialzo non sono del tutto chiare, ma comprendono l’apertura di una nuova fabbrica in Cina, il buon andamento delle prime vendite nel paese che offre un enorme potenziale per i veicoli elettrici e l’ottimismo per il mercato europeo, con la domanda che è sostenuta e una nuova fabbrica prevista in Germania. Negli stessi giorni, l’IFO di Monaco ha pubblicato uno studio secondo cui, considerando la generazione di energia elettrica e la produzione delle batterie, una Tesla Model 3 emetterebbe fino al 25% di CO2 in più rispetto a una berlina diesel della stessa categoria.

Boeing, atterraggio duro. Boeing ha sospeso la produzione dei 737-MAX dopo che la FAA ha comunicato che l’autorizzazione a rimettere in servizio gli aerei, fermati precauzionalmente dopo due incidenti in Etiopia ed Indonesia, non arriverà prima del febbraio 2020. La compagnia, fiduciosa di risolvere i problemi al software di volo entro la fine del 2019, ha continuato la produzione degli aerei pur non potendo consegnarli ai clienti. Boeing si trova così a bilancio 400 jet in inventario, pari a $73 miliardi, oltre a 25 miliardi di debiti. Con questa mossa, la società mira a vendere gli aerei già prodotti una volta ottenuta la ricertificazione, e a non incorrere nel frattempo in spese inutili.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB-SAHARIANA

Ciad, si parla almeno di 14 morti per un attacco di Boko Haram. Così come l’anno era cominciato, andrà a terminare: gli attacchi jihadisti hanno imperversato in tutto il territorio saheliano provocando la morte di migliaia di persone, civili e militari. L’ultima notizia risale al 19 dicembre, quando un attentato presunto da parte di Boko Haram ha portato alla morte di almeno 14 persone (ma si parla anche di 5 feriti e 13 dispersi) in un villaggio occidentale del paese, a circa 60km dalla Nigeria.

COP 25, le istanze dell’Africa ancora non vengono accolte. Il riferimento è alle misure da attuare in risposta al cambiamento climatico, in particolare per quanto concerne il settore carbonifero. Il continente africano contribuisce per il solo 4% alle emissioni di Gas serra rispetto a tutti gli altri continenti e, per tale ragione, si aspettava una modifica dell’articolo 6 degli accordi di Parigi in un senso più trasparente, forte e di riconoscimento delle responsabilità, in particolare per il meccanismo dei “crediti carbone”.

Etiopia, decimo paese africano a diventare “spaziale”. Questa capacità è stata conseguita grazie al sostegno cinese e permette ad Addis Abeba di seguire Egitto, Marocco, Sud Africa, Ghana, Rwanda, Kenya, Angola, Etiopia, Nigeria e Algeria.

Niger, l’ISWAP compie una strage. L’attacco è avvenuto giovedì 12 dicembre presso la base militare di Inate, non lontano dalla Capitale Niamey e quindi pericolosamente vicino a Burkina Faso e Mali, gli altri due paesi che da mesi soffrono una costante pressione da parte delle forze etnico-jihadiste. L’ISWAP, lo Stato Islamico nell’Africa Occidentale, ha rivendicato l’attacco sostenendo di aver provocato la morte di più di cento soldati, mentre le fonti governative parlano di 71 perdite e alcuni dispersi. Solo pochi giorni dopo, il Presidente Nigerino ha affermato che il Sahel ha ancora, e sempre di più, bisogno dei propri alleati, inclusi i francesi con la forza Barkhane. Tale commento è stato voluto per placare i sentimenti antifrancesi che si stanno diffondendo nei paesi in questione.

Repubblica Democratica del Congo, un gruppo di avvocati accusa i big del tech. Il fatto è avvenuto presso la Corte Federale Americana, alla quale è stata depositata l’accusa nei confronti di Alphabet (Google), Microsoft, Tesla, Dell e Apple per aver aiutato e incoraggiato il lavoro dei bambini nelle miniere di cobalto nella RDC.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD


Canada, un cambio di rotta del Presidente Trudeau? Si ricorda la chiusura delle ultime elezioni del presidente al fianco di Greta Thunberg per la lotta al cambiamento climatico, ma a pochi mesi di distanza, Justin Trudeau si prepara a dare il nulla osta per la costruzione della più grande miniera di sabbie bituminose a cielo aperto del Canada. Il petrolio estratto dalle sabbie è considerato il più sporco del mondo, poiché il mix è composto da argilla, sabbia, acqua e bitume e il processo estrattivo necessita l’utilizzo di una quantità elevata di solventi, energia ed acqua. Quest’ultima, una volta utilizzata diviene contaminata, ricca di sostanze cancerogene come arsenico e metalli pesanti. Si pensa che la miniera, da sola, produrrà circa 6 milioni di tonnellate di gas inquinanti all’anno. Il Canada sarà in grado di raggiungere ugualmente gli obiettivi dell’Accordo di Parigi?

(Michele Pavan)

Stati Uniti, l’impeachment di Trump e le sanzioni contro il Nord Stream 2. La questione dell’impeachment di Trump assume rilievo a livello internazionale perché l’attuale Presidente USA è stato accusato di aver fatto pressioni sul presidente ucraino Zelensky. Ciò al fine di chiedere l’apertura di indagini sull’ex vice Presidente, ora candidato democratico, Joe Biden, in cambio milioni di dollari di aiuti economici all’Ucraina. Se la messa in stato d’accusa avrà seguito, il Presidente Trump potrebbe essere interdetto dai pubblici uffici. Si tratta, però, di una situazione alquanto improbabile, in quanto è necessario il voto di due terzi dei senatori, che attualmente sono a maggioranza repubblicana. Il 18 dicembre è stata anche la giornata in cui il Senato statunitense ha approvato le sanzioni contro il gasdotto russo Nord Stream 2. Così, saranno introdotte misure restrittive verso compagnie straniere che forniscono navi per la costruzione del gasdotto al fine di “proteggere la sicurezza energetica dell’Europa” e, tra le righe, ostacolare la leva geopolitica e commerciale di Putin.

(Marta Annalisa Savino)

Michele Pavan e Marta Annalisa Savino



AMERICA DEL SUD

Argentina, “Solidarietà e riattivazione produttiva” il nuovo piano economico di Fernández. Il 10 dicembre si è insediato nella casa Rosada, il nuovo presidente Augusto Fernández che ha sciolto le riserve in merito alla sua strategia per far uscire il paese dalla crisi. Il nuovo piano economico si chiamerà “Solidarietà e riattivazione produttiva”e avrà l’obiettivo di spostare l’attenzione verso i settori piú vulnerabili al fine di recuperare la stabilità macroeconomica del paese. Il nuovo ministro dell’economia Guzmán ha inoltre chiarito come le aree di intervento saranno le quattro dove si sono verificati i principali squilibri del governo precedente: pensioni, area fiscale, tariffe dei servizi e debito estero. Intanto un sacerdote argentino, Eduardo Lorenzo, accusato di aver abusato di minori per cinque mesi, si è suicidato poco prima di dover essere incarcerato.

(Domenico Barbato)

Bolivia, Morales torna a parlare: la sua intenzione è quella di ripresentarsi alle prossime elezioni. L’ex presidente boliviano Evo Morales, attualmente in esilio in Argentina, ha tenuto la sua prima intervista, rilasciata alla Tv argentina C5N. In essa ha manifestato la sua intenzione di prendere parte alla campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali boliviane del prossimo anno, non escludendo così un ritorno in patria: “Sono ancora il presidente, se mi vogliono processare devono farlo attraverso una messa in stato d’accusa” ha detto. Morales ha inoltre sottolineato la volontà di aiutare il suo paese: “Grazie al governo argentino ho la possibilità di essere vicino al mio paese e, se non mi permetteranno di entrare, vedremo come potrò contribuire da qui”. Intanto, l’Assemblea Permanente per i diritti umani ha presentato una denuncia contro il regime di Jeanine Añez per i genocidi e crimini di lesa umanità commessi nel realizzare il colpo di stato in Bolivia. Secondo l’organo ONU, gli uomini della Añez sarebbero ritenuti responsabili del cruento colpo di stato e delle barbarie commesse sulla popolazione locale.

(Domenico Barbato)

Brasile, Bolsonaro continua a professare la sua ideologia. Jair Bolsonaro si è reso protagonista negli scorsi giorni di una dichiarazione alquanto discutibile in merito alla sua proposta di torturare i ministri che compiono reati di corruzione: “Il Brasile sta cambiando, ma è possibile che ci sia corruzione. Dove vi è governo vi può essere corruzione. In questo caso, appenderemo il ministro al pau de arara, sempre se avrà qualche responsabilità, ovviamente”. Una dichiarazione rumorosa che ha alluso al pau de arara, metodo di tortura utilizzato durante la dittatura militare contro i prigionieri e che potrebbe avere a che fare con il Ministro del turismo Alvaro Antonio. Il presidente brasiliano ha deciso anche di chiudere la Tv Escola, canale educativo nazionale, accusato di promuovere una ideologia totalmente di sinistra e di genere. In questi giorni, seguendo la tradizione politica brasiliana che prevede la possibilità presidenziale di concedere un indulto in prossimità del Natale, Bolsonaro starebbe pensando di usarlo per liberare i poliziotti condannati per uso eccessivo della forza o per violenza che, secondo il presidente, sarebbero stati vittime di campagne mediatiche.

(Domenico Barbato)

Cile, Carabineros difesi dallo scudo Piñera. Il 16 dicembre il presidente Sebastian Piñera ha firmato un progetto di legge presentato dal governo in parlamento, che stabilisce uno status speciale di protezione per le forze di sicurezza, trattando come aggravante qualsiasi aggressione individuale o di gruppo nei confronti di poliziotti (carabineros) o gendarmi. “Così recupereremo il dovuto rispetto nei confronti delle forze dell’ordine”, ha detto Piñera. Il presidente cileno inoltre ha ribadito che non ha alcuna intenzione di dimettersi, nonostante il livello di gradimento nei suoi confronti sia sceso ai minimi storici dall’inizio delle proteste sociali nel paese. Intanto, sono stati svelati i risultati del referendum non vincolante riguardante le iniziative da intraprendere contro le proteste iniziate ad ottobre. L’80% dei votanti si è schierata a favore della nascita di una nuova Costituzione che permetta il superamento di quella attualmente in vigore, promulgata da Pinochet nel 1980. All’interno del referendum i cittadini hanno deciso di ribadire la necessità di costituire una nuova Assemblea costituente, eletta al 100% dalla cittadinanza con un voto obbligatorio.

(Domenico Barbato)

Colombia, accanto alle proteste governative riemergono vecchi problemi strutturali. In seguito alle proteste generalizzate della popolazione contro Duque e il suo governo, che hanno portato il tasso di disapprovazione verso il presidente al 70%, riemergono in Colombia i problemi strutturali di un paese non del tutto pacificato in seguito allo storico accordo del 2016. L’iniziativa della Chiesa colombiana di dedicare alla pace, riconciliazione e giustizia la giornata di preghiera del 12 dicembre (nota come festa della Vergine di Guadalupe) è stata oscurata dal ritrovamento di una fossa comune nel paesino di Dabeiba, vicino ad Antioquia. All’interno vi sono i corpi di 50 vittime civili delle esecuzioni extragiudiziali, note come “falsi positivi”. Questi ultimi sarebbero dei guerriglieri uccisi nello scontro tra Farc e governo e, secondo il tribunale nato proprio dall’accordo tra le due fazioni, la Justicia Especial para la Paz, le vittime sarebbero tutti abitanti di Medellin, tra i 15 e i 56 anni, ed alcuni di essi disabili.

(Domenico Barbato)

Cuba, il nuovo primo ministro dopo 43 anni. L’incarico di primo ministro è stata reinserito quest’anno nell’ordinamento dello Stato in seguito all’approvazione della nuova Costituzione. Il presidente Miguel Diaz-Canel, con l’approvazione dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha nominato Manuel Marrero Cruz, precedentemente Ministro del Turismo scelto nel 2004 da Fidel Castro. Il nuovo primo ministro si occuperà delle attività amministrative, supportando il Presidente della Repubblica.

(Michele Pavan)

Ecuador, aumenta il valore dell’oro nazionale. Dopo le proteste e il malcontento popolare degli ultimi mesi, l’Ecuador ha deciso di concentrarsi sulla propria economia. Il governo ecuadoriano si è prefissato l’obiettivo di aggiungere 235 milioni di dollari d’oro alla propria riserva internazionale. La riserva del metallo ha raggiunto il valore di 1 miliardo di dollari, come sottolineato dalla manager della Banca Centrale dell’Ecuador, Verónica Artola, che ha anche spiegato come sia in atto il processo di rafforzamento della riserva ecuadoregna per raggiungere l’obiettivo dichiarato di una disponibilità aurea totalmente accessibile dal valore di 5.000 dollari. L’Ecuador ha inoltre deciso di rafforzare i controlli sulle banane esportate in Russia, a seguito della riscontrata presenza delle mosche gobbe all’interno dei propri frutti.

(Domenico Barbato)

Honduras, dichiarato lo stato di emergenza nelle carceri. L’Honduras ha dichiarato lo stato d’emergenza del suo sistema carcerario, sospendendo i suoi leader civili e sostituendoli con una commissione speciale controllata da ufficiali della polizia nazionale e militari. La decisione è maturata in seguito all’uccisione di Pedro Ildefonso Armas, il direttore del carcere di massima sicurezza honduregno. In ottobre, Armas era stato accusato di aver avuto dei contatti all’interno del carcere con il noto trafficante di droga Nery López Sanabria e, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato ucciso per tali contatti. Il ministro presidenziale Ebal Diaz, alcuni giorni dopo la morte di Armas, ha sottolineato la necessità di intervenire per stabilizzare e prevenire atti di violenza e morti continue che tormentano le carceri del paese honduregno, nominando come capo della commissione speciale il colonnello José González Maradiaga.

(Domenico Barbato)

Uruguay, Lacalle Pou definisce la nuova squadra di governo. Il nuovo presidente eletto, Luis Lacalle Pou, ha annunciato lo scorso 16 dicembre la nuova squadra di governo che lo accompagnerà durante il suo mandato a partire dal 1 marzo 2020. Il nuovo presidente ha specificato come, all’interno dell’organizzazione ministeriale, 7 ministeri saranno gestiti dal Partido Nacional, 3 saranno nelle mani del Partido Colorado, 2 dal Cabildo Abierto e uno dal Partido Indipendente de Uruguay. Lo stesso Lacalle Pou ha spiegato come la composizione del governo è stata definita in base a delle caratteristiche peculiari: “Questo governo ha delle caratteristiche particolari, basicamente l’interazione tra uomini e donne, di diversi partiti politici, della capitale e dell’interno e a capo un gabinetto impegnato con tutto il paese”. Inoltre, il neo presidente ha ribadito ai ministri la necessità di lavorare sin da subito senza attendere il primo marzo.

(Domenico Barbato)

Venezuela,sventato un nuovo golpe di stato promosso da Voluntad popular. Il gruppo terroristico Voluntad Popolar sostenuto da Leopoldo López e Juan Guaidó ha tentato di realizzare un nuovo golpe, stile Bolivia. Il piano è stato sventato però dai militari ed è stato denunciato dal vicepresidente per la comunicazione, cultura e turismo, Jorge Rodríguez. In base alle idee del gruppo, la fase iniziale del piano prevedeva l’assalto a due unità militari. Poi, attraverso il coinvolgimento della polizia e la presa delle armi presenti nelle due unità, il gruppo avrebbe dovuto diffondere il panico tra la popolazione, assassinando membri della Guardia Nacional Bolivariana e della Fuerza Armada Nacional Bolivariana per destabilizzare il paese. Le indagini hanno sottolineato come l’azione sia fallita anche per le mosse poco accorte dei deputati dell'Assemblea Nazionale e membri di Voluntad Popular, Fernando Orozco e Yanet Fermin, che intendevano far passare dalla Colombia 300 fucili per poter attuare questo piano terrorista. Il ministro Jorge Rodríguez ha inoltre spiegato come siano già stati effettuati degli arresti e diramati altri ordini di cattura per i deputati implicati, i quali sono latitanti per la giustizia venezuelana.

(Domenico Barbato)

Michele Pavan e Domenico Barbato 



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, supporto per Carrie Lam. L’11 dicembre Wang Yi ha parlato al simposio tenutosi a Pechino, organizzato dal China Institute of International Studies e dal China Fund of International Studies, in merito alle relazioni con gli USA accusandoli di aver danneggiato la loro immagine nei confronti degli altri Stati. La RPC è poi stata accusata da Tsai Ing Wen, in particolare attraverso il suo oppositore nel Kuomintang Han Kuo-yu, definito come filo-PCC. Le elezioni si terranno l’11 gennaio. Lunedì 16 Xi Jinping si è recato ad HK, dove ha reiterato il suo supporto per Carrie Lam "Continueremo a supportarti senza esitazioni [...] nel rispetto della legge".

Giappone, tempo di diplomazia. Venerdì 13 dicembre, il ministro degli esteri indiano ha annunciato il posponimento della visita di Shinzo Abe, la quale doveva tenersi domenica 15. Mercoledì 18 i ministri della difesa giapponese (Taro Kono) e cinese (Wei Fengzhe) si sono incontrati per suggellare la cooperazione dei due paesi sul tema della denuclearizzazione nordcoreana. Taro Kono è il primo ministro della difesa giapponese a visitare il paese in 10 anni. I due ministri degli esteri Lavrov e Motegi si sono incontrati a Mosca per parlare delle Kurili. Lavrov ha anche detto che i paesi condurranno un esercizio congiunto anti-pirateria al largo della Somalia nel Golfo di Aden verso la fine dell'anno. Venerdì 20 Rouhani si è recato per due giorni in Giappone, in qualità di primo presidente iraniano ad arrivare nel paese dal 2000. Il tema dell’incontro è il JCPOA e il ruolo del Giappone come mediatore con gli USA.

India, rivolte in corso. Nello Stato dell’Assam ci sono forti tumulti da più di una settimana: una rivolta. Il "Citizenship Amendment Bill" è stato approvato dal parlamento indiano, garantendo la cittadinanza indiana alle minoranze non musulmane entrate in India dell'Afghanistan, dal Bangladesh e dal Pakistan prima del 2015 e anche dopo. Lo Stato in questione si ribella per via del pericolo di una migrazione di massa che potrebbe discendere da ciò, oltre al fatto che esclude i musulmani. Le proteste sembrano continuare come previsto nell'Uttar Pradesh, Bangalore, Mumbai e Delhi. India e USA si sono incontrati a Washington nelle figure di Jaishankar e Pompeo, per i colloqui 2+2 all'interno dei quali è stato firmato un accordo sul trasferimento di tecnologie di difesa.

Corea del Nord, i test continuano. Da un'immagine satellitare ottenuta dalla CNN giovedì 5 sembrava che il sito dismesso di Tongchang-ri fosse di nuovo in funzione per testare dei propulsori balistici. Poco dopo, due test missilistici definiti come “cruciali” sono stati eseguiti nel sito stesso, di cui l’ultimo venerdì 13. Lunedì 16 dicembre, Stephen Biegun, inviato speciale USA in Corea del Nord, ha annunciato la cancellazione della deadline per un accordo previsto entro la fine dell’anno e ha invitato la controparte a sedersi al tavolo delle trattative. Durante l’incontro del Consiglio di Sicurezza ONU tenutosi lunedì 16, la Cina e la Russia hanno proposto un alleggerimento delle sanzioni in particolari ambiti verso la CdN, staccandosi ulteriormente dalla linea dura americana. La NGO Lumen (americana) ha aperto una “call” per tutte le idee più interessanti al fine di diffondere le informazioni in Corea del Nord bypassando la censura.

Corea del sud, nessuna intesa con gli USA. Nessun accordo è stato raggiunto tra Corea del Sud e Stati Uniti sui contributi di Seoul al mantenimento dei 28.5 mila soldati americani presenti sul suo territorio; questo alla fine di colloqui durati due giorni, fissati prima della scadenza dell'accordo esistente prevista per il 31 dicembre. Sembra che gli USA abbiano chiesto 5 miliardi. I prossimi colloqui previsti per gennaio. Il 17 dicembre poi, la ROCAF ha dichiarato l’operatività dei primi Lockheed Martin F-35A Lightning II di quinta generazione. Il ministro della difesa sudcoreano Jeong Kyeong-doo e il primo ministro svedese Stefan Lofven si sono incontrati venerdì 20 per aumentare la loro cooperazione in termini di industria militare e di difesa. Domani, martedì 24 dicembre, Moon Jae In e Abe Shinzo si incontreranno in Cina, Chengdu, per il loro primo summit dopo 15 mesi.

Stefano Sartorio



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Bruxelles, Puigdemont ottiene l’immunità. Euronews riporta che il Parlamento Europeo ha deciso di concedere l’immunità al leader indipendentista catalano. La decisione è stata presa dopo che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in una sentenza, aveva stabilito che l’immunità arriva nel momento in cui sono noti i risultati elettorali ed è indipendente dalla legislazione nazionale. In questo modo Puigdemont potrà partecipare alla sessione plenaria del Parlamento Europeo che si terrà il prossimo 16 gennaio.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea, tutti contro le sanzioni sul Nord Stream 2. Il Congresso americano ha approvato le sanzioni contro il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2 che andrebbe a raddoppiare quello già esistente, aumentando la quantità di gas importato dalla Russia. La misura dovrebbe colpire le imprese che stanno partecipando ai lavori di costruzione. La Commissione Europea ha fatto sapere di opporsi alle sanzioni che danneggiano imprese che svolgono attività legali. La stessa posizione è stata tenuta dalla Germania che considera l’azione americana un’ingerenza negli affari interni.

(Leonardo Cherici)

Quale futuro tra UE e UK dopo la Brexit? Le elezioni tenutesi in UK il 12 dicembre hanno definito la grande vittoria di Boris Johnson, Primo Ministro in carica. Con questa larga vittoria il Primo Ministro britannico sarà in grado di portare a compimento la Brexit per il 31 gennaio 2020. Le istituzioni Europee hanno quindi mostrato una certa fretta di definire tutti i criteri e le questioni legate alla separazione della Gran Bretagna dall’Unione. Le parole di Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, sono allineate con quelle del presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Regno Unito e Unione dovranno definire relazioni politiche ed economiche del tutto nuove. Nel frattempo, dal 1° febbraio 2020 la Gran Bretagna sarà fuori dall’UE, ma al contempo alla stessa legata per un periodo di transizione, senza però partecipare al processo decisionale.

(Dario Pone)

La Commissione Europea investigherà l’economia italiana. Il 17 dicembre la Commissione Europea ha annunciato che porterà avanti un profondo controllo economico sulla situazione economica di 13 paesi membri. L’Italia ha una delle condizioni economiche peggiori tra i membri UE, con squilibri macroeconomici che preoccupano l’istituzione Europea. Alto debito pubblico e bassa competizione economica, queste sono le aree più critiche per l’Italia. In caso di un peggioramento della situazione, la Commissione raccomanda vivamente un profondo e vasto bilanciamento delle politiche di budget economico. Ciò nonostante, la Commissione ha chiaramente sottolineato che tutte le misure e le correzioni economiche non possono influenzare i conti economici per i provvedimenti “verdi”. Infatti, l’Unione ha prefissato l'obiettivo della neutralità climatica per il 2050.

(Dario Pone)

Leonardo Cherici e Dario Pone



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Accordo sul gas tra Kyiv e Mosca, evitata la crisi. Arriva la notizia del successo, non scontato, dell’accordo tra Gazprom (Russia) e Naftogaz (Ucraina) per la fornitura di gas verso l’Europa. Un accordo della durata di 5 anni che fa venir meno le paure rispetto alla possibilità di una soppressione delle forniture verso i paesi europei; alcuni dei quali, come la Germania, avevano già spianato delle strade alternative per l'approvvigionamento di gas in caso di mancata intesa tra Russia e Ucraina. I negoziati, che sono stati condotti ai livelli più alti delle rispettive amministrazioni, hanno evitato una catastrofe che era già stata preannunciata, con il rischio di arrivare all’inizio del 2020 con nessuna base di fatto per le compagnie di distribuzione energetica. L’Europa può quindi ritenersi salva e riprendere a lavorare sui contratti di fornitura energetica.

(Andrea Vassallo)

Summit di Parigi, vince il “cessate il fuoco”. A Parigi, Mosca e Kyiv si sono confrontate, con il supporto di Francia e Germania, per giungere a un accordo bilaterale sul futuro della regione del Donbass. Nonostante la tangibile freddezza tra Putin e Zelensky, l’incontro nel formato Normandia ha portato nuovi progressi, che dall’ultimo summit del 2016 sembravano essersi bloccati a un punto morto. A Parigi ha vinto il cessate il fuoco e l’incontro ha stabilito i successivi passi per portare a una normalizzazione nella regione del Donbass. Tuttavia, sono stati registrati nuovi attacchi contro le truppe ucraine tra il 19 e il 20 dicembre; sembra dunque necessario rafforzare le misure per prevenire ulteriori conflitti e perdite e per far sì che lo stop alle ostilità non risulti un altro tentativo fallito.

(Andrea Vassallo)

L’amministrazione Trump sblocca 300 milioni di assistenza all’Ucraina. Donald Trump ha firmato il National Defense Authorization Act (NDAA) 2020. Il documento mostra nuovi elementi importanti per delineare la futura politica degli Stati Uniti verso l’Ucraina. Il recente scandalo Biden sembrava aver inferto un duro colpo alle relazioni bilaterali con il partner strategico nell’Europa orientale e alla fornitura di aiuti economici. Ora, con la firma del NDAA, i 300 milioni promessi a favore di Kyiv nel quadro della Ukraine Security Assistance Initiative sono stati ufficializzati, mostrando chiaramente la direzione che l’amministrazione Trump intende perseguire nei rapporti con l’Ucraina. Il documento ha autorizzato anche sanzioni contro il Nord Stream 2, il progetto di infrastrutture energetiche che aumenterà la dipendenza delle importazioni di gas europee dalla Russia. A Washington l’accondiscenza della Germania alla proposte della Russia non è piaciuta, e questo ne è un chiaro segnale.

(Andrea Vassallo)

L'Italia supporta l’ingresso albanese nell’UE. Il Ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio, in visita ufficiale a Tirana, ha espresso il supporto italiano al processo di allargamento Europeo. Per il ministro italiano l’UE dovrebbe proseguire sul percorso naturale dell’enlargement, verso paesi come Macedonia del Nord e Albania. Inoltre, egli ha criticato i membri UE che hanno bloccato le procedure di ingresso per questi due paesi. Di Maio ha rassicurato Edi Rama, Primo Ministro albanese, che l’Unione sarà sempre più vicina all’Albania, soprattutto dopo il terribile terremoto dello scorso 26 novembre. Al termine della visita, egli ha sottolineato che la Commissione Europea ha già stanziato 15 milioni di euro per aiutare la popolazione albanese. Per il ministro degli esteri la profonda cooperazione e integrazione tra Albania e gli altri membri UE può essere un fattore positivo per entrambe le parti.

(Dario Pone)

Accordo di principio tra Russia ed Ucraina. Nella sera del 19 dicembre 2019, a Berlino, con il sostegno della Commissione Europea e del governo tedesco, Russia e Ucraina potrebbero aver trovato un accordo sulla questione gas. Il contratto di fornitura tra le due Nazioni, relativamente alle forniture di gas russo all’Europa, terminerà il 31 dicembre 2019 e fino ad oggi Vladimir Putin e Volodymyr Zelens'kyj non erano riusciti a trovare un accordo sulla problematica. Il commissario Europeo Marcos Sevcovic è sembrato molto confidente rispetto alla bontà di questo accordo di principi, capace in futuro di definire tutti i dettagli critici delle forniture. Dall’altro lato, il Ministro russo per l’energia, Alexander Novak, non era in nessun modo fiducioso riguardo a un possibile accordo. Ciò nonostante, durante la conferenza di fine anno, Putin ha espresso parole di fiducia sul futuro delle relazioni con i vicini ucraini.

(Dario Pone)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Israele, indette nuove elezioni per il 2 marzo. La classe politica israeliana sembra aver fatto proprio il detto “non c’è due senza tre”; infatti, avendo constatato l’impossibilità di insediamento di un nuovo governo in grado di ottenere la maggioranza, il popolo sarà chiamato alle urne per la terza volta in meno di 12 mesi. Durante i 21 giorni successivi alle elezioni previsti dalla costituzione israeliana per formare un governo, né Netanyahu né Gantz sono stati capaci di creare una squadra che potesse ottenere l’appoggio di almeno 61 deputati su 120 della Knesset. Pertanto, l’unica opzione possibile è stata lo scioglimento della Knesset. Fino a marzo, però, il quadro politico potrebbe subire non poche variazioni: Netanyahu, ormai incriminato, dovrà vedersela non solo con i leader dei partiti rivali, bensì anche con l’avversario di sempre Gideon Saar per la guida del Likud.

(Federica Sulpizio)

Algeria, a vincere le elezioni in ultima istanza è l’esercito. In seguito alle dimissioni forzate di Bouteflika, si sono tenute le nuove elezioni presidenziali. Dopo la tornata elettorale che in aprile aveva visto per l’ennesima volta trionfare Bouteflika, dure rivolte popolari avevano costretto il presidente alle dimissioni. Guardando ai risultati, ad ottenere la maggioranza è stato Abdelmadjid Tebboune, l'ex-premier molto vicino ai militari; con il 58,15% dei consensi ha evitato di finire al ballottaggio, compiendo una rapida ascesa. Ci sarebbe da chiedersi quanto effettivamente il nuovo presidente sia lontano dalla cerchia di influenza di Bouteflika e, soprattutto, di quanto appoggio goda. Difatti, a recarsi alle urne è stato circa il 40% della popolazione algerina.

(Federica Sulpizio)

Pakistan, condannato a morte l’ex presidente Pervez Musharraf. Una Corte speciale di Peshawar ha condannato Musharraf alla pena capitale con l’accusa di alto tradimento. Si tratta, nella fattispecie, dell’accusa di aver sospeso la Costituzione del Paese nel 2007. Inoltre, l’ex presidente (ora in esilio a Dubai) era già accusato di essere il mandante dell’omicidio di Benazir Bhutto, colei che fu sua rivale nelle elezioni politiche del 2007.

(Federica Sulpizio)

Arabia Saudita e Qatar, possibili segnali di distensione. Alla 40esima riunione annuale del Gulf Cooperation Council (GCC), nonostante abbia ricevuto un espresso invito, non ha partecipato l’emiro del Qatar Tamim Bin Hamad Al Thani. A prendere il suo posto in qualità di rappresentante degli interessi del suo paese è stato, però, il primo ministro Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani. Ciò rappresenta un chiaro segnale di distensione: si tratta del funzionario di più alto livello inviato dall’emiro al summit dall’inizio della crisi del 2017. Questo non significa, chiaramente, che il Qatar abbia dimenticato la gravità dell’embargo imposto a Doha dall’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. Tuttavia, oltre alla presenza di rilievo, ci sono altri segnali che (seppur simbolici) danno la speranza dell’apertura di nuovi canali di dialogo, come ad esempio l’infrazione - avvenuta senza ripercussioni - del blocco aereo per Doha da parte della nazionale saudita di calcio a fine novembre (per partecipare all’Arabian Gulf Cup).

(Federica Sulpizio)

Libia, la debolezza dell’Europa e il consolidamento di altri attori. L’Europa sta progressivamente perdendo il proprio peso rispetto alla questione libica. In questo contesto, infatti, si è delineato un conflitto per procura che marginalizza gli europei a discapito di altri players: Emirati Arabi, Egitto, Russia, Turchia e Qatar – Stati che sostengono rispettivamente Haftar (Abu Dhabi e il Cairo) e il governo di Tripoli (Ankara e Doha). Per cercare di recuperare il terreno perso negli ultimi mesi, il Ministro degli Esteri italiano Di Maio si è recato in Libia per dei colloqui prima con il premier Serrai e poi con il generale Haftar. La visita arriva in un momento estremamente delicato, contrassegnato anzitutto dal consolidamento dei rapporti tra Turchia e Tripoli. Ankara, infatti, ha siglato due importanti intese con il governo libico: la prima concerne i confini marittimi della Libia (suscitando le polemiche di Grecia, Cipro ed Egitto ed inquietando non poco Europa e soprattutto l’Italia), la seconda riguarda forme di cooperazione militare con la possibilità della creazione di una base militare turca nel Paese, composta da 5000 uomini. Mentre la Turchia si sta muovendo con fermezza nell’intricato scacchiere libico, l’Europa continua a non mostrarsi compatta e decisa su questo fronte. A Berlino, a gennaio, si terrà una conferenza sul tema.

(Vincenzo Battaglia)

Afghanistan, l’America sarebbe pronta a ritirare 4.000 soldati. Potrebbe esserci una nuova svolta nell’ambito dell’intricato processo negoziale che vede coinvolti Stati Uniti e Talebani. Infatti, a seguito della ripresa dei colloqui tra le due parti, è emerso da fonti governative americane che Trump ha intenzione di ritirare 4000 uomini entro la fine dell’anno. Pertanto, il contingente statunitense in loco sarà ridotto a 8000 unità. Il ritiro prevederà il ridispiegamento di alcune forze e, al contempo, il mancato rimpiazzo di altre di ritorno negli Usa per la normale rotazione. Nel frattempo, però, il Washington Post ha pubblicato un’inchiesta contenente migliaia di documenti che dimostrerebbero come il governo americano abbia (per 18 anni) fornito coscientemente notizie false sull’Afghanistan.

(Vincenzo Battaglia)

Libano, incaricato nuovo premier. Dopo due mesi di proteste e una fase di vuoto istituzionale seguita dalle dimissioni dell’ex Premier Hariri, si è giunti a un accordo per la nomina del nuovo Primo Ministro. Infatti, Hassan Diab, docente universitario ed ex ministro dell'istruzione, è stato incaricato (giovedì 19 dicembre) di formare il nuovo esecutivo. Egli si è presentato come un “tecnocrate” super partes, non espressione della classe politica messa in stato d’accusa dall’opinione pubblica sin dall’inizio delle proteste. Nonostante ciò, il malcontento della piazza non è cessato e i cittadini continuano manifestare il loro dissenso. Diab è sunnita (il premier libanese deve essere necessariamente sunnita) ma è sostenuto anzitutto dagli Hezbollah filo-iraniani, dal partito sciita Amal e dal movimento del presidente Aoun.

(Vincenzo Battaglia)

Vincenzo Battaglia e Federica Sulpizio


TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Somalia, al Shabaab colpisce un hotel a Mogadiscio. Il 10 dicembre alcuni militanti di al Shabaab hanno attaccato un albergo nella capitale somala, provocando 5 vittime (3 civili e 2 soldati). L’hotel è situato vicino al palazzo presidenziale ed è tipicamente frequentato da politici e funzionari di livello. Questa tipologia di strutture, insieme a checkpoint o basi militari, rappresenta uno dei target principali del gruppo jihadista. Ormai, lo stato (o ancora meglio il “failed state”) somalo rappresenta uno tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme al Lago Ciad e la zona transahariana. In questo contesto di fragilità istituzionale e crisi perenne, al Shabaab ha sempre più guadagnato terreno e incrementato la propria attività terroristica.

(Vincenzo Battaglia)

Afghanistan, riprendono i negoziati ma non cessano gli attentati. L’11 dicembre è stato perpetrato un attacco suicida presso una struttura medica vicino alla base americana di Bagram, a nord di Kabul. Non ci sono vittime tra i soldati USA e i media locali parlano di 80 feriti e una donna rimasta vittima dell’agguato. Qualche giorno dopo un ulteriore attentato è stato condotto nella provincia di Ghazni (Afghanistan Orientale), causando decine di morti tra i soldati locali. Detto ciò, continua la dicotomia che da quasi un anno sta contrassegnando l’Afghanistan: se da una parte procedono i negoziati di pace, dall’altra continuano gli attentati e la scia di sangue versato non si arresta.

(Vincenzo Battaglia)

Mosca, sparatoria davanti alla sede dei servizi segreti. Un uomo armato di kalashnikov ha colpito gli uffici centrali dei servizi di sicurezza russi, uccidendo un uomo e ferendo cinque agenti. L’attacco è stato seguito da una lunga sparatoria per strada che si è conclusa con la morte dell’attentatore. La sparatoria ha creato, inoltre, panico tra la folla e, allo stesso tempo, ha imbarazzato la Russia poiché, nello stesso momento, Vladmir Putin stava festeggiando l’anniversario della fondazione dei servizi segreti bolscevichi al Cremlino con tutti i capi della sicurezza. Attualmente non è possibile dire se si tratti di un atto rivoluzionario, terroristico e/o di un folle, ma si sta indagando per attentato alla vita degli addetti alle forze di sicurezza.

(Laura Vaccaro Senna)

Allarme terrorismo per Tokyo 2020. L’Agenzia dell’intelligence giapponese ha comunicato, tramite il proprio rapporto annuale, che le Olimpiadi di Tokyo 2020 saranno soggette ad allarme terrorismo e/o cyberattacchi. Secondo il rapporto, i Giochi Olimpici possono essere il mezzo utile dei terroristi per guadagnare visibilità a livello internazionale. Per tale motivo, il governo giapponese ha deciso di aumentare le misure di sicurezza per l’entrata e l’uscita dal Paese affinché si possano prevenire possibili futuri attacchi.

(Laura Vaccaro Senna)

Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Consiglio d’Europa, Drahoslav Štefánek è il nuovo Rappresentante speciale per le migrazioni e i rifugiati. Il 18 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei migranti, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha annunciato la nomina dell’Ambasciatore slovacco Drahoslav Štefánek come nuovo Rappresentante Speciale per le migrazioni e i rifugiati. Al Rappresentante speciale è affidato, in particolare, il compito di raccogliere informazioni su come i diritti umani dei migranti e dei rifugiati sono tutelati da parte degli Stati membri del Consiglio e di fare proposte in merito. L’Ambasciatore Štefánek assumerà le sue funzioni il 15 gennaio 2020.

(Marta Stroppa)

NATO, la base siciliana di Sigonella è ancora strategica. La base italiana di Sigonella, in provincia di Catania, è divenuta la base degli aerei a pilotaggio remoto della NATO. Si parla in particolare degli Rq-4D in grado di volare a 18km da terra (circa il doppio rispetto agli aerei civili) e di monitorare la superficie tramite i sistemi radar, trapassando le nuvole, in un raggio di 200km. Sono già stati schierati due velivoli nella base, nel corso del 2020 ne arriveranno altri tre e la base diverrà pienamente operativa nel corso del 2021.

(Michele Pavan)

ONU, Conte incontra il Segretario Generale Antonio Guterres in visita a Roma. Il 18 dicembre, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato a Villa Madama il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. In tale occasione, Conte ha affermato che “l’Italia crede fermamente nel multilateralismo efficace per affrontare le sfide globali” e che noi “siamo fermi sostenitori dell’azione dell’ONU con cui condividiamo valori come pace, sicurezza, lotta alle diseguaglianze, l’inclusione e la parità di genere”. Da parte sua, Guterres ha elogiato gli sforzi e l’umanità dell’Italia, ricordando allo stesso tempo l’importanza di una risposta collettiva alle minacce dei giorni nostri.

(Marta Stroppa)

Michele Pavan e Marta Stroppa



Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana

Mario Ghioldi: America del Sud, Europa Orientale e Federazione Russa

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Diritti Umani e Organizzazioni Internazionali

Michele Pavan: America del Nord, America del Sud, Oceania e Organizzazioni Internazionali

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa; Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Indirizzo postale dell'editore: Via Marco Polo, 31, Gallarate (VA) 21013


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  • L'Autore

    Vincenzo Battaglia

    Mi chiamo Vincenzo Battaglia, classe 1995, nato a milano dove attualmente risiedo.

    Non mi piace pretendere o strafare, apprezzo particolarmente i piccoli gesti, le cose più semplici. Occorre sempre ricordare che “complicare è facile, semplificare è complesso”.

    Dopo aver ottenuto il diploma di maturità linguistica, ho conseguito la laurea triennale in Relazioni Internazionali e, attualmente, sono iscritto al corso magistrale di Politiche europee ed internazionali alla Cattolica del Sacro cuore. Sono un amante della Geopolitica, della Politica internazionale, e nelle mie analisi mi focalizzo principalmente sul Medio Oriente e sul Terrorismo Internazionale.

    In Mondo Internazionale ricopro la carica di Direttore Operativo e, in quanto tale, mi occupo in particolare della gestione e del coordinamento della Redazione, nonché delle Traduzioni.

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