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Framing The World, XXIII numero

Un resoconto dei principali fatti della realtà internazionale


Manca esattamente un mese a Natale ma non si può dire che lo spirito natalizio abbia contagiato gli affari internazionali, che continuano imperterriti nella loro frenesia. Ecco il nostro tentativo di dare ordine a questo caos. In questa edizione:

  • - L’apparente suicidio di “el Mimo”, volto delle proteste cilene, ma molti pensano ad un coinvolgimento dello stato;
  • - Cina e USA più lontani da un accordo commerciale ma Wall Street corre e Hong Kong soffre anche economicamente;
  • - Il sostegno di USA e Francia al consolidamento dello stato congolese, mentre il Sudafrica si configura come uno dei paesi più violenti del mondo.
  • - Il primo dibattito Johnson-Corbyn in vista delle elezioni in Regno Unito, il voto sulla nuova Commissione Europea e gli investimenti europei per gli obiettivi climatici;
  • - La NATO ribadisce il sostegno all’Ucraina e Stoltenberg incontra Macron per chiarire la posizione critica francese;
  • - Il riconoscimento americano della legalità delle colonie in Cisgiordania e le sanzioni imposte contro il regime nicaraguense;
  • - Le proteste che colpiscono diversi paesi sudamericani, dal Cile alla Bolivia;
  • - In Asia, la visita di Papa Francesco ad Hiroshima e Nagasaki e l’attivismo diplomatico nordcoreano;
  • - In Medio Oriente, le proteste popolari in Iran sono state represse nel sangue, e l'uccisione di un leader della Jihad islamica ha innescato lanci di razzi tra Gaza e Israele;
  • - Lo scambio di prigionieri tra talebani e governo afghano, mentre gli Stati Uniti colpiscono la parte finanziaria dell’ISIS.

Ma questo è davvero solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World.



DIRITTI UMANI

Belgio, a processo un ex funzionario ruandese accusato di genocidio. Nei giorni scorsi è iniziato in Belgio il processo contro l’ex funzionario ruandese Neretse, accusato di aver preso parte al genocidio perpetrato nel suo paese contro la minoranza dei Tutsi nel 1994. L’uomo, arrestato in Francia nel 2011, ha respinto tutte le accuse, dichiarandosi innocente. Questo è il quinto processo che si è tenuto in Belgio circa il genocidio in Ruanda: secondo una legge del 1993, infatti, i tribunali belgi godono della giurisdizione universale per perseguire i crimini internazionali di genocidio, di guerra e contro l’umanità.

Cile, l’artista di strada “el Mimo”, volto delle recenti proteste nel paese, è stata ritrovata morta. L’artista di strada Daniela Carrasco, anche conosciuta come “el Mimo”, volto delle proteste esplose in Cile dopo l’aumento dei costi del servizio pubblico, è stata trovata morta impiccata ad una recinzione nella periferia di Santiago del Cile. Mentre le autorità lo hanno trattato come un caso di suicidio, numerosi attivisti hanno dichiarato che la donna è stata fermata e seviziata a morte dai “carabineros” per aver partecipato alle mobilitazioni. Le associazioni femministe, in particolare, hanno parlato di ‘omicidio di Stato’ e hanno chiesto giustizia per “el Mimo” e per tutte le altre donne vittime degli abusi delle forze dell’ordine.

Conflitto israelo-palestinese, diversi civili coinvolti negli ultimi attacchi. Durante gli ultimi combattimenti transfrontalieri tra Israele e la Striscia di Gaza, diversi civili sono rimasti uccisi o feriti. In un raid aereo notturno condotto dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza, infatti, 34 palestinesi hanno perso la vita e numerosi altri civili sono rimasti gravemente feriti. Tra i deceduti, vi è anche una famiglia di otto persone, di cui cinque erano bambini. Dall’altra parte del confine, 63 israeliani sono rimasti feriti a causa di un razzo lanciato da Gaza. Gli scontri sono momentaneamente cessati, ma si teme riprenderanno presto.

Myanmar, denunciato dal Gambia dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia per aver perpetrato genocidio contro i Rohingya. Il governo del Gambia ha sporto denuncia contro il Myanmar dinanzi alla Corte di Giustizia Internazionale per aver violato la Convenzione sul genocidio durante la sua compagna di pulizia etnica contro i Rohingya. Il Gambia si è infatti fatto portavoce della minoranza musulmana e ha presentato il caso a nome dell’intera Organizzazione della Cooperazione Islamica, al fine di proteggere i Rohingya e assicurare loro giustizia.

Siria, l’esercito regolare bombarda un campo profughi. Nei giorni scorsi, l’esercito regolare siriano ha lanciato due missili terra-terra su un campo profughi e una clinica ostetrica nel nord-ovest del paese, uccidendo almeno 16 persone e ferendone altre decine, per lo più donne e bambini. Gran parte del campo è stata bruciata e molte persone sono rimaste ustionate; per questo motivo, si teme che il bilancio delle vittime possa presto salire. Secondo le stime, dall’aprile 2019 oltre 4.500 persone sono rimaste uccise nella sola provincia di Idlib.

Somalia, l’attivista pacifista Almaas Elman è stata uccisa in un attacco armato. Almaas Elman, attivista pacifista somalo-canadese, è stata uccisa con un proiettile alla testa mentre si recava in aeroporto a Mogadiscio, dopo aver partecipato ad un incontro con la delegazione europea in Somalia sulla resilienza delle comunità rurali locali. Nel 1996, anche il padre di Almaas era stato ucciso per le sue idee pacifiste: il suo motto era “deponete le armi e prendete in mano una penna”. Dopo la morte del padre, Almaas, la madre e le sorelle erano tornate in Somalia dal Canada, dove avevano trovato rifugio, per occuparsi della Elman Peace Foundation, fondata dal padre nel 1990 proprio per promuovere la pace nel paese.

Marta Stroppa

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Wall Street, nuovi record. I mercati americani segnano nuovi record storici, anche se indicatori economici come produzione industriale, scorte e investimenti continuano nel loro trend negativo e dalla Cina arrivano voci di pessimismo nel partito comunista in merito all’accordo commerciale. Di conseguenza, questi continui record al rialzo sembrano sempre meno giustificati e sempre più precari, alimentando voci di un possibile sell-off (o crollo) di Wall Street. L’ottimismo in merito non manca, visto che l’attività industriale sembra aver già raggiunto il minimo della sua traiettoria discendente e il futuro, soprattutto se l’accordo si concretizzerà, promette un rapido recupero. La domanda rimane: i mercati hanno già prezzato la risoluzione della trade war o ci saranno ulteriori guadagni in caso di accordo?

Trade War, notizie non positive. Non giungono buone notizie sul fronte trade war: Cina e USA sono ad un impasse nel negoziare i dettagli dell’accordo. La Cina, infatti, rifiuta di garantire l’acquisto di 50 miliardi di prodotti agricoli (all’anno) e la creazione di un meccanismo esecutivo per bloccare i trasferimenti forzati di tecnologia, mentre gli Stati Uniti non sono disposti a eliminare i dazi attualmente in vigore prima del raggiungimento di un accordo. Ulteriori nuovi dazi, in vigore dal 15 dicembre, sono sempre più vicini e mettono pressione ad entrambi i paesi, ma ancora di più alla Cina che vede la sua produzione industriale crescere di un “misero” 4.7%.

Hong Kong, la crisi si fa sentire. Mentre le proteste non accennano a placarsi, l’economia di Hong Kong entra in recessione tecnica, cosa non accaduta nemmeno nel 2007-2008. Il governo dell’ex-colonia ha comunicato che le esportazioni sono diminuite del 7.3% su base annua e che il turismo è stato severamente danneggiato dalle violenze, con - 37% ad agosto e settembre e numeri anche peggiori ad ottobre. La reazione immediata è stata lo stanziamento di $255 milioni per i settori più colpiti, ma la mozione del Senato USA a sostegno dei manifestanti, oltre che vietare le importazioni di forniture per la polizia, potrebbe significare lo stop allo status commerciale privilegiato, una delle chiavi del successo di HK.

FedEx, bufera sulle tasse. La compagnia è al centro dell’attenzione politica dopo che il NYT l’ha accusata di non aver pagato tasse federali nell’anno fiscale 2018, mentre nel 2017 era stata soggetta ad un prelievo del 34%, e di non aver investito questi risparmi ma bensì di averli distribuiti ai propri azionisti. La notizia è stata subito condivisa da Warren e Sanders (è nota la loro avversione al “big business”). L’azienda però è passata al contrattacco e ha puntualizzato di aver pagato ogni anno tasse federali (al contrario del giornale stesso…) e che il minore imponibile fiscale è dovuto ai diversi miliardi versati nei fondi pensione dei dipendenti, agli ingenti investimenti produttivi e ai sensibili aumenti delle retribuzioni.

GM vs FCA, causa in corso. GM ha accusato FCA di aver corrotto esponenti del sindacato UAW con l’intenzione di far avere a GM un accordo peggiore di quello concordato con FCA. GM richiede quindi diversi miliardi (la cifra non è specificata) come compensazione per i maggiori costi incorsi. La corruzione del sindacato era già stata accertata nel 2017 con la condanna di Iacobelli, ex-manager di FCA, a 5 anni di carcere. Adesso, però, l’attenzione si sposta sul risarcimento dei danni subiti da GM, cosa non semplice da dimostrare secondo diversi esperti legali, anche per il fatto che il responsabile individuato da GM è Marchionne, morto la scorsa estate. John Elkann ha respinto le accuse come prive di fondamento e dirette contro una persona che non può difendersi, escludendo inoltre effetti sulla fusione con PSA.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB-SAHARIANA

Burkina Faso, insicurezza diffusa. L’ONU ha espresso la propria preoccupazione nei confronti del contesto sociale e di sicurezza in Burkina Faso, sottolineando come attualmente nel Paese vi siano circa 500.000 IDPs (dei quali 300.000 solo negli ultimi 4 mesi); ciò potrebbe significare il raggiungimento di 650.000 persone entro la fine dell’anno. Anche la Francia, attraverso il ministero degli esteri, ha dichiarato che il paese burkinabé rappresenta una meta completamente insicura da raggiungere.

Niger, cambiare l’inno per ricomporre la verità storica. Fa particolarmente notizia la decisione di Niamey di rielaborare l’inno nazionale in quanto non corrispondente alle vere tradizioni del Paese. “La Nigerienne” fu realizzata dal francese Maurice Albert Thiriet nel 1961 e nel suo terzo e quarto verso pone enfasi sulla riconoscenza del Niger nei confronti di una nuova libertà ottenuta, quasi a ringraziare l’ex paese colonizzatore. L’azione porta con sé anche la necessità di ricompattare la popolazione nigerina attorno ad un nuovo sentimento patriottico per via della difficile condizione del paese.

R.D. del Congo, USA e Francia non abbandonano l’alleato. Saranno 600 i milioni che gli Stati Uniti garantiranno a Tshisekedi (Presidente del Congo) da qui al 2022 per sostenere il processo di consolidamento dello Stato e di crescita economica. Questi vanno ad aggiungersi a una cifra pressoché equivalente che dal 2015 gli USA hanno investito nel paese (quando al governo c’era Kabila), dimostrando l’interesse e l’importanza che il Congo ricopre per l’amministrazione americana. L’annuncio, risalente a giovedì 20 novembre, è stato fatto in un momento di rinnovata difficoltà per la RDC a causa anzitutto dell’instabilità nelle regioni orientali dei Kivus e dei complessi rapporti con i ribelli ugandesi dell’ADF, ruandesi del FDLR e burundesi del Red Tabara.

Sud Africa, dal 1994 tra i paesi più pericolosi al mondo. Questi i dati della Banca Mondiale che mostrano come il Sud Africa sia stato, insieme al Lesotho, l’unico paese africano a rientrare nella “classifica” dei 15 paesi con il tasso di omicidi più elevato al mondo. Fino al 2000 è anche rientrato costantemente nelle prime cinque posizioni e, solamente con il nuovo millennio, è stato registrato un drastico calo. Il tasso di omicidi, tuttavia, è tornato ad aumentare negli ultimi tre anni arrivando a più di 3,5 persone ogni 10,000 abitanti, ovvero più di 58 persone al giorno (più di 21,000 all’anno), cinque volte la media mondiale.

Marcello Alberizzi

AMERICA DEL NORD

Stati Uniti tra Cisgiordania, Iran, Cina e Messico. La ferma posizione degli Stati Uniti tramandata dai diversi Presidenti sin dal 1978, quando Jimmy Carter - Presidente degli Stati Uniti in carica - espresse l'illiceità degli insediamenti israeliani in Cisgiordania secondo le leggi internazionali, viene contrastata dall’annuncio del Segretario di Stato Mike Pompeo. Quest’ultimo ha dichiarato che l’Amministrazione di Donald Trump ha deciso che: “Gli insediamenti di civili israeliani in Cisgiordania non sono discordanti con le leggi internazionali”.
(Stati Uniti e Iran)
 Rimanendo sempre nell’area, ma spostandosi nel Golfo Persico si vede la tensione alle stelle tra Stati Uniti e Iran. Questi ultimi mobilitano l’aviazione generale, testando radar e sistemi missilistici, mentre il Pentagono chiede l’autorizzazione per il passaggio del gruppo aeronavale statunitense guidato dalla portaerei Lincoln. 
(Stati Uniti e Cina)
 Per quanto concerne i rapporti tra Cina e Stati Uniti, i dialoghi ripresi hanno raggiunto un nuovo punto di stallo per l’attenzione e l’importanza dedicata alla tutela dei diritti umani da parte statunitense per la questione de Hong Kong. La Cina reputa tale attività come “ingerenza negli affari interni del paese” ma gli Stati Uniti sembrano disposti a far saltare l’accordo commerciale dalla difficile attuazione.
(Stati Uniti e Messico)
 Infine, spostandosi al confine meridionale, gli Stati Uniti respingono gli immigrati in Messico, ma questi ultimi vengono presi in ostaggio e rapiti dai Narcos per essere sfruttati dove serve. Una crisi importante.

Michele Pavan

AMERICA DEL SUD

Argentina, La transizione continua a fronte dei noti problemi strutturali. Diversamente dagli altri paesi in America Latina, l’Argentina vive un periodo di relativa tranquillità. In seguito alle elezioni dello scorso mese, il nuovo presidente Alberto Fernandez sta organizzando la sua nuova squadra di governo, che sarà di marca peronista. Fernandez e il suo predecessore Macrí hanno trovato un accordo in base al quale il passaggio dei poteri avverrà il 10 dicembre, nel Congresso, seguendo così la linea di Cristina e Nestor Kirchner. Intanto, emerge un dato preoccupante da un rapporto Indec: l’istituto di statistica del paese sudamericano ha sottolineato come la povertà cronica nel paese abbia raggiunto il 34,5% della popolazione nel primo semestre del 2019, quindi in progressivo aumento rispetto al 2018. Infatti, 16 milioni di argentini su 45 vivono ancora in condizioni di povertà. Accanto a questo dato, l’Unicef ha stilato un rapporto che conferma lo stato di povertà cronica del 30% della popolazione infantile argentina.
(Domenico Barbato)

Bolivia, Lo slogan aymara “Ahora si, Guerra Civil” infiamma l’animo boliviano. A 10 giorni dalle dimissioni forzate di Evo Morales, sotto la pressione dell’esercito per i presunti brogli elettorali, la nuova autoproclamata presidente Jeanine Añez, del partito conservatore Movimento Democratico Sociale, non ha ancora preso delle importanti decisioni sul futuro del paese. La tanto “sentita” promessa di convocare delle nuove elezioni con l’obiettivo di pacificare il paese non ha avuto una reale implementazione, scatenando così l’ira dei sostenitori di Morales. Il governo capeggiato da Añez, infatti, si fonda principalmente sul supporto delle forze militari a fronte di una maggioranza parlamentare assente. Tale situazione ha portato a un clima di forte violenza politica, con la milizia degli Aymara, i “ Ponchi Rossi”, in prima linea nelle proteste contro lo stato di guerra civile presente nel paese. Mentre La Paz è continuamente in piazza, il vecchio presidente Morales, in esilio in Messico, cerca di mobilitare le organizzazioni internazionali sulle vicende boliviane.
(Domenico Barbato)

Brasile, Il nulla di fatto al vertice BRICS consolida le posizioni di Bolsonaro. L’undicesimo vertice BRICS, svoltosi a Brasilia, con la presenza dei presidenti di Brasile, Russia, Cina, India e SudAfrica, si è risolto in un nulla di fatto. Troppo grandi le differenze nelle posizioni tra il Presidente Bolsonaro e i suoi colleghi. Bolsonaro, infatti, è l’unico all’interno del gruppo dei BRICS a sostenere la presidenza ad interim di Guaidó, così come le sanzioni americane contro il Venezuela. Altre differenze significative sono emerse in merito alle vicende mediorientali e alla riforma del WTO. In merito a quest’ultimo punto, si sono scontrate due differenti posizioni: una favorevole all’abolizione del trattamento vantaggioso rivolto ai paesi in via di sviluppo e un’altra contraria. Alla fine del vertice il Brasile è riuscito a ottenere un maggior rispetto della propria sovranità nazionale in merito ai propri progetti ambientalistici. Il vertice ha permesso quindi a Bolsonaro di consolidare la propria posizione, senza intaccare i rapporti con i suoi principali alleati USA e Cina.
(Domenico Barbato)

Cile, il presidente Piñera chiamato a una prova di forza. Le manifestazioni e gli scioperi continuano. Giorni difficili per il presidente Piñera, il quale ha dovuto affrontare le critiche dell’opposizione per la mancata presa di posizione sulla vicenda Mario Rozas, il direttore dei Carabineros (la polizia locale) ritenuto dai partiti di sinistra il responsabile delle violenze perpetrate dalle forze dell’ordine. Il Partido Socialista de Chile ha altresì deciso di chiedere ufficialmente la rimozione dal suo incarico. In risposta a ciò, il Presidente ha riconosciuto le propria responsabilità in merito alle violenze e agli abusi scaturiti in seguito all’aumento della tariffa metropolitana. Piñera ha ribadito, inoltre, la necessità da parte dei tribunali locali di svolgere indagini e fare chiarezza sui fatti occorsi. Il governo di Santiago ha fatto circolare i dati relativi a un mese di scontri e il bilancio è drammatico: 23 morti, 2.391 feriti, 6.300 arresti, di cui 759 a danno di minori.
(Domenico Barbato)

Colombia, Il Paro Nacional sconvolge il paese. Nella giornata del Paro Nacional, lo sciopero promosso dal Cric (il Consiglio regionale indigeno del Cauca) si sono avuti diversi scontri tra le forze dell’ordine e la popolazione. Tali scontri hanno provocato un bilancio molto grave: 3 morti e 273 feriti, di cui 151 agenti della polizia. Molti gli episodi di violenza, con il più grave avvenuto a Buenaventura, dove la polizia è intervenuta per fermare il saccheggio di un supermercato. Nel mirino delle proteste c’è il governo di Ivan Duque. Lo sciopero, che all’inizio doveva essere pacifico e di origine sindacale contro le manovre pensionistiche e legislative volute dal governo, si è trasformato in una mobilitazione generale da parte di tutta l’opinione pubblica, già contraria al presidente per il 69% della popolazione.
(Domenico Barbato)

Ecuador, La legge economica negata inguaia il Presidente Moreno. La legge economica non è stata approvata in Parlamento, ma negata e archiviata. Una nuova grave sconfitta per il partito al governo, Alianza País, guidato dal Presidente Moreno. La sua implementazione è stata discussa in modo acceso all’interno dell’arena legislativa, contrassegnata da differenti posizioni. Da un lato, infatti, il governo avrebbe voluto rimpiazzare il precedente decreto in materia con una nuova legge piú organica. Dall’altro, invece, il movimento indigeno ha spinto per un progetto politico piú ampio e plurale volto a sfidare l’esecutivo nelle successive elezioni del 2021. L’esito di tale disputa ha sottolineato le difficoltà governative per Moreno e il suo partito, anche a seguito dei 12 giorni di sciopero generale promossi dai movimenti sociali.
(Domenico Barbato)

Nicaragua, il regime di Ortega continua. Un anno e mezzo di repressione senza tregua e chi scappa, spesso, non riesce ad ottenere asilo in altri paesi ed è dunque costretto a tornare. Non appena rientrato nel paese viene arrestato, come tutti i manifestanti, per terrorismo o narcotraffico. Questo è il lungo percorso di coloro che protestano contro il regime sandinista. Gli Stati Uniti e il Canada stanno facendo pressione affinché cada il regime. Proprio il Dipartimento del Tesoro USA ha riferito di aver imposto delle sanzioni al Presidente dell’Assemblea Nazionale del Nicaragua, includendo anche altri funzionari (tra cui diversi ministri). Si attendono gli sviluppi della Comunità Internazionale.
(Michele Pavan)

Venezuela, Il prolungato isolamento potrebbe portare a un ripensamento strategico. Il Venezuela è sempre più solo, infatti anche la Bolivia ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con lo stato venezuelano, sulla base delle parole della Ministra degli esteri ad interim Karen Longaric. Di fronte a tale situazione, Il presidente Maduro avrebbe deciso di cambiare posizione in merito al dollaro. Difatti, stando alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi all’emittente locale Televen, la valuta straniera rappresenterebbe l’unica valvola di sfogo per una economia sommersa da un’inflazione che raggiungerà il 500% nel 2020. Secondo molti analisti, questo cambio di posizione anticiperebbe una dollarizzazione formale del Venezuela. Nel frattempo, il Comando Strategico Bolivariano ha avvistato e neutralizzato un aereo di narcos colombiani che cercava di utilizzare lo spazio aereo venezuelano per il traffico di sostanze illecite colombiane.
(Domenico Barbato)

Michele Pavan e Domenico Barbato

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, visita di Kissinger, HK e rapporti con la Corea del Sud. L’ordine internazionale è sotto attacco, ha detto il Vice-presidente Wang Qishan, riferendosi alla minaccia del populismo e del protezionismo al New Economy Forum. Henry Kissinger, in visita a Pechino, ha poi sostenuto che un eventuale conflitto tra Cina e USA sarebbe catastrofico, dicendo che nessuna delle due potenze può dominare l’altra e che la cooperazione è l’unica via. A HK la situazione è ancora calda, anche con l’assedio al PolyU, dopo che Wang Yi (ministro degli esteri e consigliere di Stato cinese) si è opposto strenuamente alla possibilità che gli USA approvino una legge che li obblighi a proteggere i diritti umani dei cittadini del porto profumato. Per quanto concerne i rapporti con la Corea del Sud, Jeong Kyeong-doo (ministro della difesa sudcoreano) si è incontrato con Wei Fenghe (Ministro della difesa nazionale cinese) ai margini dell’evento “Defense&Security”, dove si sono accordati per un ulteriore incontro e aumentare la loro cooperazione militare.

Giappone, visita di Papa Francesco, relazioni con la Corea del Sud e Shinzo Abe. Papa Francesco ha espresso il suo desiderio di un mondo senza nucleare in un messaggio video per il popolo giapponese. Si tratta di un messaggio che ha preceduto la sua visita di quattro giorni nel paese (iniziata sabato). I ministri della difesa del Giappone e della Corea del Sud non hanno fatto progressi domenica per fermare la scadenza del loro patto per la condivisione delle informazioni militari (GSOMIA), considerato cruciale per ridurre la minaccia rappresentata dai missili e dalle armi nucleari nordcoreane. Intanto, Shinzo Abe è diventato il primo ministro giapponese più anziano di servizio dopo aver battuto un record stabilito più di un secolo fa. Il mandato totale di Abe ha raggiunto i 2.887 giorni da mercoledì 20 novembre.

Corea del Nord, relazioni internazionali sempre più attive. Pyongyang dovrebbe nominare un nuovo ambasciatore in Iran dopo che il posto è stato lasciato alla fine di settembre. Sul fronte dei rapporti con gli Usa, la Corea del Nord ha detto (martedì 19 novembre) che la decisione degli Stati Uniti di rinviare un'esercitazione militare congiunta con la Corea del Sud non è stata sufficiente ad incentivarla a tornare al tavolo dei negoziati, e che non discuterà la denuclearizzazione fino a quando Washington non avrà posto fine alla sua "politica ostile". Inoltre, Kim Jong Un ha formalmente rifiutato un invito del presidente sudcoreano Moon Jae-in all’evento ASEAN a Busan la prossima settimana, secondo quanto riferito dall'agenzia centrale coreana di notizie della RPDC (KCNA). Nel frattempo, Il primo vice ministro degli affari esteri nordcoreano, Choe Son Hui, ed i funzionari superiori del Ministero degli affari esteri della Russia (MFA) hanno accettato di rinforzare i legami ed espandere "la cooperazione strategica”(nell’ambito delle riunioni svoltesi il 20 novembre).

India, relazioni diplomatiche con l’Italia, cooperazione militare con gli Usa e questione Kashmir. Confindustria Udine ha ospitato venerdì 22 la visita di Reenat Sandhu, ambasciatore d’India in Italia, e di Binoy George, console generale d’India a Milano, per un incontro istituzionale incentrato sui rapporti economico-industriali tra Italia e India. Insieme agli USA, l’India sta tenendo un'importante esercitazione militare di nove giorni. L'esercizio inaugurale "Tiger Triumph" coinvolge tutti e tre i rami militari indiani - esercito, marina e forza aerea - lavorando con la Marina degli Stati Uniti. L'esercitazione si concentra sull'assistenza umanitaria, sui soccorsi in caso di calamità e sullo sviluppo della cooperazione tra le forze. La Corte suprema dell’India ha affermato che l’amministrazione del Jammu e Kashmir dovrà rispondere a tutte le questioni relative alle restrizioni imposte dall’abrogazione dell’articolo 370 della Costituzione, sullo statuto speciale della regione.

Stefano Sartorio

EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Regno Unito, continua la campagna elettorale. Si è tenuto il primo dibattito faccia a faccia fra i due principali leader della politica britannica: Jeremy Corbyn per i laburisti e Boris Johnson per i conservatori. Si è discusso di Brexit: il laburista ha rinfacciato al primo ministro di non essere in grado di portarla a termine entro gennaio 2020, mentre Johnson ha incalzato l’avversario sulla posizione, da sempre poco chiara, riguardo l’uscita dall’Ue. Corbyn ha risposto di aver intenzione di fare un secondo referendum, ma ha mostrato un segno di incertezza nel rispondere. Si è poi parlato del sistema sanitario britannico: i laburisti accusano i conservatori di volerlo svendere alle compagnie americane. Il premier ha ribadito che è fuori discussione. Le elezioni si terranno il 12 dicembre.
(Leonardo Cherici)

Spagna, svolta nella costruzione di una maggioranza. La quarta tornata elettorale aveva lasciato il Paese senza un governo. Nessuna delle forze in campo ha, da sola, ottenuto la maggioranza. I Socialisti (primo partito) dovevano cercare qualcuno con cui allearsi. Inizialmente circolavano delle voci su un possibile compromesso storico con i popolari, in stile tedesco. Alla fine, Sanchez ha trovato l’accordo con Iglesias, leader della forza populista di sinistra Podemos. Insieme, però, non hanno i seggi necessari per formare un governo e dovranno rivolgersi ai deputati dei partiti indipendentisti catalani e baschi. Molto probabilmente, la condizione posta sarà un tavolo negoziale per trovare una soluzione politica alla questione della Catalogna.
(Leonardo Cherici)

Unione Europea, il 27 novembre si vota la Commissione. Sono stati mesi stressanti, ma alla fine Ursula von der Leyen è riuscita a formare la squadra che governerà l’Europa nei prossimi anni. Nelle scorse settimane, gli ultimi candidati hanno superato l’audizione. Thierry Breton sarà nominato commissario per il mercato interno, promettendo passi avanti sul piano delle tecnologie verdi. Il 27 novembre si terrà la sessione plenaria del Parlamento Europeo, che permetterà l’insediamento e l’inizio dei lavori della Commissione Europea.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea: stop agli investimenti in combustibili fossili. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha preso una storica decisione: la UE non investirà più in progetti legati a combustibili fossili entro il 2021. La decisione è collegata alla rivoluzione ecosostenibile che la Comunità Europea sta cercando di perseguire. Dal 2020 fino al 2030, la EU sbloccherà mille miliardi di euro con il fine di supportare e sviluppare produzioni sostenibili di energia. L'obiettivo per l’Unione è quello di raggiungere il 32% di produzione di energia sostenibile per il 2030. Il presidente della BEI Werner Hoyer ha affermato che questa è una decisione che metterà il cambiamento climatico in cima alla agenda politico-economica dell’Unione Europea. Inoltre, la Banca Europea degli Investimenti finanzierà programmi pubblici di produzione di energia rinnovabile nei paesi membri.
(Dario Pone)

Aspre accuse contro Italia e l’Unione Europea. Dunja Mijatovic, Commissaria per i Diritti Umani presso il Consiglio Europeo di Strasburgo, ha espresso forti accuse contro l’Italia e l’Unione Europea per quanto riguarda la questione migranti. Secondo le dichiarazioni della commissaria, l’UE e in particolare l’Italia hanno la colpa di aver permesso alla guardia costiera libica di gestire i soccorsi dei migranti nel Mar Mediterraneo. Nel 2014 c’è stato un accordo fatto dalla Comunità Europea con la Libia; negli anni seguenti, diverse situazioni di soccorso nel Mediterraneo sono state gestite dalla Libia in base all’accordo. Tornate in Libia, queste persone sono andate incontro a morte o torture. 17 migranti hanno fatto ricorso al Consiglio Europeo contro queste violazioni. L’aggravante è che sia l’UE sia l’Italia erano al corrente che queste persone avrebbero sofferto fortemente se fossero state rimandate in Libia.
(Dario Pone)

Il cambiamento climatico sarà al vertice dell’agenda europea per il 2020. Il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno definito il budget dell’Ue per il 2020, allocando le risorse per i progetti comunitari. Le due istituzioni hanno deciso che l’Unione premerà sul cambiamento climatico e sulla lotta allo stesso. È significativo che il progetto Horizon, il più importante programma europeo per la ricerca, riceverà quasi 14 miliardi di euro. Produzione di energia e trasporti sono due delle aree più importanti in cui l’Unione cercherà di combattere il cambiamento climatico. Più in generale, c’è stato un diffuso aumento di fondi allocati per progetti ecosostenibili e produzioni che riducano le emissioni di Co2. Questo è il modo in cui l’Unione Europea sta cercando di combattere il cambiamento climatico; ora più che mai esso diventa un tema di fondamentale importanza per le generazioni future.

(Dario Pone)

Leonardo Cherici e Dario Pone


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Russia, voci di una nuova arma nucleare dopo l'incidente dell’8 agosto. L’8 agosto scorso si è tanto parlato del misterioso fallimento di un test nucleare russo e della gravissima esplosione che esso ha causato vicino al villaggio di Nyonoksa, provocando la morte di 5 scienziati russi e una possibile fuga di radiazioni. In ricordo di tale disastroso evento, Vladimir Putin ha commemorato la scomparsa delle vittime e ha ricordato la loro importanza nello svolgere un lavoro di “importanza critica” per il futuro della tecnologia militare russa. Mosca ha ora dichiarato pubblicamente che l’incidente avvenuto vicino al Mar Baltico sia stato causato dal test di una nuova arma nucleare che, a detta di Putin, stabilirà una superiorità strategica nei prossimi anni. Tuttavia, secondo gli Stati Uniti e la comunità internazionale, potrebbe trattarsi di un bluff di Mosca, fatto nel tentativo di risollevare lo status della Russia a nuova grande potenza sullo scacchiere globale.
(Andrea Maria Vassallo)

NATO, dopo Zelensky anche Stoltenberg si erge a convinto sostenitore della causa ucraina. Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha rinnovato la necessità di supporto all’Ucraina, non solo nel contesto multilaterale dell’Alleanza Atlantica, ma anche nelle relazioni bilaterali che i Paesi alleati mantengono verso Kiev. Oltre a reiterare l'importanza del ruolo della NATO nel processo di modernizzazione delle forze militari e delle strutture di difesa ucraine, Stoltenberg ha dichiarato che l’Alleanza Atlantica deve garantire la sua solidarietà verso l’Ucraina, non accettando in alcuna maniera l’annessione illegale della Crimea. Pur non citando direttamente l’altro Paese interessato dall’annessione della Crimea (la Russia), Stoltenberg ha mosso una forte critica implicita verso l’assertività di Mosca, mettendo in evidenza il fatto che la NATO potrebbe svolgere un ruolo più attivo nel prossimo futuro anche per la difesa degli interessi ucraini. Tuttavia, le possibilità della NATO di salvaguardare anche la sicurezza di Kiev dipenderà dalla volontà degli Stati Uniti e degli alleati europei, che dovranno assumere una posizione chiara e inequivocabile contro le azioni di Mosca.
(Andrea Maria Vassallo)

Bocciato il candidato ungherese per la Commissione Europea. Il Parlamento Europeo ha bocciato il candidato ungherese come commissario per l’area Enlargement dell’Unione Europea. Infatti, i coordinatori parlamentari determinano se un candidato abbia tutti i requisiti per ricoprire quella posizione nella Commissione Europea. Sembra, quindi, che il commissario europeo per l’Enlargement non sarà Olivér Várhelyi. Socialisti Liberali e Verdi hanno definito la mancanza della maggioranza per approvare per tale ruolo il membro del Ppe. Ora, Ursula von der Leyen dovrà trovare il modo di risolvere il caso. Lo stesso Varhelyi, membro del partito di Orban, ha rassicurato che avrebbe lavorato per l’UE e non per il suo Primo Ministro (Viktor Orban). Ciononostante, a causa delle divergenze tra Bruxelles e Budapest e la crescente vicinanza a Mosca ed Ankara, la proposta di questo membro del Ppe come commissario europeo per l’Enlargement è fallita.
(Dario Pone)

Una nuova distensione tra Russia e Unione Europea? Il presidente francese Emmanuel Macron sta per definire un nuovo accordo con la Federazione Russa. Questo accordo cancellerà le sanzioni economiche che l’UE aveva imposto all’economia russa, seguendo quelle degli Stati Uniti. Il primo passo di questa intesa è legato al termine del conflitto tra Russia ed Ucraina sulla questione della Crimea. Per far ciò, Macron ha dovuto fare alcune promesse a Vladimir Putin. La prima concessione alla Russia è stato l’ostruzionismo francese all’ingresso nell’Unione Europea di Albania e Nord Macedonia. La più grande paura russa è infatti che altre nazioni dell’est Europa possano inserirsi nell’Unione e successivamente nella NATO, accerchiando il confine russo. Nonostante possa apparire un’azione comunitaria, in tal modo il presidente francese sta cercando di soddisfare quel sentimento di “grandeur” che è ancora molto diffuso in Francia. 

(Dario Pone)

La proposta francese per l’allargamento europeo. Quasi un mese fa Macron aveva definito l’opposizione francese in sede europea alla possibilità che Nord Macedonia e Albania diventassero parte della UE. Di recente, egli ha proposto un nuovo percorso per i paesi dei Balcani, affinché essi possano divenire membri. Qualcuno potrebbe pensare che questa sia una apertura da parte del presidente francese; al contrario, questo è il modo in cui Macron sta provando a rendere sempre più complicato l’allargamento europeo. La sua proposta, infatti, è divisa in numerosi passi (politici, sociali ed economici) che il candidato membro deve rispettare per divenire parte della comunità europea. La Francia è sostanzialmente contraria all’Enlargement; la sua paura è che questi nuovi membri possano rallentare il processo decisionale comunitario. Inoltre, paesi come Serbia, Macedonia del Nord e Albania sono attraversate da crisi politico-istituzionali che potrebbero portare instabilità nell’Unione Europea.
(Dario Pone)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone


MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Golan, si riaccendono le tensioni. Il 19 novembre 4 razzi sono stati lanciati dalla Siria verso le Alture del Golan (territorio occupato da Israele dal ‘67). Secondo quanto riportato dal portavoce militare israeliano, il sistema di difesa iron dome ha intercettato tutti i missili. Egli ha poi aggiunto che tale attacco rappresenta “una chiara prova a conferma della volontà dell'Iran di mettere radici militari in Siria, cosa che minaccia la sicurezza israeliana”. Il giorno seguente, pertanto, Israele ha perpetrato una serie di raid contro obiettivi militari in Siria, centrando basi della forza iraniana Quds e dell’esercito siriano.
(Vincenzo Battaglia)

Siria, continuano i bombardamenti su Idlib. Continuano i bombardamenti dell’esercito siriano - sostenuto dalla Russia - contro l’ultima sacca di resistenza dei ribelli a Idlib, nel nord-ovest della Siria. Diverse ONGs (tra cui Save the Children) e gli White helmets (che svolgono servizi di protezione civile) hanno denunciato un raid contro il campo profughi di Qah, nei pressi di Idlib. Il bilancio è drammatico: sono decine le vittime, compresi alcuni bambini. Nell’ultimo anno, nel nord-ovest siriano, sono stati condotti numerosi bombardamenti del genere, che hanno colpito anzitutto strutture ospedaliere.
(Vincenzo Battaglia)

Libia, drone italiano abbattuto. Il 20 novembre un drone italiano è precipitato nei pressi di Tarhouna (nord-ovest della Libia), avamposto strategico delle milizie del generale Haftar. Il Ministero della Difesa italiano ha inizialmente giustificato la caduta del velivolo parlando di “guasto tecnico”. Tuttavia, la smentita è arrivata immediatamente con la rivendicazione dell’abbattimento da parte delle forze di Haftar, che hanno chiesto chiarimenti alle autorità italiane. Dunque, Roma ha fatto sapere che il drone stava effettuando una missione di sostegno all’Operazione Mare Sicuro (missione volta a garantire la sicurezza nel Mediterraneo centrale, offrendo sostegno alla guardia costiera libica). Detto ciò, l’ipotesi di sconfinamento del drone italiano rimane quella più plausibile.
(Vincenzo Battaglia)

Dopo l’Iraq e il Libano, le proteste scoppiano anche in Iran. Ora tocca anche all’Iran. Settimana scorsa sono iniziate le proteste sociali contro il rincaro e il razionamento della benzina. Le notizie provenienti dallo stato iraniano sono poche e frammentate a causa dell’oscuramento di internet da parte delle autorità. Amnesty International denuncia la repressione delle manifestazioni e parla di almeno 106 persone uccise dalle forze armate iraniane. La versione del regime è chiaramente diversa, e ammette 5 decessi (tra cui tre agenti delle forze dell’ordine). Nel frattempo, non si fermano le proteste in Iraq e Libano, dove il malcontento popolare continua a essere diffuso.

(Vincenzo Battaglia) 

Israele, situazione interna a rischio. La politica interna di questo paese non smette mai di sorprendere: fallito il tentativo di trovare larghe intese, anche il leader dell’opposizione israeliana Gantz ha rimesso il proprio mandato esplorativo nelle mani del presidente Rivlin. Al momento, è rimesso alla knesset l’ultimo tentativo di trovare un potenziale capo di governo. Nel caso di un altro riscontro negativo, la popolazione israeliana sarebbe chiamata alle urne per la terza volta consecutiva nel giro di un anno. Qualcosa, però, in questo terzo giro cambierebbe; difatti, il procuratore generale Mandelblit ha incriminato ufficialmente Netanyahu per tre capi d’accusa: corruzione, frode e abuso d’ufficio. È la prima volta, nella giovane storia di Israele, che un primo ministro in carica viene accusato formalmente per questi tipi di reato.
(Federica Sulpizio)

Insediamenti israeliani in Cisgiordania, dopo 40 anni muta la posizione americana. Dopo il riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale d’Israele nel 2017 e il riconoscimento delle alture del Golan, si è ora di fronte alla terza dimostrazione importante a sostegno di Israele. Infatti, recentemente gli Stati Uniti hanno legittimato gli insediamenti dei coloni israeliani nella West Bank, conquistati durante la guerra del 1967. Con tali affermazioni, si smentisce il parere legale del Dipartimento di Stato del 1978, che etichettava gli insediamenti come “contrari al diritto internazionale”. Nonostante il mero valore simbolico del riconoscimento, la mossa statunitense ha avuto ricadute sul già fragile equilibrio tra gli israeliani e i palestinesi, i quali manifestano fermamente la loro contrarietà.
(Federica Sulpizio)

Gaza, alta la tensione dopo l’omicidio mirato del capo della Jihad palestinese. Nella notte tra l’11 e il 12 novembre, per mezzo di un’operazione congiunta lanciata dalle forze israeliane, è stato individuato e colpito l’appartamento del leader militare della Jihad islamica Baha Abu al-Ata, causandone la morte. Un altro raid è stato poi condotto nella periferia di Damasco, colpendo un altro comandante jihadista, Akram al-Ajouri. L’urgenza di condurre tali operazioni è stata motivata dal fatto che, a detta di Israele, i due leader stavano pianificando nuovi attentati. In seguito, è stato altissimo il rischio escalation, con lanci reciproci di razzi da un lato all’altro della Striscia di Gaza, con diversi morti e feriti. Un accordo di cessate il fuoco tra Israele e le fazioni palestinesi che appoggiano la Jihad è stato poi raggiunto grazie alla mediazione egiziana.
(Federica Sulpizio)

Vincenzo Battaglia e Federica Sulpizio

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, scambio di prigionieri. I talebani hanno rilasciato due ostaggi, uno americano e uno australiano, in cambio del rilascio di 3 esponenti importanti del gruppo. I due ostaggi sono lo statunitense Kevin C. King, 63 anni, e l’australiano, Timothy J. Weeks, 50 anni: entrambi erano professori all’Università americana di Kabul e sono stati rapiti nel 2016. I talibans, in cambio, hanno chiesto la liberazione di Hafiz Abdul Rashid, Hajji Mali Khan e Anas Haqqani. Quest’ultimo è il fratello minore del leader del gruppo Haqqani, affiliato con i Talebani. Il governo afghano spera che tale accordo possa aprire la strada al dialogo, dopo la battuta d’arresto dei colloqui di pace tra Usa e il gruppo islamico.

(Vincenzo Battaglia)

l’Isis rivendica l’attentato ai soldati italiani. L’attentato condotto contro i soldati italiani è stato rivendicato dallo Stato Islamico attraverso l’agenzia di propaganda Amaq. “Con l'aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito un veicolo 4X4 con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell'antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, con un ordigno, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati", cita il comunicato. Inoltre, nelle stesse ore, l’Isis ha rivendicato l’uccisione di un prete appartenente alla Chiesa armena e un di suo parente (presumibilmente il padre) in Siria, tra Hasake e Deir Ezzor. Ciò dimostra come l’IS, nonostante la sconfitta territoriale, sia ancora attivo e in grado di perpetrare attentati tra il territorio siriano e iracheno. 

(Vincenzo Battaglia)

Gli Usa colpiscono il network finanziario e logistico dell’ISIS. Nella ‘black list’ americana sono state inserite cinque società e quattro persone per il loro supporto logistico e finanziario all’ISIS . I nove soggetti avevano la propria base in Siria, in Europa, in Turchia e nell’area del Golfo. In Afghanistan è stata scoperta una falsa associazione che aveva l’obiettivo di trasferire fondi e sostenere il gruppo locale, ISIS-Khorasan (ISIS-K), tramite una copertura.
Le cinque società inserite sono, invece, Sahloul Money Exchange (Sahloul), Al-Sultan Money Transfer, Tawasul, ACL Ithalat Ihracat e la Nejaat Social Welfare Organization (Nejaat). Le aziende fornivano fondi, beni e tecnologia all’organizzazione terroristica. Le quattro persone identificate sono Ismail e Ahmet Bayaltun, i quali si occupavano di trovare fondi da destinare allo Stato Islamico, e Sayed Habib Ahmad Khan e Rohullah Wakil, i quali organizzavano finti incontri benefici che, in realtà, erano incontri strategici.

(Laura Vaccaro Senna)

Accordi tra UE e Bosnia, Montenegro e Serbia. Sono iniziate le trattative tra l’UE e i tre paesi appena citati per la lotta al terrorismo. Il Commissario UE per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos, ha incontrato i paesi a Skopje il 19 novembre per la firma degli accordi. Le priorità di questi accordi sono principalmente tre: la gestione dei nuovi foreign fighters, il contrasto all’estremismo e al riciclaggio di denaro usato per finanziare la rete terroristica. Nel caso serbo, inoltre, si è redatto un accordo con Frontex, l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, per avere una corretta gestione della migrazione al confine con l’UE con l’obiettivo di contrastare i flussi irregolari e la criminalità transfrontaliera. La cooperazione internazionale aumenta sempre di più e l’accordo si aggiunge a un precedente accordo sottoscritto da Albania, Kosovo e Macedonia del Nord. 

(Laura Vaccaro Senna)

Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

NATO - Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord. Il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha annunciato il 19 novembre 2019 un incontro con il Presidente francese Emmanuel Macron in seguito all’intervento critico di quest’ultimo, in cui ha descritto la NATO come organizzazione “in morte cerebrale”. Il Segretario Generale ha specificato la sua posizione: la Nato non è in morte cerebrale, si sta adattando, sta rispondendo alle esigenze attuali, la Nato è agile. Con le parole del suo Presidente, la Francia spiega le proprie ambizioni di leadership e di strategia e l’Europa si trova al centro delle relazioni internazionali come ago della bilancia. La Russia esprime un assenso nei confronti delle parole spese da Macron, mentre Angela Merkel sostiene si tratti di parole troppo drastiche. Non resta che attendere gli sviluppi.

Nazioni Unite - Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Convenzione approvata dall’Assemblea Generale il 20 novembre 1989, ratificata ad oggi da 196 Stati, è divenuto il trattato con il più alto numero di ratifiche in materia di diritti umani. Si tratta di un traguardo importante raggiunto grazie all’armonizzazione di differenti esperienze culturali e giuridiche, riconoscendo tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

Michele Pavan






Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana

Mario Ghioldi: America del Sud, Europa Orientale e Federazione Russa

Marta Stroppa: Diritti Umani

Michele Pavan: America del Nord, America del Sud, Oceania e Organizzazioni Internazionali

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa; Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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  • L'Autore

    Vincenzo Battaglia

    Mi chiamo Vincenzo Battaglia, classe 1995, nato a milano dove attualmente risiedo.

    Non mi piace pretendere o strafare, apprezzo particolarmente i piccoli gesti, le cose più semplici. Occorre sempre ricordare che “complicare è facile, semplificare è complesso”.

    Dopo aver ottenuto il diploma di maturità linguistica, ho conseguito la laurea triennale in Relazioni Internazionali e, attualmente, sono iscritto al corso magistrale di Politiche europee ed internazionali alla Cattolica del Sacro cuore. Sono un amante della Geopolitica, della Politica internazionale, e nelle mie analisi mi focalizzo principalmente sul Medio Oriente e sul Terrorismo Internazionale.

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