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Framing The World, XXII numero

Una rassegna dei principali eventi della realtà internazionale

Anche questa settimana proviamo a dare ordine ad un mondo sempre più frenetico. In questa prima edizione di novembre:

  • - Bosco Ntaganda condannato a 30 anni per i crimini di guerra in Congo e la Turchia che reprime gli oppositori dell’invasione in Siria;
  • - Cina e USA più vicini ad un accordo commerciale e la fusione tra Peugeot e FCA;
  • - Africa nella duplice morsa di una siccità estrema e di violente inondazioni;
  • - Un nuovo (potenzialmente favorito) candidato tra i democratici USA, mentre in Venezuela aumenta l’influenza russa e in Brasile Lula torna in libertà;
  • - Si rafforza la tregua in Ucraina, che viene però danneggiata dall’approvazione della Danimarca del gasdotto Nord Stream 2;
  • - Non si placano le tensioni in Iraq e in Libano, nonostante le dimissioni di Hariri;
  • - L’ISIS ha proclamato il suo nuovo leader e, nel frattempo, sono stati catturati diversi membri della famiglia dell’ex “Califfo” al Baghdadi.

Ma questo è solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World.




DIRITTI UMANI

Aumentati del 18% in soli cinque anni (2014-2018) i giornalisti uccisi. Secondo il rapporto Unesco adottato in occasione della quinta edizione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, le uccisioni dei giornalisti sono aumentate del 18% negli ultimi cinque anni. Secondo le stime, il 55% degli omicidi è avvenuto in paesi non in guerra e quasi il 90% dei responsabili delle uccisioni non è stato punito.

Brasile, uccisi altri “guardiani della foresta” e attivisti per i diritti dei popoli indigeni. Nei giorni scorsi, dei mercenari assoldati dai gruppi agrari hanno assassinato Paul Paulino Guajajara e Laércio Gajajara, due “guardiani della foresta” e attivisti per i diritti dei popoli indigeni. Loro sono solo le ultime vittime di una strage sistematica, avallata dal presidente del paese Bolsonaro. La guerra per il controllo delle terre, tuttavia, è ormai una costante in molti paesi del Sud America: nei giorni scorsi, i narcos hanno ucciso in Colombia cinque indigeni che facevano parte di una commissione governativa incaricata di svolgere dei rilievi per la costruzione di strade e altre infrastrutture.

Congo, Bosco Ntaganda “Terminator” è stato condannato a 30 anni di carcere dalla Corte Penale Internazionale. Il 7 novembre, la Corte Penale Internazionale ha condannato a 30 anni di carcere Bosco Ntaganda, l’ex capo di un gruppo armato ribelle della Repubblica Democratica del Congo, conosciuto anche con il soprannome di “Terminator”. Giudicato colpevole di crimini di guerra – tra cui omicidio, stupro e riduzione in schiavitù sessuale – la sentenza di Ntaganda è la più rigida emessa fino ad oggi dalla Corte.

Italia, approvata la Commissione contro l’odio. Nei giorni scorsi, il Senato ha approvato a larga maggioranza la mozione per la costituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza, fortemente voluta dalla Senatrice a vita Liliana Segre. Al momento della votazione, tuttavia, 98 senatori provenienti dai partiti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono astenuti. Nel frattempo, alla luce degli oltre 200 messaggi di odio al giorno ricevuti dalla senatrice, la Prefettura di Milano ha deciso di assegnare a Liliana Segre una scorta, per proteggerla da possibili attacchi antisemiti.

Turchia, centinaia di persone arrestate per aver criticato l’offensiva militare in Siria. Le autorità turche hanno arrestato centinaia di persone che hanno criticato l’incursione militare in Siria, compiendo un ulteriore atto finalizzato a reprimere la libertà di stampa. Giornalisti, utenti dei social media e manifestanti sono stati infatti accusati di terrorismo e incitamento all’odio e all’inimicizia. Dopo essere stati sottoposti a indagini, detenzioni arbitrarie e divieti di viaggio all’estero, essi rischiano di essere condannati a lunghe pene detentive. Tra loro, vi sono anche esponenti del Partito democratico del popolo (HDP), di sinistra e filo-curdi, così come membri di sindacati di sinistra.

Marta Stroppa

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Cina-USA, verso la risoluzione. Prosegue la fase di distensione nei rapporti commerciali tra USA e Cina. Il ministero del Commercio cinese ha infatti annunciato che le parti hanno concordato di eliminare gradualmente i dazi in vigore. Nonostante Trump abbia negato di aver concordato una simile mossa e resti la distanza sul tema più critico per gli USA, ovvero la protezione della proprietà intellettuale, le diplomazie starebbero definendo i dettagli e la sede dove verrà firmata l’intesa. Wall Street ne approfitta per ritoccare al rialzo i record storici, aiutata anche dai 128.000 nuovi posti di lavoro creati ad ottobre, dal PIL oltre le aspettative e dal miglioramento del deficit commerciale.

Cina-USA, un’analisi. Restiamo in tema per una più profonda analisi della trade war. I dazi decisi dal presidente Trump hanno inizialmente danneggiato i consumatori americani, colpiti da prezzi più elevati. Negli ultimi mesi, tuttavia, oltre la metà dei prodotti tassati hanno visto uno spostamento della propria supply chain dalla Cina a paesi come Taiwan, Corea e Messico per evitare l’imposizione dei dazi. Questi mantengono un effetto negativo sugli Stati Uniti, per via dell’incertezza economica che causano e perché i prodotti non vengono acquistati dal fornitore di prima scelta (Cina). Nonostante ciò, la flessibilità delle supply chain delle aziende americane ha permesso agli USA di moderare gli effetti della trade war e di avere un consistente vantaggio nelle trattative con la Cina.

Saudi Aramco, IPO miliardaria. La quotazione in borsa della compagnia petrolifera statale avverrà a breve. Il principe Bin Salman ha deciso che il 2% della compagnia sarà quotato a Riyad per un valore di $30-35 miliardi di dollari. Ciò darebbe alla società una valutazione tra i $1.500 e i 1700 miliardi, in ribasso rispetto alle stime di 2.000 miliardi, ma sufficiente per renderla la più grande società quotata al mondo. Gli investitori esteri sono però preoccupati dalle scarse garanzie offerte agli azionisti di minoranza e l’obiettivo di raccolta potrebbe essere mancato senza termini più favorevoli, non semplici da garantire per le ripercussioni domestiche.

FCA e PSA, fusione o acquisto? I due storici marchi hanno annunciato una fusione paritaria per la creazione del quarto produttore mondiale per mezzi venduti. Dopo il fallimento dell’accordo con Renault, FCA ha lavorato per mesi sottotraccia e solo quando l’accordo è stato raggiunto la notizia è stata resa pubblica. I due gruppi mirano così a sinergie per €3.8 miliardi all’anno, con benefici reciproci come la condivisione della piattaforma elettrificata di Peugeot e la rete commerciale FCA in Nord America. Rimane il dubbio che l’operazione sia in realtà un’acquisizione di FCA da parte di PSA, come suggeriscono i 6 membri Peugeot contro i 5 di FCA e l’opposta reazione in borsa, negativa per PSA, positiva per FCA.

Germania e Francia, scambio al comando? L’economia tedesca è in ripresa, con gli ordini industriali in crescita del 1.3% (contro lo 0.1% previsto) dopo due mesi consecutivi di calo. Tuttavia, Berlino non tiene il passo della Francia, la nuova locomotiva europea secondo Bloomberg. Infatti, il PIL transalpino crescerà quest’anno dell’1.3% contro lo 0.5 di quello tedesco e il trend proseguirà per i prossimi anni, anche se rimarrà la distanza in termini di debito pubblico. Le cause sono da ricercarsi in una minore dipendenza dagli export e nelle riforme decise da Macron: il taglio delle tasse alle imprese ha fatto aumentare gli investimenti esteri e creato nuovi posti di lavoro.

Tech, posizioni opposte. Pubblicati i conti del settore tecnologico. Apple vede calare le vendite di iPhones dell’8%, ma più che compensa con il 18% di crescita dei servizi e con il forte aumento dei volumi di vendite atteso nel periodo natalizio. Twitter manca le aspettative su crescita e profitti e perde oltre il 20% in borsa; l’azienda ha informato di aver avuto problemi nella personalizzazione degli ads e che non venderà inserzioni politiche per le presidenziali 2020. Facebook corre invece a tutta velocità, con gli utenti attivi su dell’8% e i ricavi a +29%, e coglie l’occasione offerta da Twitter, annunciando che manterrà le pubblicità politiche ma con una task force impegnata a garantire la sicurezza e trasparenza delle campagne elettorali.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB-SAHARIANA

Burkina Faso, non solo la popolazione locale. Rappresenta un’evoluzione non trascurabile l’attacco avvenuto giovedì 7 novembre contro un convoglio che trasportava i dipendenti di una società canadese di esplorazione mineraria, la Semafo. Il bilancio provvisorio è di 37 vittime, tra le quali i membri della scorta, e più di 60 tra feriti e dispersi. Sino a questo momento, gli attacchi avevano coinvolto gli abitanti di piccoli villaggi nei pressi del centro e del nord del Burkina Faso.

Facce della stessa medaglia. Sono notizie di queste ultime settimane quelle che parlano di due fenomeni che attualmente imperversano in grandi regioni del continente africano: siccità e inondazioni. Secondo alcuni dati, sarebbero 45 milioni le persone a rischio estremo di insicurezza alimentare nella regione sud orientale del continente: Sud Africa, Zimbabwe e Zambia. Tutt’altra situazione per quanto concerne la fascia centrale che coinvolge Ghana, Nigeria, Somalia, Camerun, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo, paesi che stanno soffrendo gravi inondazioni. Già 30,000 persone sarebbero senza abitazione nella RDC.

Mali, quando le milizie si fanno partito. Il Segretario Generale dell’Alto Consiglio per l’unità dell’Azawad (regione maliana) ha affermato, lo scorso 26 ottobre, che la situazione nel paese e la necessità di fare fronte alle richieste della popolazione conducono verso la possibilità di creare una piattaforma politica. Il Consiglio racchiude i leader di una serie di milizie che, nel 2012, hanno dichiarato unilateralmente l’indipendenza dal Mali di tale territorio dando il via allo scoppio della guerra civile.

Mancanza di energia elettrica. I dati riportati da Africa News parlano di circa 600 milioni di persone attualmente senza energia elettrica in Africa. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha pubblicato uno studio che sottolinea che, nel 2030, 530 milioni di abitanti in Africa rimarranno in queste condizioni se il tasso di investimenti non verrà mantenuto al 2,5% del PIL, per un totale di 120 miliardi di dollari.

Marcello Alberizzi

AMERICA DEL NORD

Messico, l’arresto di Ovidio Guzman Lopez. Le forze di polizia sono riuscite ad arrestare il figlio del noto narcotrafficante El Chapo, Ovidio Guzman Lopez, nello stato di Sinaloa. I narcos, subito dopo la cattura del figlio di El Chapo detenuto negli Stati Uniti, hanno scatenato una vera guerriglia fino a quando le autorità non sono state costrette a rilasciare Lopez. L’8 novembre, però, si è verificata una vera e propria esecuzione di un agente che ha partecipato al blitz. L’agente, che viaggiava su un auto bianca, è stato affiancato e crivellato di colpi in 30 secondi. Il Presidente statunitense Trump, a seguito di numerosi scontri in Messico, ha annunciato l’intenzione di combattere i cartelli della droga insieme alle autorità messicane. Intanto, il famoso muro tra i due paesi, che avrebbe il compito di bloccare i clandestini ma anche i narcotrafficanti, si dimostra fallimentare poiché in più punti sono stati creati dei veri e propri varchi con delle semplici seghe da ferramenta.

Stati Uniti d’America: risvolti nella guerra dei dazi, candidatura di Bloomberg e Accordo di Parigi. Gli Stati Uniti sembrano pronti a togliere dazi alla Cina per un valore di 112 miliardi di dollari. La firma potrebbe tenersi a lato dell’incontro dei paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) a Brasilia il 13 o il 14 novembre, oppure direttamente a Washington DC. Sul fronte della politica interna, l’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha manifestato le sue intenzioni di candidarsi per i democratici alla presidenza degli Stati Uniti. Intanto, il 4 novembre 2019, Mike Pompeo (Segretario di Stato USA) ha annunciato via Twitter l’avvio delle procedure legislative di recesso dall’accordo di Parigi, notificando ufficialmente alle Nazioni Unite l’intenzione del ritiro. Il procedimento durerà circa un anno e si concluderà dopo le elezioni americane del 2020. Molti si oppongono alla decisione di Trump e il nuovo candidato Michael Bloomberg ha già manifestato l’interesse di proseguire nel rispetto dell’accordo di Parigi.
Michele Pavan

AMERICA DEL SUD

Brasile, l’undicesimo vertice BRICS e il rilascio di Lula. Il 13 e il 14 novembre si tengono una moltitudine di vertici multilaterali e bilaterali tra i paesi parte: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Al vertice presenzierà per la Cina Xi Jinping, come annunciato dal vice ministro Ma Zhaoxu. Il Presidente cinese terrà incontri bilaterali con diversi leader per una più ampia e condivisa linea di cooperazione tra i partners. Intanto, in Brasile è stato rilasciato l’ex presidente brasiliano Lula che scontava dall’aprile 2018 una condanna di 8 anni e 10 mesi per corruzione. L’ex presidente brasiliano è l’avversario più temuto dall’attuale Presidente Bolsonaro poiché, nonostante le due condanne di corruzione e riciclaggio, ha un tasso di popolarità ancora elevato.

Cile, un uso eccessivo della forza. Il governo di Sebastian Pinera è accusato dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite di un uso eccessivo della forza, violando ampiamente il requisito di necessità e proporzionalità. Si parla di 20 morti e di circa 1600 feriti in meno di un mese. Un dato allarmante, specialmente nei casi in cui i maltrattamenti e le percosse sono stati ricondotti a reati di tortura. Intanto, il settimo tribunale penale di Santiago ha accolto una denuncia contro Pinera per crimini contro l’umanità, avviando un’indagine ad hoc.

Venezuela, gli aiuti di Mosca e la situazione di instabilità. Sembrerebbe che, tra maggio 2018 e settembre 2019, siano giunti 315 milioni di dollari in contanti nel Paese tramite diversi voli effettuati dalla Federazione Russa. Nel frattempo, emergono presunti legami di Guaidò con un gruppo narco-paramilitare della vicina Colombia, mentre nella seconda città del paese, Chiquinquirà, la statua della Chinita (la Vergine patrona della città) è stata sostituita con quella dell’ex presidente Hugo Chavez. Invece, l’attuale presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto esplicitamente che il Paese deve essere trasformato in una crypto-nazione, dichiarando che sarebbero già 3 milioni i risparmiatori che hanno manifestato la propria disponibilità ad investire nella criptovaluta di Stato.

Michele Pavan e Mario Ghioldi

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, il quarto plenum. La quarta sessione plenaria (plenum) del XIX Comitato centrale del Partito comunista cinese (28-31 ottobre) si è incontrata per discutere di Hong Kong, del PIL ai minimi storici e delle percepite resistenze internazionali a quella che Xi Jinping ha chiamato come una “Nuova era”. Russia e Cina stanno parlando per la realizzazione di un sistema di early warning missilistico integrato, per il quale paiono essere già stati stanziati 60 milioni. Senza commentare la loro opinabile utilità pratica per la difesa delle reciproche nazioni, i rapporti tra i due si intensificano in contrasto ad un avversario sistemico comune: gli USA. La Cina stanzierà 360 milioni di dollari in Tagikistan. I fondi verranno investiti nel miglioramento delle infrastrutture autostradali in ossequio allo sviluppo della BRI.

Giappone, questione di summit. L'incontro che si doveva tenere durante l'APEC summit a Santiago del Cile ad inizio novembre tra Putin e Abe Shinzo non avrà luogo visto che il governo cileno ha cancellato la riunione in ragione della situazione interna. Il tema dovevano essere le Kurili ed un trattato di pace bilaterale. Si prevede che Abe visiterà la Cina tra il 23 e il 25 dicembre, dopo aver incontrato Xi Jinping il 23 a Pechino. Nel mentre, un alto ufficiale nordcoreano, secondo quanto riportato da NHK, avrebbe minacciato il Giappone di aver avuto la possibilità di sparare un missile sopra lo stesso. Questo accade dopo le accuse di Abe in merito alle violazioni delle risoluzioni ONU da parte del regime di Kim. 

Corea del Sud, deportando nordcoreani. La Corea del Sud ha deportato due pescatori nordcoreani sospettati di aver ucciso 16 membri del loro equipaggio prima di scappare nel paese come rifugiati. Moon e Abe si sono incontrati all'Asean summit a Bangkok in Thailandia il 4 novembre per discutere su come sistemare la disputa tra i due. Giovedì 31 ottobre la Corea del Nord avrebbe lanciato poi un missile che è affondato nelle acque tra la Corea del Sud e il Giappone. 

India, un corridoio di fedeli. Il corridoio Kartarpur Sahib, che consente ai pellegrini sikh di entrare dal Punjab in territorio pachistano senza visto per recarsi presso uno dei santuari a loro più sacri, è stato aperto il 9 novembre di comune accordo tra i due Stati. L'esercito indiano intraprenderà una massiccia esercitazione militare dal 13 novembre al 18 novembre vicino al confine con il Pakistan nel distretto Barmer del Rajasthan.

Stefano Sartorio

EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Regno Unito, si complica la questione della Brexit. Boris Johnson non è riuscito a portare il Paese fuori dall’UE il 31 ottobre. L’Unione Europea ha concesso un prolungamento di altri tre mesi, ovvero fino a gennaio 2020. Il premier britannico ha proposto di andare ad elezioni anticipate e, dopo un aspro confronto, il leader laburista Corbyn ha accettato. Si voterà il 12 dicembre e, come molti sostengono, la posizione dei partiti sulla Brexit sarà fondamentale per orientare l’elettorato. Molto probabilmente, né i Labour né i Tory avranno la maggioranza per governare senza appoggio esterno.

Francia, Macron affossa la NATO. In un’intervista all’Economist, il Presidente francese ha sorpreso tutti con le sue dichiarazioni sulla NATO. L’organizzazione è stata descritta come “cerebralmente morta”. La causa di questo sarebbe la politica estera portata avanti da Trump in questi anni e il caos generato dall’iniziativa turca in Siria. Macron, in realtà, ha sempre fatto capire di preferire un aumento dell’integrazione europea con una creazione di un esercito comune. La Germania e gli Stati Uniti non hanno condiviso la dichiarazione del presidente francese, mentre Mosca si è mostrata d’accordo.

Italia, il caso Mittal mette in crisi il governo. ArcelorMittal, il colosso indiano operante nell’acciaio, ha fatto sapere di voler recedere dal contratto che aveva firmato con i precedenti governi per il rilancio dell’Ilva di Taranto. La decisione sarebbe maturata dopo la comunicazione del governo di voler cancellare lo scudo penale. L’Ilva ha una storia travagliata: nonostante sia la più grande acciaieria in Europa ha affrontato momenti di grossa crisi negli ultimi anni che hanno messo a rischio il lavoro dei 14mila dipendenti. Il governo ha iniziato le trattative con il colosso per risolvere la situazione.

In Italia la vicenda Segre dimostra che pericoli di odio ed intolleranza sono veri e concreti. La senatrice a vita italiana aveva proposto una commissione parlamentare contro l'antisemitismo, il razzismo, l'odio e la violenza, ma ora sembra che stia per ripensarci. Tutto era iniziato così: Liliana Segre, sopravvissuta agli orrori dei campi di concentramento nazisti, aveva perorato quella che sembrerebbe essere la causa di tutti. Difatti, la Segre voleva la creazione di una commissione parlamentare per contrastare e vincere i sentimenti che furono gli stessi che diedero vita alla Shoah. E invece così non è stato, anzi. Per le minacce ricevute la prefettura di Milano ha dovuto assegnarle una scorta per proteggerla da possibili attacchi. Questo è forse il segnale che in tutta la comunità europea è necessario tener viva la memoria, per evitare che certi orrori si ripetano e che certi comportamenti si diffondano.

Spagna, cinque candidati per le nuove elezioni. Si sono svolte nella giornata di ieri (domenica 10 novembre) le nuove elezioni politiche spagnole. In attesa di conoscere i risultati, cinque sono i candidati a contendersi il seggio di primo ministro, occupato ad oggi da Pedro Sanchez. Pablo Casado leader del Partito Popolare, Pedro Sánchez primo ministro in carica e leader del partito Socialista Operaio Spagnolo, Santiago Abascal leader dell’estrema destra rappresentata da Vox, Pablo Iglesias storico leader di Unidas Podemos, Albert Rivera leader di Ciudadanos movimento di centro destra, questi i nomi dei contendenti. Dalla questione catalana all’immigrazione, sono molti i temi al centro dei dibattiti più infuocati che faranno propendere la bilancia verso uno dei candidati.

(notizie in aggiornamento)

Germania, trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino. Il 9 novembre 1989 cadeva il simbolo della divisione delle due Germanie, il simbolo della guerra fredda e del mondo polarizzato. A partire dal 1961, per quasi 30 anni quella struttura di cemento aveva fatto vittime e diviso famiglie. Due regimi: uno espressione della democrazia americana ed occidentale, del capitalismo; l’altro quello totalitario della DDR, che rappresentava il comunismo e la grandezza sovietica in Europa. Quello fu il segnale, lo sprint finale per l’integrazione europea che troverà compimento nel 1992 con il trattato di Maastricht. Fu quello un momento storico per l’Europa, che da allora emerse finalmente come potenza unita (sebbene con i suoi limiti), e per la Germania, che rinacque in quel periodo diventando la locomotiva economica della neonata Unione Europea.

Leonardo Cherici e Dario Pone

EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Stati Uniti e Russia, inizia una nuova stagione di distensione dei rapporti? Il Presidente Vladimir Putin ha invitato la controparte statunitense Donald Trump ad attendere alla prossima data della storica parata militare russa in occasione del Giorno della Vittoria, la ricorrente celebrazione della sconfitta nazista, che si terrà a Maggio 2020 per le strade di Mosca. Donald Trump si è detto interessato ad accettare l’invito di Putin, seppur conscio che l’evento si terrà in piena campagna elettorale per le prossime elezioni statunitensi. L’eventuale partecipazione di Trump rappresenterebbe un segnale importante da parte di Washington a Mosca, considerando che l’ultima visita di Stato di un presidente statunitense risale al 2013 durante l’amministrazione Obama. Si prospetta una futura distensione tra i due paesi, tenendo conto anche i buoni propositi espressi ultimamente da Trump verso la Russia in occasione del G20?

Il preoccupante report sull’influenza russa nel Regno Unito. In uno dei periodi più duri il Regno Unito, emerge ora un nuovo e oscuro fatto che potrebbe rendere ancora più difficile la posizione del governo inglese agli occhi dell’opinione pubblica. È divenuto di pubblico dominio un report dell’intelligence che espone la presenza di una rete di funzionari pubblici inglesi divenuti complici di una operazione per permettere alla Russia di influenzare i processi decisionali e politici alle radici delle istituzioni nazionali. Inoltre, lo scioglimento anticipato del Parlamento inglese da parte di Boris Johnson avrebbe impedito che tale report, a cura della Intelligence and Security Committee, venisse esposto di fronte ai rappresentanti delle diverse forze politiche, complicando così anche la posizione già controversa del premier britannico. Dopo gli Stati Uniti, anche il Regno Unito deve ora affrontare lo spettro di Mosca tra i confini della sua nazione.

Ucraina, continua il ritiro delle truppe sotto osservazione dell'OSCE. Ha avuto inizio il ritiro delle truppe militari ucraine e dei ribelli separatisti anche dalla zona di Petrivske, confermato da Ageyev, rappresentante dell’OSCE per la missione di monitoraggio del conflitto in Ucraina. Nonostante le notizie di 11 attacchi da parte delle forze ribelli contro postazioni ucraine, sembra che il cessate il fuoco richiesto per l’avvio del nuovo round di dialogo tra Kyiv e Mosca non sia stato violato ulteriormente, non essendo stati registrati nuovi scontri a partire dalla mezzanotte di Sabato 09 Novembre, come riportato dall’agenzia di informazione ucraina UNIAN. Si spera ora che la tregua militare abbia finalmente un esito positivo per permettere il ritiro delle truppe e dei mezzi di artiglieria lungo le linee di combattimento.

Baltico, per la Lituania la Russia rimane la prima minaccia. Il Ministro della Difesa lituano Raimundas Karoblis, durante l’incontro tra i Ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, ha insistito sul fatto che le capacità di deterrenza dell’Alleanza Atlantica rimangono fondamentali per la sicurezza della regione baltica, a fronte della costante percezione di una importante minaccia da parte di Mosca. La NATO dovrebbe ora impegnarsi in regolari esercitazioni nella regione soprattutto per i sistema di difesa aerei, che rimangono, come espresso dallo stesso Karoblis, il punto più vulnerabile della sicurezza dei tre paesi Baltici.

Ucraina tagliata fuori dalla strategia del gas russo. Nord Stream 2, nome con cui viene identificato il controverso gasdotto russo-tedesco, procede verso il completamento. L’ultimo ostacolo è venuto meno con la risposta positiva da parte della Danimarca, che ha dato il via libera alla costruzione della struttura che attraverserà la piattaforma continentale danese per 147 km. In questo modo verranno raddoppiate le forniture russe di gas al continente europeo, rendendo di fatto inutile la via ucraina per il combustibile. I negoziati tra Russia, Ucraina ed UE intanto vanno avanti senza successo ad oggi. All’interno di questo contesto, la Germania di Angela Merkel si fa promotrice degli interessi ucraini, chiarendo alla controparte russa che il completamento del Nord Stream è indissolubilmente legato al mantenimento delle forniture ucraine all’Europa. Volodymyr Zelenskiy, primo ministro Ucraino ha difatti segnalato l’essenziale importanza del gas per il futuro del suo paese.

L’assenza dell’Unione Europea nei Balcani lascia spazio ad altre influenze. Le relazioni tra l’Unione Europea ed alcuni Stati situati nei Balcani sembra non promettere nulla di buono. Questa volta è la Serbia a prendere la parola, ai margini del forum internazionale per la cooperazione tra Europa e Lega Araba in Grecia. Ana Brnabić, primo ministro serbo, ha infatti ribadito le sue perplessità circa il processo di integrazione europea del suo paese. Lo stop ai negoziati per le trattative di ingresso nella comunità di Macedonia del Nord e Albania preoccupano la Serbia. Dall’altro lato però, quello che si teme è che, vista l’impossibilità di avanzare nel processo europeo, la Serbia si inclini troppo verso Mosca e Pechino. L’accordo di libero scambio firmato proprio dalla Serbia con l’Unione Economica Euroasiatica a Mosca incrementa infatti tali supposizioni. Inoltre, la Serbia ha anche aperto le frontiere agli investimenti cinesi, facendo montare i dubbi dei membri UE.

L’Ungheria chiede un meccanismo d’uscita dalla moneta unica. Forti sono state le dichiarazioni del Gyorgy Matolcsy, governatore della banca centrale ungherese, che nel giorno dell’insediamento come presidente della BCE di Christine Lagarde, ha espresso parole di estrema critica verso la moneta comunitaria. Il ministro ungherese va oltre, chiedendo anche un meccanismo di uscita per il suo paese da quella moneta che ha definito come “una trappola”. Le condizioni di base per adottare la moneta unica, afferma Matolcsy, non sono mai state rispettate, nemmeno al momento della sua introduzione. Secondo lo stesso, l’Unione non è riuscita a centrare nessuno dei propri obiettivi iniziali. L’euro diviene quindi una trappola francese per contenere la rinascita tedesca, la vana fantasia di competizione con gli Stati Uniti d’America dal punto di vista economico-finanziario.

Andrea Maria Vassallo, Mario Ghioldi e Dario Pone

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Iraq, la fine delle proteste appare sempre più lontana. Sale il bilancio dei morti (più di 250), si incrementano gli scontri tra le forze di sicurezza irachene e i protestanti anti governativi e le loro richieste di maggiori servizi e opportunità. Tuttavia, a Baghdad nessuna decisione diretta ad un cambio di rotta sostanziale è stata ancora presa. Il primo ministro iracheno Abel Abdul Mahdi ha annunciato che il governo emetterà importanti riforme nei prossimi giorni. Allo stesso tempo, ha ribadito che, anche se le proteste di piazza fungono da forza motrice per il riformismo, il tutto dovrà essere seguito da un ritorno alla normalità.

Libano, nonostante le dimissioni di Hariri il malcontento popolare non si placa. Similmente alla situazione irachena, continuano le proteste anche in Libano, dove la mobilitazione popolare in corso in diverse città è stata arricchita negli ultimi giorni dalla presenza di migliaia di studenti. Questo accade nonostante il premier libanese Saad Hariri abbia deciso di farsi da parte soddisfacendo così - a suo dire - le richieste dei manifestanti. Tuttavia, è difficile pensare che a placare la situazione basti un rimpasto governativo; scesi inizialmente in piazza contro l’introduzione di nuove tasse, ora i manifestanti reclamano un cambio sostanziale del sistema che (a dirlo è la realtà dei fatti) non funziona più.

Yemen, accordo tra governo e separatisti del sud. In seguito alla firma a Riyad di un accordo finalizzato a riportare la pace nel paese, è avvenuto un primo incontro tra il presidente yemenita Abdrabbuh Mansur Hadi e il leader del Consiglio di transizione del Sud Aidarus al-Zubaidi. Il patto siglato si configura come un passo in avanti nel tentativo di stabilizzazione del paese ormai dilaniato dai conflitti; l’accordo prevede una divisione di poteri con l’entrata dei separatisti nel governo. Ottimismo riguardo gli avvenimenti futuri traspare dalle parole del principe saudita Mohammed bin Salman rivolte alle parti: “questo accordo inaugurerà un nuovo periodo di stabilità in Yemen. Il regno dell’Arabia Saudita è con voi”. Tuttavia, la guerra contro gli Huthi, ribelli filo-sciiti e filo-iraniani, continua senza margini di miglioramento.

Iran, continua la corsa per l’arricchimento dell’uranio. Le autorità iraniane stanno procedendo per lo smantellamento di tutti quelli che sono considerati i passaggi chiave dell’accordo sul nucleare del 2015. Infatti, il presidente iraniano Hassan Rohani ha deciso che l’agenzia nazionale per l’energia atomica dovrà incrementare l’arricchimento dell’uranio al 5%. Inoltre, a breve inizierà la costruzione di due nuovi impianti nucleari nella provincia meridionale di Bushehr. Sul fronte della sicurezza, agenzie iraniane riportano l’abbattimento di un drone straniero (la nazionalità non sarebbe ancora nota) nel sud-ovest del paese, nei pressi della città portuale di Mahshahr sul Golfo Persico.

Vincenzo Battaglia e Federica Sulpizio

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

L’Isis conferma la morte di al Baghdadi e proclama il suo nuovo leader. Giovedì 31 ottobre, il nuovo portavoce dello Stato Islamico, Abu Hamza al-Qurashi, ha ufficializzato la morte del “Califfo” e del precedente portavoce (Abul-Hasan al-Muhajir). Oltre alla conferma di queste notizie, è stato annunciata altresì la nomina del nuovo leader dell’IS: Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. Il suo è un nome di battaglia non riconducibile attualmente ad un profilo (e volto) specifico. Inoltre, nel comunicato del portavoce di Daesh non si aggiungono particolari rilevanti sul nuovo “Califfo”, se non la sua esperienza in combattimento e le sue competenza religiose.

Catturate la sorella e la moglie di al Baghdadi. Il 5 novembre la sorella dell’ormai defunto al Baghdadi, Rasmiya Awad, è stata fermata ad Azaz (nel nord-ovest della Siria) dai ribelli filo-turchi. Le autorità turche hanno affermato che tale arresto può fornire “notizie di intelligence di grande valore” sullo Stato Islamico. Qualche giorno dopo, Erdogan ha annunciato che il suo paese ha catturato anche una moglie di al Baghdadi (ne aveva 4), senza specificare tuttavia dettaglia sulla sua identità e sull’operazione.

Giordania, agguato a Jerash. Il 6 novembre 8 persone sono state accoltellate e ferite a Jerash, località vicina alla capitale Amman e nota per il sito archeologico romano. Secondo il Ministero della salute, tra i feriti risultano sei turisti stranieri, un addetto alla sicurezza e una guida. Alcuni testimoni hanno riferito che l’assalitore (immediatamente arrestato) era vestito di nero e col volto coperto come un militante dell’Isis. La Giordania negli ultimi anni ha registrato un boom nel settore turistico e i tour operator la indicano come la meta più sicura del Medio Oriente.

Accordo UE-Nuova Zelanda per il contrasto al terrorismo. La Commissione Europea ha fornito il via libera al Consiglio UE per iniziare i negoziati con la Nuova Zelanda. Questi permetteranno la reciproca condivisione di informazioni su un vasto numero di dati personali. Tale accordo nasce dall’esigenza di avere dati in comune, in quanto le reti terroristiche operano in modo transnazionale e l’Europa ne è consapevole e mira a creare sempre più accordi con paesi non Ue. Dall’altra parte, la Nuova Zelanda ha firmato, un mese dopo l’attentato terroristico nelle due mosche di Christchurch, un accordo lavorativo con l’agenzia per la lotta al crimine nell’UE, l’Europol, che sanciva l’inizio delle relazioni strategiche e cooperative tra le due parti.

Iraq, 5 militari italiani feriti. il 10 novembre, un ordigno esplosivo artigianale è detonato durante il passaggio di una squadra di forze speciali italiane in Iraq. 5 militari sono rimasti feriti (3 in condizioni gravi ma non in pericolo di vita) e immediatamente trasportati in un ospedale di Baghdad.

Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

ONU - Nazioni Unite. Il coordinatore umanitario in Nigeria Edward Kallon ha diramato il rapporto su Boko Haram, dichiarando che attualmente sono 1,2 milioni le persone intrappolate nelle aree controllate dall’organizzazione terroristica jihadista. Intanto, sul versante del cambiamento climatico, dopo l’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi è stato annunciato il summit globale sul clima dell’ONU che si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid. Lo ha riportato Patricia Espinosa, la responsabile delle Nazioni Unite per il clima, in conseguenza alla difficile situazione in cui tergiversa Cile che lo rende inadatto ad ospitare il summit. 

Michele Pavan





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa centro-orientale e Federazione Russa

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea; Europa centro-orientale e Federazione Russa

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana

Mario Ghioldi: America del Sud; Europa centro- orientale e Federazione Russa

Marta Stroppa: Diritti Umani

Michele Pavan: America del Nord; America del Sud; Oceania e Organizzazioni Internazionali

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa; Terrorismo e Sicurezza Internazionale


Indirizzo postale dell'editore: Via Marco Polo, 31, Gallarate (VA) 21013


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