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Framing the World, XVI numero

Un quadro completo delle principali vicende internazionali

FRAMING THE WORD, NUMERO XVI

Diritti Umani

India, gravi restrizioni dei diritti civili in Kashmir. La Corte Suprema indiana ha respinto la richiesta di annullare tutte le restrizioni in vigore da oltre una settimana nelle regioni del Jammu e del Kashmir. Tra le varie restrizioni che restano in vigore, le più gravi comprendono il blocco totale delle comunicazioni e le limitazioni alle libertà di movimento, di espressione e di opinione. Rimangono in carcere anche i leader politici e gli attivisti arrestati nei giorni scorsi.

Italia, il caso Open Arms. Il 14 di agosto, il TAR del Lazio ha disposto la sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della nave spagnola Open Arms per consentire il soccorso dei 146 migranti a bordo. Dinanzi all’ennesimo rifiuto del Ministro dell’Interno Matteo Salvini di far attraccare la nave in un porto italiano, il Primo Ministro Conte è intervenuto per far sì che almeno i minori e le persone più vulnerabili avessero accesso alle cure mediche. Dopo numerose pressioni sul Viminale, il 17 agosto, 27 minori non accompagnati sono sbarcati dalla Open Arms dopo 16 giorni trascorsi in mare al largo di Lampedusa.

Malesia, leader musulmano incita alla deportazione della minoranza cinese locale. In un discorso rivolto ai propri seguaci, il leader politico e religioso musulmano Zakir Naik, di origine indiana ma residente in Malesia, ha incitato alla deportazione della minoranza cinese locale. Secondo Naik, infatti, la minoranza cinese presente in Malesia, di religione induista, è solo un ospite del Paese, in quanto immigrata e, pertanto, non deve godere degli stessi diritti della maggioranza musulmana. Da parte sua, il governo della Malesia sta pensando di revocare il permesso di soggiorno a Naik.

Regno Unito, giudice rifiuta l’asilo a un immigrato gay perché poco effeminato. Nei giorni scorsi, un giudice del Regno Unito ha respinto la richiesta di asilo di un migrante omosessuale, in quanto il richiedente appariva troppo poco effeminato. Il giudice ha infatti sollevato alcuni dubbi sulla veridicità delle parole del richiedente, in quanto “non si comportava da gay”. La decisione è stata denunciata ad Laila Zadeh, direttrice del gruppo immigrazione gay e lesbiche del Regno Unito.

Marta Stroppa


Economia e Finanza Internazionale

Wall Street, il ritorno della volatilità. Dopo molti anni, a Wall Street è tornata la volatilità, ovvero una rapida e violenta oscillazione in un periodo di poche ore. Se martedì scorso le borse avevano chiuso in crescita di oltre l’1.5%, sospinte dal rinvio dell’applicazione dei nuovi dazi su parte dei prodotti cinesi decisi per l’1 settembre, già mercoledì Wall Street e i listini europei avevano cancellato quei guadagni e avevano chiuso con ribassi fino al 3%, preoccupati dai dati dell’economia tedesca e quella cinese (vedi sotto) ma soprattutto dall’inversione delle curve di rendimento dei bond americani a 2 e 10 anni. Questi ultimi, sebbene per poche ore, hanno avuto interessi minori di quelli a scadenza più breve. Questo è un segnale tecnico che preannuncia una recessione, con un preavviso medio di 22 mesi e un’affidabilità di circa l’80%. L’ultima inversione risaliva al dicembre 2005 e aveva pronosticato la recessione del 2007, inoltre, l’inversione dei rendimenti ha correttamente previsto le 5 recessioni verificatesi dal 1980 ad oggi.

Germania, la locomotiva rallenta. L’economia tedesca, dalla quale dipendono le sorti dell’intero continente europeo, ma che è ancora più importante per regioni come la Lombardia che con la Germania hanno intensi scambi commerciali (fino al 25% del PIL), ha lanciato segnali d’allarme molto preoccupanti. Già all’inizio della scorsa settimana, le prospettive di crescita del secondo trimestre erano grame, soprattutto per colpa del calo della produzione industriale dell’1.8%, con edilizia e settore energetico in calo del 5.2% (era previsto -0.5%). Mercoledì scorso i timori sono stati confermati dai dati del PIL, in calo dello 0.1% tra aprile e giugno, la peggiore economia nell’Eurozona posizionandosi appena davanti all’Italia (+0.0%). La Germania ha pagato gli effetti di un forte rallentamento dell’export, causato principalmente dal settore automotive in forte difficoltà, che non è stato compensato da un altrettanto veloce calo dell’import.

Cina, guai in vista? Dopo la Germania, anche la Cina ha dato ulteriori segnali di rallentamento. Il PIL, pur con i legittimi sospetti sulla sua veridicità, con un +6.2% ha fatto registrare la crescita più lenta degli ultimi 30 anni, mentre produzione industriale (+4.8%) e consumi (+7.6%) sono positivi ma ben al di sotto delle previsioni. Gli analisti individuano le cause principali nei dazi e nelle tensioni commerciali, che hanno cominciato a pesare sull’economia cinese. Si stima infatti che i dazi peggioreranno la bilancia commerciale cinese di almeno 24.7 miliardi, a tutto vantaggio di Stati Uniti (+1.7 miliardi) ed Europa (+1.5 miliardi). Inoltre, le nuove direttive emesse da Pechino in risposta alle proteste ad Hong Kong, come il dover trasmettere i dati dei propri dipendenti che supportano/tollerano le proteste, mettono pressione alle multinazionali che operano nell’ex-colonia. Un esempio di ciò è Cathay Pacific, i cui CEO e COO, Rupert Hogg e Paul Loo, si sono dimessi in seguito alle accuse, provenienti da Pechino, di non aver a cuore la sicurezza degli aerei in volo, ma che pagano in realtà l’aver chiuso un occhio nei confronti dei dipendenti scesi in strada a protestare.

Argentina, il peronismo preoccupa i mercati. La sorprendente sconfitta del presidente argentino Macri nelle primarie ha scosso il mercato del paese sudamericano: nella sola giornata del 12 agosto il Merval, il principale listino argentino, è arrivato a perdere il 48%, chiudendo poi ad un -38% (la seconda peggiore chiusura dopo il crollo del 60% della borsa dello Sri Lanka dell’89), con il peso che si è svalutato di circa il 30% nell’ultima settimana. I motivi del crollo sono da ricercarsi nel timore che alle presidenziali di ottobre vinca il candidato peronista, che significherebbe un ritorno dell’Argentina a quelle pratiche di statalismo, interventismo e inaffidabilità creditizia che avevano caratterizzato i primi anni 2000. Il rischio default è infatti balzato all’80% subito dopo l’annuncio dei risultati elettorali e si teme per il futuro dell’accordo con l’IMF che aveva salvato il paese dalla spirale inflazionistica. Macri ha risposto con un piano da $700 milioni, caratterizzato da sgravi fiscali e aumento del salario minimo.

Miliardari, le famiglie più ricche. La famiglia Walton, proprietaria di Walmart, con i suoi tre principali azionisti, Samuel, Alice e James Walton, ha vissuto un anno stellare. La nuova edizione della classifica dei miliardari di Bloomberg ha calcolato il patrimonio dei Walton in $191 miliardi, in aumento di $39 miliardi rispetto al 2018. Ciò si traduce in un incredibile guadagno di circa 100 milioni al giorno o di 4 milioni ogni ora. In seconda e in terza posizione si sono piazzate rispettivamente le famiglie Mars (quei Mars), + $37 miliardi, e Koch, eredi di una multinazionale della chimica, con + $26 miliardi. Questo fenomeno non è limitato all’America, bensì è globale e, con uno sguardo all’Italia, il vincitore è Giovanni Ferrero che ha guadagnato $8.6 miliardi nell’ultimo anno, dei quali 7 nell’ultimo trimestre. A livello globale, le 25 famiglie più ricche hanno guadagnato $250 miliardi, raggiungendo un patrimonio di $1400 miliardi.

Musica, un accordo “universale”. Vivendi, la media-company controllata da Vincent Bollorè, e Tencent, società cinese leader nei videogames online, hanno raggiunto un accordo per la cessione del 20% di Universal Music Group dalla società francese a quella cinese per una cifra intorno ai $6 miliardi. Universal è la casa discografica più importante al mondo, davanti a Warner e Sony, e può vantare nel proprio catalogo artisti come Beatles, Rolling Stones, Lady Gaga e Rihanna. Dal punto di vista “francese”, l’operazione dimostra che l’industria discografica è uscita dalla crisi di redditività causata dalla pirateria digitale e riesce adesso a strappare buoni prezzi in caso di vendita. Dal punto di vista “cinese”, Tencent mette a segno un'importante mossa utile a rafforzare la propria posizione in un mercato interno dominato dalla competizione con altri due giganti come Baidu e Alibaba su ogni fronte: social networks, streaming musicale e commercio online. L’operazione deve essere tuttavia approvata dalle autorità americane, che potrebbero non vedere di buon occhio il passaggio in mani cinesi di un simbolo della cultura americana.

Leonardo Aldeghi


Africa Sub Sahariana

Ciad, scontri per i terreni a Ouaddie. Le tensioni intercomunitarie tra agricoltori autoctoni e allevatori arabi hanno portato alla morte di almeno 44 persone nella provincia orientale di Ouaddie, al confine con il Sudan. Il conflitto è stato definito fonte di preoccupazione nazionale da parte del Presidente Idriss Deby Itno, soprattutto in seguito alla resistenza opposta dai protestanti nei confronti delle forze dell’ordine, contro le quali è stato aperto il fuoco una volta che queste ultime hanno raggiunto il terreno degli scontri.

Ciad, donna kamikaze provoca la morte di almeno sei persone. L’attentato è avvenuto tra il 13 e il 14 agosto nel distretto di Kaiga-Kindjiria, a Tatafiromou. L’azione è probabilmente riconducibile al gruppo Jihadista Boko Haram, il quale tuttavia non ne ha reclamato la ‘paternità’. Secondo fonti governative, la donna avrebbe fatto detonare la cintura esplosiva una volta entrata all’interno di un edificio di un importante capo tribù. Tra le vittime dell’attentato si registrano un militare e cinque civili.

Zimbabwe, il governo reagisce alle proteste popolari. I movimenti di cittadini iniziati il 16 agosto scorso, a seguito della dichiarazione del presidente che ha definito la siccità corrente come disastro nazionale, sarebbero dovuti essere il preludio di una serie di proteste pacifiche contro il governo per il forte aumento dei prezzi, nonostante la Corte ne avesse sancito l’illegalità. La reazione del governo è stata violenta e ha inizialmente coinvolto le forze di polizia, sostenute dall’esercito una volta rivelatesi insufficienti. Il partito di opposizione, il Movimento per il Cambiamento Democratico, ha espresso tutto il suo sdegno nei confronti dell’operato del governo.

Marcello Alberizzi


America del Nord

Stati Uniti, le comunità Lgbtq e la posizione internazionale del Paese. Il Presidente Donald Trump ha chiesto alla Corte Suprema di legalizzare la norma di licenziamento dei transgender per il solo fatto di essere, appunto, trans. Si fa riferimento, infatti, al Titolo VII della legge federale sui diritti civili del 1964 in cui si cita “sesso biologico” e, dunque, non si fa riferimento al sesso che si vuole acquisire nel corso della vita. Il caso più recente, vede protagonista una donna transgender: Aimee Stephens.

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, a Gibilterra, la petroliera iraniana Grace 1 è ancora ferma in porto. Al principio, vi era stato il sequestro britannico della petroliera, successivamente ritirato su garanzia iraniana che la nave non effettuava trasporti in violazione delle sanzioni imposte dall’Unione europea. Subito dopo, però, l’amministrazione Trump ha annunciato l’ordine di sequestro citando “un accesso illegale al sistema finanziario USA per finanziare rifornimenti illeciti alla Siria”.
L’occhio di Trump guarda altresì alla Groenlandia, manifestando addirittura l’intenzione di acquistare l’isola. Prontamente, la Danimarca ha dichiarato che l’isola non è in vendita ma è solo possibile formulare accordi per lo sfruttamento del suolo. Infatti, l’isola è ricca di uranio, petrolio, carbone, piombo, diamanti e gas naturale, resi più facili da reperire in seguito al repentino scioglimento dei ghiacciai.

Michele Pavan


America del Sud

Argentina, sconfitta del presidente Macri alle primarie. Nelle elezioni primarie svoltesi l’11 agosto, Il presidente argentino Mauricio Macri ha subito una dura sconfitta in vista delle presidenziali del prossimo 27 ottobre. Difatti, Macri è stato ampiamente superato dal candidato dell'opposizione peronista Alberto Fernandez. La coalizione 'Fronte di tutti' di Fernandez e dell'ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha raccolto 10,6 milioni di voti (48,86%), mentre la coppia Macri-Miguel Angel Pichetto di 'Insieme per il cambiamento' ha ottenuto 7,2 milioni di voti (33,27%). Gli esperti hanno sottolineato che se questo risultato si presentasse anche il prossimo ottobre, l'opposizione avrebbe conquistato la Casa Rosada presidenziale al primo turno, senza bisogno di ballottaggio.

Colombia, il tunnel più lungo del Sud America e la pace a rischio. Il tunnel d’Oriente, con i suoi 8,4 km di lunghezza, è stato inaugurato nei giorni scorsi; rappresenta il tunnel più lungo dell’America Latina, collegando Medellin alla San Nicolas Valley. Intanto, il presidente Ivan Duque, a poco più di un anno dall’insediamento, si trova ad affrontare una nuova battuta d’arresto del processo di pace tra il governo colombiano e le Farc. Il presidente, notoriamente contrario all’intesa con le Farc, sembra obbligato a rispettare il trattato siglato dal suo predecessore, imponendo però una dilatazione dei tempi che mette a repentaglio la riuscita degli accordi. I problemi principali sono la transizione delle Farc da gruppo rivoluzionario a partito politico e il risarcimento per le vittime. Il problema, inoltre, non è solo nazionale ma internazionale, coinvolgendo direttamente la lotta al narcotraffico internazionale.

Guatemala, Alejandro Giammattei è il nuovo presidente. Nel ballottaggio delle elezioni presidenziali in Guatemala, ha prevalso Alejandro Giammattei del partito Vamos por una Guatemala Diferente. Il futuro presidente ha ottenuto il 57,95% dei voti contro Sandra Torres del partito UNE (Unidad Nacional de la Esperanza), che ha ottenuto solo il 42,05%. Entrambi gli sfidanti si erano candidati nelle scorse tornate elettorali. In particolar modo, Giammattei è stato candidato alla presidenza negli anni 2007, 2011, 2015 e 2019. Da segnalare come in questa tornata elettorale l’astensionismo è stato diffuso in tutto il paese. Giammattei, entrerà in carica come presidente della Repubblica il 14 gennaio 2020, come previsto dalla Costituzione, con Guillermo Reyes come vicepresidente eletto.

Michele Pavan e Mario Ghioldi


Asia ed Estremo Oriente

Cina, su più fronti. La Cina, in risposta alla decisione degli USA di imporre nuovi dazi sui prodotti provenienti dal paese, ha deciso di svalutare la propria moneta con un rapporto di 1 dollaro per 7 Yuan, limitando altresì l’importazione di beni agricoli. A Hong Kong, due settimane fa, Carrie Lam è tornata a parlare alla stampa bollando le proteste come “molto pericolose” e sottolineando come i manifestanti abbiano “minato seriamente la legge e l’ordine di Hong Kong”. Intorno al 12 agosto, un video pubblicato dal People’s Daily of China mostra una fila di mezzi militari dirigersi a Shenzhen, vicino a HK. Ad oggi, le dimostrazioni continuano. L’8 agosto la portaerei USS Ronald Reagan ha attraversato il Mar Cinese Meridionale, portando il motto “Peace through Strength”; in seguito, il 12 agosto ha attraccato a Manila, Filippine.

Giappone, ancora alle prese con Seoul. Il Giappone e la Corea del Sud sono ancora invischiati in una battaglia di importazioni ed esportazioni. L’8 agosto, il Giappone ha eliminato il controllo delle esportazioni di un solo componente chimico utilizzato per la costruzione dei chip. In settimana, su invito del ministro degli esteri cinese Wang Yi, è previsto l’arrivo a Pechino dei rispettivi ministri degli esteri di Tokyo e di Seoul. La Cina, potrebbe giocare il ruolo da mediatrice nel conflitto sopra riportato.

Corea del Nord, punti di rottura. Il paese non ha ancora smesso di testare il suo arsenale missilistico. Venerdì, secondo quanto riportato da fonti sudcoreane, la Corea del Nord avrebbe detonato due missili nelle acque a est delle sue coste. "A new Korean peninsula, one that will bring peace and prosperity to itself, east Asia and the world, awaits us"; questa è solo una parte del discorso tenuto da Moon Jae in nel mezzo di una celebrazione per festeggiare la liberazione dall’occupazione giapponese. Tutto ciò ha provocato la reazione del regime nordcoreano, il quale ha successivamente detto di non voler riprendere il dialogo con la sua controparte.

India, il Kashmir. Il 5 agosto l’India ha revocato lo statuto speciale alla regione del Kashmir indiano, accentuando il suo controllo sopra l’unico stato indiano a maggioranza musulmana. Il Pakistan ha successivamente condannato l’accaduto, definendolo una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza per la regione. A spingere il Primo ministro indiano Modi nell’operazione Kashmir si vedono tre elementi: uno strategico, uno tattico, uno più concreto, “di teatro”, questo secondo un’interpretazione di “La Repubblica”. Scontri a fuoco sono stati inoltre registrati lungo la linea di controllo (LoC) tra Pakistan e India tra il 15 e il 16 agosto. Il Consiglio di Sicurezza, su richiesta di Cina e Pakistan, si è riunito a porte chiuse per affrontare il tema in oggetto.

Stefano Sartorio


Europa Occidentale e Unione Europea

Italia, verso la crisi di governo. Durante le prime due settimane di agosto, la situazione politica italiana si è fatta rovente. Il leader leghista e vicepremier Matteo Salvini ha affermato di non aver più intenzione di andare avanti con il governo gialloverde, a poche settimane dal voto per il taglio dei parlamentari. La Lega ha presentato una mozione di sfiducia verso il premier Conte ed ha chiesto di ridare la parola agli elettori. Tuttavia, il processo non sembra destinato ad essere così lineare: andare ad elezioni in autunno esporrebbe il Paese al rischio di un aumento dell’Iva, qualora il nuovo governo non riuscisse a fare la manovra finanziaria. L’ex premier Matteo Renzi ha sottolineato che sarebbe disastroso andare al voto, dimostrandosi aperto ad un possibile dialogo con il Movimento 5 Stelle, spaccando così il Partito Democratico, diviso fra chi dice “mai con i grillini” e chi invece guarda di buon occhio la costruzione di una nuova maggioranza, senza portare il paese ad elezioni. Voci di corridoio sostengono che ci siano già stati dei contatti fra il PD e il M5S. Allo stesso tempo, il Presidente della Repubblica Mattarella ha anticipato il rientro dalle ferie per seguire la crisi politica più da vicino.

Regno Unito, continua la partita sulla Brexit. Nei prossimi giorni, il Primo ministro britannico, Boris Johnson, sbarcherà sul continente per incontrare ufficialmente Emmanuel Macron e Angela Merkel. L’inquilino di Downing Street ha detto che fra i tanti argomenti affrontati ci sarà spazio anche per una discussione sulla Brexit, mirata alla ricerca di un nuovo accordo che sostituisca quello della May. Nel frattempo, è stato pubblicato un documento redatto dal Tesoro, chiamato “Operation Yellowhammer” che delinea i possibili rischi di una Brexit senza accordo. Fra le conseguenze più gravi, possiamo annoverare: un nuovo confine fisico fra Dublino e Belfast, ritardi nella fornitura di medicine e cibo fresco e i possibili disordini. Il leader laburista Corbyn continua la sua opposizione, consapevole del fatto che la maggioranza in Parlamento di Johnson è molto risicata e potrebbero aprirsi scenari per la costruzione di un nuovo governo.

Danimarca, Trump si interessa alla Groenlandia. Ha colto tutti abbastanza di sorpresa il desiderio espresso da Donald Trump di comprare la Groenlandia dalla Danimarca. Come mai il governo di Washington si è interessato all’isola? Il territorio ha un valore geopolitico e strategico fin dal Secondo conflitto mondiale; gli americani infatti la utilizzarono nella linea di difesa atlantica contro i nazisti. Negli ultimi anni, con l’apertura di nuove rotte artiche, la Groenlandia ha ritrovato la sua importanza nel confronto fra le superpotenze e, non a caso, anche la Cina si è interessata a questo territorio. Inoltre, l’isola è ricca di risorse naturali che fanno gola sia a Washington che a Pechino. La proposta è stata accolta da tutti con ironia e a Copenaghen hanno trovato ridicola l’idea di poter vendere 50.000 cittadini agli Stati Uniti. La Groenlandia, dal canto suo, ha fatto sapere di non essere in vendita, ma di mirare ad un miglioramento delle relazioni economiche.

Leonardo Cherici


Europa Centro-Orientale

Russia, incidente nucleare per un nuovo missile sperimentale. L’8 agosto, nella base di Nenoska, un’esplosione nucleare ha causato la morte di 7 funzionari russi, presenti in occasione di un test per una nuova arma missilistica sperimentale. I livelli di radiazioni emesse, sono risultati di 16 volte superiori alla norma, facendo salire la preoccupazione per l’incolumità dei civili presenti nelle zone circostanti. Il missile che ha causato l’incidente sarebbe un prototipo di implementazione delle tecnologie militari già annunciate da Putin nei mesi scorsi, un tentativo di mettere in mostra ciò che preannuncia una nuova corsa agli armamenti contro Stati Uniti e, molto probabilmente, anche contro la Cina. Nella base di Nenoska erano già stati condotti numerosi test missilistici, alcuni fallimentari, ma questo evento in particolare è già stato catalogato come una tragedia, seconda solo all’episodio di Chernobyl. La contaminazione radioattiva dei feriti, tuttavia, non è stata comunicata al personale medico di soccorso, fatto che ha aggravato ulteriormente la criticità dell’accaduto.

Donbass, gli Stati Uniti per la causa ucraina. Il Rappresentante Speciale statunitense Kurt Volker, responsabile per i negoziati e i rapporti con l’Ucraina, si è appellato ai governi internazionali per il non riconoscimento dello status di “conflitto interno” agli scontri nel Donbass, carta che invece Mosca vorrebbe giocare per sé. Secondo Volker, il coinvolgimento di cittadini russi nelle zone di guerra è un fatto che la Russia non può continuare a negare, per il solo scopo di esimersi da qualsiasi responsabilità in merito. Per Volker, è importante che i cittadini comprendano che la Russia è coinvolta in questo conflitto e che la spiegazione degli scontri nel Donbass non può essere ridotta a un semplice separatismo interno nel territorio ucraino.

Andrea Maria Vassallo e Mario Ghioldi


Medio Oriente e Nord Africa (MENA)

Gaza, alta la tensione lungo la Striscia. Un picco di violenza è stato registrato nei rapporti tra Israele e la Striscia di Gaza nella giornata di venerdì 16 agosto. Difatti, in seguito allo svolgimento nel primo pomeriggio della “marcia del ritorno” appoggiata da Hamas, durante la serata il sistema antimissili israeliano Iron Dome ha intercettato diversi razzi lanciati dalla Striscia verso il territorio israeliano. Già nel corso della protesta, si erano registrati diversi scontri tra i manifestanti e l’esercito israeliano, i quali avrebbero portato al ferimento di una trentina di palestinesi e all’uccisione di almeno tre di loro. Dall’altra parte, secondo alcuni media israeliani, un palestinese avrebbe ferito due israeliani investendoli a tutta velocità con la sua auto nei pressi di un insediamento ebraico a sudovest di Betlemme, in Cisgiordania. Le autorità israeliane accusano Hamas per la situazione che si è venuta a creare, che a sua volta rimette la responsabilità all’iniziativa di singoli individui.

Iran, sembra aprirsi l’ipotesi di un nuovo accordo sul nucleare. Il presidente statunitense Donald Trump ha riferito la volontà dell’Iran di stipulare un nuovo accordo sul nucleare durante un comizio nel New Hampshire. Allo stesso tempo, il presidente ha rimarcato il fatto che “l’America non si piegherà mai ad un’altra nazione”. L’annuncio, segue un periodo critico in cui si sono registrati pesanti scontri tra le due nazioni, soprattutto sulla questione delle petroliere. Il declino dei rapporti si è registrato, in particolar modo, a partire dal ritiro dell’Iran dagli accordi sul nucleare; da quel momento la tensione è sempre rimasta alta, mentre l’economia iraniana si è progressivamente impoverita per effetto delle sanzioni. Inoltre, notizia degli ultimi giorni è quella dell’emissione di un mandato Usa per la confisca della petroliera iraniana “Grace 1”, motivato dal fatto che la petroliera ha cercato di accedere al sistema finanziario americano con l’intenzione di operare per frode bancaria e riciclaggio di denaro.

Yemen, scontri ad Aden. Il 10 agosto i separatisti del Sud hanno conquistato il palazzo presidenziale e il porto di Aden, città attualmente sede del governo yemenita (riconosciuto internazionalmente). I miliziani hanno sopraffatto le forze fedeli al Presidente Hadi, sostenute dalla coalizione internazionale a guida saudita. Riad ha richiesto un “immediato cessate il fuoco”, minacciando di “usare la forza militare contro chiunque dovesse violarlo”. In seguito, il Consiglio di transizione meridionale (che controlla i ribelli separatisti) ha ordinato il ritiro da Aden, accogliendo la tregua proposta dall’Arabia Saudita. Pertanto, le forze governative fedeli al Presidente Hadi (supportate dalla coalizione con a capo i sauditi) devono fronteggiare non soltanto i ribelli Houthi (sostenuti dall’Iran), ma altresì i separatisti del Sud (appoggiati dagli Emirati Arabi). Riad e Abu Dhabi, le due principali potenze sunnite del Golfo, nonché storiche alleate, si trovano così ad occupare posizioni contrapposte nello scacchiere yemenita.

Vincenzo Battaglia e Federica Sulpizio


Terrorismo e Sicurezza

5.199 vittime in 757 attentati. Secondo l’indagine mondiale dell’Osservatorio internazionale di studi sul terrorismo di Madrid, il terrorismo nei primi 6 mesi del 2019 ha causato 5.199 vittime in 757 attentati. L’Afghanistan, con 180 attentati e 1.480 vittime, è il paese in cui si registra il più alto numero di azioni terroristiche, seguito dall’Iraq, dove gli attentati ammontano a 130. In Siria sono stati condotti 108 attentati, meno che in Afghanistan e in Iraq; ciononostante, il bilancio delle vittime è alto, pari a 886 persone. Secondo il report, la significativa ripresa dell’attività jihadista in Siria si deve principalmente a due motivazioni. L’ISIS risulta ancora attivo, nonostante quanto dichiarato da Trump nel dicembre 2018, con diverse roccaforti sul territorio e la sua rinascita potrebbe essere una diretta conseguenza dell’attività di Tahrir al Sham, precedentemente conosciuto come Jabhat Al-Nusra.


Il Cairo, esplode un’automobile davanti a un importante ospedale oncologico. Il 4 agosto, un’automobile lanciata contromano ha colpito altre tre vetture davanti al National Cancer Institute, nel centro della capitale egiziana (Il bilancio è di almeno 19 morti e 30 feriti). L’esplosione è stata fortissima, apparentemente troppo potente per essere stata provocata solo dalla collisione delle auto. Difatti, poco dopo l’accaduto, il Ministero dell’Interno ha dichiarato che la vettura conteneva materiale esplosivo, trattandosi dunque di un’autobomba. L’ipotesi di un attacco premeditato è stata altresì confermata dal Presidente al Sisi, che ha parlato di “atto terroristico”. Secondo le autorità egiziane, i responsabili dell’attentato sarebbero da rinvenire in alcuni membri del movimento Hasm, un gruppo vicino ai Fratelli Musulmani.

Kabul, attentato durante una festa di matrimonio. Il 17 agosto, un attacco suicida ha colpito un albergo mentre ospitava una festa di matrimonio. Al momento della deflagrazione nello stabile vi erano centinaia di persone e, tra queste, si contano circa 60 morti e 180 feriti. Negli ultimi mesi, i talebani hanno perpetrato diversi attacchi in luoghi ove si celebravano le nozze di militari afghani (o dei loro parenti). Tuttavia, il gruppo islamico ha negato il coinvolgimento nell’attacco, condannandolo. Dieci giorni fa, un’autobomba è esplosa nella stessa zona, causando una quindicina di morti. Pertanto, nonostante le trattative in corso fra talebani e Usa, l’Afghanistan continua a vivere una situazione di assoluta precarietà e instabilità.

Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia


Organizzazioni Internazionali

Nazioni Unite, tra il Kashmir e Hong Kong e la lotta all’ebola. Il Consiglio di sicurezza si riunirà a porte chiuse per analizzare la situazione in Kashmir, tutto ciò in seguito alla revoca dell’India dell’autonomia al Kashmir indiano, territorio rivendicato dal Pakistan. Intanto, l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani, con sede a Ginevra, ha chiesto l’apertura immediata di un’inchiesta sui comportamenti della polizia nei confronti dei manifestanti. L’Ufficio ha dichiarato di aver esaminato prove credibili di agenti delle forze dell’ordine che impiegano armi non letali contro i protestanti in modi proibiti dalle norme internazionali.

Allo stesso tempo, l’ebola non da pace in Congo e nei paesi vicini, facendo temere il rischio che il virus possa espandersi fino a coinvolgere Uganda e Rwanda. Dagli Stati Uniti, però, giungono buone notizie: sembra che due terapie sperimentali funzionino sul 90% dei pazienti trattati. L’OMS ha dichiarato che tali cure verranno offerte a tutti i malati in Congo.

Michele Pavan



Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana

Mario Ghioldi: America del Sud, Europa Orientale e Federazione Russa

Marta Stroppa: Diritti Umani

Michele Pavan: America del Nord, America del Sud, Oceania e Organizzazioni Internazionali

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa; Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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  • L'Autore

    Vincenzo Battaglia

    Mi chiamo Vincenzo Battaglia, classe 1995, nato a milano dove attualmente risiedo.

    Non mi piace pretendere o strafare, apprezzo particolarmente i piccoli gesti, le cose più semplici. Occorre sempre ricordare che “complicare è facile, semplificare è complesso”.

    Dopo aver ottenuto il diploma di maturità linguistica, ho conseguito la laurea triennale in Relazioni Internazionali e, attualmente, sono iscritto al corso magistrale di Politiche europee ed internazionali alla Cattolica del Sacro cuore. Sono un amante della Geopolitica, della Politica internazionale, e nelle mie analisi mi focalizzo principalmente sul Medio Oriente e sul Terrorismo Internazionale.

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