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Framing The World, Numero LXXVI

Le principali notizie dal mondo

Framing The World, Numero LXXVI

Nel nuovo numero di FtW ci occupiamo del processo in Germania per le atrocità di guerra commesse in Siria e degli arresti in Congo dei presunti assassini dell’ambasciatore Attanasio. Ampio spazio viene dato alla critica situazione al confine ucraino, che ha spinto il segretario di stato Blinken ad un tour diplomatico in Europa. Altra situazione tesa è quella tra la Corea del Nord e i Paesi limitrofi, la quale ha effettuato nuovi test missilistici. Continua intanto la drammatica guerra in Yemen, dove la coalizione a guida saudita avrebbe colpito obiettivi civili.

Tutto questo e molto altro nel 76° numero di Framing the World!


DIRITTI UMANI

Bangladesh, battaglione paramilitare sotto i riflettori. In una recente lettera al sottosegretario generale Lacroix, il Dipartimento per le operazioni di pace delle Nazioni Unite ha chiesto che il Battaglione paramilitare ad azione rapida (RAB) del Bangladesh venga bandito. La preoccupazione nei confronti di questo battaglione nasce dalle violenze, torture e violazioni dei diritti umani a cui hanno preso parte anche membri di questa unità. “Le prove sono chiare; ora è tempo che le Nazioni Unite traccino una linea” ha affermato Kerry Kennedy, presidente di Robert F. Kennedy Human Rights. Il governo del Paese ha reagito con smentite e azioni di repressione nei confronti degli attivisti per i diritti umani e delle famiglie delle vittime. L’intervento del Dipartimento per le operazioni di pace delle Nazioni Unite è scaturito dal fatto che “i membri della RAB sarebbero stati ammessi a partecipare alle operazioni per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite” così come riportato da Human Rights Watch.

(Federico Brignacca)

Germania, via libera al processo per le atrocità di guerra in Siria. I giudici di Francoforte, in Germania, hanno dato il via all’udienza lo scorso 19 gennaio in un processo che coinvolge accuse di tortura e omicidio di agenti statali durante il brutale conflitto armato siriano durato dieci anni in due ospedali militari nelle città di Damasco e Homs. I pubblici ministeri tedeschi accusano il dottor Alaa M. di aver torturato civili negli ospedali e in una struttura di detenzione gestita dai servizi di intelligence siriani a Homs tra l’aprile 2011 e la fine del 2012. Alaa M. è arrivato in Germania a metà del 2015 e ha lavorato come medico vicino alla città di Kassel fino al suo arresto nel giugno 2020. Da allora è in custodia cautelare. Oltre alla questione relativa ad Alaa, questo è un chiaro segno che gli sforzi di giustizia contro le atrocità commesse in Siria stanno sempre più prendendo piede.

(Edoardo Cappelli)

Pakistan, maggiori tutele per le donne sul posto di lavoro. Il governo pakistano ha recentemente approvato un disegno di legge che mira a rafforzare la protezione delle donne sul posto di lavoro, spesso vittime di violenze e molestie. La legge, in vigore dal 14 gennaio, acquisisce efficacia anche sui luoghi di lavoro informali, avvicinandosi così alla definizione di luogo di lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). È stata inclusa anche una definizione più ampia di molestie che include anche la “discriminazione sulla base del genere, che può essere o meno di natura sessuale” secondo quanto afferma Human Rights Watch in un suo comunicato. Il banco di prova della legge sarà però l’attuazione, al momento è solo infatti stata approvata dal Parlamento ed è bene ricordare che il Pakistan non ha ratificato la Convenzione sulla violenza e le molestie (C190).

(Federico Brignacca)

Serbia, crescente preoccupazione circa l’assunzione di lavoratori migranti vietnamiti. Secondo le indagini di alcuni esperti indipendenti, otto società, tra cui agenzie di reclutamento di manodopera vietnamite e imprese di costruzione cinesi registrate in Serbia, sarebbero state implicate in gravi violazioni dei diritti umani. La preoccupazione riguarda il traffico intenzionale di lavoratori migranti con finalità di garantire il lavoro forzato in Serbia, in condizioni di lavoro orribili e a forte rischio per la loro vita e la loro salute. Gli esperti fanno pressione poiché la regolamentazione e il monitoraggio delle agenzie di reclutamento di manodopera sono fondamentali per prevenire efficacemente la tratta ai fini del lavoro forzato. Hanno anche ricordato ai governi il loro dovere di proteggere la popolazione dalle violazioni dei diritti umani perpetrate per questioni affaristiche.

(Edoardo Cappelli)

Stati Uniti, la guerra contro il terrorismo segnata dagli abusi. L’11 gennaio 2002, ben vent’anni fa, l’esercito americano nell’ambito della guerra globale al terrorismo, ha iniziato a detenere i primi prigionieri nella baia di Guantanamo. Sono centinaia i musulmani detenuti illegalmente dall’inizio della guerra al terrorismo, spesso anche senza accusa. Ancora oggi, nonostante i due decenni di riflessione sulla baia, il presidente Biden non si è pronunciato sul futuro di questa prigione dopo aver promesso di chiudere il centro di detenzione. Human Rights Watch, in un commento pubblicato sul proprio sito dichiara che “dei 39 uomini ancora detenuti a Guantanamo, 27 sono stati trattenuti per un decennio o più senza essere accusati di un crimine”, a molti anche mancano cure adeguate.

(Federico Brignacca)

Edoardo Cappelli e Federico Brignacca

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

2022, non un buon inizio. Il 2022 per i mercati americani è iniziato con tre settimane consecutive in rosso, con gli investitori spaventati più dal sempre più prossimo aumento dei tassi d’interesse che dalle tensioni geopolitiche (almeno per il momento), che scaricano di conseguenza il settore tecnologico. É infatti il Nasdaq a pagare il prezzo maggiore, con un calo del 13% da inizio anno che lo porta in fase di correzione (calo >10%), ma anche S&P500 (-8%) e Dow Jones (-7%), pur facendo meno peggio, non solo lontani dalla soglia del -10%. A pesare sono stati anche il risultato sotto le attese di consumi al dettaglio e i conti di banche americane come Goldman Sachs, in calo del -7% per aver mancato le stime sui profitti principalmente a causa dei maggiori costi per gli stipendi, compensi e benefit, cresciuti del 23% rispetto al 2020.

Cina, crescita debole. I dati negativi provenienti dall’economia cinese nell’ultimo trimestre 2021, con pil fermo al +4%, inflazione sotto le attese all’1.5% e calo degli investimenti in proprietà immobiliari dell’8% causato dalle misure repressive imposte dal governo, hanno fatto preoccupare Pechino. La reazione, giunta mercoledì 19, è stata il taglio dei tassi d’interesse a 1 anno di 10 punti base per stimolare l’economia, proprio mentre le altre grandi economie discutono di alzare i tassi per ‘raffreddare’ la crescita e l’inflazione. Gli analisti non sono tuttavia ottimisti sul futuro della Cina, con una convinzione diffusa che l’eccessivo severità delle misure anti-contagio peserà sulla crescita nel 2022, che Goldman Sachs ha rivisto al ribasso al +4.3% e che per la banca centrale non supererà il 5.1%, dati da confrontare con il +8% del 2021.

Europa, affonda l’automotive. Le vendite di auto in Europa sono calate anche a dicembre, ovvero per il sesto mese consecutivo. Il calo del 22% dell’ultimo dato mensile fa chiudere il 2021 in ribasso dell’1.5% rispetto al già pessimo 2020 e con la peggior prestazione della serie storica. Particolarmente colpita la Germania, unico paese con produzione in calo nel 2021 (anche per colpa del -30% di vendite a dicembre per VW). Anche il gruppo Renault riporta di aver prodotto 500.000 veicoli in meno rispetto al previsto. La causa, come noto, è la carenza di chip, fatto che ha portato le case a privilegiare la produzione di veicoli di alta fascia, dove i margini sono molto superiori rispetto alla produzione di massa e permettono di compensare il peggioramento dei volumi. Si prevede che la fornitura di chip rimanga difficoltosa fino a metà anno, per poi migliorare progressivamente.

Fed, rialzi in vista. Il presidente Powell, in audizione al Senate Banking Committee per la sua riconferma alla guida della Federal Reserve, ha affermato che farà tutto il possibile per controllare l’inflazione, che a dicembre è arrivata ai massimi da 40 anni. Powell ha spiegato che il riequilibramento di domanda e offerta atteso quest’anno dovrebbe aiutare a ridurre la pressione inflattiva, ma anche che è pronto ad aumentare i tassi d’interesse. Powell ha anche notato come l’economia americana è “rimbalzata” rispetto al 2020 e che, non essendoci più bisogno di misure di stimolo, è tempo di spostarsi dalle misure di emergenza ad una conduzione più normale delle politiche monetarie.

Netflix, un calo storico. Un po’ a sorpresa e nonostante i conti trimestrali di Netflix abbiano battuto le previsioni, con una crescita dei ricavi nel Q4 del 16%, in un solo giorno il titolo di Netflix ha perso oltre il 21%, mandando in fumo poco meno di $50 miliardi di capitalizzazione, ed è in calo del 42% da novembre. A pesare sono state, infatti, le stime di crescita del primo trimestre 2022, tagliate a da 4 a 2.5 milioni di utenti a livello globale (-75% rispetto al trimestre precedente), un dato su cui pesa ovviamente il ritorno ad una normalità post-pandemica e la riduzione della ricerca di intrattenimento domestico, ma anche un ambiente competitivo sempre più difficile e popolato, che ha portato la piattaforma ad un nuovo aumento del 10% degli abbonamenti in USA e Canada. Tutto ciò fa affondare anche i principali rivali di Netflix, come Disney e ViacomCBS, entrambi in calo di circa il 7%.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB SAHARIANA

Congo, arrestati i presunti assassini dell’ambasciatore Luca Attanasio. Ecco la prima vera svolta nelle indagini per l'omicidio dell'ambasciatore italiano e dei membri della sua scorta, avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo quasi un anno fa. La polizia congolese ha infatti annunciato l'arresto dei presunti assassini del diplomatico. Sei persone sono state fermate; sono tutti membri di diverse bande criminali della regione. Tra questi, secondo la polizia, ci sarebbero anche coloro che hanno condotto il fatale agguato. Non tutti i responsabili sembrerebbero però essere stati catturati. L’autore materiale dell’assassinio, colui che avrebbe sparato all’ambasciatore, nonché capo del gruppo criminale, sarebbe infatti ancora in fuga. La polizia si è mostrata però fiduciosa sulle possibilità di rintracciarlo e arrestarlo. Le circostanze del tragico attacco nei pressi di Goma restano tuttavia poco chiare; parrebbe che il gruppo volesse rapire il diplomatico, per poi chiedere un corposo riscatto. Il precipitare della situazione, con la successiva morte di Attanasio, avrebbe però mandato in fumo questo piano.

(Andrea Ghilardi)

Ghana, grave esplosione con vittime. Almeno 17 persone sono morte e altre 59 sono rimaste ferite in un’enorme esplosione avvenuta giovedì 20 gennaio. La grande deflagrazione è scaturita da un incidente stradale nei pressi della città mineraria di Bogoso, nell'ovest del Ghana, a circa 300 chilometri a ovest di Accra. L’incidente ha coinvolto un camion che trasportava materiale esplosivo per una compagnia mineraria, un secondo veicolo e una moto. Delle persone ferite sono attualmente ricoverate nei centri sanitari, alcune in condizioni critiche. Tutti gli ospedali della zona sono stati mobilitati per curare i feriti ed è stato attivato un piano di evacuazione per trasportare le persone in condizioni critiche ad Accra.

(Andrea Ghilardi)

Liberia, calca ad un raduno religioso causa 29 morti. Sono almeno 29 le vittime, tra cui 11 bambini ed una donna incinta, in seguito alla folla di persone accalcatesi durante una festa religiosa cristiana a Monrovia, in Liberia. Stando alle dichiarazioni del portavoce della polizia Moses Carter la ressa è cominciata quando un gruppo di persone armate ha attaccato le centinaia di persone presenti alla cerimonia di mercoledì notte scorsa. La folla di fedeli, cercando di sfuggire ha dunque causato le vittime. Al momento una persona è stata arrestata. Il presidente George Weah ha visitato il giovedì successivo il luogo della tragedia dichiarando tre giorni di lutto nazionale.

(Giulio Ciofini)

Sudan, l’Unicef denuncia numerose violazioni dei diritti dei bambini. Forte è la denuncia proveniente da Ted Chaiban, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa: dal colpo di stato militare dello scorso 25 ottobre sono state verificate in Sudan oltre 120 gravi violazioni dei diritti dei bambini. Chaiban ha inoltre affermato che nove sono i bambini rimasti uccisi a seguito delle manifestazioni popolari, tredici invece i feriti. La maggior parte delle violazioni è avvenuta contro ragazzi adolescenti, spesso colpiti poiché in delle strutture mediche colpite da attacchi repressivi del governo. L’Unicef ha così ribadito che i bambini non sono, e non devono essere, un obiettivo durante i conflitti o eventi politici, intimando infine che l’uso eccessivo della forza contro i civili finisca presto.

(Andrea Ghilardi)

Sudafrica, Ciryl Ramaphosa inaugura un nuovo stabilimento per la produzione di vaccini. Mercoledì scorso, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha inaugurato un nuovo stabilimento a Città del Capo per la produzione di vaccini. La costruzione del nuovo impianto è il risultato di una partnership tra un’azienda specializzata in biotecnologie statunitense, il governo e alcune università sudafricane. Durante la cerimonia di inaugurazione era presente anche Patrick Soon-Shiong, fondatore di Nantworks, la multinazionale che ha investito circa duecento milioni di dollari nel progetto. La prospettiva del nuovo stabilimento produttivo secondo Soon-Shiong è quella di arrivare a produrre circa un miliardo di vaccini all’anno entro il 2025

(Giulio Ciofini)

Andrea Ghilardi e Giulio Ciofini

AMERICA DEL NORD

Canada, Covid nelle acque reflue. I ricercatori della Ontario Tech University stanno analizzando dall’inizio della diffusione della variante Omicron le acque reflue della regione. Nonostante il picco dei contagi sia stato raggiunto nel periodo delle vacanze natalizie, gli addetti ai lavori hanno osservato ancora un livello significativo di presenza del virus nelle acque reflue. Questo preoccupa gli scienziati che hanno evidenziato come la diffusione del virus non si è ancora arrestata. A confermarlo i dati delle singole regioni: in Ontario si è raggiunto il 15,9% di positivi giornalieri.

(Emanuele Volpini)

USA, Blinken torna in Europa. Il 18 gennaio il Segretario di Stato Blinken ha iniziato un tour di incontri diplomatici europei per quanto riguarda la crisi ucraina. Prima tappa Kiev, dove ha incontrato il presidente Zelenskij e il ministro degli esteri Kuleba. Successivamente, nella giornata del 20 gennaio, è volato a Berlino dove ha ribadito la necessità di un’azione corale da parte dei paesi europei in caso di escalation della crisi. Infine, l’incontro più atteso: il 21 gennaio a Ginevra si è incontrato con il ministro degli esteri russo Lavrov, per cercare di raffreddare le tensioni.

(Emanuele Volpini)

USA, La conferenza stampa di Biden dopo dodici mesi di Presidenza. Ad un anno esatto dalla vittoria elettorale, durante la consueta conferenza stampa, il Presidente Joe Biden ha riconosciuto la frustrazione degli americani ma ha affermato che gli Stati Uniti sono sulla buona strada per affrontare le sfide legate alla pandemia di Covid-19 e all'inflazione ma dando merito del basso livello di disoccupazione raggiunto durante il primo anno di mandato. “Il nostro lavoro non è finito” ha comunque detto il leader democratico. Il Capo della Casa Bianca ha difeso l'operato della sua amministrazione e ha promesso che si impegnerà in diversi tour per gli Stati Uniti durante i prossimi mesi. In merito alla politica estera, Biden ritiene che la Russia invaderà l'Ucraina ma minaccia Mosca di pesanti sanzioni economiche nel caso decidesse di oltrepassare il confine ucraino.

(Federico Pani)

USA, le compagnie aeree sospendono alcuni voli a causa delle incertezze sul 5G. Alcune delle principali compagnie aeree internazionali, tra cui Emirates e Lufthansa, hanno deciso di cancellare o modificare i voli per gli Stati Uniti a causa delle discussioni attorno alle potenziali interferenze tra i nuovi servizi di telefonia cellulare 5G e le tecnologie degli aeroplani. Le compagnie stesse hanno domandato all'amministrazione Biden un intervento immediato sul 5G. Le autorità di regolamentazione dei trasporti avevano già espresso in passato le loro preoccupazioni sul fatto che la versione del 5G avrebbe potuto interferire con la strumentazione di bordo, esprimendo il rischio che le antenne cellulari situate vicino gli aeroporti potessero alterare il funzionamento degli “altimetri radar” che i piloti utilizzano per atterrare in condizioni di scarsa visibilità. In considerazione di queste problematiche i colossi delle reti mobili statunitensi, AT&T e Verizon, hanno concordato di posticipare l'espansione del loro servizio 5G in alcuni aeroporti.

(Federico Pani)

USA, primo trapianto di cuore da maiale. A Baltimora è avvenuto il primo trapianto di cuore da maiale a uomo. Il ricevente, Dave Bennett senior, per ora sta bene e non rigetta l’organo. Si tratta della prima operazione andata a buon fine nella storia della chirurgia. Dal 1984, anno del primo xenotrapianto, la comunità scientifica ha lavorato per permettere agli esseri umani di non rigettare organi non umani. In questo caso, secondo quanto riportato dai chirurghi del Maryland, il cuore del suino sarebbe stato geneticamente modificato per eliminare uno zucchero che avrebbe potuto causare il rigetto.

(Emanuele Volpini)

USA, riecco Trump. In Arizona il suo primo discorso del nuovo anno. L'ex Presidente Donald Trump ha tenuto la sua prima manifestazione del 2022 in Arizona, scagliandosi contro quelli che reputa i “suoi nemici”, ovvero alcuni membri del Partito Repubblicano, specie quelli che hanno testimoniato in favore del suo impeachment, il presidente Biden e i media. “Ho corso due volte e abbiamo vinto due volte”, così si è pronunciato il tycoon seguendo uno dei punti focali della cosiddetta “Grande Bugia”, secondo cui le elezioni dello scorso anno per la Casa Bianca furono truccate. Trump ha preso di mira diverse questioni nelle quali ritiene che l'operato dell'amministrazione democratica sia poco soddisfacente, ovvero la sicurezza dei confini, specie quello con il Messico, la gestione della pandemia di coronavirus, il ritiro dall'Afghanistan, le questioni economiche.

(Federico Pani)

Emanuele Volpini e Federico Pani


AMERICA LATINA

Argentina, è emergenza caldo. Una storica ondata di caldo ha travolto l’Argentina nelle ultime settimane, con temperature al di sopra dei 40 gradi celsius. Anche nella regione artica del Paese i dati sono preoccupanti, dato che il termometro è salito sopra i 10 gradi celsius. Questo caldo record ha causato una serie di problemi al Paese, con blackout energetici soprattutto nelle grandi città. Nel 2019 l’Argentina era stato il primo paese dell’America Latina a dichiarare l’emergenza climatica, ed ora gli effetti di questa emergenza sono sotto gli occhi di tutto il mondo.

Barbados, la nascita di una repubblica. Il 30 novembre scorso Barbados ha abbandonato il Commonwealth britannico, mettendo di fatto fine alla monarchia. Il Paese è la quarta ex colonia nell'area caraibica a prendere questa decisione. Venuta meno la figura regnante di Elisabetta II, la premier Mia Amor Mottley ha indetto elezioni anticipate per il 19 gennaio 2022. La stessa Mottley, leader del Barbados Labour Party, ha conquistato tutti e 30 i seggi della House of Assembly, confermandosi inoltre come Primo Ministro del Paese per il prossimo mandato.

Cile, il nuovo gabinetto di Boric. Venerdì 21 gennaio il neo-presidente cileno Gabriel Boric ha presentato il gabinetto del governo. La sua squadra sarà caratterizzata da una forte presenza di donne, di indipendenti, insieme ad una serie di rappresentanti dei partiti tradizionali di sinistra, che ampliano la sua base di appoggio politico. “Abbiamo promesso di fare un governo cittadino, con le porte aperte, vicino e sempre dalla parte del popolo”, ha detto Boric alla presentazione, tenutasi nel parco della Quinta Normal, nella capitale Santiago. La squadra dei ministri è composta da 14 donne e 10 uomini. Tra i nomi spicca quello della dottoressa Izkia Siches, al Ministero dell'interno, e quello di Maya Fernández Allende, nipote dell'ex presidente Salvador Allende, al Ministero della Difesa.

Colombia, elezioni nel 2022. Ingrid Betancourt ha annunciato che si candiderà alle elezioni presidenziali colombiane previste per maggio 2022. La politica era stata rapita dalla FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) nel 2002, sempre in periodo di campagna elettorale, e ne rimase ostaggio per sei anni. Betancourt parteciperà alla competizione elettorale con il partito ambientalista di centro Partido Verde Oxígeno, nella coalizione Coalición Centro Esperanza. "Sono qui per finire ciò che avevo cominciato nel 2002 - sono state le parole della Betancourt all'annuncio della candidatura - Sono qui per rivendicare i diritti di 51 milioni di colombiani che non possono contare sulla giustizia, poiché viviamo in un sistema concepito per premiare i criminali”.

Ludovica Costantini

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, gli investimenti diretti in uscita hanno continuato ad aumentare nel 2021. Lo scorso anno l’investimento diretto in uscita per la Repubblica Popolare Cinese ha registrato una crescita del 2,2% su base annua, raggiungendo 936,89 miliardi di yuan: sono questi i dati forniti dal Ministero del Commercio cinese. Se andiamo a comparare queste cifre in dollari americani, l’investimento diretto estero è aumentato del 9,2% rispetto al 2020, con un valore di circa 145 miliardi di dollari. Si stima, infatti, che gli investimenti non finanziari nei Paesi della Belt and Road Initiative (BRI) siano aumentati del 14%. Nel 2021 sono stati sottoscritti più di 560 progetti stranieri – soprattutto nei settori delle infrastrutture e trasporti – dal valore di più di 100 milioni di dollari: 46 in più rispetto all’anno precedente. Sempre secondo i dati ministeriali, gli investimenti a fine 2021 nelle zone di cooperazione economica e commerciale al di fuori della Cina hanno raggiunto i 50,7 miliardi di dollari andando a creare più di 392.000 nuovi posti di lavoro.

(Agnese Marchesini)

Corea del Nord, effettuati nuovi test missilistici. Il 17 gennaio, la Corea del Nord ha confermato di aver effettuato il suo quarto test di armi questo mese lanciando due missili tattici guidati, gli ultimi di una serie di test di armi nucleari nonostante le sanzioni delle Nazioni Unite. L’Accademia delle Scienze della Difesa ha condotto un test di missili tattici guidati dall’ovest del Paese e “hanno colpito precisamente un obiettivo dell’isola” al largo della costa orientale. I lanci sono stati rilevati sia dal Giappone che dalla Corea del Sud, che hanno detto che il test ha avuto luogo all’aeroporto di Pyongyang e ha coinvolto due missili balistici a corto raggio. “Il fuoco di prova aveva lo scopo di valutare selettivamente i missili tattici guidati prodotti e distribuiti e di verificare la precisione del sistema d’arma”, ha riferito l’agenzia mediatica centrale nordcoreana (KCNA).

(Francesco Ancona)

Corea del Sud, firmata una nuova partnership con Riyad. L’Arabia Saudita e la Corea del Sud hanno recentemente concordato di realizzare insieme 35 progetti di proprietà intellettuale. Un memorandum d’intesa è stato firmato a margine del Saudi-Korean Investment Forum a Riyad dal Dr. Abdulaziz Al-Suwailem, amministratore delegato della Saudi Authority for Intellectual Property, e dal Dr. Kim Yong Rae, commissario del Korean Intellectual Property Office, alla presenza del presidente coreano Moon Jae-in. L’accordo, secondo una dichiarazione, “rafforza la partnership strategica tra la Corea del Sud e l’Arabia Saudita”, e comporterà il distacco di esperti coreani di proprietà intellettuale a Riyad. In base all’accordo, le due parti si incontreranno regolarmente per esaminare e valutare la sua attuazione e “suggeriranno misure complementari o piani futuri se necessario”.

(Francesco Ancona)

Giappone, firmata una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti nel Trattato di non proliferazione. La dichiarazione congiunta all’interno del Trattato di non proliferazione (NPT) tra governo giapponese e americano è stata firmata per raggiungere una maggiore cooperazione verso un mondo senza armi nucleari. Il primo ministro giapponese, Fumio Kishida, ha menzionato la firma alla sessione plenaria della Camera dei Consiglieri e ha sottolineato l’importanza di raggiungere anche tutti quegli Stati che hanno armi nucleari, in particolare gli Stati Uniti. Per Kishida e il governo giapponese, il Trattato di non proliferazione, specialmente per quanto riguarda le armi nucleari, è molto importante. Tuttavia, si ritiene come pur essendo un trattato essenziale, la cooperazione tra potenze con armi nucleari risulti ancora difficile, in quanto ancora nessuno ha reso effettivo lo smantellamento. In particolare, il Giappone resta dipendente dagli Stati Uniti e dal loro arsenale nucleare vista la continua crescita e sviluppo della minaccia nordcoreana.

(Agnese Marchesini)

Taiwan, nuove incursioni aeree da parte della Cina. Lo scorso 20 gennaio, un aereo militare cinese è entrato nella zona d’identificazione della difesa aerea (ADIZ) di Taiwan: sarebbe la 17° intrusione di questo mese. Un singolo aereo da guerra antisommergibile Shaanxi Y-8 della People’s Liberation Army Air Force (PLAAF) ha sorvolato l’angolo sud-ovest dell’ADIZ di Taiwan, secondo il Ministero della Difesa Nazionale (MND). In risposta, Taiwan ha inviato aerei, emesso avvisi radio e schierato sistemi missilistici di difesa aerea per monitorare l’aereo PLAAF. La Cina ha inviato i suoi aerei nella zona d’identificazione di Taiwan ogni giorno questo mese, tranne il 3, 9 e 16 gennaio. Un totale di 69 aerei cinesi sono stati avvistati lì finora dall’inizio dell’anno, tra cui 45 jet da combattimento e 24 aerei spotter. Dal settembre 2020 la Cina ha aumentato le tattiche della zona grigia inviando abitualmente aerei nella ADIZ di Taiwan. Nel 2021, un totale di 961 aerei militari cinesi sono entrati nella ADIZ di Taiwan su 239 giorni, secondo l’MND.

(Francesco Ancona)

Tonga, erutta il vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai. Eruzione vulcanica e conseguente tsunami hanno interessato la zona di Tonga, nell’Oceano Pacifico meridionale, nella giornata di sabato 15 gennaio. Il drammatico evento ha flagellato le coste andando a colpire più di 100.000 persone, tra cui tre vittime. Neanche l’isola di Tongatapu, dove vive la maggior parte della popolazione, è stata risparmiata; le ceneri del vulcano hanno colpito anche le riserve idriche che potrebbero causare malattie legate all’acqua e alla qualità dell’aria, oltre alla mancanza di carburante. Secondo la NASA, l’eruzione ha avuto una potenza considerabile 500 volte superiore alla bomba atomica di Hiroshima di fine Seconda Guerra Mondiale. L’esplosione sembrerebbe essere stata anche tra quelle più “rumorose” dal 1883, anno in cui è stata registrata l’esplosione del vulcano Krakatoa in Indonesia.

(Agnese Marchesini)

Francesco Ancona e Agnese Marchesini


EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Danimarca, servizi segreti di nuovo nel caos. Lars Findsen, capo della Forsvarets Efterretningstjeneste, i servizi segreti militari danesi, è stato arrestato ed è accusato di aver condiviso segreti di Stato. Sono poche le notizie che circolano sul caso al di fuori della Danimarca, ma sembra che questo sia legato al grosso scandalo che ha colpito l’FE tra il 2020 e il 2021, quando fu scoperto che i servizi d’intelligence danese avevano collaborato con la National Security Agency degli Stati Uniti durante casi di spionaggio di alcuni politici europei. Secondo il Politiken, questi episodi possono portare a conseguenze estremamente gravi non solo per la Danimarca, bensì anche per i Paesi dell’UE e della NATO. Le indagini sono ancora in corso. 

(Bianca Franzini)

Germania e Vaticano, casi di pedofilia a Monaco di Baviera. Un nuovo scandalo per casi di pedofilia commessi da alcuni preti in Baviera, nell’arcidiocesi di Monaco, causa un terremoto che arriva fino a Roma, in Vaticano. Le vittime degli abusi commessi tra il 1945 e il 2019 sono quasi 500, per lo più giovani maschi tra gli 8 e i 14 anni. Oltre 200 le persone coinvolte all’interno della diocesi. Anche il Papa emerito Joseph Ratzinger viene accusato di aver insabbiato questi comportamenti in almeno 4 casi, relativamente al periodo in cui era arcivescovo di Monaco. Ratzinger ha risposto per iscritto, difendendosi e affermando di non aver mai coperto abusi e di essersi sempre comportato come da dovere.

(Andrea Ghilardi)

Regno Unito, il party-gate mette ulteriormente a dura prova Boris Johnson. Continua lo scandalo legato alle feste tenutesi a Downing Street nella primavera e nel dicembre 2020, in pieno lockdown, alle quali ha partecipato anche il primo ministro Johnson. Le critiche arrivano non soltanto dall’opposizione ma ora anche dall’interno del partito conservatore, quello al governo, che sembra aver iniziato a discutere riguardo a un possibile successore di Johnson. Nonostante le indagini siano ancora in corso e nessuna procedura di sostituzione sia cominciata, la posizione di Johnson sembra sempre più a rischio. Già criticato per il suo operato in diverse situazioni, tra cui la gestione della pandemia e della crisi migratoria nel canale della Manica, il party-gate danneggia ulteriormente la reputazione del primo ministro, del Regno Unito e non solo.

(Bianca Franzini)

Unione Europea, diverse e contrastanti le misure anti-COVID adottate. Il Vecchio Continente è stato negli ultimi mesi l’epicentro della pandemia da Coronavirus, con alti numeri di infettati pressoché ovunque. Tuttavia, ad oggi i diversi Paesi europei stanno prendendo strade diverse per affrontare la pandemia nei mesi futuri. Fuori dall’UE, la Gran Bretagna, secondo le ultime indiscrezioni, si appresta a rendere le misure più blande; Boris Johnson sta pensando di rimuovere anche l’obbligo di auto-isolamento e quarantena per coloro che risultano positivi al Coronavirus: un passo netto, da molti criticato, ma che vuole andare nella direzione della convivenza con il virus. Anche in Austria ci sono state delle polemiche per una recente decisione del governo, che va però nella direzione opposta di quella inglese; Vienna infatti ha reso obbligatorio il vaccino per tutti gli adulti. In Francia invece si è deciso di adottare il Super Green Pass, pur rimuovendo l’obbligo di mascherine all’aperto. La commissaria UE Stella Kyriakides, intervenendo alla riunione straordinaria dei ministri UE della Salute, ha affermato che i messaggi discordanti diffusi da politici e media aumentano l’incertezza nella popolazione, indebolendo così la fiducia nelle misure adottate e riducendo il senso di accettazione delle limitazioni.

(Andrea Ghilardi)

Unione Europea in lutto per la scomparsa del Presidente David Sassoli. Soltanto il giorno della scomparsa, l’11 gennaio 2022, era stata diffusa la notizia del suo ricovero in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario. Lui stesso, un paio di mesi prima, aveva parlato pubblicamente di questa sua malattia in un video pubblicato su Twitter. Dolore e sgomento in una Bruxelles con le bandiere a mezz’asta e in tutta Europa per la perdita del presidente del Parlamento europeo. “Un convinto europeista, un sincero democratico e un uomo buono”, così l’ha ricordato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sottolineando poi quanto questa sia una grande perdita per l’intera Europa.

(Andrea Ghilardi)

Parlamento europeo, Roberta Metsola è la nuova eletta alla presidenza. Dallo scorso 18 gennaio, la deputata maltese di centrodestra Roberta Metsola ricopre il ruolo di presidente del Parlamento europeo dopo la scomparsa di David Sassoli. Dopo Simone Weil e Nicole Fontaine è la terza donna a guidare il Parlamento. Metsola ha posizioni progressiste su importanti temi quali immigrazione, corruzione, diritti LGBTQ+ e stato di diritto, tuttavia è contraria al diritto all’aborto (Malta è l’unico paese dell’UE nel quale l’interruzione volontaria di gravidanza è ancora illegale). Nonostante nel suo discorso dopo l’insediamento abbia annunciato che sul tema promuoverà le iniziative e le decisioni della maggioranza dell’Europarlamento, le sue posizioni antiabortiste preoccupano soprattutto in un momento in cui diverse donne in Europa lottano per questo diritto; pensiamo per esempio alla Polonia, il cui governo tenta di privare le donne del diritto all’aborto, o al Molise, dove c’è un solo medico non obiettore.

(Bianca Franzini)

Andrea Ghilardi e Bianca Franzini


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Bulgaria e Macedonia del Nord, nuovi colloqui e distensioni? Il 2022 vede un nuovo governo in Macedonia. Il socialdemocratico Dimitar Kovačevski dovrà catalizzare i suoi sforzi per superare la situazione d’impasse con la Bulgaria, che a fine 2021 ha di nuovo bloccato la procedura di ingresso, ed arrivare ad un punto comune per riprendere i negoziati. Kovačevski ha incontrato Petkov per intensificare i tentativi di dialogo. Nell’incontro di Skopje, la Bulgaria ha finalmente deciso di abbandonare la diatriba sull’uso del nome “Macedonia del Nord” nelle Organizzazioni Internazionali. Il nome, secondo il punto di vista bulgaro, implicava delle rivendicazioni territoriali nemiche. Skopje, in una nota all’ONU, formalizza la volontà di utilizzare tale dicitura, che nulla ha a che vedere con le pretese territoriali imputate. I tavoli di lavoro, con appuntamento settimanale, intervengono in cinque ambiti: economia, infrastrutture, integrazione dell'UE, cultura e questioni storiche.

Montenegro, tra discariche “temporanee” e mancata tutela ambientale. Nel 2003, a Niksic, il comune locale ha deciso di installare una discarica temporanea, fonte di ingenti guadagni per sé e per il proprietario del terreno. Da quasi dieci anni, ogni singolo giorno, le autorità montenegrine gettano quindi 50 tonnellate di rifiuti nella discarica di Mislov Do, a pochi chilometri dalla città. Come riporta l’inchiesta giornalistica di CIN-CG (Center for Investigative Journalist Montenegro), il centro ha smaltito rifiuti di altri comuni, sebbene ciò comportasse una esplicita violazione del contratto di locazione. Aleksandar Perovic, direttore della ONG ambientale con sede a Niksic Ozon, ritiene che «La legge vieta la miscelazione di rifiuti pericolosi con rifiuti urbani ed è proprio per questo che diciamo che questo luogo è una bomba a orologeria ambientale». I danni interessano le falde acquifere, il suolo e l’aria.

Russia e Stati Uniti, i colloqui porteranno ad un disarmo? Ginevra, 21 gennaio. Le parole di Antony Blinken al suo collega russo Lavrov lasciano spazio a pochi dubbi e grandi timori: «Non ci attendiamo una svolta ai colloqui, ma delle risposte alle garanzie di sicurezza», che conferma la volontà degli Stati Uniti di trovare una “soluzione diplomatica”. Gelida la replica di Lavrov: Mosca «non ha nessun piano di attacco all’Ucraina e non ha mai minacciato il popolo ucraino». «Le nostre preoccupazioni» - ha precisato - «riguardano l’invio di armi ed esperti militari occidentali in Ucraina». La Russia si aspetta delle risposte scritte dagli americani alle proprie richieste «la prossima settimana». Di contro, gli Stati Uniti chiedono garanzie. In caso contrario reagiranno a qualsiasi tipo di attacco del Cremlino, anche a quelli non militari.

Russia e Ucraina, sarà guerra? Le tensioni sono in aumento grazie al crescente accumulo di arsenali russi al confine. Il Cremlino disconosce le accuse di una potenziale invasione e l’Ucraina è in allarme. A nulla sono valsi gli ultimatum dei Paesi occidentali. Stati Uniti e NATO descrivono come “insoliti” i movimenti sul confine. Il Presidente Zelens'kyj ha avuto un colloquio telefonico con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, durante il quale ha ribadito la necessità di sanzioni più aspre per la Russia, e di continuare uno sforzo congiunto per prevenire l'escalation del conflitto e ringraziato l’UE dell’aiuto finanziario che sta ricevendo. Nonostante gli avvertimenti di Biden e dei leader europei di forti ripercussioni se la Russia dovesse realmente invadere l’Ucraina, si registrano almeno 127.000 soldati russi al confine, inclusi 21.000 tra personale aereo e marittimo, che potrebbero raddoppiare in tempi brevi (Blinken).

Serbia, ex soldato serbo-bosniaco condannato per crimini contro l’umanità. Il soldato Sabahudin Kajdic è stato ritenuto artefice di crimini contro l’umanità nel 1992 a Prijedor, quali: persecuzioni di civili bosniaci, omicidi, sparizioni forzate. Il verdetto di primo grado arriva da un tribunale statale bosniaco. Kajdic faceva parte della Terza Compagnia della Brigata Motorizzata Prijedor. La condanna che pende sulla sua testa è di 12 anni di regime carcerario. Gli attacchi alla popolazione non serba della zona sono stati iterati tra luglio e agosto 1992, periodo nel quale prelevò coattivamente due civili e li uccise. Altri due subirono lo stesso destino, con la collaborazione di altri soldati. Il soldato ha inoltre sequestrato un uomo da casa, ferito una donna con la sua prole, picchiato un bambino. Saban Maksumic, presidente in carica, ha dichiarato che, all’epoca dei fatti, ai non serbi non era permesso lasciare il comune di Prijedor e che, a causa dei rastrellamenti in casa dei civili croati e bosniaci, si era diffuso un clima di grande terrore.

Giulia Patrizi 

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Gerusalemme Est, al via le demolizioni a Sheikh Jarrah. Si riaccendono le tensioni nel quartiere di Sheikh Jarrah: lo scorso mercoledì, a seguito di un’incursione notturna da parte delle forze armate israeliane (50 funzionari circa), è stata demolita la proprietà della famiglia Salhiyeh, la quale aveva ricevuto qualche giorno prima un ordine di definitivo sfratto. Mahmoud Salhiyeh aveva minacciato di darsi fuoco insieme all’abitazione, pur di non abbandonarla e l’atto di protesta aveva portato altri vicini palestinesi a riunirsi in suo aiuto. Alla demolizione, illegittima dal punto di vista del diritto internazionale e paragonabile ad un crimine di guerra in quanto sita in zona occupata, sono seguiti anche numerosi arresti. Tale atto di forza è da iscriversi nel tentativo delle autorità israeliane di cambiare l’assetto demografico e “giudeizzare” Gerusalemme Est: si tratta di un vero e proprio conflitto geopolitico per il controllo del territorio, che potrebbe portare ad un insorgere delle violenze come lo scorso maggio.

(Sara Oldani)

Iran, il terzetto alternativo. Di certo, la triangolazione militare, economica e politica dei primi tre in avversione agli Stati Uniti non è una novità. Ciononostante, nelle ultime settimane, i dossier caldi per gli USA rispetto alle tensioni nel Pacifico con Pechino e i venti bellicosi da Mosca sulla questione Ucraina sono arrivati a coincidere con gli ultimi passi decisivi nei colloqui sul nucleare iraniano. In questo senso, il braccio di ferro con Teheran sembra ora più che mai incardinato non solo sulle dinamiche mediorientali ma su equilibri di più ampio respiro internazionale. E la leadership iraniana sembra cogliere la palla al balzo, alzando i toni in termini contrattuali e unendosi per la terza volta in breve tempo ad esercitazioni navali comuni con Russia e Cina nel Golfo dell’Oman. Il messaggio non è propriamente militare, quanto piuttosto volto a rinnovare l’idea di un “asse alternativo” alla “coalition for democracy” di Biden.

(Samuele Abrami)

Turchia, pecunia non olet. Tra i tanti tentativi di rilancio esterno, sono significative le recenti prove di disgelo nelle relazioni di Ankara con quelli che hanno rappresentato i suoi maggiori competitor regionali negli ultimi anni. Infatti, facendo seguito a un primo incontro con il principe emiratino bin Zayed al Nahyan, il presidente della Grande assemblea di Turchia, Mustafa Sentop, è di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti con una serie di passi in avanti. In primis, gli accordi commerciali e finanziari (si parla di pacchetti miliardari e swap deal immediati) suonano, almeno nel breve periodo, come una boccata d’ossigeno per un’economia turca in grave sofferenza. Inoltre, tale riavvicinamento pragmatico potrebbe rappresentare un volano per riprendere i rapporti commerciali e diplomatici con l’altro attore di peso del Golfo, l’Arabia Saudita. Pertanto, se l’annuncio di un “tour riappacificatore" del presidente Erdoğan nell’area dovesse concretizzarsi si potrebbe assistere all’ennesima svolta nella politica estera (e interna?) turca.

(Samuele Abrami)

Yemen, la coalizione a guida saudita bombarda il Paese. Il bilancio delle vittime è drammatico, almeno 100 e circa 138 i feriti, in base ai dati forniti dall’ONG Medici Senza Frontiere di stanza in Yemen. La rappresaglia aerea a guida saudita è in risposta all’attacco con droni contro gli Emirati Arabi Uniti realizzato la scorsa settimana dagli Houthi, gruppo sciita che controlla buona parte dello Yemen. Gli obiettivi del raid aereo, localizzati nel nord del Paese, sono stati una prigione nella città di Saada e alcune infrastrutture di telecomunicazione nella città portuale di Hodeidah. Dalla coalizione sono considerati “obiettivi militari”, per cui non si è propriamente assunta la responsabilità di aver colpito obiettivi civili, ma ha dichiarato “prendiamo in seria considerazione questi aggiornamenti, ma senza un processo di inchiesta indipendente a livello internazionale, sarebbe inappropriato fare commenti”. Preoccupato dall’escalation di violenze, il Segretario ONU Guterres ha condannato i bombardamenti in Yemen, ricordando che colpire obiettivi civili è una violazione del diritto internazionale umanitario.

(Sara Oldani)

Samuele Abrami e Sara Oldani


TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Italia, cittadino anglo-pakistano accusato di aver evaso il fisco per finanziare Al-Qaeda. A rendere nota la denuncia, avviata dai legali delle famiglie dei soldati americani rimasti caduti in Afghanistan, è stato un gruppo di redattori che lavorano all’inchiesta dei cosiddetti “Pandora Papers”. Il nome di Ymran Yakub Ahmed, cittadino britannico di origini pakistane che nel 2017 è stato condannato in Italia per una frode all'Iva da un miliardo di euro, compare nella lista di persone che centinaia di familiari di soldati americani quest’ultimi rimasti vittime di attentati in Afghanistan hanno denunciato alla giustizia statunitense. Secondo l’accusa, la frode fiscale sarebbe stata impiegata per una vasta operazione di riciclaggio finalizzata a generare flussi di denaro per al-Qaeda, introiti che l’organizzazione terroristica avrebbe adoperato per sostenere attacchi contro le truppe NATO di stanza in Afghanistan. Sempre secondo i legali delle famiglie, il sistema di riciclaggio sarebbe avvenuto con la compiacenza di diverse istituzioni finanziarie internazionali.

(Davide Shahhosseini)

Iraq, attacco a militari a Diyala. Più o meno nelle stesse ore dell’attacco sopra riportato, degli uomini armati hanno perpetrato un’offensiva contro una base militare irachena. Secondo le fonti locali sarebbero 11 i militari uccisi, colpiti mentre dormivano. L’attentato è avvenuto nel distretto di al-Azim, nella provincia di Diyala, a nord-est di Baghdad. Malgrado l’attacco non sia stato rivendicato, sospetti concreti ricadono sull’ISIS, le cui cellule continuano ad essere particolarmente attive nella zona - la provincia di Diyala fa parte infatti del cosiddetto “triangolo della morte”, che include anche Kirkuk e Salah al Din. L’attacco è tra i più mortali avvenuti negli ultimi mesi contro le forze di sicurezze irachene.

(Vincenzo Battaglia)

Siria, assalto dell’ISIS ad un carcere curdo. Nella notte tra giovedì e venerdì, un commando di jihadisti ha attaccato la prigione di Ghwayran, nei pressi di Hassakeh, nel nord-est della Siria. Il carcere, gestito dalle forze curde, ospita più di 3.500 sospetti membri dell’IS ed è la prigione con la più alta concentrazione di terroristi nel Medio Oriente. Decine di detenuti sono riusciti a fuggire in seguito all’attacco e si sono registrati duri scontri tra i militanti dell’IS e le unità curde. I combattimenti, continuati anche nei giorni successivi, avrebbero causato la morte di oltre 100 persone - tra cui jihadisti (in maggioranza), miliziani curdi e civili. Sebbene la sconfitta militare (e territoriale) di tre anni fa, lo Stato Islamico continua a farsi sentire, dimostrandosi fortemente resiliente.

(Vincenzo Battaglia)

Pakistan , attentato a Lahore. Il 20 gennaio, una bomba è esplosa in un mercato affollato della città di Lahore, nella provincia orientale del Punjab. Il bilancio è di tre vittime e l’attacco è stato rivendicato dal Baloch National Army, gruppo separatista del Balochistan di recente formazione. Il Balochistan è una provincia sud-occidentale del Pakistan, luogo di una lunga insurrezione separatista di etnia baloch, dove spiccano gruppi come il Fronte di Liberazione del Balochistan e l’Esercito di Liberazione del Balochistan. Sono stati numerosi gli attacchi condotti contro le forze di sicurezza pachistane da parte di questi gruppi e, negli ultimi anni, i separatisti baloch si sono resi protagonisti di offensive contro opere e progetti cinesi che passano nel loro territorio (nell’ambito della Via della Seta). E’ comunque raro che le forze baloch conducano un attacco al di fuori della loro regione, nel caso di specie a Lahore, il secondo centro urbano del Paese.

(Vincenzo Battaglia)

Sudan, 7 morti in una manifestazione anti-golpe. In una grande manifestazione lo scorso giovedì migliaia di manifestanti anti-golpe sono scesi nelle strade di Khartoum e di altre città per marciare contro il regime militare del Sudan e le recenti uccisioni di manifestanti. Le proteste sono state le ultime di una serie di manifestazioni di massa che hanno scosso il paese dall’ottobre dello scorso anno, quando i militari hanno rovesciato le istituzioni stabilite e preso il potere. Da allora, si calcola che almeno 72 persone siano state uccise durante manifestazioni anti-golpe, dove i sudanesi hanno chiesto la fine del coinvolgimento militare nello Stato e il passaggio a un governo civile. I giudici del Paese hanno condannato le violenze, mentre gli Stati Uniti hanno inviato diplomatici per monitorare la situazione.

(Edoardo Cappelli)

Ucraina, Biden torna sui suoi passi e rilancia la linea dura in caso di invasione russa. Il Presidente statunitense, a seguito dei colloqui al vertice NATO-Russia, ha voluto rimarcare la linea di interpretazione dell’Alleanza atlantica rispetto alle future azioni del Cremlino in territorio ucraino. Se inizialmente aveva lasciato presupporre un più ampio margine di tolleranza, qualora Mosca si limitasse a “piccole incursioni”, Biden ha ribadito che “qualunque passo” russo oltre confine sarà considerato una vera e propria invasione, e pertanto passibile di una risposta dura e coordinata. La Casa Bianca è tornata sui suoi passi dopo che le prime dichiarazioni di Biden erano state interpretate da Kiev come una “luce verde” nei confronti del Cremlino. Lo stesso Presidente ucraino, Volodymyr Zelens'kyj, ha affermato che per Kiev non esistono “incursioni minori”, o piccole nazioni, così come non esistono vittime minori, o minori sofferenze per la perdita delle persone care.

(Davide Shahhosseini)

Vincenzo Battaglia, Davide Shahhosseini e Edoardo Cappelli


ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

APEC, la Russia alla ricerca di stringenti alleanze con i presidenti di Apec, G20 e ASEAN. Mosca sta cercando partner economicamente rilevanti nel Sud-Est asiatico. Le sue scelte sono ricadute su Bangkok, Jakarta e Phnom Penh, che ricoprono rispettivamente le cariche di presidenti di APEC, del G20 e di ASEAN. I settori in cui si ricerca la collaborazione riguardano principalmente la questione politica di stabilità della regione, anche in merito alla sicurezza, il sostegno economico, scientifico, tecnologico, commerciale, con la speranza di una celere ripresa degli scambi turistici, culturali, umanitari e delle relazioni bilaterali in senso esteso. Come si evince dal comunicato di risposta alle domande dei media da parte del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, la Russia sostiene il ruolo guida dell’ASEAN per cercare forme congiunte di cooperazione internazionale per intervenire in Myanmar e fornire assistenza sanitaria.

ASEAN+3, promuove la cooperazione economica con il Vietnam. L’ASEAN+3 è un partner economico molto importante per il Vietnam. Per quasi trent’anni, il Paese ha avuto un ruolo attivo nella sua integrazione economica, fino alla sua decisione di aderire formalmente a tale gruppo. Lo sviluppo economico che si sta verificando nello Stato è possibile anche grazie al supporto di paesi quali Giappone, India e Corea del Sud, che hanno contribuito ad uno sviluppo sostenibile e rapido del Paese. L'importazione e l'esportazione di beni del Vietnam con l'ASEAN ha raggiunto i 53,6 miliardi di dollari, in calo del 6,8% rispetto al 2019, a causa della pandemia da Covid-19 in atto. Secondo i dati dello scorso anno, il fatturato commerciale tra i due ha subito un incremento del 30% su base annua, per un valore di 56,6 miliardi di dollari in soli dieci mesi.

NATO, respinta la richiesta russa di far uscire Bulgaria e Romania. Mircea Geoana, Vice Segretario della NATO, ha respinto le richieste russe di disarmare Bulgaria e Romania, membri dal 2007. I diplomatici russi avevano “invitato” la NATO a ritirare armi, truppe ed equipaggiamenti militari dai due Stati, in virtù dei negoziati russo-ucrainici in atto. Sergej Lavrov, a capo della diplomazia russa, ha affermato che vogliono: «ritirare truppe straniere, equipaggiamenti e armi, [...] ripristinare la configurazione del 1997 di quei paesi che all'epoca non erano membri della NATO, e ciò include sia la Bulgaria e Romania». Il clima non è dei migliori: i colloqui stanno avvenendo alle porte di una guerra con l’Ucraina. Stati Uniti e Francia hanno inviato nuove truppe NATO in Romania. I soldati russi schierati vicino al confine ucraino sinora sono 127.000. Il ministro degli Esteri rumeno ha detto che il ritiro di truppe NATO dal Paese chiesto dalla Russia è semplicemente «inaccettabile e non negoziabile».

Giulia Patrizi

Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


Agnese Marchesini: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Ghilardi: Africa Sub-Sahariana, Europa Occidentale e Unione Europea

Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Edoardo Cappelli: Diritti Umani, America del Nord

Elisa Maggiore: America Latina

Emanuele Volpini: America del Nord

Federico Brignacca: Diritti Umani

Federico Pani: America del Nord

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Giulia Patrizi: America Latina, Europa Centro-Orientale e Russia

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Ludovica Costantini: America Latina

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Rosario Giorgio Maria Saffioti: Europea Centro-Orientale e Russia

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Valeria Lavano: Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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