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Framing The World, Numero LXXIII

Le principali notizie dal Mondo

Nel nuovo numero di FtW dedichiamo la nostra attenzione agli ultimi eventi in Austria, Bolivia, Gambia e Marocco. Dal punto di vista finanziario, riscontriamo alti e bassi tra le Borse mondiali a causa della diffusione della variante Omicron e delle conseguenze dell’inflazione, specialmente in Europa. Restando in Europa preoccupa l’infiammarsi delle tensioni nel Donbass, le quali hanno spinto USA e Russia a tempestivi colloqui. Gli USA però non guardano solo al fronte ucraino, difatti nell’Indo-Pacifico stanno progettando un nuovo war-plan, avente come base la Corea del Sud. Un altro tema caldo è quello delle recenti elezioni in Honduras, la cui vincitrice Xiomara Castro darà un nuovo volto al Paese centro-americano.

Tutto questo e molto altro nel 73° numero di Framing the World!


DIRITTI UMANI

Ginevra, i dati mostrano i rischi per donne e ragazze di essere vittime di una moderna forma di schiavitù. Secondo i dati diffusi a giugno dall’UNICEF e dall’ILO, quasi 80 milioni di bambini tra i 5 ei 17 anni sono sottoposti a lavori considerabili come una forma contemporanea di schiavitù. In special modo a seguito della pandemia, che ha provocato la chiusura di varie scuole e una recessione economica diffusa, in cui molte famiglie si vedono costrette a usare i propri figli per guadagnare di più, anche nelle peggiori forme di lavoro minorile. Ciò include anche il reclutamento forzato di giovani in gruppi armati e criminali. Secondo stime non ufficiali citate dagli esperti, una donna e ragazza su 130 è soggetta a forme contemporanee di schiavitù come il matrimonio minorile e forzato, la servitù domestica, il lavoro forzato e la servitù per debiti.

Bruxelles, gruppi per i diritti umani esortano l’Ue a vietare NSO. Decine di organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto all’Unione europea di imporre sanzioni globali al gruppo NSO e di intraprendere la strada per vietare la vendita, il trasferimento, l’esportazione e l’importazione della tecnologia di sorveglianza dell’azienda israeliana, sulla carta utilizzata per colpire il terrorismo e criminali pericolosi. La lettera, firmata da 86 organizzazioni, parla di violazioni o abusi che destano grave preoccupazione rispetto agli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune, comprese violazioni o abusi della libertà di riunione pacifica e di associazione, o della libertà di opinione e di espressione. La protesta segue anche la pubblicazione risalente la scorsa estate sul Progetto Pegasus, un’indagine del The Guardian e di altre 15 organizzazioni dei media che hanno esposto i modi in cui Pegasus è stato utilizzato per prendere di mira giornalisti, attivisti per i diritti umani e altri membri della società civile.

Zagabria, Comitato europeo anti-tortura testimonia torture contro i migranti. Negli ultimi quattro anni, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha raccolto e diffuso migliaia di testimonianze di migranti e rifugiati aggrediti dalla polizia croata e privati del diritto di chiedere asilo. Il rapporto del Comitato contiene numerose denunce di persone prese a calci, colpite ripetutamente coi manganelli, aggredite dai cani-poliziotto, derubate dei loro beni, tra cui vestiti, scarpe e persino mutande, costrette a camminare per chilometri verso il confine con la Bosnia-Erzegovina. Sotto accusa è anche l’assenza di indagini significative, da parte delle autorità croate, sulle denunce contro la polizia di frontiera. Per molto tempo, la Commissione europea ha dichiarato che le denunce delle organizzazioni dei diritti umani e dei mezzi d’informazione non erano state ufficialmente confermate. Questo rapporto segna uno spartiacque importante.

Edoardo Cappelli 


ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Borse, tra alti e bassi. La fine di novembre e gli inizi di dicembre sono stati un periodo estremamente volatile per i mercati, prima spinti in alto dalla conferma di Powell alla guida della Fed - cosa che ha fatto festeggiare i titoli finanziari - e dai sussidi di disoccupazione scesi negli USA ai minimi dal 1969 (in valore assoluto e non in rapporto alla popolazione), e poi invece ‘gelati’ dalla comparsa della variante Omicron che, complice i bassi volumi degli scambi in occasione del Ringraziamento, ha fatto perdere ai listini mondiali tra il 2.5% e il 4%, con settori come i trasporti aerei e il turismo crollati anche del 20% e il petrolio del 12%. Il rimbalzo è avvenuto già il lunedì successivo data l’apparente lievità dei sintomi causati dalla variante, ma a far tornare in negativo i mercati ci ha pensato l’inflazione e la possibilità che le banche centrali alzino i tassi per arginare il fenomeno.

Microchip, il piano di Biden. La carenza di microchip sta affliggendo diversi settori industriali, tra cui quello automotive, ed è per questo motivo che il Segretario al Commercio Gina Raimondo ha scelto il Michigan, sede di diverse fabbriche automobilistiche, per annunciare il CHIPS Act, un’iniziativa da $52 miliardi per incentivare la costruzione di almeno sei fabbriche di chip negli Stati Uniti, per aumentare e diversificare la produzione di questi componenti chiave, ora concentrata in Estremo Oriente, e altri $190 miliardi per finanziare la ricerca tecnologica. Con una decisione precedente, ma che rientra nello stesso trend di aumento della produzione e della sicurezza delle forniture e che risponde alle richieste dell’amministrazione Biden, Samsung costruirà uno stabilimento per la produzione di semiconduttori ad Austin, con un investimento da $17 miliardi e che creerà oltre 2000 nuovi posti di lavoro.

Europa, inflazione in crescita. L’inflazione nell’eurozona a novembre è salita al 4.9%, oltre le previsioni di un +4.5% ed ai massimi dall’introduzione della moneta unica, e rimarrà elevata anche nei prossimi mesi. Il dato è condizionato dal +27.4% dei prezzi energetici, ma anche beni, servizi e cibo sono tutti sopra il target della BCE del 2%, così come la core inflation (che esclude elementi volatili come energia, cibo, alcool e tabacco), arrivata al +2.6%. Se Christine Lagarde ha dichiarato che i prezzi non andranno fuori controllo, diversi investitori ritengono che la BCE sia troppo confidente e disinvolta, un’opinione parzialmente condivisa da Weidmann, il presidente dimissionario della Bundesbank. Il 16 dicembre la BCE pubblicherà le nuove previsioni sull’inflazione, che dovrebbero essere rivista al rialzo come già fatto dall’OECD, che ha modificato le proprie stime per il 2022 da +3.9 a +4.4%.

Powell, altri quattro anni. Riconfermato, come da previsioni, alla guida della FED, Jerome Powell è stato impegnato in una due giorni di audizioni al Congresso, al quale ha finalmente ammesso che è tempo di abbandonare il termine ‘transitoria’ finora accostato all’inflazione degli ultimi mesi, e dove ha avuto modo di esprimersi sulla variante omicron, che a suo avviso rischia di rallentare i progressi del mercato del lavoro e danneggiare ulteriormente le supply chains. Per contrastare un’inflazione che è ora prevista elevata anche nel 2022, Powell ha suggerito che la Fed potrebbe velocizzare il processo di tapering avviato di recente e che potrebbe aumentare i tassi d’interesse già nel 2022, in anticipo rispetto alle previsioni di rialzi per il 2023 o 2024, anche se l’incertezza rispetto ad una vera uscita dalla pandemia rimane elevata.

USA-Cina, è rottura? Didi Global, il rivale cinese di Uber, ha annunciato che ha iniziato il processo di delisting dal New York Stock Exchange e quotarsi invece presso la borsa di Hong Kong, mandando il titolo a -22%. Solo lo scorso giugno l’IPO di Didi era stata la più grande quotazione di una società cinese a New York da Alibaba (2014), ma già pochi giorni dopo le autorità cinesi avevano rivelato l’esistenza di un’investigazione nei confronti della società, ufficialmente riguardo la sicurezza dei dati aziendali, e le azioni erano crollate. Secondo gli analisti, questa decisione riflette il potere assoluto che Xi Jinping ha conquistato anche nei confronti del settore privato e si inserisce nel processo di ‘decoupling’ delle economie americane e cinesi iniziato sotto Trump e proseguito con Biden, e proprio per questo l’annuncio di Didi ha fatto crollare l’indice Hang Seng Tech del 2.7% e titoli come Alibaba e Tencent rispettivamente del 5.4% e del 3.3.%.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB SAHARIANA

Repubblica Democratica del Congo, pesante attacco contro i ribelli Adf. Martedì 30 novembre il portavoce del ministero delle Comunicazioni congolese, Patrick Muyaya, ha annunciato il via ad un’azione mirata e concertata con l'esercito ugandese contro le postazioni dei terroristi delle Forze democratiche alleate (Adf), gruppo armato ribelle presente nella parte orientale della RdC. L’attacco è stato condotto dall’Uganda con fuoco d’artiglieria e persino raid aerei, i quali avrebbero pesantemente indebolito le forze del gruppo ribelle.

(Andrea Ghilardi)

Sudafrica, boom di contagi. Una settimana fa i contagi di Covid registrati in una giornata nel paese sudafricano erano di circa 1200 unità. Mercoledì 2 dicembre, a distanza di soli sette giorni, nel paese è stato registrato il record di 8561 nuove infezioni. Il tasso di crescita così preoccupante, di oltre il 400%, è frutto principalmente, secondo il National Institute for Communicable Diseases, della nuova variante Omicron. Il NICDv ha evidenziato infatti come il 74% dei campioni sequenziati nell'ultimo mese sia caratterizzato dalla questa variante, scoperta inizio novembre nella provincia di Gauteng, la più popolosa del paese.

(Andrea Ghilardi)

Nigeria, variante Omicron già presente ad ottobre? Il centro per il controllo delle malattie nigeriano ha annunciato che la variante Omicron è stata riscontrata in tamponi effettuati già ad ottobre. Il sequenziamento retrospettivo dei casi precedentemente confermati tra i viaggiatori in Nigeria avrebbe infatti identificato la variante in diversi soggetti già un mese prima della sua scoperta ufficiale in Sudafrica. Poche ore dopo questo annuncio sembrerebbe però che lo stesso centro abbia smentito la notizia, confermando che la variante identificata sarebbe la Delta, e non la più recente Omicron. La smentita sembra però essere stata ignorata dalla maggior parte dei quotidiani internazionali, che si focalizzano sull’annuncio iniziale. Non è quindi chiaro se questa variante fosse o meno presente nel paese già ad ottobre. Pochi dubbi invece ci sono sull’attuale presenza di Omicron nel paese, con i primi tre casi già confermati.

(Andrea Ghilardi)

Gambia, al via le storiche elezioni del dopo Yahya Jammeh. Sono elezioni dalla portata storica quelle che sono cominciate sabato 4 dicembre con numerose file ai seggi in Gambia. Sono infatti le prime a non vedere tra i candidati l’ex dittatore Yahya Jammeh, sconfitto alle ultime elezioni nel 2016. Da allora ancora in molti non sono soddisfatti dalla transizione al potere avvenuta cinque anni fa. Dopotutto la presa sulla nazione di Jammeh è ancora forte, dato che ancora non è stato messo a processo per le numerose violazioni dei diritti umani e la sottrazione di fondi ai danni dello stato. Le stime parlano di circa un milione di votanti ai seggi chiamati a scegliere tra il presidente uscente, Adama Barrow, colui che ha sconfitto Jammeh nel 2016 e una pletora di altri candidati all’opposizione come Ousainou Darboe dello United Democratic Party e Mama Kandeh del Gambia Democratic Congress.

(Giulio Ciofini)

Andrea Ghilardi e Giulio Ciofini


AMERICA DEL NORD

USA, arrestati i genitori dello studente responsabile della sparatoria avvenuta a Oxford. Martedì 30 novembre, la cittadina di Oxford è stata sconvolta dall’ennesima strage causata da armi da fuoco. Nella scuola superiore della città, 4 studenti sono stati uccisi. Il responsabile, il quindicenne Ethan Crumbley, aveva mostrato già da tempo segnali allarmanti riguardo il suo comportamento, tanto che gli insegnanti avevano convocato i genitori a scuola proprio martedì per parlare di possibili misure da adottare nei confronti del ragazzo. Le indagini della polizia hanno rivelato che la pistola, detenuta illegalmente, era stata regalata pochi giorni prima della strage al figlio. Venerdì è scattato il mandato di arresto per i genitori: l’accusa è omicidio colposo per aver favorito involontariamente la strage. Nella mattinata di sabato 4 dicembre i coniugi sono stati arrestati a Detroit.

(Emanuele Volpini)

Canada, scontri nel partito Conservatore per una nuova leadership. Le recenti sconfitte del partito Conservatore canadese nei voti che hanno visto coinvolto tutto il Paese - in primis le elezioni anticipate volute dal premier Trudeau - hanno spinto alcuni membri del partito a invocare una nuova leadership, o per lo meno l’adozione di una nuova strategia. A far scalpore è stata l’espulsione della senatrice della provincia Saskatchewan, Denise Batters, che dopo i recenti fallimenti, aveva chiesto a Erin O’Toole, uno dei leader del partito, di affrontare il problema del cambiamento. L’episodio ha mostrato come il fronte interno del principale partito di opposizione sia tutt’altro che coeso.

(Emanuele Volpini)

Vienna, trattativa tra Usa e Iran per accordo sul nucleare. L'amministrazione Biden sta ancora cercando di tornare a un accordo sul nucleare del 2015 con l'Iran, ma l'opinione tra le istituzioni americane non è ottimista. Queste convinzioni provengono dall'ultimo round di colloqui a Vienna, che ha sollevato forti preoccupazioni da parte dei funzionari statunitensi ed europei sul fatto che la nuova squadra negoziale iraniana non fosse venuta al tavolo con reali intenzioni di tornare ad aderire all'accordo. Si è concluso venerdì il settimo round di negoziati nella capitale austriaca per salvare l'accordo sul nucleare, che gli Stati Uniti hanno abbandonato sotto il presidente Donald Trump. Tuttavia, in questi colloqui mancava un negoziato diretto tra i due Paesi.

(Edoardo Cappelli)

British Columbia, alluvioni devastanti nella regione aumentano i timori per l'inverno. Dopo che la serie di intense tempeste delle scorse settimane sembra essersi placata, inizierà un lungo e potenzialmente arduo processo di ricostruzione per le comunità della British Columbia meridionale, colpite da inondazioni e frane. Questi eventi climatici hanno condizionato anche la vita degli ospedali rurali, che hanno iniziato ad essere sovraffollati. La terza tempesta in poco meno di una settimana è passata giovedì, chiudendo una serie che ha reso questo novembre il più piovoso mai registrato in molte comunità. A mezzogiorno è stato emesso un ordine di evacuazione per 56 indirizzi nell'area Hatzic Prairie della Fraser Valley. L'ordine è stato emesso perché le forti piogge e gli ingorghi di detriti hanno causato inondazioni da Lagace Creek, Dale Creek, Hatzic Slough e altri corsi d'acqua. L’accesso a molte strade è attualmente limitato.

(Edoardo Cappelli)

Edoardo Cappelli e Emanuele Volpini


AMERICA LATINA

Argentina, a processo l’ex presidente Macri. L’accusa? Spionaggio illegale. Mauricio Macri, Presidente dal 2015 al 2019, ha un procedimento penale in corso, portato avanti dal giudice federale Martín Bava che lo accusa di aver spiato i parenti dell’equipaggio del sottomarino ARA San Juan, affondato nel 2017. Macri disconosce fermamente tutte le accuse e sostiene che Bava sia mosso da chiari intenti politici che mirerebbero a diffamarlo, così da favorire il governo Kirchner. La Camera federale ha respinto la proposta della difesa e ha confermato la sentenza del magistrato che lo ha processato mercoledì senza detenzione preventiva in quanto Macri è ritenuto ”penalmente responsabile del reato di svolgimento di azioni di intelligence vietate in qualità di autore, in virtù di aver reso possibile la realizzazione di compiti di intelligence illeciti”. Viene vietato a Macri di lasciare il Paese e si dispone l'espropriazione di un milione di dollari americani. Dovranno presentarsi davanti al giudice anche gli ex direttori della Federal Intelligence Agency (AFI) nominati da Macri durante il suo mandato, Gustavo Arribas e Silvia Majdalani, e altri ex funzionari. Questa la sentenza: gli imputati sono responsabili dello svolgimento di “compiti di spionaggio vietati dalla legge” al fine di “ottenere dati personali e informazioni da parenti e amici intimi dei membri dell'equipaggio del sottomarino ARA San Juan”.

(Giulia Patrizi)

Bolivia, incriminazione per colpo di stato dell’ex presidente Añez. L’accusa formale nei confronti dell’ex presidente della Bolivia Jeanine Añez per reati di “violazione dei doveri e decisioni contrarie alla Costituzione e alle leggi” è stata presentata dall’Ufficio del Pubblico ministero di La Paz. Añez venne arrestata il 13 marzo scorso, ed è in prigione da allora con un regime di carcerazione preventiva. Quattro sono le cause aperte nei suoi confronti: oltre al colpo di Stato ai danni di Morales, le vengono imputati anche la complicità in due massacri compiuti dalle forze dell’ordine e reati economici e amministrativi. Il magistrato, con la presentazione dell’accusa formale ha dichiarato quanto segue: “abbiamo già superato la fase istruttoria, grazie alla presentazione di oltre 70 prove debitamente verificate, e quasi venti dichiarazioni testimoniali che indicano una condotta di rilevanza criminale da parte della signora Añez".

(Elisa Maggiore)

Brasile, 6.400 morti per violenza della polizia: arriva la body-cam per gli agenti. Secondo quanto riportato dai media, solo nel 2020, le vittime per mano degli agenti ammontano a 6.000. Per questo motivo, nel tentativo di prevenire, o almeno ridurre, la violenza della polizia e delle forze di sicurezza in Brasile, agenti di polizia e militari in servizio di ordine pubblico doteranno gli agenti di body-cam obbligatorie: telecamere soggettive da fissare all’uniforme quando sono in servizio. Una misura che riguarda soprattutto agenti che prestano servizio negli Stati più popolosi. Nello Stato di San Paolo, per esempio, è già un anno che la sperimentazione delle body-cam è attiva e le prime statistiche riportano un calo del numero delle vittime. Lo Stato di Rio ha ordinato 22.000 body-cam: si è in attesa che entrino in servizio.

(Elisa Maggiore)

Cuba, tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Respinte le richieste di visto di funzionari cubani. Le violente proteste delle scorse settimane hanno prodotto effetti anche fuori dall’isola. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, a seguito della violenta repressione delle proteste contro il regime comunista del 15 novembre, fortemente criticate anche dalla Comunità Internazionale, in una nota pervenuta nei giorni scorsi, dichiara l’impossibilità di concedere il visto di ingresso a nove funzionari cubani, poiché ebbero un ruolo attivo nell’attuazione delle misure repressive. Il Dipartimento ha promulgato un comunicato in cui tali provvedimenti sarebbero stati attuati verso funzionari di alto rango “coinvolti nei tentativi di mettere a tacere le voci del popolo cubano attraverso la repressione e detenzioni ingiuste” e legati al Ministero dell’Interno cubano. La replica del Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez non si è fatta attendere: “Gli Stati Uniti persistono nell'errore di supporre che il nostro governo consentirebbe di provocare la destabilizzazione sociale a Cuba. È un diritto e un dovere salvaguardare le prerogative sovrane e rifiutare l'ingerenza straniera. Le misure ostili annunciate oggi non alterano tale determinazione”.

(Giulia Patrizi)

Covid-19, registrati i primi casi di variante Omicron nel continente. I primi tre casi accertati provengono dal Brasile e risalgono al 30 novembre e primo dicembre. Una coppia stava tornando a San Paolo dal Sudafrica lo scorso 23 novembre e, sottoposta al test all’arrivo in aeroporto, era risultata negativa. Un secondo esame a distanza di alcuni giorni ha ribaltato l’esito. Fortunatamente i pazienti presentano una sintomatologia lieve e, insieme alla loro famiglia, sono in regime d’isolamento, costantemente monitorati. Il terzo affetto è un uomo di 29 anni che tornava da un viaggio in Etiopia il 27 novembre. Il soggetto aveva completato il ciclo vaccinale con Pfizer e le sue condizioni sono buone. L’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) avverte il continente dell’altissima probabilità di diffusione delle varianti, complice il tasso estremamente basso di vaccinati. In Sudamerica, incluso il Cono Sud, si sta verificando una forte crescita dei contagi. Analogamente, la situazione dei Caraibi sta tornando a livelli di criticità. Diciannove Paesi non rispetteranno l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione entro la fine dell’anno.

(Giulia Patrizi)

Honduras, eletta Xiomara Castro alla guida del Paese. Come cambieranno i rapporti con gli Stati Uniti? Dopo dodici anni ininterrotti di un esecutivo di destra, segnato da corruzione e scandali, l’Honduras è pronto a voltare pagina e lo fa in modo drastico. Elegge una donna, rappresentante del partito di sinistra Libre che sostituirà il discusso predecessore Juan Orlando Hernández, perseguito per traffico di droga, il cui fratello sta scontando l’ergastolo in un carcere federale di New York, con la medesima accusa. Eredita un Paese dilaniato da violenza, corruzione, narcotraffico e problemi economici. Nonostante la vittoria non sia ancora ufficiale, il suo vantaggio è superiore a venti punti. Nasry Asfura, il suo principale rivale, ammette la sconfitta. Sebbene il Partito Nazionale abbia cercato in tutti i modi di riconfermare la vittoria, il Paese aveva bisogno di un cambiamento e il voto è stato un chiaro segnale di malessere ed estenuazione per la povertà dilagante. Antony Blinken ha avvertito l’Honduras del forte legame che i loro Paesi condividono, mentre si congratulava con Castro per la sua storica vittoria. La forte speranza statunitense, dovuta ai rapporti con l’Honduras di controllo e contrasto al traffico di droga e all’immigrazione clandestina, è di una florida collaborazione e un aumento dell’esercito sul confine.

(Giulia Patrizi)

Messico, autobomba contro un carcere. Liberato El Michoacano, capo criminale dei Pueblos Unidos. Tula, stato di Hidalgo, due auto sono state fatte esplodere per liberare alcuni prigionieri. Tra spari e bombe, nove persone sono state liberate in modo decisamente scenografico, degno di un film. L’attentato si è consumato durante l’alba. Un carro armato si è schiantato contro il portone principale, sfondandolo. Le due autobombe hanno creato il diversivo perfetto per far convogliare gli agenti in un altro punto della struttura detentiva. L’operazione è stata organizzata per portare alla liberazione del capo del gruppo criminale messicano Pueblos Unidos, José Artemio Maldonado Mejía, conosciuto come El Michoacano. Tra i vari crimini di cui è responsabile, quello che lo ha reso noto alle cronache è il furto di idrocarburi. Gli altri evasi sono responsabili di omicidi e sequestro di persona, come lo stesso Mejía.

(Giulia Patrizi)

Venezuela, l’accusa di spionaggio di Maduro contro gli osservatori Ue. Il presidente Maduro ha accusato di spionaggio i membri della Missione di osservazione dell’Unione europea, la quale è intervenuta nel processo elettorale del 21 novembre scorso per la scelta di governatori e sindaci in Venezuela. Il presidente ha dichiarato alla tv statale Vtv che "si sono mossi liberamente per tutto il Paese spiando la vita sociale, economica e politica venezuelana", accusandoli di "essere stati più spie che osservatori internazionali". Circa 100 osservatori comunicati hanno visitato tutti gli Stati Venezuelani. Due giorni dopo hanno pubblicato un rapporto preliminare in cui si afferma che le elezioni sono state realizzate in condizioni migliori rispetto volte passate, ma che deve essere rafforzata l’indipendenza del Consiglio nazionale elettorale. Inoltre, gli osservatori hanno notato come la campagna politica sia stata segnata da un uso esteso di risorse dello Stato ma che nulla è stato fatto dal Consiglio nazionale elettorale.

(Elisa Maggiore)

Elisa Maggiore e Giulia Patrizi


ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, chiusi e rimossi migliaia di account propaganda su Twitter. La settimana scorsa Twitter ha chiuso circa 2.160 account legati al governo cinese, il quale avrebbe cercato di distogliere le accuse relative a violazioni di diritti umani nello Xinjiang, facente parte di ciò che gli esperti hanno definito un’operazione di propaganda prodotta in modo “imbarazzante”. Le operazioni hanno utilizzato foto e immagini, account shell e potenzialmente automatizzati e falsi profili uiguri per diffondere la propaganda di stato e false testimonianze sulle loro vite felici nella regione, cercando di dissipare le prove di una campagna di oppressione durata anni, con internamenti di massa, programmi di rieducazione e accuse di lavoro forzato e sterilizzazione. Secondo gli analisti del think tank Australian Strategic Policy Institute (ASPI), il contenuto dei 2.160 account che Twitter ha chiuso era spesso prodotto in modo “imbarazzante”, ma ha fornito un livello di “negabilità implausibile” che ha confuso le acque intorno alla questione.

Corea del Sud, nuovo “war plan” contro il Nord in fase di sviluppo. Lo scorso martedì, diversi fonti della difesa statunitense hanno riferito che il Pentagono, in congiunta con il Ministero della Difesa sudcoreano, starebbe studiando un nuovo piano strategico di guerra (War Plan) che avrebbe come focus principale l’area dell’Indo-Pacifico, nello specifico la Cina e la Corea del Nord, andando così a rimpiazzare il precedente, ormai vecchio di 10 anni. “L’ambiente strategico è cambiato negli ultimi anni ed è appropriato e necessario che abbiamo un (piano di guerra operativo) che sia aggiornato e che sia in sintonia con l’ambiente strategico”, ha riferito un portavoce americano. Il piano operativo di guerra conterrà i dettagli su come gli Stati Uniti, la Corea del Sud e i loro alleati risponderebbero in caso di un conflitto con la Corea del Nord. Poiché la capitale sudcoreana di Seul è solo a circa 30 miglia dalla zona demilitarizzata che funge da cuscinetto tra i due Paesi, l’alleanza guidata dagli Stati Uniti ha preparato dei piani di contingenza nel caso in cui scoppi una guerra tra le due Coree.

India, arriva la variante Omicron. La scorsa settimana sono stati riportati i primi due casi di COVID-19 derivanti dalla nuova variante soprannominata Omicron. Due uomini nello Stato meridionale indiano di Karnataka sono risultati positivi alla variante Omicron del coronavirus. “Uno di loro, un cittadino sudafricano di 66 anni, aveva viaggiato da lì e ha già lasciato l’India”, hanno detto i funzionari; il secondo, un medico di 46 anni, nella città meridionale indiana di Bengaluru. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che Omicron pone un alto rischio di infezione. In una conferenza stampa di giovedì i funzionari sanitari hanno detto che i due pazienti con il nuovo ceppo hanno mostrato sintomi lievi. Tutti i loro contatti primari e secondari sono stati rintracciati e sono stati testati.

Myanmar, attacchi aerei costringono alla fuga migliaia di persone. Migliaia di civili sono fuggiti dalle loro case a causa degli attacchi da parte degli elicotteri da combattimento dell’esercito nella regione di Sagaing, in Myanmar, considerata dal regime come un focolaio di resistenza al governo militare del Paese. Gli attacchi riportati durante l’ultimo fine settimana di novembre hanno preso di mira 15 villaggi nella borgata di Depayin. Almeno sette civili sono stati uccisi negli ultimi raid aerei di sabato, secondo il Myanmar Now; residenti sfollati di Depayin si sarebbero rifugiati nelle foreste e in altri villaggi. Un rapporto dell’agenzia di stampa locale Irrawaddy ha citato gruppi di resistenza, il cui il numero di persone costrette a fuggire dalle loro case è arrivato a 30.000 persone. Tuttavia non è stato possibile verificare indipendentemente le cifre.

Francesco Ancona


EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Austria, l’ex cancelliere Kurz lascerà la politica. Sebastian Kurz ha annunciato che a breve lascerà la sua attività politica. Questa decisione è giunta a seguito di un periodo di riflessioni, culminate con il momento decisivo – così l’ha definito Kurz – della nascita di suo figlio. L’ex cancelliere era stato travolto dall’inchiesta dei sondaggi pilotati (che sarebbero stati pagati in parte dal governo), al seguito della quale aveva lasciato la poltrona di capo di governo ad Alexander Schallenberg. Era rimasto però leader del partito popolare Oevp, diventando anche capogruppo in Parlamento. A oggi, entrambe le posizioni saranno presto lasciate, con il ministro degli Interni Karl Nehammer come candidato principale per sostituirlo.

Madrid, quinto Congresso dei media di Paesi UE, dall’America Latina e dei Caraibi. L’appello contenuto in una dichiarazione firmata durante il congresso di giornalisti svolto nella capitale spagnola ha posto l’attenzione sulla proliferazione esponenziale delle fake news. È stato evidenziato come la diffusione di notizie false sul web possa trasformarsi in un’opportunità per i mezzi d’informazione, mentre lo è meno per i giornalisti professionisti capaci di fornire contenuti veritieri con il loro lavoro quotidiano, che hanno sviluppato le capacità di fact checking. Per questo sono necessari il sostegno e la collaborazione dei rispettivi governi. La portavoce del governo spagnolo Isabel Rodríguez, alla conclusione del Congresso, ha posto l’accento sui pericoli della diffusione della disinformazione per la democrazia: “Non vogliamo che questo si trasformi nella nuova normalità” ha affermato.

Parlamento Europeo, pronto a iniziare i negoziati sul salario minimo. Durante la seduta plenaria del 25 novembre, gli europarlamentari hanno accolto favorevolmente la proposta di una direttiva sui salari minimi adeguati nei Paesi dell’UE, adottando inoltre il mandato negoziale. A seguito dell’approvazione in seduta plenaria, avranno inizio i negoziati con il Consiglio sulla versione finale della nuova legge. Molti Paesi europei hanno già un salario minimo – che varia dai € 332 in Bulgaria ai € 2.202 in Lussemburgo –, ma nella maggior parte dei casi questo non è comunque sufficiente a coprire tutte le spese quotidiane. Nel 2018, su 10 lavoratori a salario minimo quasi 7 hanno incontrato difficoltà a far quadrare i conti. La crisi economica legata alla pandemia ha poi esacerbato ulteriormente queste difficoltà, evidenziando la necessità di salari più allineati ai costi della vita.

Andrea Ghilardi 


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA 

Albania - Kosovo, firmati gli accordi bilaterali. I premier Edi Rama e Albin Kurti hanno dato inizio al settimo vertice tra i rispettivi Paesi, ad Elbasani, Albania centrale. Oltre a confrontarsi sulle criticità, le due nazioni hanno manifestato una volontà congiunta di tessere accordi e auspicano ad un comune futuro, in Europa. Una necessità è l’abolizione delle barriere tariffarie per l’ingresso di lavoratori, che sarà discussa da una commissione paritetica. I residenti sul confine, in un’area di circa 30 km, potranno circolare liberamente nell’altro Stato per motivi di lavoro, chiedendo un apposito permesso di soggiorno della durata di cinque anni. Kurti sottolinea i ritardi registrati per realizzare quanto stabilito in precedenza. Rama rilancia affermando che una forte collaborazione possa dare all'UE un'impressione migliore. Un forte motivo di attrito tra i due è legato alla sottoscrizione da parte di Rama dell’Open Balkans - un accordo tra Albania, Macedonia del Nord e Serbia - che prevede la totale abolizione dei controlli di frontiera entro il 2023 così da favorire le relazioni e gli scambi commerciali, turistici e diplomatici tra i Paesi contraenti. Kurti non è entusiasta del progetto poiché ritiene che sia contrario ai valori democratici dell’Ue, ideato da criminali di guerra colpevoli di corruzione. La presenza di Vucic, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, non rende nemmeno valutabile l’ipotetica adesione del Kosovo. Tredici le misure concordate tra i due Paesi, regolamentate da un Segretario di Coordinamento.

Croazia, Italia e Slovenia, accordo per la sostenibilità. Il 3 dicembre a Venezia è stato firmato un accordo trilaterale tra Slovenia, Croazia e Italia che vede il coinvolgimento dei porti dell’Adriatico del Nord, nello specifico quelli di Venezia, Chioggia, Trieste, Monfalcone, Ravenna, Koper (Slovenia) e Rijeka (Croazia), aderenti alla North Adriatic Ports Association (NAPA). Le intenzioni delle parti sono di dare vita ad un tavolo permanente di cooperazione in termini di sostenibilità ambientale, soprattutto con l’introduzione di una tecnologia d’avanguardia. Tra le misure in attuazione, alcune riguarderanno lo snellimento delle procedure portuali in concomitanza dell’ultimo miglio, la creazione di impianti per il monitoraggio dell’inquinamento acustico e la riduzione dei consumi energetici, atti così ad un impiego a basso impatto delle fonti idriche ed al monitoraggio dei tempi di ingresso ed uscita delle navi.

Polonia, il Primo Ministro invita a protestare contro le manovre militari russe. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki commenta in modo estremamente critico quanto sta avvenendo in Ucraina: “il Cremlino e gli alleati volevano cambiare il sistema geopolitico e disunire l'Ue”; le recenti azioni militari russe, il vertiginoso aumento dei prezzi del gas, le tensioni al confine con la Bielorussia e la situazione dei migranti tra Bielorussia e Polonia ne sono evidente conferma. In un’intervista svoltasi prima dell’incontro della NATO, Morawiecki ha dichiarato: “potrebbero accadere cose brutte in Ucraina, ad esempio, o potrebbe esserci un altro enorme problema migratorio per l'intera Europa”; inoltre è fermamente convinto che la sconvolgente crisi umanitaria al confine polacco sia orchestrata da Lukašėnka, sotto l’ala protettiva di Putin. Sebbene le relazioni tra Polonia e l’UE non siano particolarmente distese, Morawiecki mette a tacere le voci di una potenziale uscita della Polonia dall’Ue, o Polexit, e nega che il governo sia responsabile della violazione delle leggi europee in merito al trattamento dei migranti, alle leggi sempre più limitanti sull’aborto e le riforme giudiziarie fortemente discusse. Morawiecki ha aggiunto che la propaganda russa sta “cercando di esercitare un'enorme pressione sull'Unione europea per disintegrarci” e “disunirci tutti”.

Polonia, nuove leggi contrarie ai valori dell’Unione con violente limitazioni su aborto, matrimoni LGBTQ+ e divorzio. Tempi (ancora) più duri per il popolo polacco. Il governo si prepara a varare nuove e discusse leggi: avrà libero accesso ai dati sensibili e personali di ogni cittadino, le donne rischiano condanne di venticinque anni per aver abortito e cinque anni di carcere per aborti spontanei. Sono inoltre sorvegliate quelle che vorrebbero abortire o prendere la pillola del giorno dopo. In nessun caso le donne potranno abortire, neanche in quelli circoscritti solitamente ammessi dalla legge: stupro, incesto, feto con malformazioni e gravidanze che mettono la vita della donna è in pericolo. Le famiglie arcobaleno potranno essere perseguitate e vedersi togliere i figli. Tutte le coppie con l’intenzione di divorziare sarebbero ostacolate; tutto ciò sarà gestito da un apposito “Istituto per la famiglia e la demografia” e dalla controversa figura di un “superprocuratore” con libero accesso a tutti i dati delle persone e che potrà perseguitarli in nome della Legge. Da giorni sono in corso proteste da parte di movimenti per la tutela delle minoranze, dei diritti, della comunità LGBTQ+, delle donne, radunatesi davanti al quartier generale di PiS, il partito del governo “Diritto e Giustizia”. La legge sarà discussa e ratificata a metà dicembre ed entrerà in vigore a gennaio.

Russia, Lavrov avverte che l’Europa potrebbe tornare dentro “l'incubo dello scontro militare”. Sergej Lavrov, durante la conferenza sulla sicurezza europea in Svezia, ha paventato l’idea di creare un asse politico per la “gestione della sicurezza europea” che regolerebbe l’espansione NATO così da evitare un ingrandimento ad Est. Antony Blinken dichiara che, in caso di attacco militare russo in Ucraina, le conseguenze non si faranno attendere. L’eventualità è tutt’altro che lontana poiché, ormai da settimane, si registrano rinforzi di arsenali militari russi al confine con l’Ucraina ed in particolar modo nella zona del bacino del Donec (conosciuto anche come conflitto del Donbass). L’Ucraina sostiene che il contingente russo abbia raggiunto le 90.000 unità. Mosca disconosce le accuse ed è passata all’arresto di tre agenti sospetti dei servizi segreti ucraini. Uno dei tre è accusato di aver pianificato un attacco terroristico ai danni del Cremlino. Blinken ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno inequivocabili “prove di un attacco russo su larga scala” ma che non è certo che ci sarà. La Russia nega e controbatte dicendo che l’Ucraina sta massicciamente aumentando il suo arsenale. Jen Psaki, Segretario stampa della Casa Bianca, ha affermato che Biden “sottolineerà le preoccupazioni degli Stati Uniti per le attività militari russe al confine con l'Ucraina e riaffermerà il sostegno degli Stati Uniti alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina”. Funzionari americani hanno preventivato un tavolo con la controparte russa per discutere della questione Ucraina. Il colloquio tra i due Presidenti avverrà in videochiamata martedì 7 dicembre.

Giulia Patrizi


MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, questione di interessi. Toccando il minimo del -15% rispetto al dollaro statunitense, nelle ultime settimane la lira turca è scesa ai minimi storici, aprendo una spirale di incertezza sugli equilibri del Paese. Infatti, pur fronte un’inflazione al 20%, il governo persevera in una visione economica espansiva che ha spinto la Banca Centrale a tagliare al 15% il suo tasso di riferimento, con conseguente deprezzamento della valuta. Se i critici – tra cui spiccano anche figure esautorate da incarichi pubblici – parlano di “esperimenti irrazionali”, i vertici di potere hanno l’idea fissa che tale politica possa favorire esportazioni e investimenti esteri. Il recente flusso di denaro provenienti dal Golfo ha sì rafforzato l’idea del presidente di “vincere questa guerra di indipendenza economica”, ma senza drenare l’impatto negativo su economia reale e consumi. Nel breve termine, tale tattica può giocare a favore dell’immagine (dentro e fuori) di una Turchia muscolare e autonoma, ma una strategia nebulosa potrebbe non pagare nel lungo periodo: elezioni 2023 in primis.

(Samuele Abrami)

Siria, “nuovo grande gioco”? Il teatro siriano è ormai da tempo oscillante tra vari livelli di conflittualità, spesso dipendenti dai segnali di disgelo provenienti da o diretti verso il potere centrale del presidente Assad. Infatti, le aperture da più fronti verso il governo di Damasco sono un fatto conclamato. In un cambio di vesti antitetico, gli Emirati Arabi Uniti mostrano ora pragmatismo, a suon di investimenti e incontri bilaterali, nel fare da apri-fila all’idea di una riammissione della Siria tra i “fratelli” della Lega Araba. Seppur velatamente, anche gli USA hanno dato il consenso alle esportazioni egiziane in Libano, passando dalla Siria e quindi minando alla controparte rivale composta dall’Iran e dalla sua rete di alleanze. È proprio quest’ultimo punto a rappresentare il nodo centrale delle mosse di campo. Voci israeliane parlano anche di una parziale ritirata delle brigate iraniane determinata dalle preoccupazioni di Damasco per l’ingerenza di Teheran. Sebbene con ogni probabilità eccessive, sono il segnale ultimo di un più ampio mutamento di interessi da più parti.

(Samuele Abrami)

Marocco, l’accordo militare con Israele riapre le tensioni con l’Algeria. Il 24 novembre scorso il Ministro della Difesa marocchino Loudiyi e il suo omologo israeliano Gantz hanno firmato un Memorandum of Understanding in materia di cooperazione militare e intelligence. Brevemente, l’intesa, da ascriversi nel più ampio contesto degli Accordi di Abramo, viene definita dalle parti come una “strategic alliance of knowledge”, nella quale fondamentale sarà la collaborazione e lo scambio di informazioni tra le intelligence nazionali, le esercitazioni militari congiunte e la vendita di droni israeliani al Regno del Marocco. Obiettivo formale risulta essere la lotta al terrorismo di matrice jihadista e sul piano diplomatico la ricerca di una stabilizzazione della regione. Tale accordo, però, risulta essere fonte di minaccia per i Paesi vicini, in primis l’Algeria che, ricordiamo, ha rotto di recente i rapporti diplomatici con lo Stato marocchino dopo decenni di tensioni in merito alla questione del Sahara occidentale. Il Presidente Tebboune ha pertanto criticato il Memorandum, affermando che sia necessaria una maggiore coesione araba dell’area MENA per promuovere prosperità e pace.

(Sara Oldani)

Libano, tentativi di mediazione con l’Arabia Saudita. Il Paese dei cedri sta cercando di riallacciare i rapporti con Riyadh e gli altri Paesi del Golfo a seguito della crisi diplomatica verificatasi lo scorso mese. La crisi, provocata dalle dichiarazioni critiche del Ministro dell’Informazione libanese Kordahi sul ruolo della coalizione saudita in Yemen, potrebbe essere superata dalle recenti dimissioni del Ministro stesso, il quale ha deciso di ritirarsi in nome dell’interesse nazionale. Anche la pressione del premier Mikati e del Presidente della Repubblica Aoun è stata determinante; infatti, le dimissioni di Kordahi sono considerate il prerequisito per il riavvio di un dialogo con i Paesi del Golfo, il quale potrebbe essere favorito dal tour nella regione del Presidente francese Macron. Allo stesso tempo, il Presidente Aoun si è recato in Qatar per incontrare l’Emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, il quale si è reso disponibile per la mediazione e la risoluzione della crisi.

(Sara Oldani)

Iraq, il Movimento Sadrista ha vinto ufficialmente le elezioni. Dopo quasi due mesi, la Commissione elettorale irachena, organo indipendente volto al controllo e al monitoraggio delle elezioni nel Paese, ha finalmente reso noti i risultati definitivi delle scorse elezioni del 10 ottobre. Il vincitore della competizione elettorale si conferma essere il leader sciita Muqtada al-Sadr, il cui blocco ha ottenuto 73 dei 329 seggi in Parlamento; il gruppo sconfitto invece è quello delle milizie affiliate all’Iran, le Forze di Mobilitazione Popolare, i quali avevano protestato e chiesto un ulteriore conteggio dei voti. Il partito progressista, rappresentato dallo speaker del Parlamento Mohammed al-Halbousi, ha ottenuto un numero invariato di seggi (37), mentre il partito del premier Nouri al-Maliki si è attestato a 33. Seguono i partiti curdi e le nuove formazioni della società civile irachena, formatesi a seguito delle proteste di piazza del 2019. Ora il problema è identificare un nuovo primo ministro e conseguentemente un governo: Muqtada al-Sadr e la formazione al-Fatah delle milizie filo-iraniane sembrerebbero aver trovato un accordo per i prossimi passi da seguire, ma il rischio che si rimanga nello status quo e si deludano le aspettative dei (pochi) iracheni votanti è molto alto.

(Sara Oldani)

Samuele Abrami e Sara Oldani


TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Italia, arrestato a Gorizia un cittadino tunisino affiliato a una cellula Isis. Un cittadino tunisino di 25 anni è stato arrestato dalla Digos di Venezia e Gorizia con l’accusa di far parte di una cellula Daesh, nell’ambito della quale, secondo gli inquirenti, ha attivamente preso parte ad attacchi terroristici. Il giovane si trovava in Italia dall’agosto scorso quando, dopo essere sbarcato a Lampedusa, era riuscito ad eludere i primi controlli ricorrendo a documenti contraffatti. I primi dubbi da parte delle autorità erano emersi dopo il suo trasferimento al centro richiedenti asilo di Gradisca d'Isonzo, nel goriziano, dove l’identificazione delle impronte digitali aveva confermato la sua falsa identità portando la Direzione Centrale della polizia di prevenzione ad avviare le indagini.

(Davide Shahhosseini)

Ucraina, sale la tensione nel Donbass. Dopo le dichiarazioni del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, circa un colpo di stato pianificato da Mosca, ad acuire la crisi sono arrivate le parole del leader del Cremlino, Vladimir Putin, il quale ha ribattezzato l’est ucraino come una “linea rossa”, oltre la quale un avanzamento Nato non sarebbe tollerato. La dichiarazione di Putin arriva a margine del vertice NATO a Riga, dove al centro dei colloqui vi è proprio l’escalation al confine russo-ucraino, dove negli ultimi mesi si è assistito a un potenziamento delle truppe russe. La risposta dell’Alleanza atlantica alle minacce velate di Mosca non si è fatta attendere. Il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, ha lanciato a sua volta un avvertimento al Cremlino, sottolineando come un’invasione di ulteriori porzioni del territorio ucraino comporterebbe una risposta decisa e immediata da parte “atlantica”. Dello stesso avviso è Jens Stoltenberg, Segretario Generale NATO, il quale ha avvertito Mosca delle pesanti ripercussioni sia politiche sia economiche, che questa subirebbe a fronte di un’aggressione ai danni di Kiev.

(Davide Shahhosseini)

Mali, attacco contro un autobus. Il 4 dicembre, più di 30 persone sono morte in un attacco armato contro un autobus. Il mezzo, proveniente dalla località di Songo, era diretto a Bandiagara, una località nel centro del Mali e non distante dal confine con il Burkina Faso. Secondo le fonti locali, la maggior parte delle vittime sono donne che si stavano recando a Bandiagara, ove è presente un noto mercato. Stando alle ricostruzioni dell’accaduto, gli assalitori avrebbero dapprima ucciso l’autista e poi dato fuoco all’autobus. I responsabili non sono ancora stati identificati, ma la regione dell’attentato è ormai luogo di costanti azioni da parte di gruppi affiliati ad al-Qaeda o allo Stato Islamico.

(Vincenzo Battaglia)

Somalia, ennesimo attentato a Mogadiscio. Il 25 novembre, un’esplosione ha scosso la capitale somala provocando almeno otto vittime. Secondo le ricostruzioni locali, l’obiettivo era quello di colpire un convoglio di personale di sicurezza privata dispiegato presso gli uffici delle delle Nazioni Unite. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo qaedista somalo di al-Shabaab, che sui suoi canali ha evidenziato la responsabilità dell’accaduto. La cellula terroristica continua a destabilizzare il teatro somalo e, solo cinque giorni prima dal summenzionato attacco, si era resa protagonista dell’uccisione di Abdiaziz Mohamud Guled - noto giornalista critico di al Shabaab ucciso all’uscita di un ristorante a Mogadiscio.

(Vincenzo Battaglia)

Uganda interviene in Congo contro i militanti delle ADF. La settimana scorsa, le truppe ugandesi, con il supporto di quelle congolesi, hanno condotto dei raid aerei contro le postazioni delle ADF (Allied Democratic Forces) nel nord-est del Congo. Dopo gli attacchi aerei, l’esercito dell’Uganda ha fatto ingresso nella zona in questione, col fine di neutralizzare e ricercare i militanti delle ADF. Queste sono un gruppo islamista, nato negli anni ‘90 con l’obiettivo dichiarato di combattere il governo ugandese di Museveni e operativo nelle zone orientali della DRC. Negli ultimi anni, le ADF si sarebbero affiliate allo Stato Islamico, anche se il vero legame rimane tuttora opaco. Nei mesi di ottobre e novembre, le ADF si sono rese protagoniste di un’escalation di attacchi a Kampala, spingendo le autorità ugandesi ad intervenire militarmente in Congo.

(Vincenzo Battaglia)

Vincenzo Battaglia e Davide Shahhosseini


ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI 

Consiglio d’ Europa, possibile apertura di una procedura di infrazione contro la Turchia. Lo scorso venerdì è arrivata la decisione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, tramite la quale si notifica la Turchia dell'avvio di una procedura d'infrazione per il mancato rispetto dell'ordine della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (ECHR) di liberare il difensore dei diritti umani Osman Kavala. Altre organizzazioni - come Human Rights Watch - avevano già ripetutamente raccomandato al Consiglio questa risposta nell'ultimo anno. Nella sua decisione, il Comitato ha affermato che esso “notifica formalmente la Turchia circa la sua intenzione di deferire alla Corte Europea la questione se la Turchia sia venuta meno ai suoi obblighi, e invita la Turchia a presentare in forma concisa la sua opinione su tale questione entro il 19 gennaio 2022”. Ciò significa che nella sua prossima riunione del 2 febbraio 2021, il Comitato potrà procedere con la procedura di infrazione, Nel caso la Corte sia della stessa opinione del Comitato, o la Turchia non fornisca opinioni convincenti sulla questione.

CPI, esponenti di gruppi per i diritti umani richiedono l’intervento della Corte sul trattamento di rifugiati. Lo scorso martedì, un certo numero di gruppi per i diritti umani ha depositato presso la Corte Penale Internazionale (ICC) un dossier di prove con allegata una richiesta di apertura di un’indagine sui crimini contro i migranti e i rifugiati in Libia che, secondo loro, equivalgono a “crimini contro l'umanità”. In collaborazione con i sopravvissuti, i gruppi - il Centro europeo per i diritti costituzionali e umani ECCHR, la Federazione internazionale per i diritti umani FIDH e Avvocati per la giustizia in Libia, LFJL - hanno richiesto che la CPI esamini la responsabilità dei gruppi armati, delle milizie e degli attori dello stato libico coinvolti negli abusi nei confronti dei migranti, tra i quali tortura, violenza sessuale e schiavitù.

NATO, conclusasi la riunione dei Ministri degli Esteri NATO sulla situazione in Ucraina. Lo scorso mercoledì, i Ministri degli Esteri della NATO si sono riuniti a Riga per discutere, oltre alle lezioni apprese in Afghanistan e la sicurezza nei Balcani, della crescente pressione militare russa sul confine con l’Ucraina. Durante la conferenza stampa, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato che la NATO, vista la crescente tensione da parte della Russia, rimarrà “vigile e tendente ad evitare l’escalation”, ma ha anche precisato che “qualsiasi futura aggressione russa avrebbe un prezzo elevato e gravi conseguenze politiche ed economiche per la Russia”. Secondo quanto spiegato dal Segretario Generale in una precedente riunione tra Ministri degli Esteri NATO il 30 novembre, “la situazione in Ucraina e nei dintorni rimane fluida e imprevedibile. Non ci sono certezze sulle intenzioni della Russia; assistiamo a una concentrazione di forze significativa e insolita, che è ingiustificata e inspiegabile”.

Francesco Ancona



Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


Andrea Ghilardi: Africa Sub-Sahariana, Europa occidentale e Unione Europea

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Edoardo Cappelli: Diritti Umani, America del Nord

Elisa Maggiore: America Latina

Emanuele Volpini: America del Nord

Federico Brignacca: Diritti Umani

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Giulia Patrizi: America Latina, Europa Centro-Orientale e Russia

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Valeria Lavano: Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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