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Framing the World, Numero LXVI

I principali aggiornamenti da un mondo in subbuglio

Nel nuovo numero di Framing the World dedichiamo particolare attenzione ai recenti sviluppi in Afghanistan. Il ritorno dei Taliban e la proclamazione dell’Emirato Islamico, insieme alla repentina evacuazione delle truppe NATO e di migliaia di civili afghani, hanno provocato una crisi umanitaria senza precedenti, acuita dall’attentato all’aeroporto di Kabul.

Dall’Afghanistan ci spostiamo poi in Zambia, dove le elezioni presidenziali hanno dato vittoria all’opposizione e in Brasile dove Bolsonaro è stato denunciato all’ICC per genocidio indigeno. Altri fermenti elettorali invece in Canada e Cile.

Tutto questo e molto altro nel 66° numero di Framing the World!

DIRITTI UMANI 

abul, i diritti delle donne in Afghanistan saranno determinanti, allerta internazionale. Il capo della commissione dei diritti ONU Michelle Bachelet ha avvisato gli Stati membri che il rispetto dei diritti delle donne in Afghanistan (libertà di opinione, di movimento, all’istruzione, all’espressione personale e al lavoro) saranno la linea che i talebani non dovranno superare. Particolare enfasi è stata posta sulla garanzia del diritto a un’istruzione secondaria adeguata. Il mancato rispetto di questi parametri potrebbe mettere in crisi il percorso verso una soluzione politica inclusiva alla crisi del paese. L’OIC (Organizzazione della Cooperazione Islamica) sottolinea l’importanza di un impegno internazionale al fine di perseguire un unione pacifica. Probabilmente seguirà un provvedimento ONU volto a rafforzare la protezione dei diritti umani in Afghanistan.

Ghana, il disegno di legge anti-LGBT+ minaccerebbe la lotta contro l’HIV e l’AIDS, afferma l’UNAIDS. Il sesso gay è già punibile con fino a tre anni di carcere in Ghana, dove è diffusa la persecuzione omofoba. Un disegno di legge presentato di recente imporrebbe anche una pena detentiva fino a cinque anni per chiunque sia gay, lesbica, bisessuale, transgender, transessuale, pansessuale e non binario; e fino a dieci anni per aver sostenuto i propri diritti. Secondo le Nazioni Unite, una proposta per criminalizzare le persone LGBT+ in Ghana è “una grave violazione” dei diritti umani e potrebbe inoltre rallentare un decennio di progressi nella lotta all’HIV/AIDS nella nazione dell’Africa occidentale. La legge sulla promozione dei diritti sessuali umani e dei valori familiari del Ghana, 2021, ha ricevuto lunedì una prima lettura in parlamento.

Brasilia, il Parlamento chiamato a decidere sulla legge sui diritti dei popoli indigeni. Il Congresso brasiliano verrà a breve chiamato a decidere su un disegno di legge che impedirebbe a molti popoli indigeni di rivendicare il loro diritto alle loro terre d’appartenenza. Il disegno di legge ostacolerebbe il diritto degli indigeni di ottenere il riconoscimento legale delle loro terre, qualora non siano stati fisicamente presenti il 5 ottobre 1988 - il giorno in cui è stata emanata la Costituzione del Brasile - o se non avessero avviato procedimenti legali per rivendicarlo entro quella data. Il caso era rimasto sospeso alla Corte Suprema, mentre il disegno di legge è stato presentato al Congresso. Una commissione chiave del Congresso ha approvato l’ultima bozza del provvedimento lo scorso giugno. Se approvato dall’intera Camera dei Deputati, andrebbe al Senato. Secondo la legge brasiliana, la demarcazione stabilisce chiaramente quale terra appartiene ai popoli indigeni e fornisce loro diritti legali collettivi sicuri su quella terra. Molte richieste di demarcazione sono pendenti da decenni.

Edoardo Cappelli



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Borse, sempre più in alto. Tra alti (molti) e bassi (pochi), gli indici europei e americani continuano a registrare nuovi record anche durante un mese di agosto normalmente sinonimo di poca attività. Non mancano i motivi per essere cauti, dai rischi di inflazione negli USA - in lieve rallentamento a luglio - alle conseguenze della diffusione della variante delta in Cina (vedi sotto), ma gli investitori si concentrano sulle notizie positive che arrivano dal mercato del lavoro americano (richieste di sussidi in calo, nuove assunzioni in aumento e disoccupazione scesa al 5.4%) e, soprattutto, alle parole di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Settimana scorsa, infatti, in occasione del meeting (virtuale) di Jackson Hole, Powell ha annunciato che il programma di acquisto di bond da $120 miliardi al mese sarà gradualmente ridotto entro la fine dell’anno, potendosi intravedere il raggiungimento degli obiettivi di piena occupazione e inflazione “moderatamente sopra il 2%”.

Europa, un’ottima estate. Se l’America sembra passarsela bene, l’Europa non sta peggio e la performance dell’indice STOXX 600 (+27% in 12 mesi, +68% dai minimi di marzo 2020) ne è una prova. A trascinare l’indice continentale da una parte sono i risultati trimestrali delle grandi società quotate che in media hanno superato le previsioni dell’11%, soprattutto nel caso di titoli finanziari come Zurich e Société Générale, e dall’altra gli effetti della campagna vaccinale che, dopo un inizio da dimenticare, ha permesso di essere al vertice delle classifiche mondiale per copertura della popolazione e di poter salvare la stagione estiva del turismo, un settore che rappresenta circa il 10% del pil continentale. Molto bene anche l’UK, il cui pil sale del +4.8% nel secondo trimestre (l’UE fa +1.9%) grazie alla ripresa dei consumi e dovrebbe superare i livelli pre-crisi entro la fine dell’anno.

Cina, ancora nuove regole. Dopo essersi occupate dei settori tecnologici e dell’educazione, le autorità cinesi hanno rivolto la propria attenzione sui videogiochi. Non è stata presa alcuna decisione formale, ma la comparsa di un articolo sull’Economic Information Daily (controllato dallo stato) che definiva i giochi online come “oppio per la mente” fa intuire che l’intervento governativo non è lontano. Successivamente è stata rilasciata la bozza delle nuove regole sulla competizione tra le società operanti su internet, che vieteranno, tra le altre cose, l’utilizzo di algoritmi per l’analisi dei dati dei rivali e la manipolazione delle recensioni degli utenti. Infine, la mossa più recente è stata l’approvazione di una delle leggi sulla privacy più restrittive al mondo chiamata PIPL (Personal Information Protection Law), molto simile al GDPR europeo e per questo accolta in modo più positivo dalle società europeo che da quelle cinesi o americane.

Cina, la crescita rallenta. La diffusione della variante delta in Cina e le misure di contrasto decise da Pechino, in aggiunta alle forti alluvioni, hanno portato la crescita cinese a rallentare più del previsto, con produzione industriale, investimenti e vendite al dettaglio in calo. Gli analisti di Goldman Sachs, JPMorgan e Nomura hanno perciò rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2021, passando da +9% a circa +8.2%. Oltre al virus, motivo di preoccupazione in Cina è la situazione di alcune grandi società finanziarie: dopo Huarong Asset Management, in procinto di essere salvato con un’iniezione di capitale pubblico per $16 miliardi, simile potrebbe essere il destino di Evergrande Group, in difficoltà nel ripagare $88 miliardi di debiti, i cui dirigenti sono stati convocati per un colloquio dalla banca centrale e dalla China Banking and Insurance Regulatory Commission dopo la metà di agosto.

Materie prime, la delta fa paura. Il rallentamento subito dall’economia cinese, gli effetti sulle supply chain mondiali che la chiusura di fabbriche e porti in Cina in risposta al Covid causerà (ritardi nelle forniture e prezzi più alti per le spedizioni) e i timori legati alla variante delta nel resto del mondo mettono sotto pressione le materie prime, in primis il greggio calato inizialmente di oltre il 16% dai massimi di luglio, ma anche rame (-19%), palladio (-23%) e legname (-70%). Il calo, almeno per il petrolio, è stato interrotto dopo sette sessioni consecutive in calo prima dal passaggio dell’uragano Ida nel Golfo del Messico e poi dalle parole del presidente della FED Powell, elementi che hanno permesso un recupero di circa il 10% e un riassestamento, per il WTI, intorno ai $68 al barile.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Ghana, il capo imam finanzia una cattedrale cristiana. Sta facendo molto clamore il gesto di Sheikh Osman Sharubutu, capo imam del Ghana, che ha deciso di donare più di 8000 dollari per sostenere la costruzione di una controversa e costosissima cattedrale cristiana. Sebbene il Ghana abbia una storia di armonia e non conflittualità inter-religiosa, il gesto è comunque risultato insolito. L’imam di 102 anni ha affermato che la donazione mira a sostenere e rafforzare una coesistenza pacifica tra cristiani e musulmani nel paese. La nuova cattedrale verrà edificata nella capitale, Accra, e ha un costo stimato di più di 100 milioni di dollari. Il complesso, che sarà completato nel 2024, includerà un museo della Bibbia e un auditorium da 5.000 posti.

(Andrea Ghilardi)

Nigeria, 36 morti per attacco notturno in un villaggio. Il villaggio di Yelwa Zangam, vicino alla città nigeriana di Jos, è stato teatro di una mattanza notturna portata avanti da un gruppo di uomini armati. Gli aggressori hanno condotto un raid nella notte di martedì 24 agosto, andando casa per casa uccidendo i residenti. Almeno 36 sono le vittime accertate. La zona dove è avvenuta questa barbarie è nota per i ripetuti scontri etnici tra le diverse comunità. Questo attacco infatti segue un episodio altrettanto tragico avvenuto nella stessa zona lo scorso 14 agosto, quando 22 pendolari sono stati uccisi da un gruppo armato. A seguito di quell’episodio venne introdotto un coprifuoco notturno, che era stato però allentato proprio prima dell’attacco al villaggio.

(Andrea Ghilardi)

Zambia: Hakainde Hichilema eletto nuovo presidente, sconfitto il Fronte Patriottico. Il 16 agosto 2021 è sicuramente stata una data storica per lo Zambia. La commissione elettorale ha infatti decretato la vittoria alle elezioni presidenziali del candidato all'opposizione Hakainde Hichilema. Il neo-presidente ha ottenuto circa 2.8 milioni di voti totalizzando il 50.1% del totale, una percentuale che gli ha permesso di evitare il secondo round. Esce dunque sconfitto per la prima volta il partito al potere, il Fronte Patriottico di Edgar Lungu. Il presidente uscente dopo aver inizialmente contestato il risultato ed aver accusato l’opposizione di brogli si è poi congratulato in un video messaggio assieme al proprio partito. Lungu e la direzione del Fronte Patriottico hanno dunque assicurato che daranno luogo ad un processo di transizione pacifico nonostante il mese scorso avesse criticato aspramente le elezioni sostenendo che non si siano tenute in modo libero ed equo.

(Giulio Ciofini)

Mozambico: iniziata l’offensiva del governo contro i ribelli jihadisti di Cabo Delgado. Le truppe governative mozambicane assieme ai contingenti dei paesi vicini, in particolare quelli ruandesi, hanno cominciato l’offensiva nei confronti dei ribelli jihadisti di Cabo Delgado. Nella provincia a nord del paese, in circa quattro anni i ribelli avevano infatti preso il controllo dei cinque distretti della regione. L’offensiva del governo segue dunque la riconquista della città di Mbau avvenuta negli scorsi giorni, roccaforte dove gli insorti si erano ritirati dopo che le forze congiunte avevano preso anche Mocimboa da Praia. Grazie anche all’aiuto esterno da parte della SADC e dei paesi vicini, le forze congiunte mozambicane sono riuscite a liberare più del 90% della provincia di Cabo Delgado, un territorio particolarmente importante per il governo visto che ospita numerose riserve di gas naturale liquefatto tra cui una concessione Total dal valore di più di 20 miliardi di dollari.

(Giulio Ciofini)

Andrea Ghilardi e Giulio Ciofini



AMERICA DEL NORD

Afghanistan, due membri del Congresso americano a Kabul: l’ira di Washington. Il democratico Seth Moulton ed il repubblicano Peter Meijer sono andati a Kabul su un aereo militare vuoto dopo un volo commerciale che li ha portati negli Emirati, ha spiegato il portavoce del parlamentare democratico. Entrambi i legislatori volevano che il presidente Joe Biden estendesse la scadenza del 31 agosto per il ritiro di tutte le forze statunitensi dall’Afghanistan e dopo il loro viaggio hanno espresso dubbi sul fatto che gli Stati Uniti sarebbero stati in grado di terminare le evacuazioni in tempo. Nonostante le opinioni contrarie della speaker della Camera Nancy Pelosi, i due hanno comunque raggiunto il paese in segreto. È stato riferito della rabbia al dipartimento di Stato e alla Casa Bianca che non erano stati avvertiti della missione e che hanno dovuto distrarre forze sul campo per fornire sicurezza e informazioni ai due.

(Edoardo Cappelli)

Nuova Scozia, la carenza di alloggi a prezzi accessibili non colpisce più solo i lavoratori a basso reddito. Negli anni la regione canadese ha assistito a una costante diminuzione degli alloggi per persone a basso reddito. Le famiglie comuni hanno sempre più difficoltà a trovare una residenza accessibile alle loro finanze. Ad esempio, è stato calcolato che la città di Halifax avrebbe bisogno di 20.000-25.000 unità in più per soddisfare un bisogno crescente che non riesce a essere soddisfatto, e ora si sta allargando a più classi sociali. Tra poco il Canada affronterà le elezioni: i liberali parlano di “costruire, preservare o riparare 1,4 milioni di case nei prossimi quattro anni” e di raddoppiare il credito d’imposta per gli acquirenti di prime case fino a 10mila dollari. I conservatori affermano che costruiranno un milione di case in tre anni. L’NDP (socialdemocratici) prevede di costruire 500.000 case a prezzi accessibili nei prossimi 10 anni e propone un’imposta sull’acquirente straniero del 20% su individui che non sono cittadini canadesi o residenti permanenti. I Verdi non hanno rilasciato la loro posizione, ma recentemente hanno parlato della necessità del governo di rivedere le sue politiche sugli alloggi accessibili.

(Edoardo Cappelli)

Kabul, 12 cittadini americani uccisi nell’attentato rivendicato dall’ISIS-K. Nella giornata di giovedì 26 agosto due kamikaze si sono fatti esplodere nei pressi dell’aeroporto della capitale afghana. La notizia ha allertato immediatamente tutte le nazioni ancora coinvolte nelle operazioni di evacuazione. La risposta del presidente Biden non si è fatta attendere: durante una conferenza stampa, segnata dalle lacrime del presidente in persona, lo stesso Joe Biden ha ribadito che questo atto non rimarrà impunito. Tuttavia ancora molti interrogativi rimangono. Molti si chiedono infatti se il presidente farà rimanere le ultime unità anche dopo la scadenza del 31 agosto, imposta dai talebani, per aiutare l’evacuazione di personale internazionale e dei civili richiedenti asilo.

(Emanuele Volpini)

Scandalo a palazzo: il governatore di New York Andrew Cuomo si dimette. In un’inchiesta della procuratrice generale di New York, Letitia James, è emerso che il governatore Andrew Cuomo avrebbe tenuto comportamenti “inopportuni” e usato violenza contro undici donne, la maggior parte delle quali lavoratrici proprio presso lo studio del governatore. A inizio mese il presidente Biden aveva telefonato personalmente a Cuomo per richiedere le sue dimissioni, arrivate solo nella giornata dell’11 agosto, poco prima che si procedesse per impeachment contro il governatore. A prendere il posto dell’ormai ex governatore è stata Kathy Hochul, membro dello staff di Cuomo dal 2014 e da sempre impegnata nella campagna contro la violenza sulle donne #metoo.

(Emanuele Volpini)

Canada: il governo intende allentare misure anti-covid per i visitatori. Il governo canadese ha annunciato che, se i numeri relativi alla pandemia rimarranno stabili, a partire dal 7 settembre sarà consentito l’ingresso nel paese a coloro che hanno completato il ciclo vaccinale almeno 14 giorni prima. Questo passo, estremamente significativo per uno dei paesi con la più alta percentuale di popolazione vaccinata, segue quanto già effettuato a inizio agosto, quando solamente ai cittadini statunitensi completamente vaccinati era permesso entrare nel paese. Se tutto dovesse procedere come previsto dalle autorità, da settembre si potrà di nuovo quindi viaggiare in Canada con la certificazione vaccinale rilasciata dai vari enti sanitari nazionali.

(Emanuele Volpini)

Canada: sciolte le camere, si va ad elezioni anticipate. Il primo ministro Justin Trudeau, nella giornata di domenica 15 agosto, ha chiesto lo scioglimento del Parlamento. La scelta del leader del partito Liberale è stata intesa come una mossa per rafforzare il consenso nei confronti del partito. Se da un lato l’ottima gestione della campagna vaccinale e della pandemia ha rafforzato la posizione dei liberali e di Trudeau stesso, dall’altro invocare elezioni anticipate di due anni rispetto alle normali tempistiche ha creato più di qualche malcontento. L’opposizione vorrebbe infatti che in un momento così delicato - ricordiamo che il Canada sta affrontando la quarta ondata di covid - il governo si concentrasse sulla ripartenza economica del paese.

(Emanuele Volpini)

Edoardo Cappelli e Emanuele Volpini



AMERICA LATINA

Argentina, critiche all’Iran. Il 24 agosto il ministro degli esteri argentino ha aspramente criticato la nomina, da parte dell’Iran, di Ahmad Vahidi e Mohsen Rezai come ministri. I due neo ministri sono infatti accusati dalla giustizia argentina di aver preso parte all’attentato del 18 luglio 1994 che ebbe luogo presso l’AMIA (Asociasión Mutual Israelita Argentina) e che provocò la morte di 80 persone. Sia Vahidi che Rezai sono ricercati dall’Interpol. Di qui l’appello del governo argentino all’Iran affinché cooperi con la giustizia del paese latinoamericano. Inoltre, l’Argentina ha fatto sapere che considera questo atto politico da parte dell’Iran come un’offesa al proprio sistema giuridico e alle vittime dell’attentato.

(Ginevra Ricca)

Brasile, Bolsonaro denunciato all’ICC dell’Aia per genocidio indigeno. L’organizzazione APIB (Brazil’s Indigenous People Articulation), nella Giornata internazionale dei popoli indigeni, ha richiesto al pubblico ministero della ICC (International Criminal Court) dell’Aia di valutare i crimini compiuti da Bolsonaro contro le popolazioni indigene, specialmente nel periodo pandemico. Per l’APIB diverse furono le circostanze criminose del presidente: quando quest’ultimo convalidò la possibilità di distruzione della foresta pluviale amazzonica e quando ridusse i programmi di protezione ambientale, forzando l’apertura di riserve indigene in altre terre; crimini che sarebbero stati commessi incentivando illegalmente minatori e taglialegna ad invadere i territori indigeni. Non è il primo caso di accusa del popolo indigeno contro il presidente, infatti a gennaio il capo indigeno Raoni Metuktire ha chiesto alla Corte di indagare su Bolsonaro per crimini contro l’umanità, quali attacchi sistemici contro le popolazioni civili, omicidi, torture e riduzioni in schiavitù. Il procuratore capo della ICC dovrà scegliere se portare avanti i casi.

(Elisa Maggiore)

Cile, verso le presidenziali. Sono già stati scelti i candidati per le elezioni presidenziali cilene che si terranno il 21 novembre dell’anno corrente. Il Servel (Servicio Electoral de Chile) ha annunciato che è ormai scaduto il termine per presentare le candidature e le coalizioni in lizza per le elezioni presidenziali, regionali, di camera e senato. A capo della coalizione conservatrice guidata da Chile Vamos si trova Sebastián Sichel, a sinistra Gabriel Boric con Apruebo Dignidad, e in centro sinistra Yasna Provoste di Unidad Constituyente. Le primarie di Unidad Constituyente sono state parecchio criticate a causa della scarsa partecipazione che invece è stata elevata per sinistra e destra. Sichel propone il rafforzamento del sistema economico nazionale e del libero mercato. La Provoste promette di assecondare il cambiamento che il paese richiede nel rispetto dei limiti della governabilità, mentre Gabriel Boric si dice disposto ad ascoltare quante più proposte possibili per cambiare il modello di sviluppo del Cile e costruire un nuovo stato che garantisca i diritti sociali.

(Ginevra Ricca)

Colombia, Mario Montoya: il generale accusato di 104 omicidi. Montoya fu comandante di dieci unità dell’esercito colombiano tra il 1991 e il 2008, nonché una tra le figure chiave nel conflitto armato, in Colombia, tra lo Stato e la guerriglia delle FARC. Il generale è stato accusato dalla Procura di aver ordinato esecuzioni extragiudiziali di civili, quest’ultimi fatti passare dai militari per guerriglieri. Montoya è accusato inoltre di corruzione e legami con il paramilitarismo e deve rispondere dinnanzi la Procura di almeno 104 omicidi, perpetrati attraverso un degenerato sistema di quote che voleva premiare le prestazioni dei militari: secondo il JEP, almeno 1.500 militari sono stati coinvolti nello schema delle quote che avrebbe lasciato 6.402 civili morti tra il 2002 e il 2008. Già nel 2016 Montoya fu incriminato dalla Procura, ma le indagini furono sospese a tempo indeterminato fino ad adesso: le vittime hanno fatto causa allo Stato e la Procura, forzando quest’ultima a riprendere le indagini.

(Elisa Maggiore)

Perù, il governo scricchiola. Keiko Fujimori ha lanciato un appello al presidente Castillo, dicendosi disposta a incontrarlo. La Fujimori, facendo riferimento al lieve scarto di voti che ha permesso a Castillo di vincere le presidenziali, incoraggia il suo avversario ad ascoltare la maggioranza presente nel paese e a non trasformare il Perù in una nuova Cuba. Intanto, la magistratura peruviana ha aperto un’inchiesta su Guido Bellido, primo ministro, per apologia dell’organizzazione terroristica Sendero Luminoso. Ad essere sotto inchiesta sono anche altri esponenti del governo Castillo, tra cui anche un leader di Perù Libre, Vladimir Cerrón. Ulteriore investigazione è stata aperta sul sospetto riciclaggio di denaro da parte degli stessi esponenti politici. È stata quindi messa in discussione la stabilità del governo e la Fujimori ha dichiarato l’impossibilità di procedere al voto di fiducia dopo le inchieste che sono state avviate. Nonostante tutto, il 27 agosto Guido Bellido è riuscito a ottenere la fiducia del Congresso con 73 voti a favore e 50 contrari.

(Ginevra Ricca)

Venezuela, la crisi economica e politica aggravata dall’emigrazione. Oltre cinque milioni: è il novero degli abitanti venezuelani emigrati negli ultimi cinque anni a causa della crisi politica ed economica che affligge il Venezuela. L’enorme perdita di abitanti ha innescato una rivoluzione demografica per la quale a predominare oggi nel paese sono donne, bambini e anziani. Una rivoluzione che è tipica delle zone ad alta emigrazione: sono soprattutto gli uomini in età lavorativa ad emigrare all’estero per cercare di mantenere i familiari che invece restano in patria. È una verità migratoria che si pone come fortissimo ostacolo per la ripresa economica. Un tentativo di recupero: negli ultimi giorni il presidente messicano Obrador ha dichiarato che il suo paese albergherà le trattative tra il governo di Maduro e l’opposizione di Guaidò, in un negoziato promosso e guidato dalla Norvegia con il fine di raggiungere un’intesa. Questi negoziati saranno condotti da organismi internazionali neutrali. Le fazioni paiono essere disposte ad accettare la mediazione.

(Elisa Maggiore)

Elisa Maggiore e Ginevra Ricca



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Taiwan, negoziati in corso per la partecipazione di Taipei presso lo “US Summit for Democracy”. Il governo di Taiwan mira a partecipare al vertice dei leader delle democrazie del mondo, che sarà convocato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, come parte della politica della sua amministrazione per difendersi dai governi autoritari come la Cina. Regine Chen – vice direttore generale del dipartimento degli affari nordamericani del Ministero degli Affari Esteri di Taipei – ha affermato che il governo di Taiwan continuerà a negoziare con l’amministrazione Biden per partecipare al vertice che si terrà questo dicembre. La Casa Bianca ha riferito che Biden riunirà i leader di un gruppo diversificato di democrazie del mondo al “Vertice per la democrazia”, che si terrà virtualmente dal 9 dicembre. Ad esso farà seguito un secondo vertice tra circa un anno. I temi del vertice saranno la difesa contro l’autoritarismo, la lotta alla corruzione e la promozione del rispetto dei diritti umani.

Giappone, estese le zone di emergenza per contenere i casi di COVID-19. Lo scorso mercoledì, il Giappone ha ampliato il suo stato di emergenza per il coronavirus per la seconda settimana consecutiva. Sono state aggiunte altre otto prefetture in vista di un aumento delle infezioni a causa della variante Delta, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario del Paese. Il governo ha esteso lo stato di emergenza fino al 12 settembre e ha ampliato le aree coperte da 6 a 13 prefetture, compresa Tokyo. Con quattro nuove prefetture aggiunte a uno stato separato di “quasi-emergenza”, 33 delle 47 prefetture del Giappone sono ora sotto qualche tipo di misura di emergenza, che perlopiù si basano sull’obbligo per ristoranti e locali di chiudere alle 8 di sera. Nonostante la capitale giapponese sia in emergenza ormai dal 12 luglio, i nuovi casi giornalieri sono più che duplicati, arrivando a circa 5.000 nella sola Tokyo e 25.000 a livello nazionale.

Corea del Sud, prima economia asiatica ad aumentare i tassi di interesse. Lo scorso giovedì, la Banca di Corea (Bank of Korea) ha aumentato il suo tasso di interesse di base da un minimo record dello 0,5% allo 0,75%. È stata la prima economia asiatica a farlo dallo scoppio della pandemia. La decisione ha avuto come scopo quello di frenare il debito delle famiglie del Paese e i prezzi delle case, che sono aumentati negli ultimi mesi. La banca centrale, infatti, sta cercando di bilanciare l’aiuto per sostenere la ripresa economica dei rispettivi Paesi contro i rischi dell’aumento del debito e dell’inflazione crescente. Le banche centrali di tutto il mondo si stanno preparando a smantellare le loro politiche dell’era pandemica, caratterizzate da alte spese e stimoli finanziari, per alleviare gli effetti economici negativi causati dal COVID-19.

Cina, interrotto il commercio con la Lituania. Lo scorso giovedì, la Cina ha ufficiosamente interrotto il commercio con la Lituania dopo che la nazione baltica ha accettato di aprire canali diplomatici con Taiwan. La Lituania e Taiwan avrebbero concordato di stabilire uffici di rappresentanza reciproci al fine di rafforzare i legami tra i due governi. In risposta, Pechino ha richiamato il suo ambasciatore da Vilnius e ha espulso quello della Lituania dalla città. Il governo di Pechino avrebbe inoltre sospeso il trasporto ferroviario verso la Lituania, secondo il Ministero degli Affari Esteri di Taiwan, e avrebbe riferito di aver bloccato i permessi di esportazione per i produttori della Lituania, compresi quelli dell’agricoltura, dell’allevamento e del legname. Una simile “tattica” è stata utilizzata l’anno precedente, sempre dalla Cina, nei confronti dell’Australia contro le sue esportazioni di carbone, vino e carne.

Francesco Ancona



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Austria, condannato per corruzione Strache. L’ex vice cancelliere e leader del partito di estrema destra austriaco Fpoe è stato condannato a 15 mesi di carcere con sospensione della pena per corruzione. Stranche è stato riconosciuto colpevole di aver facilitato e spinto verso il cambiamento di una legge con il fine di aiutare Walter Grubmueller – suo amico e donatore del partito di estrema destra – a garantirsi finanziamenti pubblici per il suo ospedale privato. La condanna deriva dal caso scoppiato nel 2019, noto come “Ibiza-gate”. Lo scandalo scoppiò dopo alcune riprese video su Strache che prometteva appalti pubblici a una donna in cambio del sostegno per la campagna elettorale del 2017 del suo partito. Il video, girato appunto a Ibiza, ha dato il via a un’ampia inchiesta nella quale Strache è stato sempre più coinvolto, tanto da causare il crollo della coalizione di governo tra il Fpoe e il Partito Popolare di centrodestra del cancelliere Kurz, portando così alle nuove elezioni in Austria.

(Andrea Ghilardi)

Germania, la SPD supera la CDU-CSU nei sondaggi. Per le prima volta in 15 anni, i socialdemocratici superano nelle intenzioni di voto l’Unione cristiano-democratica. Secondo il sondaggio condotto dal Forsa Institut, la SPD otterrebbe, ad oggi, il 23% dei suffragi, mentre la CDU-CSU il 22%. Questo dato evidenzia come il partito di Angela Merkel stia perdendo consensi tra gli elettori, raggiungendo di fatto il suo minimo storico. Questo è un avvenimento importante se si considera che avviene a un mese esatto dalle elezioni e che conferma i trend positivi di crescita della SDP, forse grazie al suo candidato cancelliere. Il ministro delle Finanze Olaf Scholz è infatti in testa nelle preferenze personali dei tedeschi, in quanto le sue posizioni politiche sono viste come ideali per portare avanti il corso moderato e centrista che ha contraddistinto l’era Merkel.

(Andrea Ghilardi)

La Corte europea dei diritti dell’uomo respinge la richiesta dei vigili del fuoco francesi contro l’obbligo vaccinale. Oltre 600 vigili del fuoco tra volontari e professionisti si erano opposti alla misura adottata dal presidente francese Macron a inizio agosto, secondo la quale si imponeva l’obbligo vaccinale a questa categoria di lavoratori. La legge francese era stata emanata il 5 agosto al fine di gestire al meglio l’emergenza sanitaria nel Paese. Il ricorso presentato dai vigili prevedeva la richiesta di sospendere tale obbligo o, in alternativa, di sospendere l’impossibilità di lavorare per coloro che non sono vaccinati o di non sospendere il pagamento dei loro stipendi. La Corte ha respinto il ricorso sostenendo che questa situazione non ricade tra i casi urgenti che richiedono un’immediata azione.

(Giorgia Avola)

In corso il G20 Conference on Women’s Empowerment a Santa Margherita Ligure. È da poco iniziata la prima conferenza sull’empowerment femminile. L’evento, presieduto dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, ha come temi principali i seguenti: qualità del lavoro delle donne e tutela dei loro diritti, valorizzazione del talento e della leadership femminile, contrasto alla violenza di genere. Alla conferenza è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha ricordato l’impegno dell’Italia nel contrastare le disuguaglianze di genere e promuovere l’emancipazione femminile. Un’ultima riflessione è stata riservata alle donne afghane. A tal proposito, nel documento ufficiale di chiusura, veniva evidenziata la preoccupazione per la futura situazione delle donne e delle giovani ragazze del Paese asiatico.

(Giorgia Avola)

Il ponte aereo italiano dall’Afghanistan è stato concluso. Venerdì 27 agosto è partito l’ultimo volo da Kabul in direzione dell’Italia al fine di evacuare i cittadini ancora rimasti nel Paese asiatico. L’operazione per i rimpatri, denominata “Aquila”, ha coinvolto circa 1500 militari italiani. Dall’inizio delle operazioni, circa 5 mila afghani sono stati evacuati, sebbene con alcuni problemi. Infatti, il giorno precedente, raffiche di mitragliatrici sono state rivolte contro la folla che si trovava presso il gate dell’aeroporto di Kabul. Nello stesso momento, il velivolo C-130 dell’aeronautica militare stava decollando con a bordo giornalisti e un centinaio di civili. Nonostante gli attimi di panico, il pilota è riuscito a effettuare una manovra di emergenza, allontanandosi così dalla traiettoria dei proiettili.

(Giorgia Avola)

Andrea Ghilardi e Giorgia Avola



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Italia-Russia, incontro bilaterale a Roma. Il presidente del Consiglio Draghi e il ministro degli Esteri Di Maio hanno incontrato venerdì 27 agosto il ministro degli Esteri russo, Lavrov. Tema cardine del loro incontro è stata ovviamente, e non poteva essere altrimenti, la situazione afghana; si è infatti sottolineata la necessità di assicurare la stabilizzazione e la sicurezza nel Paese asiatico. Dopo gli esempi di Iraq, Libia e ora Afghanistan, Lavrov ha evidenziato quanto siano fallimentari i tentativi di imporre il sistema di valori occidentali in Paesi terzi. Durante l’incontro si è inoltre parlato del prossimo G20, che sarà sotto la presidenza italiana e avrà il delicato e difficile compito di risolvere la crisi afghana. Di Maio ha, in questo frangente, esaltato il ruolo della Russia, evidenziando come Mosca sia centrale nella gestione dell’attuale situazione di crisi e, in futuro, nel raggiungimento di un approccio internazionale unificato.

(Andrea Ghilardi)

Polonia, “Fortezza Europa” al confine con la Bielorussia. In risposta alla crisi umanitaria in Afghanistan, repentina e di enorme portata, il governo polacco ha avviato la costruzione di un muro anti-migranti al confine con la Bielorussia. Sarà alto 2,5 metri e servirà da deterrente per gli attesi profughi afghani che tenteranno di fuggire dal recente Emirato Islamico dei Talebani. La recinzione, a modello di quella ungherese eretta al confine con la Serbia per bloccare la rotta balcanica, sarà rinforzata dallo schieramento di 900 militari come guardie di frontiera. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha intimato alla Polonia di garantire la somministrazione di beni essenziali ai migranti nel limbo di terra tra Polonia e Bielorussia, in quanto “misure urgenti” sono necessarie per scongiurare trattamenti inumani e degradanti.

(Sara Oldani)

Lituania, il Consiglio d’Europa contesta lo stato di emergenza. Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, in una lettera indirizzata al governo lituano si mostra preoccupata per la nuova normativa in materia di difesa e immigrazione. Tale legislazione, secondo l’ottica lituana, snellisce le procedure d’asilo, invece secondo la Commissaria sospende le garanzie previste dal diritto internazionale in materia di rifugiati e favorisce i respingimenti. I richiedenti asilo vengono secondo la normativa respinti in Bielorussia, il cui Presidente Lukashenko ha dichiarato di voler mandare “migranti e droga nell’Unione europea” in risposta alle sanzioni di Bruxelles. Inoltre, tra i provvedimenti previsti nella normativa dello stato di emergenza vi è il controverso progetto di un muro al confine per evitare sconfinamenti di frontiera da parte dei soldati bielorussi.

(Sara Oldani)

Andrea Ghilardi e Sara Oldani

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Afghanistan, il ritorno dei talebani. Dopo aver preso Kabul senza sparare un colpo, i talebani si apprestano a governare l’Afghanistan. Il presidente Ashraf Ghani è scappato negli Emirati Arabi Uniti, mentre il leader dei talebani, Abdul Ghani Baradar, faceva ritorno nel paese da Doha. I talebani ora si trovano a dover gestire il governo del paese. Mentre in un primo momento sembrava fossero iniziati dei colloqui per un governo di unità nazionale con l’ex presidente Hamid Karzai e Abdullah Abdullah, capo dell’Alto consiglio per la riconciliazione nazionale, ora i due personaggi si ritrovano agli arresti domiciliari. Probabilmente, tutti i nomi del futuro governo verranno resi noti al termine delle operazioni di ritiro occidentali. Nel mentre, è stato nominato ministro della difesa Abdul Qayyum Zakir, ex detenuto di Guantanamo.

(Michele Magistretti)

Afghanistan, le nuove incognite. Nel prossimo futuro, talebani dovranno rendere conto ai vicini e al mondo dei rapporti con al-Qaeda e dovranno provare a contenere l’opposizione di ISKP e cercare di mediare tra le numerose realtà etnico-tribali che compongono il paese. Le grandi potenze guardano al nuovo Emirato con preoccupazione, il timore che il paese diventi un santuario del terrorismo o comunque che si crei un effetto spillover nei paesi confinanti preoccupa in particolare Russia e Cina. Mosca non vuole l’insorgenza di radicalismi nelle ex repubbliche sovietiche centro-asiatiche e la Cina teme il contagio islamista tra la minoranza uigura. Anche per questa ragione, Pechino ha già iniziato ad avere i primi contatti con i talebani, anche perché mira alle ingenti risorse del sottosuolo afghano.

(Michele Magistretti)

Libia, l’eterno stallo mette a rischio la transizione. Mancano ormai meno di quattro mesi alle elezioni che dovrebbero sancire la definitiva riunificazione e riappacificazione del paese. Nonostante gli sforzi del rappresentante Onu, l’ex ministro degli esteri slovacco Jan Kubis, non è riuscito a smuovere l’impasse politico che blocca il Foro di dialogo politico. Inoltre, lo scontro politico si focalizza sull’approvazione del bilancio e sulle reciproche accuse di voler sabotare le elezioni da parte dei vari leader libici. Il presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, ha sostenuto la candidatura del figlio di Gheddafi, Saif al Islam, inviso a Tripoli e Misurata. Infine, rimane cruciale la necessità del ritiro delle milizie e dei contingenti militari stranieri al fine di preservare la piena sovranità del paese.

(Michele Magistretti)

Algeria, rottura dei rapporti diplomatici con il Marocco. La scorsa settimana il ministro degli Esteri algerino, Ramdane Lamamra, ha accusato lo Stato marocchino di aver compiuto azioni ostili a danno dell’Algeria, motivo per cui ha deciso di tagliare i rapporti diplomatici. I consolati rimarranno aperti in entrambi i Paesi, ma la portata della rottura resta molto grave, soprattutto in una regione per nulla stabile politicamente. Da sempre i rapporti tra i due Stati erano tesi: la questione del Sahara occidentale li ha sempre visti divisi, il Marocco contrario all’indipendenza del popolo saharawi e invece l’Algeria paladina del Fronte Polisario. Dopo l’avvicinamento del regno del Marocco a Israele in cambio del riconoscimento da parte USA della sovranità sul Sahara occidentale, le relazioni bilaterali con l’Algeria erano peggiorate. L’ultima accusa riguarda l’uso del Marocco del sistema di spyware Pegasus e il legame con alcune cellule terroristiche nella regione del Kabylie. Non c’è però alcuna prova evidente in merito.

(Sara Oldani)

Libano, scarsità di risorse energetiche e vuoto governativo. Il sindacato degli ospedali libanesi in un comunicato stampa ha sottolineato come il sistema sanitario nazionale sia al collasso a causa della scarsità di carburante nel Paese. La decisione del governatore della Banca Centrale Libanese di sospendere, e in seguito ridurre, i sussidi all’importazione di risorse energetiche si ripercuote sulla fascia di popolazione più a rischio, cioè i malati. Da parte sua la classe dirigente non è in grado di superare l’impasse politica nella quale si trova il Libano da circa due anni: un nuovo incontro tra il Presidente della Repubblica Michel Aoun e il premier designato Mikati è finito in un nulla di fatto, a causa delle divergenze tra i due in merito ai ministri da nominare.

(Sara Oldani)

Turchia, minacce e opportunità da Kabul. Nelle ore concitate che investono l’“evacuazione occidentale” dall’Afghanistan, anche Ankara si trova ad affrontare difficoltà logistiche e tattiche. A differenza di altri scenari, il margine di manovra turco in territorio afgano si dimostra ancora altamente legato alle mosse statunitensi. Da qui, la scelta obbligata di annunciare il ritiro dei propri soldati dall’aeroporto di Kabul. Ironia della sorte, dato che fino allo scorso mese la Turchia contava di riceverne la gestione in appalto da Washington e taliban. Nonostante risulti evidente una limitatezza strategica rispetto alla narrativa incalzante dopo il ruolo di mediatore in Qatar, il governo turco rimane fiducioso di poter mantener piede in Afghanistan. Infatti, l’aurea di paese musulmano amico ha spinto i taliban a chiedere l’appoggio civile turco (quindi soldi qatarini) nella gestione e ricostruzione di snodi strategici. Nella mani turche rimangono poi la carta immigrazione al tavolo delle trattative e il velato compiacimento USA di avere sul campo un paese NATO.

(Samuele Abrami)

Iran, altro che ideologia. La creazione dell’Emirato Islamico d’Afghanistan è senza dubbio materia che riguarda da vicino Teheran. L’ideologia “ultra” sunnita dei taliban sarebbe teoricamente antitetico allo sciismo nazionalista iraniano. Questo, però, solo sulla carta. Se nella prima “era talebana” l’Iran degli scià fu pedina al soldo statunitense con occhio di riguardo ai persiani di Herat, la Repubblica Islamica odierna appare debole e priva di influenza direttamente rilevante. Ad oggi, è piuttosto il pragmatismo a guidare le relazioni tra gli ayatollah e gli studenti pashtun poiché, con quasi mille chilometri di confine condiviso, l’imperativo è la (relativa) stabilità afghana. In primis, per evitare ondate migratorie insostenibili e pericolose per gli equilibri sociopolitici. Al contempo, serve altresì una controstrategia ai rivali regionali (Arabia Saudita e Pakistan) storicamente più assonanti ai taliban, partendo magari da dialoghi pragmatici su temi quali energia e antiterrorismo.

(Samuele Abrami)

Samuele Abrami, Sara Oldani e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, attentato all’aeroporto di Kabul. E’ di oltre 170 morti e circa 200 feriti il bilancio dell’attacco avvenuto il 26 agosto presso gli ingressi dell'aeroporto della capitale afghana. Tra le vittime risultano anche tredici soldati americani e tre cittadini britannici. Secondo le ricostruzioni, sarebbero state due le esplosioni che hanno causato tale carneficina: una nella vicinanze del Baron Hotel e un’altra presso l’Abbey Gate, un gate situato nella parte orientale dell’aeroporto, dove erano radunati migliaia di afghani desiderosi di scappare dal proprio Paese. L’attentato è stato prontamente rivendicato dall’IS-K, la costola afghana dello Stato Islamico, fondata tra il 2014 e il 2015 e che conta verosimilmente su 1500-2200 effettivi. L’attentato all’aeroporto, largamente atteso e preannunciato, ha avuto come effetto quello di indebolire l’immagine dei Talebani, che si erano resi garanti dell’ordine e della sicurezza del territorio afghano.

(Vincenzo Battaglia)

Afghanistan, la reazione degli Usa all'attacco a Kabul Gli USA, fortemente colpiti dall’attacco (si tratta del numero più alto di soldati americani uccisi negli ultimi dieci anni), hanno annunciato che resta elevato il rischio di ulteriori offensive da parte dell’ISIS-K, che potrebbero includere l’uso di auto bombe o razzi. Dopo l’attentato, Il Capo del comando centrale statunitense, Kenneth McKenzie, ha dichiarato una rappresaglia da parte di Washington contro l’ISIS-K, come annunciato similmente dal Presidente Joe Biden. La risposta americana non si è fatta attendere e, il 27 agosto, un raid statunitense ha ucciso due rilevanti membri del gruppo jihadista nella provincia del Nangarhar. Secondo il Pentagono, uno dei due militanti uccisi, la cui identità non è stata resa nota, era coinvolto nell’organizzazione di futuri attacchi dell’ISIS-K - anche se non direttamente legato alle esplosioni del giorno precedente. Il 29 agosto gli USA hanno condotto un altro raid, questa volta a Kabul contro un veicolo con a bordo alcuni kamikaze intenti a colpire l'aeroporto. Intanto, è allerta massima negli USA per il timore di infiltrazioni e attacchi sul proprio suolo.

(Vincenzo Battaglia)

Italia, Afghanistan e Libia al centro dell’incontro tra Draghi e Lavrov. I colloqui tra il presidente del Consiglio e il ministro per gli Affari Esteri russo, nel meeting tenutosi a Palazzo Chigi, si sono concentrati sui due temi caldi al centro delle cronache internazionali: Afghanistan e Libia. Rispetto alla crisi afgana, sono stati messi a punto quelli che dovrebbero essere gli obiettivi prioritari della Comunità internazionale: stabilizzazione e sicurezza nel Paese e su scala regionale; far fronte all’emergenza umanitaria in atto; vegliare sul rispetto dei diritti umani. Tali punti saranno, in definitiva, rivisti al prossimo G20 a presidenza italiana, summit voluto dallo stesso premier Draghi. Sulla questione libica, Draghi e Lavrov hanno convenuto sulla necessità di proseguire con il dialogo politico promosso a Ginevra dalle Nazioni Unite e sulla concreta possibilità di un graduale ritiro delle truppe straniere.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, è confermato: l’obbligo vaccinale non viola i diritti umani. Il 26 agosto, la Corte Europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata su un ricorso esposto da 672 pompieri provenienti dalla Francia. I ricorrenti avevano contestato l’obbligo imposto dalla legge francese dello scorso 5 agosto, in cui era prevista la vaccinazione obbligatoria per tutte le categorie di lavoratori sanitari, militari e per i pompieri entro il 15 settembre. Secondo la decisione della Corte di Strasburgo, la procedura di sospensione richiesta dai ricorrenti non rientrerebbe nell’ambito di applicazione dell’articolo 39 del suo regolamento, articolo che consente la sospensiva, con una procedura d’urgenza, in caso di esposizione a “un rischio di danno irreparabile” da parte del ricorrente.

(Francesco Ancona)

ONU, appello del Segretario Generale nei confronti della crisi umanitaria in Afghanistan. In una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza sull'Afghanistan dopo la presa della capitale da parte dei Talebani, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha inviato un messaggio sollecitando la comunità internazionale a non abbandonare la popolazione dell’Afghanistan, ormai devastato da decenni di guerre. "Il mondo sta seguendo gli eventi in Afghanistan con il cuore pesante e profonda inquietudine per ciò che ci aspetta", ha detto, esortando tutte le parti, in particolare i talebani, ad esercitare la massima moderazione per proteggere la popolazione e garantire che le esigenze umanitarie siano soddisfatte. Indicando un enorme afflusso di sfollati interni a Kabul, la capitale, dalle province del paese, ha esortato tutti i paesi a ricevere i rifugiati afgani e ad astenersi da qualsiasi deportazione. "Ora è il momento di essere uniti", ha riferito, invitando la comunità internazionale a usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere i diritti umani in Afghanistan.

(Francesco Ancona)

G7, Biden conferma il ritiro delle truppe dall’Afghanistan entro il 31 agosto. Lo scorso martedì, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha incontrato i leader del Gruppo dei Sette (G7) per discutere sul completamento del ritiro dei funzionari nazionali e i collaboratori locali dall'Afghanistan entro il 31 agosto, a seconda della cooperazione dei talebani, i quali hanno riferito che il ritiro deve essere completato entro quella data. Biden ha dichiarato che un totale di circa 58.700 persone sono già state evacuate dall’inizio del ritiro, il 14 agosto, ma che ancora diverse migliaia di collaboratori locali sono bloccati in Afghanistan. Tuttavia, diversi paesi come Canada, Italia e Regno Unito, hanno riferito che saranno pronti a prorogare, se necessario, la partenza da Kabul: “i voli di evacuazione canadesi continueranno finché le condizioni lo permetteranno” - ha riferito il Ministro della Difesa canadese Harjit Sajjan. Anche Boris Johnson, Primo Ministro britannico, ha affermato che “la priorità numero uno che poniamo come G7 è garantire, fino al 31 agosto e oltre, un passaggio sicuro per coloro che vogliono uscire”.

(Francesco Ancona)

UNICEF, l'impatto della crisi climatica sui diritti dei bambini. Il Rapporto UNICEF “The Climate Crisis is a Child Rights Crisis: Introducing the Children’s Climate Risk Index” ha analizzato come la crisi climatica ha impattato sui diritti dei bambini. Per la prima volta si è riusciti ad avere un quadro completo delle vulnerabilità causate dal cambiamento climatico. Gli shock climatici ed ambientali, l'accesso all'aria pulita e all'acqua potabile condizionano notevolmente la loro vita, la loro libertà, il loro diritto di vivere. Un dato allarmante sono i 920 milioni di bambini nel mondo sono altamente esposti a carenza d’acqua. Da questo rapporto si evidenzia fortemente che i bambini che soffriranno maggiormente saranno quelli dei Paesi meno responsabili del cambiamento climatico.

(Valeria Lavano)

EUROPA, gli oltre 1000 chilometri di muro europeo contro i migranti. Dalla Grecia alla Lituania e alla Polonia, si innalzano muri per cercare di contrastare e fermare l'immigrazione clandestina. L'ultimo muro ad essere stato completato è quello greco, lungo 40 chilometri e si erge al confine con la Turchia, dotato inoltre di un sistema di sorveglianza militare. In Lituania si sta costruendo un muro al confine della Bielorussia. Ad inizio agosto il Parlamento di Vilnius ha approvato la costruzione della barriera di circa 508 chilometri, la quale dovrebbe venire completata entro la fine del 2022. Anche la Polonia si prepara ad innalzare un muro ai confini della Bielorussia. Si parla di 130 chilometri di lunghezza, l'opera assomiglierà al muro già presente in Ungheria con il confine della Serbia. Nel frattempo Varsavia ha già provveduto ad inviare circa 900 soldati al confine in attesa della costruzione del muro. L'Europa non è più un Paese che costruisce ponti ma muri.

(Valeria Lavano)

NATO, gli alleati hanno risposto prontamente contro gli incendi. Gli alleati NATO hanno fornito sostegno ad Albania, Grecia, Macedonia del Nord e Turchia per contrastare gli incendi che si sono sviluppati nei mesi estivi. L'assistenza è avvenuta con mezzi di terra e di aria. La NSPA ha organizzato il dispiegamento di 20 elicotteri con equipaggio e piloti al fine di assistere i Vigili del Fuoco locali, superando le 1200 ore di volo. In Kosovo, due elicotteri della KFOR hanno aiutato i Vigili del Fuoco per raccogliere l'acqua e scaricarla immediatamente sul rogo. Grazie all'Euro-Atlantic Disaster Response Coordination Centre (EADRCC), la NATO è riuscita a rispondere prontamente alle emergenze civili emerse.

(Valeria Lavano)

Valeria Lavano e Francesco Ancona






Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


Andrea Ghilardi: Europa occidentale e Unione Europea

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, America Latina

Edoardo Cappelli: Diritti Umani, America del Nord

Elisa Maggiore: America Latina

Emanuele Volpini: America del Nord

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Ginevra Ricca: America Latina

Giorgia Avola: Europa Occidentale e Unione Europea

Giulia Patrizi: America Latina, Europa Centro-Orientale e Russia

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Valeria Lavano: Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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