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Framing The World, Numero LXV

Una panoramica sui principali fatti mondiali

Nel nuovo numero di Framing the World ci occupiamo in primis degli ultimi avvenimenti in Egitto, Nigeria, Perù e Polonia. L’aumento dei casi di COVID-19 e delle varianti annesse continua a preoccupare, soprattutto il Regno Unito e il Giappone, il quale ha visto un peggioramento della situazione sanitaria a ridosso delle Olimpiadi. Ci spostiamo poi in Turchia, toccata da un drammatico incendio e in Mozambico il cui governo è alle prese con l’insurrezione jihadista.

Tutto questo e molto altro nel 65° numero di Framing the World!

DIRITTI UMANI

Afghanistan, omicidi da parte dei talebani in aumento. Le forze talebane in Afghanistan stanno prendendo di mira personalità critiche nei loro confronti, nel tentativo di riconquistare il paese in seguito all’abbandono di quelle zone da parte delle truppe statunitensi. A Kandahar, i talebani hanno arrestato e giustiziato membri sospetti del governo provinciale e delle forze di sicurezza, e in alcuni casi anche i loro parenti. Attivisti a Kandahar hanno affermato che nei villaggi intorno alla capitale provinciale, i comandanti talebani hanno arrestato decine di persone legate al governo o alla polizia. Il Tribunale Internazionale de L’Aia sta attualmente indagando su accuse di crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani da parte di tutte le parti in conflitto in Afghanistan, compresi i talebani.

Etiopia, non accennano a fermarsi le violenze e le oppressioni della guerra. Durante il mese di giugno, pesanti combattimenti tra le forze governative etiopi (con le loro forze alleate provenienti dalla regione di Amhara e dalla vicina Eritrea) e le milizie del Tigray hanno avuto luogo. Il 28 giugno, le forze del Tigray hanno riconquistato la capitale regionale, Mekelle, facendo prigionieri migliaia di soldati etiopi. Quello stesso giorno, il governo federale si ritirò dal Tigray e dichiarò un cessate il fuoco unilaterale, con la giustificazione di consentire il passaggio di aiuti essenziali. Dalla fine di giugno, le autorità etiopi hanno bloccato le strade nella regione. Anche ora, le forniture di elettricità e carburante stanno rapidamente diminuendo, le comunicazioni e le banche sono state chiuse e l'accesso al denaro è gravemente limitato, anche per le organizzazioni umanitarie operanti nella regione.

Egitto, ancora abusi giudiziari contro attivisti per i diritti umani. Human Rights Watch dichiara che le autorità egiziane hanno processato altri cinque importanti difensori dei diritti umani nel mese di luglio. Il governo ha usato un vecchio cavillo legale col fine di perseguire arbitrariamente i suddetti attivisti e varie organizzazioni, accusandoli di aver ricevuto fondi stranieri. Dal 2016, le autorità hanno convocato per interrogatori dozzine di membri di gruppi non governativi, e ne hanno inseriti oltre 30 negli elenchi che impediscono a chi vi è inscritto di muoversi liberamente. Hanno inoltre congelato i beni di oltre una dozzina di privati e associazioni. Il caso ha avuto un impatto agghiacciante sulla partecipazione politica collettiva nel paese.

Edoardo Cappelli



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Borse, in rialzo nonostante tutto. COVID, inflazione e le recenti decisioni del governo cinese non bastano a fermare le borse americane che anche nel mese di luglio, nonostante alti e bassi dovuti all’alternanza di notizie su covid, varianti e nuove restrizioni, nel complesso hanno chiuso in rialzo (Nasdaq +1%, Dow Jones +1.4%, S&P500 +2.2%) trascinati dai settori tecnologici, immobiliari ed health care e in grado di compensare le debolezze dei finanziari e degli energetici. Nelle ultime due settimane a ciascuna sessione negativa (anche con cali superiori a -1.5%) è seguita una sessione in grado di recuperare più del terreno perso, tanto che sia Dow che S&P hanno toccato nuovi record storici il 29 luglio dopo che la Federal Reserve ha confermato ancora una volta le proprie politiche monetarie e che il Congresso ha registrato degli importanti passi in avanti per il passaggio del piano infrastrutturale bipartisan da $550 miliardi.

Cina, ancora nuove norme. Non accenna a diminuire la debolezza dei listini cinesi in seguito al cambio di rotta sulla loro regolamentazione imposto da Pechino. Il settore tecnologico continua ad accumulare cali impressionanti con l’Hang Seng Tech Index in calo del 43% da marzo, e non la scampano nemmeno i giganti come Tencent e Alibaba, -19% e -14%, rispettivamente, solo a luglio. L’attenzione delle autorità si è poi allargata alle società private che si occupano della preparazione degli studenti, uno dei settori più performanti negli ultimi anni (in media +34.5% annuo) e che è stato effettivamente azzerato dalle regole che costringeranno le società a non trarre profitti, a non raccogliere nuovi capitali stranieri, a non quotarsi in borsa e a non assumere personale straniero. La preoccupazione, oltre alle “ingerenze straniere”, è legata al costo dell’educazione privata, ritenuta una delle cause della bassa natalità e delle crescenti disuguaglianze sociali. I tre gruppi più importanti, TAL, New Oriental e 17 Education, registrano cali compresi tra l’80% e il 90%.

USA, il recupero è completo. Se sui mercati e nei palazzi del potere c’è un minimo di preoccupazione riguardo all’impatto economico della variante delta, i dati definitivi del 2020 rivelano che, almeno negli Stati Uniti, il COVID ha causato la recessione più breve della storia, durata appena due mesi e talmente breve che non sarebbe stata classificata tale (essendo richiesti due trimestri consecutivi di decrescita) se non fosse stato per la portata della riduzione dell’attività economica e gli effetti sull’occupazione. Da una recessione così breve gli Stati Uniti si sono ripresi in maniera altrettanto rapida, tanto che già nel Q2 2021 il pil ha superato i livelli pre-covid, nonostante il +6.5% registrato tra marzo e giugno abbia deluso le aspettative (in media +8.4%). L’Europa, invece, dopo il crollo della primavera e la nuova recessione tra fine 2020 e inizio 2021, solo nel secondo trimestre di quest’anno registra la prima vera crescita (+1.9% sul Q1, +13.7% sul 2020).

Tesla, è la svolta? Dopo anni di perdite, Tesla aveva fatto registrare i primi profitti sostanziali nel 2019, ma in genere costituiti da crediti ambientali ceduti ad altri gruppi automotive. Il Q2 2021, invece, potrebbe aver segnato una svolta storica nella storia della compagnia californiana: ricavi in crescita del 98% a $12 miliardi (dei quali solo $354 milioni dai crediti ceduti), EPS a $1.45 (previsto $0.96) e soprattutto utile netto a $1.14 miliardi (+996.2% sul 2020). Tesla, inoltre, non ha finora sofferto la carenza di semiconduttori che danneggiato pesantemente gli altri costruttori perché è riuscita ad utilizzare nei propri veicoli i chip dei Tesla Powerwall (la cui produzione è stata ovviamente ridotta), ma ha avvertito che nei prossimi trimestri ciò potrebbe non bastare, e anche per questo motivo ha spostato al 2022 il lancio dell’attesissimo Cybertruck.

Big Tech, trimestre record ma... Nonostante un secondo trimestre da incorniciare per i cosiddetti FAAMG (Facebook, Apple, Amazon, Microsoft e Google), non tutte le società possono festeggiare in borsa. Facebook aumenta i propri ricavi del 56% e raddoppia l’EPS (earnings per share), ma cala in borsa perché ha previsto una crescita inferiore nei prossimi mesi anche a causa della decisione di Apple di rendere più difficile la vendita di pubblicità mirate. Apple, da parte sua, registra +32% nella vendita di prodotti (con +50% per iPhone) e +33% nei servizi, e chiede ai propri fornitori di aumentare la produzione di iPhones del 20% per l’anno in corso. Amazon, trascinata dal +37% di AWS, conclude il trimestre con ricavi in crescita del 27%, ma rivede al ribasso le stime sul terzo trimestre perché le riaperture sfavoriranno gli acquisti online e il titolo lascia sul campo ben il 7%. Anche Microsoft, nonostante il +47% di profitti, è in calo a Wall Street a causa di un -3% di ricavi di Windows. Google, infine, ha pubblicato i dati più positivi del gruppo, con i ricavi complessivi in crescita del 62%, quelli del motore di ricerca del 68% e quelli di YouTube dell’84%.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Mozambico: il governo accoglie le truppe africane per combattere l’insurrezione jihadista. Negli ultimi giorni il presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha accolto le truppe africane in arrivo dai 16 paesi della Southern African Development Community (SADC) per aiutare il governo a combattere l’insurrezione jihadista al nord del paese, in particolare nella provincia ricca di petrolio di Cabo Delgado. I primi paesi ad inviare le proprie truppe verso Maputo sono stati Ruanda e Botswana, seguiti poi anche dal Sud Africa che ha inviato un contingente di circa 1500 soldati. Nyusi ha pertanto ringraziato la SADC e i paesi fino ad ora mobilitati, nonostante per anni abbia opposto resistenza all’intervento estero nel proprio territorio. Il Mozambico dopotutto combatte contro la cellula di militanti islamisti conosciuta come al-Shabab a nord del paese dal 2017 e i risultati di questi circa quattro anni, stando ai dati forniti dal governo mozambicano, vedono più di 826.000 persone sfollate e più di 2.000 morti.

(Giulio Ciofini)

Ghana: un disegno di legge proposto dal governo prevede fino a 10 anni di prigione per persone LGBTQ+. Nel parlamento del Ghana è stato presentato un disegno di legge anti-gay che ha suscitato proteste di parti della società civile e politica. Il progetto prevede la possibilità di comminare fino a 10 anni di prigione per le persone LGBTQ+, per chi, indivudalmente o in gruppo, ne supporta i diritti e potrebbe punire persino le manifestazioni pubbliche di affetto di persone dello stesso sesso. Si tratta di uno dei progetti di legge più radicali e tranchant in merito ai diritti della popolazione LGBTQ+ di tutto il mondo. Stando al testo, come riportato dal The Guardian, non sarebbe prevista soltanto la criminalizzazione di questi comportamenti ma il governo potrebbe persino indirizzare un intervento chirurgico di cosiddetto “riallineamento di genere”. Il disegno di legge proposto in parlamento segue quindi un’ondata repressiva nei confronti del popolo LGBTQ+ in Ghana intensificatasi all'inizio del 2021.

(Giulio Ciofini)

Repubblica Centrafricana, l’ONU estende embargo sulle armi per un anno, la Cina si astiene. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di estendere l’embargo sulle armi e il regime di sanzioni mirate della Repubblica Centrafricana per un altro anno nonostante l’opposizione della Cina, astenutasi dalla votazione poiché riteneva che tali misure dovessero essere sollevate. Il Consiglio di Sicurezza ha adottato la risoluzione con un voto di 14-0 sostenendo che il governo della RCA non sia riuscito a rispettare gli indici richiesti dall’ONU per quanto riguarda la protezione e il controllo delle armi. Secondo l’ONU l’embargo, unito alle sanzioni mirate, resterebbero quindi le misure più adatte per promuovere pace e sicurezza nel paese dato che la diffusione di armi costituisce ancora un problema importante per la RCA. Una visione totalmente opposta invece a quella della Cina, secondo la quale la situazione della sicurezza nel paese continuerebbe ad aumentare e pertanto l’embargo sta rapidamente diventando un ostacolo per il governo centrafricano.

(Giulio Ciofini)

Nigeria, Zakzaky assolto dall’accusa di omicidio. Dopo oltre cinque anni dietro le sbarre, il leader della minoranza sciita nigeriana, Ibrahim Zakzaky, e sua moglie, accusati entrambi di omicidio, sono stati rilasciati mercoledì dal tribunale di Kaduna e hanno così riconquistato la libertà. I due erano detenuti dal dicembre del 2015, a seguito delle violenze scoppiate durante una celebrazione religiosa a Zaria. Zakzaky e sua moglie erano accusati d’aver ucciso un soldato durante gli scontri. Tuttavia, diverse organizzazioni per i diritti umani, hanno sottolineato come durante gli scontri l’esercito abbia in realtà ucciso più di 350 persone, per lo più lo più sciiti disarmati. È già stato annunciato che ci saranno dei ricorsi contro questa decisione.

(Andrea Ghilardi)

Nigeria, circa 100 donne e bambini sono stati salvati a seguito di un rapimento. Rapiti all’inizio di giugno nel villaggio di Manawa, nello stato nord-occidentale di Zamfara, in Nigeria, da un gruppo di banditi locali, sono state recentemente rilasciate oltre 100 persone, in gran parte donne e bambini. Le autorità nigeriane hanno sottolineato come questo rilascio, avvenuto dopo sei settimane di prigionia nelle mani dei rapitori, sia stato totalmente incondizionato. Lo stato non avrebbe quindi pagato nessun riscatto per liberare gli ostaggi. Gli ostaggi verranno ora monitorati dal punto di vista medico e si sottoporranno a degli interrogatori, tentando così di raccogliere più informazioni possibili sul gruppo armato che li aveva rapiti. La Nigeria negli ultimi mesi è stata contraddistinta da diversi episodi di rapimenti, nei confronti soprattutto di giovani alunni delle scuole. Per questo motivo in diverse regioni del paese africano alcune strutture scolastiche hanno deciso di chiudere, così da evitare nuovi episodi del genere.

(Andrea Ghilardi)

Andrea Ghilardi e Giulio Ciofini



AMERICA DEL NORD

Canada: terremoto di magnitudo 8.2 vicino Chignik. Alle 22.15 del 28 luglio è stata registrata una forte scossa sismica nella regione della penisola dell’Alaska. Nei pressi delle comunità di Chignik e Perryville l’Alaska Earthquake Center ha rilevato una scossa di magnitudo 8.2 a 28.5 miglia di profondità, mettendo così in allerta anche le unità anti-tsunami su tutta la costa canadese fino all’isola di Guam nell’Oceano Pacifico. Secondo i dati dell’istituto, si tratta della scossa sismica più potente degli ultimi 50 anni. Solamente nel 1964 era stato riscontrato un terremoto di magnitudo più elevata. La popolazione nelle vicinanze dell’epicentro è stata fatta evacuare immediatamente: si tratta della terza volta negli ultimi 18 mesi.

(Emanuele Volpini)

Canada: Trudeau annuncia il raggiungimento della quota per vaccinare completamente la popolazione. Il 27 luglio il Primo Ministro Justin Trudeau ha annunciato che il Canada ha ricevuto 66 milioni di dosi di vaccini, permettendo così di completare i cicli vaccinali di tutti i cittadini nel paese. Durante un intervento in una hub vaccinale a Moncton, New Brunswick, il premier ha sottolineato come il governo abbia raggiunto l’obiettivo in tempi record. Da inizio anno, infatti, il governo canadese ha ricevuto 51 milioni di dosi Pfizer, 44 milioni di dosi Moderna e ne riceverà altre 95 milioni da parte di entrambi entro la fine di settembre. Ad oggi, l’80% della popolazione canadese ha ricevuto almeno la prima dose, mentre il 63% ha completato il ciclo vaccinale. Grazie a questi numeri, il Canada è il paese del G7 con la più alta percentuale di popolazione vaccinata.

(Emanuele Volpini)

USA: Jeff Bezos va nello spazio per 11 minuti. Il 19 luglio alle 14.12 da una base privata vicino a Van Horn, Texas, è decollata New Shepard, il razzo costruito dalla compagnia Blue Origin di proprietà di Jeff Bezos. A bordo della navetta, oltre allo stesso Bezos, vi erano il fratello Mark, Wally Funk - pioniere della corsa allo spazio - e il diciottenne Oliver Daemen, che è così diventato il più giovane di sempre ad andare nello spazio. Il volo è durato 11 minuti e ha visto rientrare New Shepard nelle vicinanze del sito di decollo. Si tratta del primo volo privato ad andare nello spazio. La data scelta non è stata casuale: si tratta infatti del 52° anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11.

(Emanuele Volpini)

Washington, i repubblicani continuano a distorcere la narrativa sull’attacco al Congresso del 6 gennaio. Nelle ore e nei giorni successivi all'attentato al Campidoglio, diversi parlamentari repubblicani si sono trovati nella difficile posizione di fronteggiare un attacco alla democrazia nato dall'atteggiamento e dai discorsi del loro presidente, Donald Trump. Durante la primavera, dopo che quasi 200 repubblicani del Congresso avevano votato per scagionare Trump durante un secondo procedimento di impeachment, le frange conservatrici del partito avevano già iniziato a riscrivere la storia, descrivendo la rivolta del Campidoglio come una protesta pacifica e paragonando i gesti dei riottosi a una “normale visita turistica”, come ha affermato un membro del Congresso. Diverse reti di trasmissione conservatrici, come la nota Fox TV, hanno persino iniziato a deridere gli agenti di polizia che hanno testimoniato su ciò che è accaduto quel giorno a Washington.

(Edoardo Cappelli)

Austin, l’amministrazione Biden fa causa al Texas per l’ordine di trasporto dei migranti del governatore Abbott. Il governo americano sta portando in tribunale il governatore del Texas Greg Abbott per un ordine esecutivo che ha emesso questa settimana contro il trasporto di migranti recentemente rilasciati dalla custodia della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti. Abbott ha ordinato alle forze dell’ordine di fermare i veicoli sospettati di trasportare i migranti. In una causa intentata venerdì, il Dipartimento di Giustizia ha affermato che l’iniziativa del governatore violerebbe la Costituzione, la quale stabilisce che le leggi federali prevalgono sulle leggi e sui regolamenti statali. La causa ha affermato che l’ordine di Abbott mette a repentaglio la sicurezza dei non cittadini in custodia federale, mettendo a rischio la sicurezza del personale delle forze dell’ordine federali e delle loro famiglie.

(Edoardo Cappelli)

Edoardo Cappelli e Emanuele Volpini



AMERICA LATINA

Argentina, il governo dichiara l’emergenza idrica. Il governo argentino ha dichiarato l’emergenza idrica per 180 giorni. Il livello delle acque del Paraná, dell’Iguazú e del Paraguay si è infatti abbassato in modo preoccupante. La siccità e il basso livello di piogge sono alcuni dei fattori che hanno scatenato il fenomeno. Tuttavia, il problema deriva da molti altri elementi, collegati alla deforestazione e al cambiamento climatico. Le province colpite sono Formosa, Corrientes, Entre Rios, Chaco, Santa Fe, Misiones e Buenos Aires. Come riportato sul sito del governo argentino, l’abbassamento del livello delle acque dura da ormai venti mesi ed è diventato allarmante. Questo fenomeno, secondo gli esperti, è dovuto anche alla siccità che caratterizza il Paraná nella regione amazzonica brasiliana. A causa di tale situazione il rischio di incendi è elevato. Inoltre, l’approvvigionamento di acqua dolce, l’ecosistema, la pesca, la navigazione, le attività portuali, la produzione di energia idroelettrica sono in serio pericolo.

(Ginevra Ricca)

Brasile, il popolo in marcia. In 20 dei 26 stati brasiliani sono state innescate manifestazioni riboccanti di migliaia di popolani in marcia, vestiti di rosso e muniti di mascherina, per sollecitare l’impeachment del presidente Bolsonaro, imputato dal popolo rispetto la mala gestione, in particolare, della crisi sanitaria occasionata dall’avvento del coronavirus. Specialmente partiti di sinistra e sindacati sono schierati contro il presidente, quest’ultimo indagato anche per possibili irregolarità nella negoziazione dei vaccini da parte del governo. Non si conosce il numero complessivo dei manifestanti in quanto né le autorità né tantomeno gli organizzatori hanno diffuso stime a tal riguardo, ma si conoscono le semplici ragioni per le mobilitazioni: il ritardo della campagna vaccinale in Brasile e la necessità di maggiori aiuti per le popolazioni povere che stanno affrontando la pandemia.

(Elisa Maggiore)

Cile, la vittoria mapuche alla Costituente e l’attività del CONADI. In questo ultimo mese la comunità mapuche sta conquistando importanti vittorie nell’arena politica ed economica cilena. L’Assemblea Costituente ha eletto come sua presidente con la maggioranza assoluta dei voti Elisa Loncón, donna mapuche. La Loncón è dottoressa in linguistica e professoressa presso l’Università di Santiago. Inoltre, la stessa Assemblea ha chiesto al governo di emanare l’indulto per i prigionieri detenuti per i fatti del 2019 e di smilitarizzare le zone in cui vivono i mapuche. In particolare, è stato richiesto l’indulto anche per i prigionieri politici mapuche a partire dal 2001. Intanto, il CONADI (Corporación Nacional de Desarrollo Indígena) sta lanciando alcuni importanti programmi di sviluppo del turismo e dell’agricoltura a favore della comunità indigena. Il direttore nazionale del CONADI, Ignacio Malig Meza, si è recentemente recato presso le comunità mapuche di San Pedro di Atacama per verificare e monitorare personalmente la realizzazione dei progetti finanziati.

(Ginevra Ricca)

Colombia, l’eccidio degli attivisti. In Colombia chi privilegia il servizio alla comunità per la difesa dei diritti degli abitanti viene ammazzato. Nell’ultima settimana, la scatenata cadenza dello sterminio dei leader sociali, soprattutto nella Colombia rurale dove lo Stato è mancante, ha provocato 101 vittime in meno di sei mesi. La crisi profonda della nazione è la ragione dell’ecatombe degli attivisti. Poco importa se cinque anni fa fu firmato l’accordo di pace tra il governo e la guerriglia delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc), perché questo si è criticamente arenato per due ragioni specifiche: le difficoltà strutturali e l’esigua volontà politica del presidente Duque di valorizzare il patto stesso. Questo ha significato permettere ad altri nuovi gruppi paramilitari, eredi delle vecchie Autofedensas (formazioni di ultradestra costituite in versione anti-Farc), di rimpiazzare i vecchi guerriglieri e farsi nuovi responsabili dell’eccidio degli attivisti, consumato nell’intenzione di sottomettere e terrorizzare l’intera popolazione locale.

(Elisa Maggiore)

Cuba in shutdown. Nuove sanzioni. Attesi aiuti dalla Bolivia. Biden accusa la polizia rivoluzionaria di “gravi violazioni dei diritti umani” per la discutibile gestione della repressione dei manifestanti. Dopo l’incontro con il leader degli esuli cubani negli States, ha dichiarato ulteriori sanzioni “se non ci saranno cambiamenti immediati” e l’intenzione di garantire Internet, dopo lo shutdown governativo durato giorni. Il vicedirettore per le Americhe, José Miguel Vivanco, (HRW), è fortemente convinto che l’accesso a Internet a Cuba “deve essere una delle massime priorità” del Governo Biden. “L’utilizzo dei social networks sull’isola è stata una vera rivoluzione che ha permesso alla popolazione di comunicare, di organizzare proteste e di denunciare gli abusi quasi subito, cosa che sarebbe stata impossibile qualche anno fa”. L’aggravarsi della situazione e la promessa di nuove sanzioni hanno mosso il Ministro della Presidenza della Bolivia, María Prada Tejada a far approvare al Congresso un piano di aiuti umanitari che “mira ad autorizzare, nel quadro della reciprocità, complementarità e solidarietà tra Paesi, la donazione di siringhe, cibo e forniture per la biosicurezza per la Repubblica di Cuba” poiché la Bolivia “mostra solidarietà con la rivoluzione cubana, dalla quale abbiamo imparato che la solidarietà è condividere quel poco o molto che abbiamo con chi ne ha più bisogno”, e sottolineando come l’embargo commerciale imposto dagli Stati Uniti fosse “disumano, criminale e genocida”.

(Giulia Patrizi)

Ecuador, Stato di emergenza del sistema carcerario. Dal 2017 l’Ecuador patisce una dilagante crisi carceraria la quale, oltre ad incarnare palesi disordini violenti all’interno delle strutture carcerarie, conta anche un numero di morti che negli anni è incrementato: di fatto se nel 2018 i decessi ammontavano a 15, nell’anno corrente sono invece saliti a 120. Proprio negli ultimi giorni, le carceri ecuadoriane sono state teatro di nuovi disordini che hanno provocato la morte di 27 prigionieri, un’aggressione sessuale a danno di un agente donna e il ferimento di circa 60 agenti di polizia: è il secondo tentativo di insurrezione dopo gli scontri del 23 febbraio che hanno determinato la morte di 79 detenuti tra varie strutture carcerarie del Paese. Il presidente Guillermo Lasso ha dichiarato lo “stato di emergenza” del sistema carcerario, ribattendo quel che sarà l’impavida reazione alle mafie che tentano di intimidire il Paese, escludendo tiepidezza nelle azioni di contrasto contro quest’ultime.

(Elisa Maggiore)

Guatemala, la destituzione del PM anticorruzione scatena le proteste. Chieste le dimissioni del Presidente e del capo del Ministero Pubblico. Il 24 luglio sono iniziate le proteste davanti al Palazzo Presidenziale. Il 28 luglio lo sciopero nazionale ha paralizzato il Paese, a seguito delle dimissioni forzate del PM anticorruzione Juan Francisco Sandoval, costretto a lasciare il Paese per timore di ripercussioni da parte del governo. Egli era a capo di una grande inchiesta che avrebbe portato a sospettare di persone vicine al Presidente Alejandro Giammattei per il reato di corruzione e probabilmente avrebbe revocato l’incolumità parlamentare al Presidente. Giammattei ha disconosciuto le accuse e negato di aver richiesto la sua deposizione al capo del Ministero Consuelo Porras. Immediata la reazione degli USA che hanno congelato temporaneamente i rapporti tra le due nazioni. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken aveva definito Sandoval come un “campione anticorruzione”, mentre la sua rimozione “indica l'assenza di impegno per lo stato di diritto e l'indipendenza giudiziaria” in Guatemala. Sandoval, ai microfoni di BBC Mundo ha dichiarato che il suo “licenziamento è stato un messaggio diretto per coloro che osano sfidare il regime”.

(Giulia Patrizi)

Messico, il Presidente si scaglia contro le sanzioni americane di Cuba. Andrés Manuel López Obrador ha dichiarato che Cuba è un “esempio di resistenza” e ”merita di essere dichiarata Patrimonio dell'Umanità”. La gravità dei problemi che stanno vivendo i cubani è tristemente nota. Altrettanto nota è la generosità messicana di supporto e aiuto. Da settimane, infatti, il Messico sta inviando aiuti umanitari e ha assunto una posizione di esplicita condanna alle sanzioni economiche degli Stati Uniti che gravano sull’isola. Il 12 luglio Obrador manifestava “solidarietà al popolo cubano” ed esortava “tutti a non optare per l'uso della forza” bensì “lasciare che i cubani risolvano pacificamente questi problemi”. Grazie ad un appello internazionale, la Russia ha sposato la causa cubana, facendo recapitare il 27 luglio 90 tonnellate di aiuti umanitari. AMLO ha aggiunto “Non basta votare ogni anno alle Nazioni Unite contro il blocco”, auspicando che suddetta posizione politica “diventi ora fatti e aiuti il popolo cubano”. Si registra l’arrivo nel porto di La Habana di due navi messicane contenenti forniture mediche come siringhe, maschere per il viso e bombole di ossigeno. Inoltre, saranno spediti anche cibo e benzina. Il 26 luglio sono arrivati 40 milioni di litri di idrocarburi; il 27 luglio 100.000 barili di gasolio “che servirà a fornire energia agli ospedali dell'isola”.

(Giulia Patrizi)

Perù, Castillo proclamato presidente. Dopo il lungo scontro elettorale tra Keiko Fujimori e Pedro Castillo, quest’ultimo è stato ufficialmente proclamato presidente il 23 luglio. La Fujimori ha denunciato la presenza di brogli elettorali, ma l’accusa è stata respinta dal Jurado Nacional de Elecciones. La leader di Fuerza Popular ha dovuto quindi riconoscere l’esito delle elezioni. È probabile che uno dei fattori grazie a cui Castillo ha ottenuto tale risultato sia rappresentato dalla moderazione della sua retorica nei confronti del libero mercato. In ogni caso il suo obiettivo rimane quello di eliminare la povertà e investire nel settore pubblico, in particolare nell’educazione e nella sanità. Il Brasile, gli Stati Uniti e la stessa UE hanno accolto in modo favorevole l’elezione del leader di Perú Libre dicendosi pronti a rafforzare le relazioni economiche, politiche e la cooperazione con lo stato andino. Al neo presidente spetterà affrontare, oltre i problemi tipici del paese, anche la sfida della pandemia. In più, Castillo ha conquistato la presidenza con il 50,12% dei voti seguito dalla Fujimori che ha totalizzato il 49,87% dei consensi, e, con il paese diviso in due è probabile che governare sarà una dura sfida. Per questo motivo Castillo ha invocato l’unità nazionale rivolgendosi soprattutto a partiti, sindacati e imprese.

(Ginevra Ricca)

Repubblica Dominicana, la lotta al cambiamento climatico passa attraverso la salvezza delle mangrovie. Le foreste di mangrovie sono tipiche dell’America ma, a causa dello sfruttamento costiero per fini turistici, la pesca intensiva e il disboscamento, rischiano di scomparire. Poiché considerate luoghi sporchi e ricettacoli di zanzare, un gruppo di studiosi sta sensibilizzando la nazione per salvarne l’esistenza. Andrea Thomen, biologa dominicana, ritiene che le mangrovie “Sono il cuscinetto perfetto contro uragani e tempeste tropicali” e la loro perdita porterebbe ad un disastro ambientale irreversibile. Il 26 luglio (Giornata internazionale per la conservazione dell'ecosistema di mangrovie, BBC Mundo) è partita la campagna per sensibilizzare e salvare le mangrovie, eleggendole a simbolo e orgoglio nazionale. “L'ecosistema delle mangrovie ha una composizione di specie vegetali incredibilmente adattabili che crescono nelle condizioni più difficili in cui può esistere una pianta e che sono un rifugio naturale per molte specie” - Thomen. Catturano il carbonio blu, intrappolano la CO2, regolano la temperatura e controllano gli effetti del gas serra. Tuttavia, in soli 50 anni più di un terzo è stato distrutto. 25.900 ettari si stanno deteriorando. Gli studiosi auspicano una rapida inversione di tendenza. Per aiutare la campagna hanno coinvolto anche atleti dominicani che li sostengano nella divulgazione e adesione al programma.

(Giulia Patrizi)

Elisa Maggiore, Giulia Patrizi e Ginevra Ricca



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, concluso il colloquio ufficiale con gli esponenti Talebani. Lo scorso 28 luglio, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato i leader del gruppo dei Talebani dell’Afghanistan. Il motivo ufficiale dei colloqui è stato quello di convincere il gruppo a “dare un taglio netto” con tutti i gruppi terroristici, specialmente l’Anti-Cina East Turkistan Islamic Movement (ETIM). La Cina, infatti, spera che i Talebani rompano definitivamente i rapporti con tutte le organizzazioni terroristiche, compresi l’ETIM (designato come tale dall’ONU) e al-Qaida. Durante l’incontro, Wang Yi ha riaffermato l’importanza dei negoziati di Doha e della continuazione dei colloqui di pace tra i Talebani e il governo nazionale guidato da Ashraf Ghani, di cui la Cina riconosce la legittimità. Tuttavia, non è stata nascosta una certa simpatia per il gruppo, definito dal ministro degli Esteri cinese come “un’importante forza militare e politica in Afghanistan”.

Giappone, al via le Olimpiadi: tra nuovi casi e controversie. Il 23 luglio hanno ufficialmente aperto i giochi olimpici di Tokyo 2020, esattamente un anno dopo la loro data di inizio originale, posticipata per via della pandemia. La cerimonia, composta da una serie di spettacoli artistici e coreografici rappresentanti la cultura giapponese, si è tenuta presso il nuovissimo stadio nazionale di Tokyo (del costo di $1,5 miliardi). Nei giorni precedenti, tuttavia, è sorta una controversia relativa al direttore delle cerimonie, Kentaro Kobayashi. Proprio il giorno prima dell’apertura dei giochi, Kobayashi è stato destituito dalla sua posizione dopo che alcuni suoi commenti sull’Olocausto, fatti negli anni ’90, sono riemersi sul web. Un’altra preoccupazione per le autorità governative e per quelle dei giochi è il forte aumento dei contagi avvenuto nell’ultima settimana. Infatti, nonostante le misure di sicurezza messe in atto dal governo, il 27 luglio le autorità sanitarie giapponesi hanno riportato un nuovo record del numero totale di contagi (2.848), portando il totale della popolazione infetta a quota 200.000.

Filippine, rinnovato l’accordo militare con gli Stati Uniti fino a dicembre. Lo scorso venerdì, Rodrigo Duterte ha rinnovato il patto che regola la presenza delle truppe statunitensi nelle Filippine, ritrattando una decisione che aveva causato crescente preoccupazione tra i politici di Washington e Manila dopo che il presidente filippino, lo scorso anno, aveva annunciato la sua intenzione di cancellare il VFA. Il Visiting Forces Agreement (VFA) regolamenta la rotazione di migliaia di truppe statunitensi dentro e fuori le Filippine per esercitazioni militari. Oggi più che mai questo accordo ha assunto un’importanza fondamentale per gli Stati Uniti e i loro alleati, dovendosi confrontare con una Cina sempre più assertiva e di forte presenza nel sud-est asiatico, in particolare nel contestato Mar Cinese Meridionale. La decisione di Duterte fornisce agli Stati Uniti “un certo grado di certezza andando avanti”, ha affermato il segretario di Difesa Lloyd Austin. Anche l’ambasciata degli Stati Uniti a Manila ha accolto la notizia dicendo che l’accordo “rafforza non solo la sicurezza delle nostre due nazioni, ma anche l’ordine basato sulle regole” nella regione.

Vietnam, nuova ondata di casi COVID. Lo scorso venerdì, il Ministero della Salute del Vietnam ha emesso un urgente appello chiedendo agli ospedali privati di accettare e trattare i pazienti COVID-19, la maggior parte affetti dalla variante Delta. Dopo aver contenuto con successo il virus per gran parte della pandemia, il Vietnam sta affrontando un aumento giornaliero record di infezioni dalla fine di aprile. Il Ministero ha rilevato un totale di circa 137.000 casi, l’85% dei quali sono stati registrati nell’ultimo mese. “La variante Delta sta distruggendo tutte le conquiste anti-pandemiche”, ha detto il ministro della Salute Nguyen Thanh Long. Le infezioni giornaliere di COVID-19 in Vietnam hanno raggiunto un record di 8.649 casi venerdì, portando il conteggio totale a oltre 137.000. Le strutture mediche private dovrebbero fornire letti, attrezzature e personale per trattare i pazienti COVID-19, e in generale alleggerire il carico degli istituti statali.

Francesco Ancona



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Regno Unito, il COVID continua a crescere. La variante Delta torna a far paura in Europa e in particolare nel Regno Unito, che dopo una settimana di parziale rallentamento, i contagi hanno ripreso a crescere verso numeri importanti. Nella giornata di giovedì 29 luglio, i contagi hanno superato le 30 mila unità, su un totale di tamponi quotidiani di nuovo in ascesa a quota 911 mila. Fortunatamente sono in leggero calo i morti giornalieri, assestandosi a 85, contro i 91 di mercoledì. Il numero di morti relativamente basso rispetto ai contagiati è, secondo gli esperti, un chiaro effetto dei vaccini. È stato stimato che senza l’ampia vaccinazione che ha coinvolto la popolazione del Paese, ad oggi ci sarebbero stati almeno 60 mila decessi in più. Nel Regno Unito il numero delle vaccinazioni effettuate è ormai vicino alle 85 milioni di dosi somministrate.

(Andrea Ghilardi)

Italia, al via il G20 della Cultura. Nella splendida cornice del Colosseo ha preso il via il primo summit delle venti maggiori economie mondiali incentrato sull’importanza della cultura. Sono inoltre presenti 40 delegazioni. Il premier italiano Mario Draghi e il ministro della Cultura Dario Franceschini hanno fatto gli onori di casa aprendo a Roma, città riconosciuta a livello mondiale per la sua rilevanza storica e culturale, questa storica ministeriale del G20. Nei loro interventi entrambi hanno sottolineato quanto sostenere la cultura sia essenziale per la ripartenza post-COVID dell’Italia e del mondo intero. Da venerdì 30 luglio i lavori di questo summit sono entrati nel vivo, trattando tematiche come le politiche di tutela e restauro, il traffico illecito di opere d’arte, la ripartenza dei musei post-pandemia e l’impatto del cambiamento climatico su diversi siti Patrimonio dell’Umanità che sono attualmente a rischio.

(Andrea Ghilardi)

Germania, tribunale decide di non rimandare in Italia due richiedenti asilo. Il tribunale amministrativo del Nordreno-Vestfalia, con la sua recente decisione, è andato contro il regolamento di Dublino. Secondo tale regolamento infatti i due richiedenti asilo – da Somalia e Mali –, giunti in Germania dopo esser transitati in Italia, sarebbero dovuti essere rimandati nel Paese di primo approdo, ovvero l’Italia. Il tribunale tedesco ha però deciso di non rimandare indietro i due richiedenti asilo perché in Italia, citando le ragioni della corte, “rischierebbero seriamente di subire trattamenti inumani e degradanti”. Nella motivazione della sentenza si fa riferimento al fatto che entrambi i richiedenti non avrebbero accesso a una struttura di accoglienza e alle relative cure nel caso di un ritorno in Italia.

(Andrea Ghilardi)

Accordo raggiunto tra Germania e USA: via libera al gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia. In seguito all’incontro tra Angela Merkel e Joe Biden, la costruzione del controverso gasdotto russo verrà completata entro la fine del 2021. Quest’opera permetterà l’arrivo di gas naturale russo in Europa. Biden precedentemente aveva affermato che il Nord Stream 2 rappresenterebbe un cattivo affare, perché potrebbe portare alla dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia e all’indebolimento della posizione strategica di diversi Paesi alleati nell’est Europa. A tal proposito, l’accordo con gli Stati Uniti impegna la Germania a imporre sanzioni contro la Russia se questa minaccerà la sicurezza energetica di tali Paesi, tra cui l’Ucraina, impegnata da anni in un duro confronto con il Cremlino.

(Giorgia Avola)

Stop alla vendita di auto a benzina e diesel: dal 2035 solo auto elettriche. La Commissione europea ha stabilito che dal 2035 in poi non potranno più essere venduti veicoli che emettono Co2. Con il pacchetto “Fit for 55”, l’obiettivo principale dell’UE è quello di ridurre i gas nocivi del 55% entro il 2030. Per far sì che ciò diventi realtà, ogni Paese membro è chiamato a installare centraline di ricarica ogni 60 chilometri nel caso di auto elettriche e ogni 150 chilometri nel caso di auto a idrogeno. Tuttavia, l’ultima parola spetta al Parlamento europeo, il quale dovrà decidere se approvare o modificare questo disegno di legge. Senza dubbio questa proposta comporterà profondi cambiamenti sociali e lavorativi e dovrà essere accompagnata da una massiccia transazione verso l’elettrico da parte delle case produttrici, con una riduzione dei prezzi che possano risultare più accessibili per i cittadini europei.

(Giorgia Avola)

Il presidente francese Macron e alcuni suoi ministri vittime del software spia Pegasus. Secondo le ultime indiscrezioni di Le Monde, i cellulari del presidente francese e di quindici membri del precedente governo sono stati intercettati dal Marocco attraverso Pegasus, un programma sviluppato dalla società di sicurezza israeliana Nso Group. I numeri del cellulare privato di Macron e di alcuni suoi ex ministri risultano in una lista nelle mani dei servizi segreti marocchini. Inizialmente lo scandalo dovuto a The Pegasus Project riguardava solo giornalisti. Adesso, però, potrebbe interessare anche cariche politiche tra cui presidenti e capi di governo a livello internazionale. Macron ha promesso un’inchiesta per verificare la veridicità dei fatti. Ulteriori verifiche saranno condotte anche dall’UE.

(Giorgia Avola)

Andrea Ghilardi e Giorgia Avola



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Bielorussia, l’UE: “Basta strumentalizzazioni sui migranti”. I rapporti tra Comunità Europea e Bielorussia sono ai ferri corti e si stanno considerando nuove misure restrittive. L’ Alto Rappresentante Ue Josep Borrell ha affermato in una nota che “la strumentalizzazione di migranti e rifugiati è assolutamente inaccettabile”. L’accusa è chiara: la Bielorussia - contravvenendo ai principi europei - utilizza, per raggiungere meri obiettivi politici, persone bisognose quali migranti e rifugiati. L’Ue manifesta preoccupazioni per l’aumento di irregolari iracheni al confine con la Lituania. Pertanto, sono al vaglio misure atte a colpire trafficanti di migranti e tutti coloro responsabili della tratta degli esseri umani e che violano i diritti umani. A ciò si aggiunge la reiterata richiesta, tuttora inascoltata, di immediato rilascio dei prigionieri politici e di indire libere elezioni. “Le sanzioni dell'Ue contro i sostenitori del regime di Lukašėnka non saranno revocate fino a quando non sarà finita la repressione, non saranno rilasciati tutti i prigionieri politici e fino allo svolgimento di elezioni libere ed eque” - afferma Borrell.

Polonia, il Parlamento discute una legge che metterebbe a rischio la TV indipendente. Il Partito di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS) vuole far approvare al parlamento una legge che vieterà a media con finanziamenti esteri di operare nel Paese. Ribattezzata “anti-TVN” si stanno facendo forti pressioni affinché venga subito votata, ma verrà votata in agosto. Con questo disegno si colpirà direttamente TVN24, seguitissima emittente indipendente con sovvenzione statunitense guardata da 4 milioni di polacchi. L’autorità nazionale valuterà se estendere la licenza della rete. La diplomazia americana si è mobilitata per impedirne la ratifica. La rete dichiara in una nota che nel 2015 l’autorità nazionale aveva approvato l’entrata americana e nessuna perplessità c’era stata fino al rinnovo, oltre a riaffermare la loro volontà di rimanere indipendenti e di non accettare alcuna pressione. L’associazione di giornalisti indipendenti Press Club Polska ha dichiarato: “Secondo noi, la mossa di non estendere la licenza di TVN è un tentativo di mettere pressione su un media indipendente. [...] è inaccettabile far passare una legge solo per ostacolare una società che ha un ruolo importante nel mercato dei media ed è semplicemente una rete indipendente, che mette in difficoltà il governo”.

Repubbliche Baltiche, progettata la ferrovia che collega Estonia, Lettonia e Lituania. Grazie ai fondi europei, il collegamento ferroviario tra le tre Repubbliche Baltiche sarà creato o potenziato. Gli Stati erano finora collegati da vecchie ed inefficaci reti sovietiche. Nel 2026 si collegheranno anche Polonia e Finlandia. L’aspettativa è tanta, soprattutto perché le nuove linee dovranno essere green e migliorare sensibilmente la qualità del viaggio, con un forte risparmio di tempo e di emissioni. La linea elettrificata sarà ad alta velocità e collegherà Varsavia, Kaunas, Tallinn, Riga e Helsinki. I costi della Rail Baltica si aggirano intorno ai 5,79 miliardi di euro ed il progetto è da completarsi entro il 2026. L’UE ha contribuito con 600 milioni. Oltre a trasportare merci e passeggeri, sarà funzionale allo spostamento di truppe provenienti dalle basi NATO di Polonia e Germania, stabilizzando la regione e contrastando l’ascesa del Cremlino.

Romania, smantellata rete di trafficanti umani. Una via di accesso alla Comunità Europea passa per i Balcani. Ogni anno, migliaia di profughi siriani passa dalla Turchia fino al Nord Europa percorrendo la rotta balcanica, foraggiando un vero e proprio business illegale che invece di vendere merci, pretende il pagamento per oltrepassare i numerosi confini degli Stati dell’ex Jugoslavia. Recentissime indagini hanno portato alla luce una vera rete criminale di trafficanti che venivano pagati dai quattromila ai diecimila euro per permettere ai profughi di oltrepassare i vari confini. Il 30 luglio, l’Europol ha comunicato che la polizia rumena ha smantellato un gruppo criminale coinvolto in queste pratiche. La rete era attiva da ottobre 2020 e operava sia nel traffico di droga sia di egiziani, siriani, romeni e iracheni. Aveva cellule in molti paesi della rotta. Trasportavano migranti dalla Giordania, dall'Iran, dall'Iraq e dalla Siria verso l'Europa occidentale, principalmente in Germania. Riuscivano a far entrare gli irregolari dalla Bulgaria, farli alloggiare a Bucarest, portati illegalmente in Ungheria e da lì in Germania.

Russia, il modulo Nauka si unisce in ritardo all’ISS e la destabilizza. Il modulo, lungo 13 m e pesante 20 t, si è attaccato alla parte posteriore insieme agli altri segmenti russi. Prevista per il 2007, l’operazione ha subito ingenti ritardi a causa di un ridimensionamento di budget e problemi tecnici durante la fase di sviluppo. Nella fase di lancio, avvenuto in Kazakistan, al cosmodromo di Baikonur, il modulo ha inoltre riscontrato difficoltà di propulsione. L’attacco è avvenuto il 29 luglio alle 13:29 GMT, quando Nauka e la ISS stavano sorvolando il confine tra Mongolia e Cina ad un'altitudine di 420 km. Il modulo ha destabilizzato l’ISS perché i suoi motori si sono accesi inavvertitamente. Tempestiva la risposta della NASA: “Le squadre di controllo della missione hanno corretto l'azione e tutti i sistemi funzionano normalmente” - sebbene la NASA abbia perso il contatto con gli astronauti due volte, per sette minuti, i membri dell’equipaggio non sono mai stati in pericolo. L’ISS si è spostata di 45 gradi rispetto al suo assetto. Il modulo Nauka aumenterà di 70 m3 il volume abitabile, fungendo da magazzino e area di sosta.

Giulia Patrizi

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Libia, un nuovo omicidio turba la fragile stabilità: all’alba di martedì 27 luglio, uno dei leader della milizia Kaniyat, appartenente all’esercito del generale Khalifa Haftar, è stato freddato nella propria abitazione da un gruppo di uomini armati non ancora identificato con chiarezza. Muhammad al-Kani era noto per essere un personaggio sanguinario, la cui milizia aveva seminato il terrore, tra omicidi extra giudiziali, esecuzioni sommarie e torture durante il corso del conflitto civile libico. In particolare, era noto per essersi reso responsabile della morte degli individui ritrovati nelle fosse comuni di Tarhuna, scoperte dal GNA tripolino una volta riconquistata la città. Infatti, dopo l’annuncio della sua morte gli abitanti della stessa sono scesi per le strade a festeggiarne la dipartita.

(Michele Magistretti)

Israele, i dubbi di un diplomatico e un “incidente” marittimo: Amir Hayek è stato scelto come ambasciatore permanente negli Emirati Arabi Uniti. L’assunzione della carica sembra in un certo senso paradossale date le precedenti esternazioni del diplomatico. Hayek aveva espresso forti perplessità riguardo: un accordo petrolifero tra la compagnia statale israeliana EAPC e la federazione araba, la vendita di F-35 ad Abu Dhabi e gli accordi per il turismo durante la pandemia. Inoltre, una nave cisterna di proprietà del magnate israeliano Eyal Ofer ha subito un attacco, molto probabilmente da parte di un drone iraniano, nelle acque del Mar Arabico nei pressi dell’Oman. Il ministro degli esteri israeliano, Yair Lapid, ha immediatamente puntato il dito contro Teheran e invitato la comunità internazionale a far fronte comune contro le azioni terroristiche della teocrazia iraniana.

(Michele Magistretti)

Turchia, ferro ignique? A tener banco le cronache turche è su tutti il divampare del più grande incendio boschivo della sua storia, con 38 incendi in 17 province del paese, 5 morti, numerosi dispersi e soprattutto rischi per civili, attività produttive e turistiche. La catastrofe rappresenta quanto mai l’espressione “benzina sul fuoco”, in quanto l’opposizione e la popolazione non mancano di criticare il governo sulla mala gestione dell’emergenza. Il tutto, infatti, giunge in un periodo già scottante per la compagine legata al presidente Erdoğan, la quale si trova a fronteggiare un’ulteriore pressione migratoria in arrivo dall’Afghanistan. Oltre alle voci di dissenso per il coinvolgimento di Ankara nella mediazione con i talebani, il partito nazionalista CHP tenta ora di cavalcare il malcontento popolare rispetto a nuove ondate di profughi. Se il cancelliere premier austriaco Kurz definisce la Turchia "il posto più appropriato per i migranti”, un’Ankara stremita risponde di “non essere il campo profughi d'Europa” e alzando muri al confine iraniano. Solite storie di arme a doppio taglio.

(Samuele Abrami)

Iran, (senz’) acqua alla gola. Da oramai più di due settimane incalzano fronti di protesta per la scarsità d’acqua nel paese, soprattutto nella provincia sudoccidentale e ricca di risorse naturali del Khuzestan. I venti di agitazione però si sono presto intensificati e divenuti pretesto per allargare dimostrazioni di piazza nelle città principali – compresa la capitale Teheran –, tutte represse con violenza e colpi mortali dalle forze di sicurezza. Sebbene il governo additi il caldo anomalo e la siccità come imputabili al cambiamento climatico, voci di vari campi esterni accusano un disinteresse statale per le risorse idriche e l’efficientamento infrastrutturale. E se retoricamente il governo venturo di Raisi parla di proteste legittime, si trova in allarme su due versanti: la tenuta nazionalistica è minata da sommosse che coinvolgono soprattutto le grandi minoranze (tra cui quella araba); la legittimazione del potere insidiata da slogan apertamente avversi all’ayatollah Khamenei.

(Samuele Abrami)

Libano, Mikati è la speranza del Paese. Dopo 11 giorni dalle dimissioni del precedente premier Hariri, incapace di creare un nuovo governo, “dal cilindro” è uscito il nome di Najib Mikati, businessman miliardario dell’area di Tripoli. Egli è stato nominato come nuovo premier a seguito delle consultazioni vincolanti tenutesi tra il Parlamento e il Presidente della Repubblica Michel Aoun; privo di oppositori legittimati, ha ricevuto 72 voti a favore, 42 astenuti e 3 non hanno votato. Se Mikati riuscirà a formare un nuovo governo è ancora tutto da vedere, ma ha dichiarato alla stampa che seguirà l’iniziativa del Presidente francese Macron, rappresentata da un piano strutturale e delle linee guida per riformare il tessuto economico del Libano. Sono emerse critiche da parte di alcuni accademici e della società civile, in quanto Mikati è già stato premier per due volte, per cui fa parte di quell’establishment di cui il popolo libanese non si sente rappresentato.

(Sara Oldani)

Tunisia, continua la linea dura di Saied. Dopo aver congelato l’attività del Parlamento e aver tolto dall’incarico il precedente premier Mechichi, il Presidente tunisino Saied ha rimosso venti alti funzionari governativi tra cui il procuratore generale, il segretario generale, il capo di gabinetto e altri consiglieri di Mechichi, oltre al Ministro della Giustizia e della Difesa. Per Ennahda, prima forza politica del Paese, le decisioni del presidente sono “incostituzionali”, mentre Saied dichiara di aver agito in base all’articolo 80 della Costituzione tunisina che permette ampi potere al Presidente per tutelare l’ordine pubblico. La drastica decisione di Saied è giunta dopo l’enorme manifestazione della scorsa settimana a Tunisi, nella quale il popolo tunisino chiedeva a gran voce elezioni anticipate e nuove riforme economiche: il partito Ennahda infatti non è riuscito a fronteggiare la grave crisi economica acuita dalla nuova ondata di COVID-19 nel Paese. Dubbi e preoccupazioni in merito alla possibile deriva anti-democratica vengono principalmente da UE e USA.

(Sara Oldani)

Samuele Abrami, Sara Oldani e Michele Magistretti




TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, presi di mira gli uffici dell’ONU. Il 30 luglio, è stato perpetrato un attacco contro gli uffici dell’ONU ad Herat, nell’ovest dell’Afghanistan. La notizia è stata riferita dalla United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA), che ha condannato fermamente l’attentato. Gli uffici sono stati attaccati da granate e colpi da arma da fuoco, provocando la morte di un poliziotto afghano e il ferimento di altri agenti di sicurezza; nessuna vittima, invece, tra i funzionari dell’ONU. Secondo le fonti locali, i responsabili dell’accaduto sarebbero i talebani, che, tuttavia, non hanno rivendicato l’attentato. Tutto ciò è accaduto mentre sono in corso, nella stessa provincia di Herat, scontri tra le autorità militari afghane e i taliban.

(Vincenzo Battaglia)

Iraq, attentato al mercato di Sadr City. Il 20 luglio, è stato compiuto un attentato suicida presso il mercato di Wahailat, situato in un quartiere a maggioranza sciita di Sadr City, distretto suburbano della capitale Baghdad. Nel momento dell’attacco, il mercato era particolarmente affollato alla luce della ricorrenza dell’Eid al-Adha (19-23 luglio) e il bilancio è di 35 vittime. L’attacco è stato prontamente rivendicato dallo Stato Islamico, che ha annunciato che uno dei suoi “soldati” si è fatto esplodere tra la folla. L’attentato dimostra come l’ISIS continui a rappresentare una concreta minaccia in Iraq, riemergendo gradualmente dopo la sconfitta territoriale nel 2017.

(Vincenzo Battaglia)

Italia, 4 arresti ad Andria per finanziamento di attività terroristiche. L’operazione, denominata “Il libanese”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, ha permesso di venire a capo di un sistema di trasferimento di fondi, volti a finanziare le attività di cellule jihadiste localizzate in circa 49 paesi. Secondo gli inquirenti, i quattro indagati avrebbero inviato, mediante un centro money transfer di Andria, oltre 1 milione di euro a soggetti affiliati all’autoproclamatosi Stato islamico. Per i quattro, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

(Davide Shahhosseini)

Mozambico, la Southern African Development Community invierà 3000 militari a sostegno della lotta al terrorismo. L’intensificarsi dell’attività dei miliziani, principalmente legati al gruppo di Ahlus Sunna wal Jama, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, ha indotto le autorità locali a invocare l’intervento dei paesi vicini. La valenza geostrategica di Cabo Delgado – ricca di giacimenti di gas – ha esposto la stessa a un forte interesse da parte della comunità internazionale. Difatti, la Southern African Development Community, un’organizzazione che riunisce i paesi dell’Africa meridionale, ha già ufficializzato l’invio in Mozambico di 3.000 soldati. La stessa Unione Europea, su misura del Consiglio, ha istituito una missione militare per ripristinare la sicurezza nella regione.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

IEA, emissioni globali di CO2 prossime a raggiungere un nuovo record. Secondo il nuovo sistema Sustainable Recovery Tracker, inaugurato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), le attuali risorse messe in campo dai governi di tutto il mondo per il finanziamento di energie rinnovabili e sostenibili sarebbero insufficienti per garantire il raggiungimento dell’obiettivo di emissioni net-zero previsto per il 2050. Secondo il Tracker, che crea delle previsioni di quanto il totale dei finanziamenti dei governi nelle rinnovabili (più di 800 progetti sono stati presi in considerazione) possa influire sul livello globale di CO2, è previsto un aumento del livello di emissioni globali che dovrebbe raggiungere il suo massimo entro il 2023. Come ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA, "da quando è scoppiata la crisi del Covid-19, molti governi hanno parlato dell'importanza di costruire di nuovo meglio per un futuro più pulito, ma molti di loro devono ancora mettere i loro soldi dove è la loro bocca; nonostante l'aumento delle ambizioni climatiche, la quantità di fondi per la ripresa economica spesi per l'energia pulita è solo una piccola parte del totale".

(Francesco Ancona)

WFP, bloccati gli approvvigionamenti alimentari per la popolazione del Tigray. Lo scorso venerdì, l’agenzia ONU del World Food Programme ha riferito che più di 100 autotrasporti contenenti preziose forniture di cibo e medicinali sono rimasti bloccati nella regione di Afar, in Etiopia, dove da diverse settimane è in corso un violento attacco armato. Un portavoce del Segretario Generale dell’ONU ha riferito che tutte le strade che collegano Afar con il Tigray “rimangono bloccate per questioni di sicurezza”. Il cargo contenuto nel convoglio era destinato alla popolazione della regione confinante del Tigray, dove la carenza alimentare ha lasciato circa 400.000 persone sull’orlo della fame.

(Francesco Ancona)

UNICEF, avviato il programma Generation Unlimited in Nigeria. In concomitanza con il governo nigeriano, l’UNICEF ha avviato lo scorso lunedì il programma Generation Unlimited (GenU), destinato a più di 20 milioni di giovani nigeriani fino al 2030. Il programma è rivolto ai giovani dai 10 ai 24 anni, e consiste nell’espansione del sistema educativo e nel provvedere alla formazione lavorativa dei giovani, in vista di un aumento delle opportunità lavorative al termine del programma. Il Vice Presidente della Nigeria, Yemi Osinbajo, ha reiterato il fatto che la Nigeria è il paese “con il più alto numero di giovani al mondo” e che il programma garantirà da un lato una crescita socio-economica di lungo termine, dall’altro lo sviluppo di nuove opportunità lavorative per i giovani del paese.

(Francesco Ancona)

Italia, Pre-Summit FAO. L’evento di tre giorni tenutosi alla fine di luglio, ha riunito giovani, settore pubblico e privato, ricercatori, popolazioni indigene e leader politici per confrontarsi sul processo di impegno globale al fine contribuire mediante azioni politiche precise la promozione del bene comune e del senso di comunità, migliorando la gestione e la trasformazione dei sistemi alimentari mondiali.

(Valeria Lavano)

Nazioni Unite, Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani. Con la pandemia la tratta di esseri umani non ha arrestato la sua corsa, specialmente per cio che riguardano i minori. Oltre 40 milioni sarebbero le vittime di tratta, 1 su 4 avrebbe meno di 18 anni. Un fenomeno che continua ad espandersi rapidamente potrebbe coinvolgere sempre più esseri umani, specialmente minorenni: si conta 1 caso su 20 bambini al di sotto degli 8 anni.

(Valeria Lavano)

Valeria Lavano e Francesco Ancona







Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


Andrea Ghilardi: Europa occidentale e Unione Europea

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, America Latina

Edoardo Cappelli: Diritti Umani, America del Nord

Elisa Maggiore: America Latina

Emanuele Volpini: America del Nord

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Ginevra Ricca: America Latina

Giorgia Avola: Europa Occidentale e Unione Europea

Giulia Patrizi: America Latina, Europa Centro-Orientale e Russia

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Valeria Lavano: Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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