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Framing The World, Numero LXI

Un mondo tutto da scoprire

Nel nuovo numero di raccontiamo gli eventi delle ultime due settimane, caratterizzate da un ottimismo - dovuto al rallentamento della pandemia - che ha investito i mercati internazionali e che continua a ispirare la cooperazione internazionale per una ripresa stabile e condivisa. In Estremo Oriente però la pandemia rende ancora incerto il futuro delle Olimpiadi in Giappone, mentre in Vietnam si scopre un'altra variante del virus. Riportiamo inoltre gli aggiornamenti sulle elezioni in Siria e sul nuovo esecutivo in Israele, sui nuovi accordi del Regno Unito, le novità danesi in tema di immigrazione e quelle sulle leggi antiterrorismo in Francia e Svizzera. Tutto questo e molto altro nel 61° numero di FtW.

Buona lettura!

DIRITTI UMANI

Hong Kong, le forze dell’ordine intervengono per bloccare la commemorazione di piazza Tienanmen. Il 4 giugno 1989 ricorre l’anniversario del ricordo delle vittime di Piazza Tienanmen. Hong Kong ha da sempre celebrato la giornata con una veglia pubblica, ma per gli ultimi due anni la polizia ha vietato lo svolgimento della manifestazione. Con la scusa degli assembramenti, le forze dell’ordine hanno di fatto impedito la commemorazione, schierando mezzi militari pesanti e usando cannoni ad acqua (metodi utilizzati anche nella repressione delle manifestazioni pro-democrazia che sono nate nel 2019). Due manifestanti sono stati arrestati: Chow Hang-tung, vicepresidente dell’associazione che dal 1990 organizza la veglia, e un ragazzo di 20 anni. Intanto, sarebbero 7.000 gli agenti schierati contro possibili ulteriori dimostrazioni, mentre parte di Victoria Park è chiusa al pubblico.

Bruxelles, vertice tra Unione Europea e Tunisia per rinnovare cooperazione riguardo pandemia e migrazione. Le principali istituzioni europee si sono incontrate con il presidente della Tunisia Kaïs Saied. Il tema del rendez-vous è stato quello dell’impatto sociale ed economico della pandemia da coronavirus, discutendo su come agire per diminuire la depressione economica e favorire un ritorno alla crescita. L’Europa ha promesso di essere in prima linea per sostenere la rivitalizzazione di settori particolarmente colpiti dal Covid-19, quali turismo, servizi e trasporti. Non solo, ma l’Unione si è fatta promotrice di aiuti in Africa per sostenere un accesso ai vaccini che sia equo e garantito a tutti. Inoltre, le due parti hanno convenuto di “lavorare insieme su tutti gli aspetti della migrazione, compresa la migrazione legale, in linea con le competenze dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri”, come riporta l’ANSA. La Tunisia è di fatti da tempo un Paese fulcro per la partenza di migranti dal Nord Africa verso il Mediterraneo.

Managua, ONU denuncia la continua violazione dei diritti umani in Nicaragua. Unione Europea e Tunisia rinnovano cooperazione riguardo pandemia e migrazione. Mary Lawlor, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla difesa dei diritti umani, denuncia la criminalizzazione da parte del governo nicaraguense di pratiche legittime come la sola partecipazione a delle proteste pacifiche. Dal 2018, il Nicaragua ha visto intensificarsi le proteste popolari contro la riforma sulla sicurezza sociale e l’assenza di impegno dello Stato a contrastare gli incendi nella Riserva Naturale di Indio Maíz. La violenta repressione dei manifestanti da parte delle forze di sicurezza ha portato a ulteriori disordini. Due casi sono divenuti esemplari: quello di Celia Cruz, donna trans e difensore dei diritti umani, detenuta in una prigione tutta maschile, che l’ha esposta ad aggressioni sessuali e violenze verbali; e quello di John Christopher Cerna Zúñiga, leader dei gruppi in difesa dei diritti umani che ha subito maltrattamenti in carcere.

Edoardo Cappelli




ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Mercati, l’ottimismo spinge verso l’alto. Sia Dow Jones che S&P si riportano a meno di 1% dai massimi storici, e anche il Nasdaq ha ritrovato un certo slancio, soprattutto grazie al settore farmaceutico e a quello dei semiconduttori. Sui mercati infatti continua a regnare l’ottimismo legato a una massiccia crescita post-Covid e supportato da sempre più dati. Gli ultimi in ordine temporale provengono dalle prenotazioni dei biglietti aerei - nel week-end del Memorial Day sono risultate superiori del 29,5% rispetto al 2019 - e dalle richieste di disoccupazione che continuano la loro diminuzione (ora scese a 385.000). Gli investitori hanno infine dato poco rilievo all’annuncio nel quale la Russia dichiara che eliminerà gli asset quotati in dollari dal proprio fondo sovrano e all’espansione della lista nera delle società cinesi, nelle quali gli americani non potranno più investire dal 2 agosto, già delineata da Trump ma ora potenziata da Biden.

Geopolitica, un rischio ignorato. BlackRock, l’asset manager più importante del mondo, in un recente report descrive gli investitori mondiali come preoccupati da un aumento dell’inflazione e dalla traiettoria del recupero post-Covid e poco interessati ai rischi geopolitici. Un rialzo dell’inflazione porterebbe le banche centrali ad alzare i tassi d’interesse, danneggiando così il mercato azionario e il ritorno di chi vi investe, ma per BlackRock i rischi più importanti e rilevanti sono altri: la competizione - tecnologica e commerciale, per ora - tra Stati Uniti e Cina, la minaccia di cyber-attacchi e le possibili crisi politiche (post-pandemia) nei paesi emergenti. All’aumentare dei rischi geopolitici, aumenta in generale la volatilità, tuttavia i fattori evidenziati suggeriscono un potenziale indebolimento dello Yuan nel caso di un peggioramento dei rapporti con gli USA, un rafforzamento del dollaro (e degli altri beni-rifugio) nel caso di attacchi informatici su vasta scala e un aumento di materie prime nel caso di disordini nei mercati emergenti.

USA, trattative sul bilancio. L’amministrazione Biden ha presentato al Congresso una legge di bilancio per finanziare tutte le iniziative presentate dall’inaugurazione in poi e che prevede $6 trilioni di spesa solo nel 2022, una spesa che genererà un deficit elevato (1.3 trilioni/anno) e che si prevede porterà il debito pubblico americano al 117% del Pil, un livello anche superiore al picco raggiunto durante la seconda guerra mondiale. Parallelamente proseguono i negoziati con i repubblicani per il piano d’investimenti infrastrutturali: Biden ha abbassato a $1.7 i finanziamenti richiesti, mentre dal GOP è arrivata una controfferta di 948 miliardi. “È un passo in avanti”, dice la portavoce del presidente Jen Psaki, “ma rimane la distanza su come finanziare la spesa con i repubblicani - e diversi democratici - restii ad aumentare le tasse”.

Amazon, nuovo gioiello nella corona. Pur essendo una società del valore di trilioni di dollari, fino a ora Amazon non è stata molto attiva sul mercato delle acquisizioni, ma adesso ha messo a segno la seconda operazione più costosa dopo l’acquisto di Whole Foods nel 2017: Amazon comprerà Metro-Goldwyn-Mayer per $8.5 miliardi, superando le offerte di Apple e Comcast, in un’operazione molto importante per garantirsi un miglior posizionamento nel mercato dello streaming, dove la concorrenza con Netflix è sempre più agguerrita. Nel mentre, però, Amazon dovrà difendersi in una nuova causa intentata dal procuratore generale di Washington D.C., il quale accusa il colosso di Seattle di mettere in pratica delle politiche che impediscono ai venditori terzi presenti su Amazon di vendere i propri beni a prezzi inferiori su siti diversi.

Ford, un futuro elettrico? Sono giorni potenzialmente decisivi per il futuro di Ford, che nella stessa settimana ha presentato il suo primo pick-up elettrico, l’F-150 Lightning, suscitando un così grande entusiasmo nel pubblico da ricevere oltre 44.000 prenotazioni nelle ore successive al lancio, e ha contestualmente modificato le proprie strategie future, prevedendo che il 40% della flotta sarà composta da EV entro il 2030 e di spendere $30 miliardi entro il 2025 per raggiungere questo suo obiettivo (8 miliardi in più di quanto comunicato solo 3 mesi fa). Il CEO Jim Farley, entusiasta dell’accoglienza riservata al nuovo modello, ritiene che la transizione all’elettrico sia la più grande opportunità di crescita dall’avvio della produzione in serie della Model-T. I mercati sembrano apprezzare molto questa nuova strategia, tanto da far salire il titolo del 25% nel solo mese di maggio.

Petrolio, guai in vista. Due delle più importanti compagnie petrolifere mondiali, ExxonMobil e Shell, hanno subito un duro colpo: la prima dai propri azionisti, mentre la seconda da un tribunale olandese. Una “ribellione” inattesa dei principali azionisti di Exxon (BlackRock, State Street, and Vanguard) ha portato alla nomina di almeno due membri indipendenti al consiglio di amministrazione sostenuti da un piccolo hedge fund attivista, Engine No.1, un investitore che sostiene che la compagnia debba ridurre fortemente le emissioni di CO2 e che giudichi non credibili i piani economici per la transizione energetica attualmente adottati. Shell, invece, è stata accusata dai ricorrenti di mettere a rischio i diritti umani, in quanto impedirebbe il raggiungimento degli obiettivi fissati nel 2015 a Parigi. Un tribunale l’ha condannata a ridurre le proprie emissioni del 45% (dai livelli del 2019) entro il 2030, molto più di quanto deciso in precedenza dalla società stessa, ovvero il 20%. Shell ha subito annunciato che farà ricorso contro questa sentenza.

Leonardo Aldeghi




AFRICA SUB SAHARIANA

Repubblica Democratica del Congo, eruzione vulcanica a Goma. Il 22 maggio è iniziata l’eruzione del vulcano Nyiaragongo che, accompagnata dall’attività sismica, ha distrutto circa 17 villaggi e più di 1500 abitazioni e luoghi pubblici. La popolazione si è subito mobilitata e il 27 maggio le autorità hanno ordinato l’evacuazione di alcuni distretti di Goma, nonostante il rischio di altre eruzioni sembri essere basso. Quasi 400 mila sono gli sfollati che hanno lasciato la città di Goma secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, mentre l’UNICEF segnala centinaia di bambini dispersi. Il Ruanda è la principale destinazione raggiunta.

(Sara Squadrani)

Mali, colpo di stato e sospensione da ECOWAS e UA. Il 24 maggio l'esercito maliano ha arrestato il Presidente e il Primo ministro mettendo in scena il secondo colpo di stato nel giro di 9 mesi. Presidente e Primo ministro hanno poi rassegnato le dimissioni il 26 maggio, arrestando il processo di transizione che avrebbe portato il Paese alle elezioni a febbraio e marzo 2022. Prima la Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), il 30 maggio, e poi l'Unione Africana (UA), il 2 giugno, hanno sospeso il Mali dalle relative istituzioni, escludendo il Paese dalle attività e ribadendo la necessità di rispettare il processo democratico di ascesa al potere. L’UA, a differenza dell’ECOWAS, ha anche minacciato di imporre sanzioni al Paese.

(Sara Squadrani)

Etiopia, tra violenze ed elezioni rimandate. Il 5 giugno si sarebbero dovute tenere le elezioni legislative e regionali in Etiopia. Originariamente previste per il 2020, furono rimandate a causa della pandemia. Proprio da quel rinvio nacquero delle tensioni che portarono, nei mesi successivi, allo scoppio di una sanguinosa guerra civile concentrata nelle regioni settentrionali del Paese. Questi scontri, che ancora oggi sconvolgono il Paese, sono stati evidenziati come possibile causa dell’ulteriore rinvio delle elezioni, posticipate ancora di due o tre settimane rispetto alla data fissata inizialmente al 5 giugno. La causa ufficiale tuttavia sarebbe una difficoltà organizzativa, data da problematiche relative alla registrazione degli elettori, alla formazione del personale elettorale e alle schede elettorali. Molti nel Paese credono però che la vera causa sia un’incapacità del governo di gestire, durante un periodo ancora contraddistinto da numerose crisi interne e scontri etnici, l’organizzazione di un’elezione così ampia. Alcuni osservatori hanno persino ipotizzato un rinvio ulteriore delle elezioni, che potrebbero essere spostate a settembre, evitando così la stagione delle piogge che colpisce il Paese tra luglio e agosto.

(Andrea Ghilardi)

Ciad e Repubblica Centrafricana, scontri al confine. Sono ancora poco chiari gli avvenimenti che, lo scorso fine settimana, hanno interessato il confine tra Ciad e Repubblica Centrafricana. Tra le certezze c’è però la morte di diversi soldati tra le truppe ciadiane di confine, fatto che ha causato la reazione furiosa dei cittadini ciadiani, i quali hanno accusato i loro vicini della Rep. Centrafricana di aggressione e crimini di guerra. Nei giorni successivi all’incidente il governo ciadiano ha inviato rinforzi nella zona di confine. Tuttavia la tensione diplomatica tra le parti sembra essere scesa dopo che Bangui, attraverso una delegazione ufficiale, ha chiesto scusa per quanto successo. La versione della Repubblica Centrafricana evidenzia come gli scontri siano stati l’esito di un malinteso e non di un’azione pianificata. Le truppe di Bangui avrebbero infatti inseguito un gruppo di ribelli vicino al confine con il Ciad, sconfinando e trovandosi poi di fronte alle truppe ciadiane, iniziando così lo scontro a fuoco.

(Andrea Ghilardi)

Sara Squadrani e Andrea Ghilardi



AMERICA DEL NORD

Pasadena, Donald Trump sospeso da Facebook per due anni. Lo annuncia il social media, sottolineando che al termine dei 24 mesi gli esperti valuteranno di nuovo il caso; Trump potrà essere riammesso solo se le condizioni lo permetteranno. La motivazione dietro questa sospensione parrebbe essere la pericolosità a livello di sicurezza pubblica scaturita da varie affermazioni dell’ex presidente. Alla fine dei termini della sospensione, “ci saranno una serie di sanzioni che scatteranno nel caso in cui Trump dovesse commettere ulteriori violazioni in futuro, inclusa una permanente rimozione delle sue pagine e dei suoi account”, afferma il Board di Supervisione del social network. Inoltre, Facebook ha annunciato la fine di ogni trattamento di favore sulla sua piattaforma per i responsabili politici: d’ora in poi varranno le stesse regole per tutti gli utenti.

Washington, il presidente Biden firma una nuova legge con lo scopo di colmare le lacune nella collezione dei dati sui crimini d’odio da parte dell’FBI. Un disegno di legge che Biden ha firmato il 20 maggio scorso inizierà ad affrontare l’assenza di dati affidabili sui crimini d’odio. A causa di questo vuoto statistico, le autorità non hanno il potere di comprendere completamente tali fatti, né hanno strumenti adeguati per affrontarli. La legge include percorsi per combattere il recente aumento della violenza motivata da pregiudizi contro gli asiatici americani, nonché aiuti economici per aiutare gli Stati e le forze dell’ordine locali a raccogliere dati migliori e più completi sui crimini d’odio. Al momento, le forze dell’ordine affermano di non essere testimoni di tali crimini, il che è difficile da credere considerando che vegliano su popolazioni di centinaia di migliaia di persone. Ci sono stati anche casi in cui i reati d’odio sono stati etichettati erroneamente, come i crimini anti-LGBTQ segnalati come “anti-eterosessuali”. Inoltre, è chiaro come la formazione della polizia sia altamente inefficiente riguardo a come indagare e raccogliere dati sui crimini d’odio.

British Columbia, trovata una fossa comune contenente i resti di oltre 200 bambini in una scuola residenziale per studenti indigeni. Venerdì 3 giugno un esperto indipendente dei diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto che le autorità canadesi e la Chiesa cattolica forniscano indagini complete sulla scoperta di centinaia di resti di bambini - presumibilmente prelevati con la forza dalle loro case - nella scuola residenziale indiana di Kamloops. L’edificio è stato gestito dalla Chiesa cattolica dalla fine del XIX secolo fino agli anni ’60, e successivamente chiuso negli anni ’70. Faceva parte del sistema scolastico residenziale che ospitava oltre centomila bambini indigeni, che molto probabilmente hanno subito violazioni dei diritti umani su larga scala. “È inconcepibile che il Canada e la Santa Sede lascino tali crimini efferati non imputati e senza pieno risarcimento”, hanno affermato gli esperti delle Nazioni Unite.

Edoardo Cappelli



AMERICA LATINA

Amazzonia. Biodiversità a rischio. La foresta amazzonica si estende in 9 paesi, ospitando 410 gruppi indigeni e 47 milioni di persone. Racchiude il 10% della biodiversità che, oltre a essere vitale per l’ecosistema del pianeta, è anche ricca di minerali preziosi che vengono estratti con pratiche non sostenibili. La domanda d’oro è sempre più alta e l’Amazzonia ne è piena. La sua estrazione avviene mediante l’impiego del mercurio per separare l’oro. Questo compromette il benessere delle falde acquifere e dei corsi d’acqua, infatti i fiumi hanno cambiato il loro corso e 30 di essi sono stati inquinati. Per questo l’uso è illegale in moltissimi paesi. I minatori illegali hanno invaso 370 territori indigeni dove qualsiasi pratica è vietata. L’OMS dichiara che gli abitanti di quelle zone hanno nel sangue una quantità di mercurio più alta di 150 volte del limite accettabile. La situazione è così grave che Brasile, Bolivia, Colombia, Guyana francese e Perù hanno creato un’Alleanza per collaborare agendo in modo sostenibile, recuperando le zone compromesse dall’uso sconsiderato di pratiche pericolose come deforestazione, inquinamento e impiego di mercurio.

Argentina. Lotta alla droga nei puebli più poveri. Dal 2008 è attiva una splendida realtà che prova a contrastare concretamente la dipendenza da droga e a fornire supporto alle persone più fragili. Con i suoi 190 centri attivi sparsi in 19 province, la Federación Familia Grande Hogar de Cristo è un esempio virtuoso legato alla Caritas che ha aiutato 20.000 persone. Questa rete è stata creata da preti cattolici che vivevano in ville a Buenos Aires. A Villa 21-24, una delle più povere, ha prestato servizio sacerdotale anche Papa Francesco. La Federazione cerca di fornire aiuti concreti a persone che sono dipendenti da sostanze stupefacenti per i motivi più diversi: precarietà sociale ed economica, difficoltà di accesso alle cure primarie, alloggi fatiscenti, violenze, disoccupazione e molto altro. I centri aprono dopo che i quartieri o le comunità ne hanno fatto richiesta. Un’equipe di psicologi, assistenti sociali e volontari mettono a disposizione le proprie competenze a supporto degli utenti e li vanno a cercare per i quartieri, tentando in questo modo di coinvolgerne il più possibile per fornire loro una vita migliore.

Brasile. Bolsonaro strumentalizza la Coppa America. Bolsonaro, dopo la caduta delle accuse di Lula, cresce sempre meno nei sondaggi. Le elezioni si avvicinano e aumenta la paura di perderle. Per distogliere l’attenzione dal discutibile operato del suo governo, punta sul calcio. Il presidente festeggia l’arrivo della Coppa America in Brasile dopo le richieste della Confederazione calcistica sudamericana (Conmebol) e l’impossibilità di svolgere il torneo in Argentina e Colombia a ridosso del suo inizio. Si augura che il calcio distolga l’opinione pubblica dalle accuse di impeachment e dalle indagini contro il Ministro dell’Ambiente per contrabbando illegale di legname. Durante il suo mandato si è fatto fotografare in diverse occasioni con le maglie delle squadre, come nel 2019 nel pieno della crisi “Lava Jato”. Bolsonaro usa il calcio come arma politica per distogliere il Paese da azioni legali e scandali nei suoi confronti, sperando che la sua popolarità possa incrementare.

Cile. Inquinamento e infanzia. A 30 km da Valparaíso, nei comuni di Quintero e Puchuncaví, i bambini sono rinchiusi dentro casa da molto prima che scoppiasse la pandemia, costretti a indossare le mascherine e a sostituire la scuola con la DAD. La baia comune è, sin dagli anni ’60, sede di un complesso industriale in costante espansione. A causa di una nube di gas tossici proveniente da quel sito, i 50.000 abitanti stanno riscontrando problemi di salute. Molti di loro sono costretti a vivere con fuoriuscite di petrolio, di CO2, SO2, spiaggiamenti di carbone e avvelenamento di massa. Il governo ha decretato l’allerta sanitaria per giorni. Tuttavia, le fabbriche hanno continuato a funzionare seppur a regime ridotto. Le persone sono malate: soffrono di crisi di vomito, problemi respiratori, danni alla pelle, intorpidimento degli arti, sangue dal naso, cancro. A Puchuncaví i bambini tra uno e cinque anni hanno una probabilità altissima di ammalarsi di cancro a causa della continua esposizione ai metalli. Questi bambini si sono affacciati alla vita da così poco e hanno già il futuro così fortemente compromesso da questo avvelenamento.

Guatemala. Dove sono i diritti umani? #Tengomiedo. Indipendentemente dall’età, le donne in Guatemala non si sentono al sicuro, non si sentono protette nelle mura delle proprie abitazioni e non si sentono tutelate da chi dovrebbe farlo, polizia e organi dello Stato. Le stime del Observatorio de las Mujeres del Ministerio Público sono chiare: nel 2020 gli omicidi sono stati 457, molti dei quali dopo abusi sessuali. Da inizio anno hanno perso la vita 159 donne; 20.000 quelle che hanno denunciato di essere state vittime di violenza (sia domestica che sessuale). La maggior parte è stata uccisa con armi da fuoco. Ogni giorno ne spariscono mediamente quattro. L’età è estremamente variegata. Anche le bambine scompaiono, vengono abusate, uccise e i loro corpi nascosti chissà dove. Il 60 o 70% delle vittime ritrattano perché ricevono minacce da parte dei loro partner (nonché autori della violenza). Una legge che classifichi queste molestie come reati non esiste ancora. Le guatemalteche hanno paura ogni volta che escono di casa. Le donne in Guatemala si sentono in trappola.

Haiti. Sempre più vittime a causa della malnutrizione. L’isola sta vivendo una crisi economica molto grave, acuita dai catastrofici eventi del 2010 in cui un violento terremoto ha raso al suolo la maggior parte degli edifici. Nel 2020 l’UNICEF ha segnalato che 41.000 bambini sotto i 5 anni erano malnutriti. Attualmente sono 86.000 e il numero è costantemente in crescita. La malnutrizione grave acuta può compromettere lo sviluppo del bambino e se non viene trattata in tempo, può causarne la morte. I bambini non sono i soli a non avere un’alimentazione bilanciata e sufficiente. L’UNICEF stima che, su una popolazione di 11 milioni di individui, 4.4 milioni sono vittime di malnutrizione. Tra questi, 1.9 milioni sono bambini. Inoltre, la pandemia ha compromesso una situazione già fragile e i bambini non sono ancora stati vaccinati su ampia scala. Il rischio per i bambini non vaccinati di morire per malnutrizione è più alto in percentuale rispetto ai vaccinati. L’UNICEF ha bisogno di 49 milioni di dollari per soddisfare i bisogni umanitari haitiani.

Venezuela. Riaprono i confini con la Colombia. I due Paesi hanno chiuso le comunicazioni nel 2019, mentre i confini sono chiusi da 14 mesi. Il 1° giugno il presidente colombiano Duque ha comunicato la graduale riapertura. Il Venezuela sta vivendo una crisi sanitaria molto grave, con un tasso di morti per COVID-19 tra i più alti. Proprio la Colombia ha visto il più grande esodo migratorio del continente. Qui i migranti venezuelani sono 1.7 milioni. Se da un lato la Colombia si prepara a riaprire il confine, dall’altro aumenterà del 25% il personale addetto al suo controllo e installerà telecamere per il rilevamento della temperatura corporea. Inoltre, presidieranno tutte quelle vie di accesso secondarie che si estendono per 2.200 km e che sono sempre state un grande problema per la sicurezza, in quanto vengono utilizzate come vie di contrabbando e narcotraffico da entrambi gli Stati.

Giulia Patrizi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Giappone, l’incognita delle Olimpiadi. Le olimpiadi di Tokyo, già rinviate l’anno scorso a causa della pandemia, sono state oggetto di grande dibattito all’interno dell’esecutivo del Primo Ministro Suga. Secondo le aspettative del Comitato Internazionale dei Giochi Olimpici (IOC) e di diversi esponenti del governo giapponese, i giochi potrebbero tranquillamente svolgersi a partire dal 23 luglio. Tuttavia, sia il massimo consulente medico del governo sia diversi membri del Comitato Olimpico del Giappone (JOC), tra i quali l’ex campionessa di judo Kaori Yamaguchi, hanno espresso serie preoccupazioni relative ai rischi per la salute pubblica nel caso in cui l’evento dovesse iniziare come da programma. A queste preoccupazioni si affiancano quelle del popolo giapponese, il quale, secondo un sondaggio, sarebbe in gran parte favorevole a posticipare o persino cancellare le olimpiadi. Ad oggi, la linea ufficiale del governo Suga sembra essere quella di procedere comunque all’apertura dei giochi del 23 luglio, nella speranza di mettere in sicurezza l’evento grazie al piano vaccinale attualmente in corso.

Hong Kong, diversi arresti durante la manifestazione per piazza Tienanmen. Durante la sera del 4 giugno - 36° anniversario delle proteste studentesche in Cina nel 1989, con epicentro in piazza Tienanmen a Pechino - la polizia di Hong Kong ha effettuato almeno sei arresti. Quattro uomini e due donne sono stati infatti accusati di aver causato danni pubblici e di aver ostacolato le attività delle forze dell’ordine. Secondo il bollettino della polizia, verso le ore 20:00 diverse persone si sono radunate in Patterson Street e Kingston Street a Causeway Bay e in Sai Yeung Choi Street South a Mong Kok. Sempre secondo la fonte, molti di questi manifestanti “hanno gridato slogan di incitamento e incoraggiamento a commettere la secessione, che potrebbero aver commesso reati ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale”. Diversi, infatti, sono stati i messaggi sventolati per le strade di Hong Kong con le scritte "Liberare Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi", ed "indipendenza di Hong Kong, unica via d'uscita". Infine, molti manifestanti hanno acceso delle candele in memoria delle vittime di Piazza Tienanmen.

Vietnam, scoperta nuova variante COVID-19. Lo scorso weekend, l’Istituto nazionale di Igiene ed Epidemiologia del Vietnam ha individuato, nella popolosa città di Ho Chi Minh, una nuova variante di Coronavirus in almeno quattro pazienti già precedentemente ammalati di COVID-19. Dai primi test condotti dall’Istituto, la nuova variante renderebbe il virus più facilmente trasmissibile. Conseguentemente alla scoperta, già da lunedì 31 maggio, il Primo Ministro del Vietnam Pham Minh Chinh ha avviato una massiccia campagna di screening per tutta la popolazione di Ho Chi Minh. Il primo ministro ha anche introdotto nuove restrizioni per ristoranti, cerimonie ed altri eventi pubblici per almeno quindici giorni, onde evitare il diffondersi di questa nuova variante.

Francesco Ancona



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Danimarca, legge a favore di centri di accoglienza in Paesi terzi. Il governo danese ha recentemente approvato con un’ampia maggioranza una legge che permetterà di aprire centri di accoglienza per richiedenti asilo fuori dal suo territorio nazionale, 'delocalizzandoli' di fatto in Paesi terzi. Questa decisione è stata presa per via della linea politica severa in tema di immigrazione dell’esecutivo socialdemocratico guidato dalla premier Mette Frederiksen. Questa legge, ideata come deterrente, ambisce a dissuadere l'arrivo di migranti nel Paese nordico. La sua approvazione ha subito suscitato preoccupazione a Bruxelles. L'UE teme, infatti, che tale legge possa minare le fondamenta del sistema internazionale di protezione dei profughi. Ora la Commissione analizzerà nel dettaglio questa nuova legge danese prima di decidere qualsiasi passo successivo.

(Andrea Ghilardi)

Regno Unito, accordo con Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Il Regno Unito ha annunciato venerdì 4 Giugno d’aver concluso un accordo commerciale post-Brexit con Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Questo accordo andrà a sostituire le disposizioni provvisorie in vigore da quando il Regno Unito è uscito dall'UE. Londra si è accordata con i tre Paesi per avere una riduzione sulle tariffe sui prodotti alimentari e agricoli britannici e sul settore digitale. Liz Truss, la segretaria al commercio internazionale britannico, ha definito questo passo "un importante impulso per il nostro commercio". Commenti carichi di soddisfazione giungono anche dai tre Paesi coinvolti.

(Andrea Ghilardi)

Svizzera, abbandonati i negoziati con l’UE. Dopo sette anni di trattative il governo svizzero ha deciso di interrompere il negoziato con l’Unione Europea che aveva l'obiettivo di mettere ordine tra i numerosi accordi bilaterali che legano i due attori europei. La decisione giunge poiché Berna teme che un’intesa possa mettere in discussione la piena sovranità svizzera. Inoltre la Svizzera non è rimasta soddisfatta delle proposte su aiuti di Stato, la libera circolazione delle persone e protezione dei salari. L’Unione ha accolto con rammarico la notizia, da Bruxelles giunge infatti un avvertimento che mira a sottolineare quanto sia necessario concludere un accordo-quadro con il Paese elvetico, così da rendere più moderne e ordinate le intese in atto. Ad oggi le relazioni tra Svizzera ed UE sono infatti rette da un centinaio di accordi bilaterali, entrati in vigore da oltre 50 anni, che rischiano però con il tempo di erodersi e di perdere di valenza.

(Andrea Ghilardi)

Italia, i leader di destra in Europa. Sono state settimane importanti di costruzione di alleanze per Matteo Salvini e Giorgia Meloni, personalità politiche affini, ma allo stesso tempo divise dall’appoggio al governo Draghi e dal gruppo politico europeo di appartenenza. Il Segretario della Lega si è recato in Portogallo per visitare Ventura, leader della formazione di destra Chega, mentre Giorgia Meloni ha incontrato a Varsavia il Premier Morawiecki e il Presidente di Vox Abascal. Entrambi sembrano volersi accreditare come i leader della destra italiana in Europa, cercando di costruire un progetto politico che coinvolga diversi esponenti europei per aumentare il proprio peso a Strasburgo.

(Leonardo Cherici)

Danimarca, polemica sui servizi segreti. Sono state pubblicate delle inchieste giornalistiche, portate avanti dall’emittente pubblica danese in collaborazione con altri giornalisti europei, che parlano di un supporto dei servizi segreti danesi nello spionaggio americano di importanti figure politiche europee, fra le quali Angela Merkel e l’ex ministro degli esteri Steinmeier. I fatti sarebbero avvenuti fra il 2012 e il 2014 e si aggiungono alle rivelazioni fatte da Edward Snowden nel 2013. Per adesso né la NSA né i servizi danesi hanno rilasciato dichiarazioni. Da un punto di vista geopolitico, la questione mette in difficoltà l’amministrazione Biden e rischia di far partire con il piede sbagliato il suo primo viaggio in Europa. All’epoca, infatti, Joe Biden era il numero due di Obama che aveva promesso la fine dello spionaggio americano nei confronti degli alleati.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea, la Commissione pubblica le “raccomandazioni”. Come ogni anno, la Commissione Europea ha inviato ai Paesi membri una serie di raccomandazioni macroeconomiche con dei suggerimenti di politiche economiche da attuare. C’era molta attesa per l’Italia che, a causa della pandemia, ha visto il debito pubblico esplodere. Le indicazioni della Commissione vanno nella direzione di una riduzione della spesa corrente, da coniugare, però, con il supporto alle categorie in difficoltà, e un aumento delle risorse da destinare agli investimenti. Bruxelles ha inoltre bocciato il blocco generalizzato dei licenziamenti introdotto dal governo italiano, sostenendo che questo penalizzi chi ha contratti di lavoro a tempo determinato. Italia, Grecia e Cipro rimangono i Paesi con degli squilibri macroeconomici “eccessivi”.

(Leonardo Cherici)

Leonardo Cherici e Andrea Ghilardi



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Bulgaria, crisi di governo? Il presidente ad interim Radev è accusato dagli eurodeputati del partito dell’ex primo ministro Boyko Borissov di essere filoputiniano. In una lettera inviata ai presidenti degli altri Stati, i membri del GERB (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, partito di Destra europeista, conservatore e liberale) hanno criticato le sue azioni politiche e mosso esplicite accuse per la sua nota vicinanza al Cremlino. Temono che il Presidente stia agendo per assicurarsi la vittoria alle elezioni del prossimo autunno. Il ministro degli Interni, Boyko Rashkov ha rilasciato preoccupanti dichiarazioni e ha definito giornalisti e oppositori “ex persone”, termine in uso sotto la dittatura comunista di Todor Živkov. Rashkov è uno dei promotori delle misure adottate dal governo che sembra stare indagando su 80 persone intercettate illegalmente al telefono quando Borissov deteneva il potere.

Polonia, piazze piene di manifestanti a sostegno della Bielorussia. Le piazze di Varsavia tornano a riempirsi dopo la grande partecipazione per protestare contro l’abrogazione della legge sull’aborto. Sabato 29 maggio sono iniziate le proteste contro l’arresto del giornalista bielorusso Roman Protasevich (26 anni), e della fidanzata russa Sofia Sapega (23 anni) a seguito di un dirottamento di un volo che dalla Grecia li stava portando in Lituania, ad opera di un aereo militare di Minsk. L’UE ha successivamente vietato agli aerei il transito sopra la Bielorussia. Putin ha, invece, dirottato tutte le linee russe per farle volare sul Paese, così da rinsaldare il rapporto di fratellanza che vige tra le due nazioni. Da Varsavia, i genitori di Protasevich hanno lanciato numerosi appelli per la scarcerazione della coppia. I manifestanti hanno tappezzato la città di bandiere bianche e rosse, simbolo dell’opposizione bielorussa e di cartelli con appelli come “Aiuta la Bielorussia” o anche “Libertà per la Bielorussia”.

Romania, economia in crescita. Per Bucarest si prospetta una crescita del PIL del 7%. Secondo il governo e gli organi UE, il Paese ha il tasso di crescita più alto già dal 2020. Inaspettatamente, nonostante la crisi economica rumena, le stime sono più che positive. Il Fondo Monetario Internazionale da tempo è nel Paese per monitorare il suo sviluppo economico e pochi giorni fa ha reso note le previsioni che confermerebbero un rimbalzo del PIL reale del 7%. La sorpresa c’è. La Romania è il Paese che sta avendo la ripresa più rapida di tutti gli Stati membri, iniziata già nell’ultimo trimestre dello scorso anno con un valore di crescita di +5.3% (l’Italia non raggiungeva nemmeno il 2% in quella data). Nei prossimi cinque anni i fondi ottenuti dall’UE avranno un ruolo fondamentale nelle sorti della nazione.

Ucraina, perché Zelensky combatte l’oligarchia solo ora? Il Presidente, eletto nel 2019, dopo una florida carriera da comico, aveva scelto di muovere guerra agli oligarchi, facendone un tratto distintivo della sua campagna elettorale. Fino ad oggi però non ha rispettato questo punto del suo programma. L’oligarchia nel Paese ha inizio negli anni ‘90, quando pochi uomini hanno potuto comprare a prezzi miseri beni statali che venivano privatizzati, creando una rete tentacolare che da quel momento li avrebbe resi ricchi e proprietari di tv, partiti politici o amici di giudici e funzionari dello Stato in grado di soccorrerli se necessario. Il Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa dovrà stilare un elenco di oligarchi ancora sconosciuti (dovrebbero essere 13). Subito dopo verrà discussa una legge contro l’oligarchia. Che Zelensky voglia seguire le orme di Putin quando, appena eletto, chiese agli oligarchi di cedere una parte delle loro ricchezze per rendere grande la nazione? Staremo a vedere ma, per i suoi collaboratori, questo gesto mira a distruggere il paese e l’economia e non a costruire.

Ungheria, fuori gli immigrati. Orban, in visita al Primo Ministro Boris Johnson, ha fatto molto discutere per le sue dichiarazioni. Avrebbe infatti affermato che gli “invasori” (i migranti musulmani) marciano nel Paese e sono gli artefici della distruzione del confine. Johnson ha replicato manifestando preoccupazione circa lo stato in cui vertono i media e la popolazione e invitando il suo collega a promuovere democrazia e stabilità, due valori su cui ogni democrazia occidentale si dovrebbe fondare. Orban ha risposto: ”Ho detto che è una democrazia occidentale, quindi è lo stesso sistema di qui". L’opposizione ha palesato il proprio malcontento prima ancora che il colloquio tra i due capi di Stato avesse luogo. Orban non è nuovo a queste posizioni razziste e islamofobiche ed ha elogiato la Brexit. Viene, inoltre, accusato di antisemitismo per una campagna di manifesti contro il filantropo liberale di origine ungherese George Soros. Ha respinte le accuse di antisemitismo dichiarando: "George Soros è un talentuoso uomo d'affari ungherese... è molto favorevole alla migrazione, finanziando e aiutando le ONG che lo stanno facendo. Non ci piace ma non ha nulla a che fare con l'identità etnica".

Giulia Patrizi

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Israele, una svolta epocale? A poche ore dallo scadere del proprio mandato, il capo del partito centrista Yesh Atid e dell’opposizione, Yair Lapid, ha comunicato all’ex presidente il successo dei negoziati per la formazione di un nuovo governo. Il nuovo esecutivo nasce da una coalizione estremamente eterogenea che unisce due partiti di sinistra, due di centro, tre partiti di destra e un partito arabo islamista. Inoltre, per la prima volta nella storia di Israele, il Paese avrà un primo ministro con la kippah e un partito arabo all’interno dell’esecutivo. Nel mentre, il Likud di Re Bibi e i suoi alleati ultra-ortodossi e suprematisti hanno già iniziato una campagna mediatica contro i partiti di destra considerati traditori del Paese e del sionismo. Comunque, pare effettivamente fragile l’equilibrio di una coalizione il cui principale collante è l’odio per l’eterno avversario, Benjamin Netanyahu.

(Michele Magistretti)

Libia, continua la corsa delle diplomazie. Il premier libico si è recato in Italia per rilanciare e approfondire i rapporti economici con il vicino europeo. Al forum economico a cui ha presenziato, Dbeibah ha sottolineato come l’Italia sia il “miglior partner” del proprio Paese. Recentemente il presidente del Consiglio Presidenziale, Mohammed Menfi, insieme al ministro degli esteri, Najla Al-Mangoush ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohamed bin Zayed. Nel mentre, il ministro degli esteri greco lamenta l’ennesima esclusione del proprio Paese dalla Conferenza di Berlino che si occupa delle vicende libiche. A proseguimento della corsa politica e diplomatica in atto tra i vari attori regionali, il primo ministro spagnolo si è recato a Tripoli per incontrare l’omologo libico, riaffermando il sostegno del Paese iberico al processo di transizione che dovrebbe completarsi con le elezioni programmate per dicembre.

(Michele Magistretti)

Egitto, i due fronti del Cairo. A fronte delle difficoltà economiche e del nuovo clima internazionale, influenzato anche dal cambio di presidenza negli USA, l’Egitto continua a farsi promotore di istanze mediatrici riguardo gli scenari di tensione della regione. Mentre invia a Gaza il proprio capo dell’intelligence e numerosi aiuti umanitari, il presidente Al Sisi fa pressioni sul presidente del Consiglio europeo per lavorare al fine di riattivare i colloqui e le negoziazioni tra israeliani e palestinesi. Ma il Cairo mantiene un occhio di riguardo ai propri interessi sul fronte sud. Recentemente, il presidente egiziano si è recato in Gibuti per alcuni progetti di investimento, mentre il capo delle forze armate si è recato in Ruanda per incontrare il proprio omologo con il fine di intensificare i rapporti e la cooperazione militare tra i due Paesi.

(Michele Magistretti)

Bashar al-Assad ancora al timone della Siria. Le elezioni presidenziali, svoltesi nella Repubblica Araba Siriana lo scorso 26 maggio e nei giorni precedenti in alcuni Paesi del Medio Oriente che hanno permesso di votare i rifugiati siriani, hanno confermato Bashar al suo quarto mandato. Vittoria senza rivali praticamente, in quanto ha ottenuto il 95,1% dei voti totali, contrariamente agli altri due candidati Abdullah Salloum Abdullah e Mahmoud Ahmed Mari, i quali hanno ricevuto l’1,5% e il 3,3% delle preferenze. Unione europea, Stati Uniti e Turchia non hanno riconosciuto l’esito delle elezioni, perché le ritengono una farsa a causa delle forti limitazioni imposte dalla Costituzione siriana attualmente in vigore. Inoltre, anche l’inviato Onu per la Siria ha criticato il processo elettorale, definendolo non democratico in quanto non ha seguito nessuna delle riforme discusse in seno al Comitato costituzionale siriano, organo creato ad hoc dall’Onu.

(Sara Oldani)

Iraq, l’arresto di Qasim Muslih scuote il Paese. Le forze di sicurezza e di intelligence irachene hanno arrestato il comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare della provincia di Anbar, milizia sciita sostenuta dall’Iran. Le ragioni dell’arresto non sono chiare, ufficialmente si sa solo che egli è sottoposto a misure restrittive e sta subendo un interrogatorio per aver violato la legge anti-terrorismo. Alcune fonti interne alle forze di sicurezza hanno dichiarato che i crimini commessi da Muslih includerebbero i recenti assalti alla base aerea internazionale (a forte presenza statunitense) di Ain al-Assad. Altre ancora invece affermano che il comandante sia coinvolto negli omicidi degli attivisti Fahim al-Taie nel dicembre 2019 e Ihab al-Wazni il 9 maggio di quest’anno a Karbala. Al-Wazni in particolare era conosciuto per essere contrario al ruolo delle milizie sciite in Iraq: la sua morte ha scatenato manifestazioni e proteste in tutto il Paese, le quali sono state represse duramente.

(Sara Oldani)

Michele Magistretti e Sara Oldani



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Francia, controversa legge antiterrorismo approvata alla Camera. Presentata in Parlamento a fine aprile, la proposta dovrà adesso essere discussa in Senato. Se approvata, la legge renderebbe ordinarie delle misure adottate dopo gli attentati del 2015, durante lo stato di emergenza nel Paese. Tra queste, un potenziamento del sistema di tracciamento delle attività online sospette da parte delle autorità, la chiusura amministrativa dei luoghi di culto, l’estensione di alcune misure di sorveglianza per ex condannati e sospetti implicati in indagini terroristiche, e le perquisizioni all’ingresso dei grandi eventi. Secondo il governo, l’aggiornamento previsto dalla legge è necessario per rispondere a nuove minacce, meno legate alle organizzazioni terroristiche tradizionali e quindi meno facilmente individuabili. Ma alcuni deputati, oltre che diversi esponenti della società civile, ritengono che le restrizioni delle libertà verso alcune categorie particolari di individui, come gli ex detenuti per terrorismo che hanno già scontato la pena, porrebbero dei problemi di legittimità costituzionale e di compatibilità con gli obblighi di tutela dei diritti umani.

(Laura Morreale)

Svizzera, imminente referendum su legge anti-terrorismo: quali scenari? È indetto per il 13 giugno il referendum su una legge approvata dal Parlamento lo scorso anno che aumenta gli strumenti di sorveglianza dei sospetti radicalizzati a disposizione del governo. La legge aveva allarmato numerosi esperti per i diritti umani, che erano riusciti a indire il referendum nella speranza di far abrogare la legge in seguito al voto popolare. Tuttavia, le proiezioni danno in vantaggio i sostenitori, che potrebbero raggiungere i due terzi dei votanti. L’aspetto più controverso della legge riguarda l’applicazione di misure di sorveglianza e restrizioni della libertà di movimento nei confronti di minorenni: divieto di viaggiare per sospetti dai 12 anni in su, arresti domiciliari dai 15. Preoccupa inoltre l’ampliamento della definizione di terrorismo proposta dalla legge, giudicata troppo vaga: potrebbe far rientrare tra gli accusati di sostegno a organizzazioni terroristiche alcune categorie come gli operatori umanitari, non espressamente autorizzati dal governo a trattare con i gruppi terroristici per fornire assistenza sui territori da questi controllati.

(Laura Morreale)

Afghanistan, continua l’offensiva dei Talebani. Il 4 giugno i talebani hanno perpetrato un attacco nel distretto di Julga (nella provincia settentrionale di Baghlan), causando la morte di 8 funzionari di polizia. Lo stesso giorno, un avamposto militare del distretto di Jawand (nella provincia nord-occidentale di Badghis) è stato conquistato dai talibans, a seguito di un’offensiva iniziata il giorno precedente. Gli scontri tra le forze di sicurezza nazionali e i militanti sono all’ordine del giorno nel Paese asiatico, rendendo la strada della riconciliazione tra le parti sempre più in salita. Intanto, il primo giugno, un team di monitoraggio delle Nazioni Unite ha reso noto che nei primi tre mesi del 2021 gli attacchi in Afghanistan sono incrementati del 60% rispetto allo stesso periodo del 2020. Inoltre, secondo la stessa fonte, i talebani non hanno interrotto i loro rapporti con al-Qaeda (come previsto nell’accordo con gli USA) e continuano ad essere allineati con il gruppo terroristico.

(Vincenzo Battaglia)

Mali, la Francia sospende la cooperazione militare con il Paese Africano. Il 3 giugno, Il Ministero della Difesa francese ha comunicato la sospensione della cooperazione militare con il Mali, a seguito del golpe del 24 maggio - il secondo in nove mesi - organizzato dal colonnello Goita. La decisione del governo transalpino è comunque temporanea e verrà rivalutata nei prossimi giorni in base alle risposte che verranno fornite dalle autorità maliane. Pertanto, la mossa di Parigi serve anzitutto a spingere lo Stato africano ad impegnarsi in una transizione democratica e pacifica, così come auspicata dalla comunità internazionale. La Francia è impegnata in Mali nell’ambito dell’operazione Barkhane, finalizzata al contrasto al terrorismo nel Sahel. In questi giorni, dunque, il contingente francese opererà autonomamente nella cornice della missione.

(Vincenzo Battaglia)

Nigeria, attacco contro sette villaggi. La polizia locale ha riferito che un commando di assalitori in motocicletta ha attaccato sette villaggi (Koro, Kimpi, Gaya, Dimi, Zutu, Rafin Gora e Iguenge) nello Stato di Kebbi, nord-ovest della Nigeria. Il bilancio provvisorio è di oltre 60 vittime e i residenti delle zone colpite sono fuggiti dalle loro case. Si esclude l’azione di gruppi terroristici, quali Boko Haram, mentre è più plausibile che gli assalitori siano legati a gruppi di banditi locali.

(Vincenzo Battaglia)

Burkina Faso, massacro nel villaggio di Solhan. Nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 giugno degli individui armati hanno perpetrato un'offensiva nella località di Solhan, nel nord-est del Burkina Faso. Gli assalitori hanno preso di mira dapprima la postazione dei "Volontari per la Difesa della Patria"(il Vdp), ausiliari civili dell’esercito, e poi hanno colpito in maniera indiscriminata le abitazioni del luogo. L'attacco è il più cruento dall'inizio delle violenze jihadiste nel Paese nel 2015, con un bilancio che supera tristemente le 160 vittime. Nessun gruppo terroristico ha ancora rivendicato l'aggressione, come spesso accade nel Burkina Faso.  

(Vincenzo Battaglia)


Laura Morreale e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Conferenza ONU sugli oceani, una partenza a metà. Doveva svolgersi nel 2021 ma, a causa della pandemia, è stata posticipata al 2022. Si terrà comunque a Lisbona, organizzata congiuntamente dai governi di Portogallo e Kenya. Tuttavia il 1° giugno si è dato il via ad una serie di dibattiti di alto livello per prepararsi alla Conferenza vera e propria, così come ha suggerito il Presidente dell'Assemblea Generale dell’ONU. Il primo dibattito ha riguardato gli oceani e l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 14: La vita sott’acqua. Il Presidente ha menzionato una “ripresa blu” e ha spinto per un’azione immediata nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile, così da ottenere progressi prima dell’inizio della Conferenza del 2022.

(Sara Squadrani)

FMI, BM, OMS e OMC, la proposta di un nuovo piano da 50 miliardi di dollari per la ripresa. I Presidenti delle principali istituzioni finanziarie internazionali e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno invitato i capi di governo dei Paesi membri a investire un totale di 50 miliardi di dollari per generare 9 trilioni di dollari di ritorni economici globali e stimolare la capacità produttiva, l’approvvigionamento di beni, i flussi commerciali e incentivare un’equa distribuzione di sistemi diagnostici, ossigeno, cure, forniture mediche e vaccini. L’iniziativa combina la necessità di mettere fine alla pandemia con quella di ripresa economica, aspetti che si ritiene debbano essere affrontati insieme per ottenere una ripresa realmente vantaggiosa.

(Sara Squadrani)

OCSE, a che punto è lo sviluppo economico? A più di un anno dall'inizio della pandemia l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico presenta la sua analisi sulle prospettive per l'economia globale nel nuovo rapporto OECD Economic Outlook, pubblicato il 31 maggio. Le vaccinazioni rappresentano un elemento positivo nel quadro della ripresa, ma l'OCSE sottolinea che l'esistenza di altre sfide e rischi la stanno rallentando. Tra questi, la disomogeneità nel progresso tra Paesi. Il rapporto presenta un quadro macroeconomico generale e particolare in riferimento ai Paesi membri, per ognuno dei quali sono individuate le proiezioni di sviluppo. La ripresa post pandemica è definita "non ordinaria" e - secondo il capo economista dell'OCSE Laurenze Boone - questa dipenderà dall'adozione di politiche flessibili e sostenibili nonché sulla qualità della cooperazione internazionale.

(Sara Squadrani)

NATO, incontro dei Ministri degli Esteri in preparazione del Summit NATO 2030. Si sono incontrati il 1 giugno i Ministri degli Esteri dei Paesi NATO. Lo scopo dell’incontro è stato quello di discutere le tematiche prioritarie da inserire in agenda, in preparazione del Summit NATO 2030 che si svolgerà il 14 giugno. “I Ministri hanno evidenziato diverse tematiche come l’Afghanistan, Bielorussia, Russia e Cina; e nel contempo hanno espresso l’esigenza da parte della NATO di adattarsi e conformarsi ad una nuova era di competizione globale”, ha affermato il Segretario Generale Jens Stoltenberg. Altro punto fondamentale del Summit sarà l’enfasi dell’Alleanza Atlantica nella crescente innovazione tecnologica, e nella condivisione di informazioni tra i vari alleati, al fine di “evitare che si creino dei ‘buchi’ tecnologici tra gli Alleati”, come ha sottolineato Stoltenberg. Infine, ampio spazio verrà dedicato al ruolo dell’Alleanza nel mantenimento dell’ordine internazionale “messo sempre di più in discussione da regimi autoritari come la Russia e la Cina”, ha dichiarato il Segretario Generale.

(Francesco Ancona)

Proclamato il Decennio ONU per il recupero degli ecosistemi (2021-2030). L’iniziativa è partita il 4 giugno, durante un incontro virtuale sul clima tra capi di governo, rappresentanti di agenzie ONU ed esponenti della società civile. Secondo il Segretario Generale Guterres, il mondo si trova di fronte a una tripla emergenza ambientale: aumento dell’inquinamento, perdita della biodiversità e cambiamento climatico. Questo decennio è cruciale per non raggiungere il punto di non ritorno, ha affermato. La Direttrice Esecutiva del programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) sostiene che la ripresa dalla pandemia può rappresentare un’occasione fondamentale per ripensare il nostro approccio all’ambiente: governi, settore industriale e consumatori devono fare la propria parte. Ma secondo alcune stime gli investimenti attuali sulle politiche ambientali andrebbero triplicati, per vedere risultati concreti.

Consiglio d’Europa, potenziare la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento al terrorismo. Lo sostengono gli esperti del MONEYVAL, organismo del Consiglio d’Europa che affronta queste tematiche. Il livello medio della conformità alle norme anti-riciclaggio dei Paesi membri è stato categorizzato come “insufficiente”. Secondo la Presidente del MONEYVAL Frankow-Jaśkiewicz, la criminalità organizzata e i gruppi terroristici sfruttano nuovi canali per eludere i controlli sulle loro attività finanziarie, che comprendono l’utilizzo di strumenti informatici e l’infiltrazione negli appalti pubblici in ambito sanitario. E mentre la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni registrano dati soddisfacenti, il monitoraggio del settore finanziario è il maggiore punto debole dei meccanismi di controllo attualmente operati dagli Stati.

(Laura Morreale)

Laura Morreale, Sara Squadrani e Francesco Ancona



Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


Andrea Ghilardi: Europa occidentale e Unione Europea

Arianna Giannino: Europa Centro-Orientale e Russia

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, America Latina

Edoardo Cappelli: Diritti Umani, America del Nord

Elisa Maggiore: America Latina

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Ginevra Ricca: America Latina

Giulia Patrizi: America Latina, Europa Centro-Orientale e Russia

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, Organizzazioni Internazionali

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Lorenzo Bonaguro: America del Nord

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Africa Sub-Sahariana e Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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