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Framing The World, Numero LIII

Le sfide che la comunità internazionale è chiamata a fronteggiare

Con il 53° numero di FtW raccontiamo il mondo nelle ultime due settimane, partendo dagli abusi di libertà e diritti in Egitto e Russia, arrivando agli importanti sviluppi della giustizia internazionale. Raccontiamo dei record storici raggiunti a Wall Street e, rimanendo negli Stati Uniti, dell'impeachment di Trump e delle simultanee nuove misure della presidenza Biden, che sta approfondendo i rapporti con Taiwan. Nel Vecchio Continente, mentre si assiste alle proteste anti-lockdown, l'arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi ha portato un vento di novità sia in Italia che in UE. Raccontiamo altresì della disputa tra India e Cina sul confine himalayano, del nuovo governo in Libia e degli studi delle organizzazioni internazionali, come quello dell'OIL sulla trasformazione digitale del mondo del lavoro e dell'OMS sull'origine dei vaccini.

Tutto questo e molto altro nel nuovo numero di FtW!

DIRITTI UMANI 

USA, tre nuovi decreti sull'immigrazione: verso una maggiore tutela dei diritti dei migranti. Il primo degli ordini esecutivi firmati dal presidente Joe Biden il 3 febbraio ha come obiettivo il ricongiungimento delle famiglie che erano state separate dall'amministrazione Trump al confine con il Messico; il secondo è volto all'implementazione di una gestione "sicura, legale ed ordinata" del fenomeno migratorio nel centro America; il terzo riguarda la promozione di integrazione e inclusione per gli immigrati. Quest'ultimo include anche la creazione di una task force che faciliti la naturalizzazione degli stranieri sul territorio, azione legata allo "U.S. Citizenship Act of 2021" approvato nel primo giorno di presidenza. Infine, l’11 febbraio il presidente ha bloccato i finanziamenti dedicati alla costruzione del muro al confine con il Messico.

(Sara Squadrani)

Patrick Zaki, continua la detenzione e l’Italia lancia una petizione. È dal 7 febbraio 2020 che Patrick Zaki si trova in carcere al Cairo, e il 2 febbraio 2021 la custodia cautelare per lo studente è stata nuovamente prolungata di 45 giorni. In Italia le iniziative e la campagne pubbliche in difesa dei diritti di Patrick si sono moltiplicate, con lo scopo di ottenere il suo rilascio e fare pressione sulle autorità egiziane: dalle manifestazioni di solidarietà delle Università italiane, alla ONG Amnesty International che ha lanciato una campagna per chiedere la libertà di Patrick, alla petizione promossa dalla community “Station to Station” sulla piattaforma change.org. La petizione chiede l’intervento delle istituzioni affinché concedano la “cittadinanza Italiana per meriti speciali a Patrick, in riferimento del 2 ^ comma dell'articolo 9 della legge sulla concessione della cittadinanza Italiana”.

(Sara Squadrani)

Russia, arresti arbitrari e violenze seguono alla condanna di Alexei Navalny. L’attivista e oppositore di Putin era tornato in patria il 17 gennaio - già vittima di un avvelenamento - quando fu immediatamente arrestato scatendando un’ondata di proteste in tutto il Paese. La polizia ha usato la violenza contro i manifestanti, e il tutto si è inasprito in seguito alla condanna ricevuta da Navalny il 3 febbraio: 3 anni e mezzo di carcere con l’accusa di aver violato la libertà vigilata, nonostante Navalny e vari sostenitori reputino la condanna derivare da motivi politici. A Mosca, San Pietroburgo e altre città le proteste hanno indotto un numero di arresti arbitrari che sfiora l’ordine delle migliaia, per bloccare chi chiede la scarcerazione di Navalny e indirettamente rivendica la libertà di opinione ed espressione.

(Sara Squadrani)

Svizzera, il tribunale penale federale chiamato a giudicare i crimini di guerra in Liberia. È iniziato il 3 dicembre 2020 il processo nei confronti di Alieu Kosiah, ex comandante del gruppo armato del Movimento di liberazione unito della Liberia. È la prima volta che un cittadino della Liberia viene giudicato per i presunti crimini di guerra della prima guerra civile avvenuta nel Paese dal 1989 al 1996. Il 15 febbraio inizierà una seconda fase di questo processo che darà la possibilità a sette vittime e nove testimoni di essere sentiti in tribunale. In Svizzera è possibile processarlo perché le leggi riconoscono la giurisdizione universale permettendo così il perseguimento e l’indagine di determinati crimini indipendentemente dalla nazionalità del sospettato o dal luogo in cui sono stati commessi. “Il processo di Kosiah rappresenta un’opportunità per le vittime della prima guerra civile della Liberia di vedere finalmente la giustizia dopo tanti anni di sofferenza” commenta Balkees Jarrah di Human Rights Watch.

(Federico Brignacca)

Sahel, si indaga su abusi durante operazioni di antiterrorismo. In Ciad – riporta Human Rights Watch – i capi di Stato si sono riuniti per impegnarsi a proteggere i diritti di civili e detenuti e indagare su presunti abusi nel Sahel, commessi durante delle operazioni di antiterrorismo. Dal 2019 le Nazioni Unite e altre Organizzazioni hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica un elevato numero di uccisioni illegali in diversi stati dell’area come Niger, Burkina Faso e Mali, legati ad operazioni di antiterrorismo. “Le uccisioni illegali di soldati e islamisti armati stanno alimentando il reclutamento in gruppi armati abusivi e aggravando la crisi della sicurezza nella regione” ha dichiarato Corinne Dufka, direttrice del Sahel presso Human Rights Watch. Corinne ha anche osservato come per cambiare lo stato attuale delle cose sia necessario che i leader del G5 del Sahel (Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad) insieme ai partner lavorino per garantire la disciplina nelle operazioni contro i fenomeni di terrorismo.

(Federico Brignacca)

Federico Brignacca e Sara Squadrani



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Wall Street, ancora record. Per la nona volta dall’inizio dell’anno le borse americane raggiungono nuovi record storici, trascinate dagli ottimi dati del settore tecnologico, dall’accelerazione sulle vaccinazioni (oltre i 2 milioni al giorno), ma anche dal rialzo del prezzo del petrolio che fa volare il settore energetico. Inoltre, il nuovo segretario del tesoro Yellen ha riferito che la disoccupazione scenderà dal 6.6 al 5% entro la fine dell’anno, ma che il pacchetto di aiuti proposto da Biden la porterebbe al 4%, accelerando di un anno la conquista di questo obiettivo. Il passaggio di queste misure è però molto incerto, vista l’opposizione dei Repubblicani a distribuire nuovi fondi quando quelli già stanziati non sono stati ancora utilizzati appieno. La controfferta del GOP si ferma al momento a $618 miliardi, ma Biden sembra disposto solo a tagliare il minimo salariale a $15/h e a non retrocedere dai $1900 miliardi previsti dal suo piano.

Petrolio, continua il rialzo. Il prezzo del petrolio è tornato sopra i $60 dollari a barile per la prima volta da un anno a questa parte, grazie ad un rialzo che negli ultimi tre mesi è arrivato al 55%. La crescita è dovuta ad una serie di fattori, con in testa le limitazioni alla produzione mantenute in vigore dall’OPEC e il continuo miglioramento delle prospettive delle principali economie mondiali, con la domanda di greggio cinese ai massimi da sei mesi e quella americana in ripresa. Hanno contribuito al rialzo anche il freddo eccezionale che ha colpito il Nord America e parte dell’Asia centro-orientale e che ha aumentato la domanda di combustibile per il riscaldamento, e una certa debolezza del dollaro, anche se nelle ultime settimane quest’ultimo trend sembra essersi arrestato.

Automotive, mancano i chip. Il settore automobilistico sta vivendo una ripresa molto più veloce rispetto anche alle previsioni più ottimistiche e la produzione di diversi marchi importanti (Audi, Ford, GM) non riesce a tenere il passo del livello sorprendentemente elevato della domanda di nuovi veicoli, a causa della mancanza di chip. Può sembrare strano, ma una macchina contiene da 50 a 150 chips e la concomitanza di un veloce ritorno ai ritmi produttivi pre-covid, unita alla forte richiesta di chip per la produzione di computer e dispositivi digitali, ha portato in diversi casi all’esaurimento delle scorte di chip, già assottigliate dal modello di produzione just-in-time. Aumentare la produzione di chip non è cosa facile e per almeno un paio di mesi la domanda continuerà a superare l’offerta. Di conseguenza, nel primo semestre si stima verranno prodotte un milione di auto in meno, quantità che si spera di recuperare nella seconda metà dell’anno.

Tecnologia, Q4 stellare. Non si arresta la corsa del settore tecnologico, il grande vincitore del periodo pandemico, con le principali società che registrano i risultati migliori di sempre nel Q4 del 2020: Google, spinta dai ricavi pubblicitari in forte crescita, mette a segno un +23% nei ricavi del trimestre ($56.9 miliardi); Apple distrugge le previsioni degli analisti con un trimestre da $111.4 miliardi di ricavi e mostra dati molto positivi nel settore dei servizi (+24%); Amazon sorpassa per la prima volta la soglia dei $100 miliardi a trimestre, con ricavi pari a $125.6 miliardi (+44% sul 2019), un rialzo dato non solo dall’impossibilità di molti consumatori di acquistare nei negozi fisici, ma anche per la crescita di Amazon Web Services (+28%), e annuncia a sorpresa l’addio di Jeff Bezos (rimarrà come presidente esecutivo). Dall’altra parte del Pacifico, i ricavi della divisione gaming di Sony sono in crescita del 40% grazie al successo della PS5, che ha venduto il doppio rispetto al grande rivale XBOX Series X.

Amazon, Bezos lascia. Dopo più di 25 anni Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, lascerà l’incarico di amministratore delegato ad Andy Jassy, attivo nella società fin dal 1997 e finora a capo della divisione AWS. Bezos, che rimarrà presidente esecutivo, ha annunciato che è sua intenzione dedicare le proprie attenzioni alle altre attività ed iniziative che presiede come il Washington Post, l’azienda aerospaziale Blue Origin e il Bezos Earth Fund. Bezos, che ha lasciato una carriera a Wall Street per fondare Amazon, ha guidato la compagnia nella sua evoluzione da una semplice rivendita di libri online ad un colosso da $1.7 trilioni di capitalizzazione in due decenni, periodo durante il quale $10.000 investiti nella società in fase IPO sono diventati oltre $17.4 milioni.

Europa, tra Draghi e colpi bassi. L’ex-presidente della BCE Mario Draghi ha sciolto la propria riserva e ha giurato presso il Presidente della Repubblica, dando così inizio al 67° governo dal 1946 ad oggi. Il governo ha una maggioranza di ministri scelti tra esponenti politici, ma i ministeri chiave per la gestione del Next Generation EU come Economia, Giustizia e Innovazione Tecnologia e Digitale sono in mano a dei tecnici. Sui mercati l’ottimismo regnava da almeno una settimana, tanto da far guadagnare alla borsa di Milano più del 9% in poche sedute, recuperando così parte del terreno perduto rispetto alle altre borse europee. Cambiando zona, la borsa di Amsterdam ha superato quella di Londra per valore di azioni scambiate (€9.2 contro €8.6 miliardi), come conseguenza del divieto di scambio imposto da Bruxelles a seguito della Brexit e del rifiuto di riconoscere l’equivalenza del regime di regolamentazione britannico.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Repubblica Centrafricana, continua il conflitto. Il 6 febbraio scorso ha segnato il secondo anniversario di un accordo di pace che aveva visto convergere l’attuale governo e i gruppi armati presenti nel Paese. Il conflitto iniziato nel 2012 non finì lì e invece di rinnovare la pace, nei giorni dell’anniversario si è assistito - e si continua ad assistere - alla continuazione delle ostilità, con le forze filo-governative che hanno strappato la città di Bouar al controllo di 6 gruppi armati ribelli.

Giustizia per i crimini commessi in Sud Sudan e in Liberia. All'inizio di febbraio, dopo due anni dall'aggiornamento dell'accordo di Pace di Addis Abeba, inizialmente firmato nel 2015, il Sud Sudan ha istituito un tribunale speciale per giudicare sui crimini di guerra commessi durante il conflitto e sulle pesanti violazioni dei diritti umani. Il 3 febbraio è invece iniziato in Finlandia un processo contro Gibril Massaquoi, ex capo ribelle del Sierra Leone, accusato di crimini di guerra in Liberia tra il 1990 e il 2003 - tra cui uccisione di civili, stupri e reclutamento di bambini soldato.

Kenya, si “combattono” ancora le locuste. Già lo scorso anno la FAO aveva dichiarato che quella che sta colpendo il Kenya è la più grande invasione di locuste del deserto degli ultimi 70 anni. Una nuova ondata sta ora investendo il Paese, includendo anche Sudan e Somalia. Le conseguenze su agricoltura e pastorizia sono devastanti. Di conseguenza, il problema della sicurezza alimentare riguarda milioni di persone nella regione e l’urgenza di eliminare il problema è alquanto pressante. Si deve fare di tutto per impedire la riproduzione degli insetti e l’ingigantimento dell’infestazione.

Sud Africa, piano di vaccinazione e di ripresa economica. Il presidente Cyril Ramaphosa sta faticando nell’implementazione dei suoi piani sanitario ed economico, in un Paese fortemente colpito dal virus, anche nella sua variante locale, e la cui economia sembrerà peggiorare di 7,2 punti percentuali quest’anno. Ramaphosa chiede perciò supporto per la sua azione di governo. Il piano di vaccinazione inizierà con la somministrazione del vaccino “Johnson and Johnson” agli operatori sanitari, per arrivare a vaccinare il 67% della popolazione entro l’anno. In economia invece il piano consiste nell’aumentare gli investimenti, combattere la corruzione e aumentare la capacità delle aziende energetiche di produrre energia elettrica e diventare produttori indipendenti.

Angola, riaprono alcune scuole dopo 11 mesi di chiusura. L’apertura riguarda specialmente le scuole primarie, sebbene non tutte. Le regole e le misure che dovranno rispettare i bambini e ragazzi sono molte e sono state per prima cosa spiegate ai genitori, per costruire un rapporto di fiducia con gli istituti scolastici oltre che per garantire che l’ambiente sia il più sicuro possibile. Un’altra novità per il sistema scolastico del Paese riguarda il nuovo calendario che entra in vigore quest’anno, in linea con quello europeo da settembre a luglio.

Sara Squadrani



AMERICA DEL NORD

USA, l’impeachment a Trump e la telefonata tra Biden e Xi Jinping. L’8 febbraio è iniziata la procedura di impeachment al Senato, a carico di Trump, per i fatti del 6 gennaio. Non prima che ci fosse il riconoscimento della sua costituzionalità con il voto favorevole dei democratici e di 6 senatori repubblicani. Anche questo secondo impeachment, così come il primo, si è concluso con l’assoluzione di Trump. Tuttavia, è importante considerare il voto di 7 Repubblicani a favore della sua condanna. Passando all’attuale Presidente statunitense, citiamo la conversazione con Xi Jinping, nella quale Biden si è mostrato preoccupato per le questioni relative ad Hong Kong, Taiwan, la regione dello Xinjiang. Il Presidente ha affermato, in seguito, “se l’America non si dà una mossa sulla Cina, la Cina si mangerà tutto il nostro pranzo”.

(Marta Annalisa Savino)

Canada, il partito conservatore e la parte occidentale del Paese. Da sempre, la base elettorale del Partito Conservatore canadese, guidato da Erin O'Toole dall’estate del 2020, è il Canada occidentale, ma le cose rischiano di cambiare nel prossimo futuro. Il Canada occidentale è sempre stato attraversato da ondate di malcontento verso il governo federale, accusato di non aver fatto abbastanza per stimolare lo sviluppo economico della regione. Lo scontento si è coagulato attorno alla principale città, Alberta, dove in anni recenti è nato un movimento indipendentista. Il partito di O’Toole è accusato di non aver tutelato gli interessi locali, portando avanti politiche per attirare elettori nelle regioni orientali. Tuttavia, spostare il proprio bacino di voti a est, dovendo competere con altri partiti più radicati sul territorio, potrebbe essere fatale alle prossime elezioni.

(Lorenzo Bonaguro)

Marta Annalisa Savino e Lorenzo Bonaguro



AMERICA LATINA

Brasile, le priorità di Bolsonaro. Per Jair Bolsonaro diventare membro a pieno titolo dell’OCSE è una priorità. Al momento il paese conserva solo lo status di ospite all’interno dell’organizzazione, ma ambisce alla membership per attrarre più investimenti. L’OCSE aveva deciso di ammettere il Brasile a patto di velocizzare l’adempimento delle linee guida in materia ambientale. Tuttavia, dopo una denuncia da parte dello Human Rights Watch riguardo la politica ambientale di Jair Bolsonaro, l’OCSE ha rivisto la sua decisione. Tra le priorità di Bolsonaro c’è anche l’apertura dei territori abitati dagli indigeni all’attività estrattiva mineraria. Attività che distrugge l’ambiente e le comunità locali e favorisce la diffusione delle malattie, incluso il Covid-19 e la sua variante, che stanno decimando le popolazioni indigene.

(Ginevra Ricca)

Cile, i progetti del BID. Il Banco Interamericano de Desarrollo (BID) ha erogato 125 milioni di dollari in favore della compagnia energetica cilena Engie per promuovere la transizione verso le fonti rinnovabili. I fondi saranno utilizzati nel corso di 12 anni e punteranno alla manutenzione e all’espansione di un parco eolico già esistente. In più, in queste settimane il BID ha firmato un accordo di cooperazione con il ministero dello sviluppo sociale per promuovere l’economia indigena nel contesto della crisi aggravata dalla pandemia. Uno degli obiettivi del piano è aiutare le imprese indigene a uscire dalla povertà in modo sostenibile e permanente, anche attraverso appalti pubblici locali dedicati alle stesse, soprattutto nella regione dell’Araucanía.

(Ginevra Ricca)

Ecuador, le elezioni del 7 febbraio. I risultati ufficiali mostrano che Andrés Arauz, economista di sinistra, è in testa alla classifica dei candidati, seguito dal leader del partito degli indigeni Yaku Pérez e dalla destra guidata dall’imprenditore Guillermo Lasso. Nonostante Arauz abbia gridato subito alla vittoria, non ha ottenuto la maggioranza. Per questo è previsto il ballottaggio ad aprile. Sembra che lo sfidante di Arauz sarà Pérez, che ha raggiunto il 20,04% dei voti, visto che Lasso ha ottenuto soltanto il 19,97%. Il centro di Lenin Moreno, attualmente presidente, risulta quindi sconfitto. Nonostante la pandemia abbia colpito duramente l’Ecuador, l’affluenza alle urne ha superato le aspettative, elemento molto apprezzato dall’OSA.

(Ginevra Ricca)

Messico, Biden mantiene la promessa: stop ai fondi per il finanziamento del muro alla frontiera. La decisione del neo eletto 46° presidente di bloccare l’erogazione dei fondi federali per la realizzazione del muro alla frontiera tra Stati Uniti e Messico segna un definitivo punto di svolta, rispetto all’amministrazione precedente, in materia di politiche dell’immigrazione. Lo stesso stato di emergenza evocato da Trump nel 2019, mediante il quale aveva forzato la mano con Il Congresso per ottenere lo sblocco di più fondi, è stato ufficialmente dichiarato “non più necessario” da Biden, il quale ha ribadito che nessun altro dollaro americano sarà investito per la costruzione del muro.

(Davide Shahhosseini)

Nicaragua, i primi effetti della Ley de Agentes Extranjeros. In Nicaragua nelle ultime settimane sono state smantellate due organizzazioni che promuovono la libertà di stampa, nonostante avessero presentato tutta la documentazione in regola necessaria per operare nel paese. A stabilirlo è stato il regime di Daniel Ortega sulla base della Ley de Agentes Extranjeros, approvata alla fine dello scorso anno. Le due organizzazioni coinvolte sono Pen Internacional e la Fundación Violeta Barrios de Chamorro. I leader di queste organizzazioni hanno dichiarato che non hanno intenzione di accettare la decisione del regime. Tuttavia, ad oggi, i conti bancari di entrambe le associazioni sono già stati cancellati.

(Ginevra Ricca)

Perù, la pandemia e la modifica della Costituzione. Mentre in Perù vengono distribuiti i primi vaccini prodotti dalla casa farmaceutica cinese Sinopharm, il paese si avvia verso un ulteriore periodo di lockdown a causa dell’aumento incontrollato del numero dei contagi, la diffusione della variante brasiliana e un sistema sanitario ormai al collasso. Intanto, a livello politico, il Congresso peruviano approva l’abolizione dell’immunità parlamentare. Affinché questo progetto diventi legge, è necessario che sia sottoposto a referendum oppure che sia approvato una seconda volta da un’assemblea parlamentare ordinaria successiva. Se questa modifica della Costituzione dovesse essere approvata, i congressisti potranno essere processati e giudicati dalla Corte Suprema di Giustizia per reati comuni senza il previo consenso del Congresso.

(Ginevra Ricca)

Davide Shahhosseini e Ginevra Ricca



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, è arrivato il ban per un’app di audio chat. “Clubhouse”, un'app che permette agli utenti di creare e unirsi a “stanze” per parlare con altre persone di tutto il mondo di vari argomenti, è stata proibita in Cina dall'8 febbraio. Il divieto è arrivato dopo che gli utenti di lingua cinese hanno iniziato a discutere di questioni sensibili, come le relazioni Cina-Taiwan e il trattamento del governo cinese dei musulmani Uighur nella regione dello Xinjiang. Su Clubhouse sono sorte diverse chat room per discutere del blocco dell'app. Si sono uniti centinaia di utenti, compresi alcuni che hanno comunicato di risiedere nella Cina continentale. Anche prima che l'app fosse bloccata, erano emersi potenziali problemi di sicurezza per gli utenti di quella zona, poiché gli account sono legati ai numeri di cellulare, che in Cina sono registrati con i nomi reali dei proprietari.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Nord, la denuncia dalle Nazione Unite contro il furto informatico. Un recente rapporto confidenziale delle Nazioni Unite ha suggerito, in un’analisi ancora preliminare, che la Corea del Nord ha probabilmente rubato “risorse virtuali dal 2019 a novembre 2020” per il valore di 316,4 milioni di dollari. Il furto, portato avanti da cyber-attacchi informatici, aveva l'obiettivo di finanziare i programmi nucleari e missilistici del paese, aggirando le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza e cercando di non aggravare l’economia nordcoreana. La denuncia potrebbe danneggiare significativamente i rapporti tra la Corea del Nord e i paesi occidentali, in particolare con gli Stati Uniti.

(Margherita Camurri)

Corea del Sud, i progetti con gli Stati Uniti e i vaccini per gli animali. Le prime telefonate tra il Ministro degli Esteri sudcoreano e il Segretario di Stato degli Stati Uniti hanno sottolineato la necessità di cooperare per la completa denuclearizzazione della Corea del Sud. Inoltre, i due paesi si stanno muovendo verso la stesura di un nuovo accordo riguardo la condivisione dei costi delle truppe statunitensi presenti in Corea del Sud. In particolare, l’accordo aumenterebbe i contributi economici da parte di Seul. Nel frattempo, il paese ha iniziato a fare test gratuiti agli animali domestici che, dopo essere stati a contatto con un positivo, presentano sintomi simili a quelli del Covid-19.

(Margherita Camurri)

Giappone, il ministro dei vaccini Taro Kono supera l'attuale premier Suga per diventare il potenziale successore. Proprio mentre Yoshihide Suga sta affrontando un momento cruciale del suo primo ministero, si trova eclissato dal membro del gabinetto Taro Kono, nominato a gennaio per guidare un imminente lancio di vaccini. I sondaggi mostrano che Kono è già il favorito dagli elettori per la carica di primo ministro, un segnale inquietante per Suga in vista del voto per la leadership del partito a settembre. Suga ha visto il suo sostegno dimezzarsi da quando è entrato in carica cinque mesi fa, poiché la sua enfasi sull'economia ha stonato con gli elettori più preoccupati di controllare il virus, mentre una serie di scandali ha macchiato la sua immagine. Il personaggio pubblico di Kono ha trovato più ampio appeal tra le giovani generazioni e potrebbe essere uno dei primi ministri giapponese ad apportare una dimensione internazionale.

(Andrea Angelo Coldani)

India, le truppe indiane e cinesi si ritirano dal confine conteso. L'India e la Cina stanno per ritirare le truppe da parte del conteso confine himalayano, con quello che è visto come un passo avanti nella risoluzione della disputa. Il ministro della difesa indiano, Rajnath Singh, ha detto che la mossa è il risultato di "colloqui sostenuti" tra i vicini con armi nucleari, affermando che da settembre entrambe le parti hanno comunicato attraverso canali militari e diplomatici. Ha detto che dopo nove giri di incontri tra alti comandanti militari, "siamo stati in grado di raggiungere un accordo sul disimpegno nella riva nord e sud del lago Pangong". Le sue osservazioni sono arrivate un giorno dopo un annuncio simile da parte della Cina. Mercoledì, un portavoce del ministero cinese della difesa nazionale ha detto che è iniziato un "disimpegno sincronizzato e organizzato" dal lago Pangong Tso.

(Andrea Angelo Coldani)

Taiwan, rappresentante negli Stati Uniti e funzionario del Dipartimento di Stato americano tengono il primo incontro pubblico. Un incontro tra il rappresentante negli Stati Uniti, Hsiao Bi-khim (蕭美琴), e un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano si è tenuto il 10 febbraio e il suo annuncio pubblico potrebbe essere indicativo della continuazione di contatti ad alto livello con Taiwan sotto l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. “Gli Stati Uniti stanno approfondendo i legami con Taiwan, una democrazia leader e un importante partner economico e di sicurezza", ha scritto l'ufficio su Twitter. È stato il primo incontro formale tra un funzionario taiwanese e uno statunitense, annunciato pubblicamente sotto l'amministrazione Biden. Nessuna delle due parti ha rivelato i dettagli di ciò che è stato discusso nella riunione di mercoledì.

(Andrea Angelo Coldani)

Margherita Camurri e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Italia, nasce il governo Draghi. Dopo settimane di crisi di governo, alla fine Mario Draghi ha trovato un accordo con le forze parlamentari per la formazione di un nuovo esecutivo che dovrà riuscire a portare fuori l’Italia dalla pandemia e dalla crisi economica. I ministeri chiavi per la gestione del Next Generation EU sono stati assegnati a dei tecnici, con l’intenzione di sfruttare al meglio le risorse europee. All’interno della compagine di governo, però, trovano spazio anche i rappresentati delle forze politiche che sostengono l’esecutivo, suscitando qualche malumore fra i parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno dovuto accettare l’ingresso nel governo di alcuni esponenti di Forza Italia. Nella prossima settimana, Draghi dovrà ottenere la fiducia delle Camere.

(Leonardo Cherici)

L’Europa investita dalle proteste anti-lockdown. Austria, Belgio e Paesi Bassi; questi sono solo alcuni dei Paesi europei dove le proteste contro le misure anti-Covid si sono trasformate in episodi di violenza. In Austria, che dallo scorso dicembre è ancora in lockdown, sono stati segnalati circa 180 manifestanti che hanno violato il divieto di assembramento e hanno dato vita a scontri con la polizia. Lo stesso a Bruxelles, dove circa 300 persone sono state arrestate per aver sfidato i divieti a manifestare o di assembramento in pubblico. In Francia preoccupa la diffusione delle nuove varianti e mutazioni del virus, e l’esecutivo francese sta valutando la possibilità di imporre un terzo lockdown. In tutta l’Europa centrale, inoltre, si aggiunge la preoccupazione per il ritardo nella campagna di vaccinazione.

(Alessandra Fiorani)

Unione Europea, approvato il regolamento sul Recovery. Il Parlamento Europeo ha approvato a larghissima maggioranza il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza, la parte principale del Next Generation EU. Hanno votato a favore 582 parlamentari su 691, fra cui anche quelli della Lega di Matteo Salvini, assecondando la nuova linea politica che il Segretario leghista ha intrapreso decidendo di appoggiare un esecutivo guidato da Mario Draghi. Il regolamento sul Recovery Fund è stato poi approvato anche dal Consiglio dell’Unione Europea, entrando ufficialmente in vigore. In una conferenza congiunta, il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli e il Primo ministro portoghese Antonio Costa, attualmente titolare della presidenza del Consiglio, hanno invitato i Parlamenti nazionali a ratificare l’approvazione al più presto.

(Leonardo Cherici)

Regno Unito, tentativo di instaurare un accordo commerciale nel Pacifico. Lunedì 1° febbraio il Governo britannico ha annunciato di aver formalmente inviato la propria richiesta per avviare le procedure di adesione all'Accordo Globale e Progressivo per il Partenariato Trans-Pacifico (CPTPP). Il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership rappresenta l’accordo di libero scambio commerciale tra 11 Paesi dell’Indo-pacifico. Con la separazione dall’Unione Europea, il Regno Unito sta ripensando il proprio ruolo di Global Britain iniziando da un riposizionamento nel Pacifico. Il Premier Boris Johnson ha dichiarato che questa scelta “dimostra l’ambizione dei britannici di essere campioni del mercato libero e globale”.

(Alessandra Fiorani)

Unione Europea, la visita in Russia di Borrell. L’Alto Rappresentante per la PESC, lo spagnolo Borrell, si è recato in missione diplomatica a Mosca dopo le tensioni suscitate dall’arresto di Navalny e dalle manifestazioni che ne sono scaturite, spesso represse dalle forze dell’ordine. Tuttavia, il tentativo di Borrell è risultato fallimentare, non trovando da parte del ministro degli Esteri Lavrov alcun tipo di apertura sul tema dei diritti umani e delle libertà politiche. Alcuni eurodeputati hanno parlato di una vera e propria “umiliazione” subita dal diplomatico europeo e ne hanno chiesto le dimissioni. Nel riferire del proprio viaggio di fronte al Parlamento Europeo, Borrell ha dichiarato di voler affrontare il tema nel prossimo Consiglio dei ministri degli esteri e nel Consiglio Europeo di marzo, valutando la possibilità di sanzioni.

(Leonardo Cherici)

Leonardo Cherici e Alessandra Fiorani



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Elezioni in Kosovo. Domenica 14 febbraio il Kosovo ha affrontato le elezioni parlamentari anticipate per la sesta volta dal 2007, anno in cui furono svolte le prime elezioni della neonata repubblica balcanica. La causa di queste elezioni è stata la dichiarazione da parte della Corte Costituzionale di invalidare la coalizione governativa guidata dalla Lega Democratica del Kosovo di Hoti. La motivazione è stata il fatto che Hoti ha ricevuto il voto di sostegno di un parlamentare sottoposto all’epoca dei fatti a procedimento giudiziario per attività criminali. In vista delle urne, la Commissione Centrale per le Elezioni ha compilato una lista definitiva degli aventi diritto di voto. Più di una volta in passato è avvenuto che avessero votato persone senza regolari documenti, gettando più di un’ombra sulla democrazia kosovara.

(Lorenzo Bonaguro)

Russia contro UE: arriva la tempesta dell’Est. Il presidente russo Vladimir Putin, ha accusato i Paesi occidentali di strumentalizzare l'incarcerazione dell'oppositore Alexeij Naval’nyj nell'ambito della loro "politica di contenimento" della Russia nel corso di un'intervista realizzata mercoledì e trasmessa dalla tv pubblica Rossija 24: "Usano questo personaggio proprio ora, in un momento in cui tutti i Paesi del mondo, compreso il nostro, stanno sperimentando esaurimento, frustrazione e insoddisfazione a causa delle condizioni in cui vivono, del livello del loro reddito". Secondo il Presidente, "i numerosi successi" della Russia, sul piano militare ma anche sul fronte della pandemia con il vaccino anti-covid Sputnik V, "iniziano ad irritare" gli avversari di Mosca: "Più forti diventiamo, più forte sarà questa politica di contenimento", ha sottolineato. Una chiara provocazione nei confronti dell’Unione Europea in uno dei momenti più delicati della storia mondiale.

(Arianna Giannino)

Cani blu in Russia: allarme inquinamento. Sono stati visti da più persone andare in giro tra la neve che cade abbondante in questo periodo in Russia, della cittadina di Dzerzhinsk, nella provincia di Nizhni Novgorod. Si tratta di diversi cani randagi, un branco formato da sette animali, secondo alcuni, che è stato visto aggirarsi tra le strade della città attirando l'attenzione di molti. Se inizialmente nessuno aveva capito quale fosse il motivo dello strano colore degli animali, a dare una spiegazione ci hanno pensato gli esperti secondo cui i cani si sono colorati con gli scarti aziendali di un’industria chimica locale. Nello specifico potrebbe trattarsi di solfato di rame che è un composto chimico a base di rame, zolfo e ossigeno il cui colore è proprio il blu brillante. All’epoca sovietica la città era nota per l’industria chimica. Attualmente, nonostante la chiusura di una parte delle aziende del settore, Dzerzhinsk è considerato uno dei centri abitati più inquinati del pianeta.

(Arianna Giannino)

Arianna Giannino e Lorenzo Bonaguro

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, periodo lunatico. È notizia di questi giorni l'obiettivo della Turchia di “prendere il primo contatto” con la Luna già nel 2023, non a caso in coincidenza con il centenario della Repubblica. Senza dubbio, il progetto spaziale non è del tutto una novità poiché il Paese sta investendo da diverso tempo nell’idea di una produzione nazionale in ambito di tecnologia e innovazione, in parallelo con un già ben avviato percorso di affrancamento in ambito militare. D’altro canto, però, sono in molti a vedere tale annuncio come elemento di distrazione dai problemi che continuano a investire il Paese. In primis, sebbene la campagna vaccinale prosegua a buon ritmo, sono le misure restrittive a far vacillare le prospettive di lungo periodo per le cure economiche. Inoltre, politica interna ed estera sono tornate a coincidere, con le critiche arrivate da Stati Uniti ed Europa rispetto alle modalità d’azione del governo turco: su tutte, gli arresti in seguito alle continue proteste di universitari e accademici, che rischiano di creare attriti nella stessa coalizione AKP-MHP.

(Samuele Abrami)

Iran, ritorno alla de-normalizzazione? Se prima dell’ingresso ufficiale di Biden alla Casa Bianca il campo iraniano appariva incerto sulla postura da adottare, sembra ora prevalere la più tipica dose (retorica e reale) di ostilità. Con una mossa simbolica, ma che potrebbe costare in termini di sicurezza sanitaria, i più oltranzisti vicini alla Guida Suprema Khamenei insistono sul rifiuto dei vaccini occidentali a favore del russo Sputnik e di una produzione nazionale. Se è vero che il Paese possa vantare buone strutture in questo senso, l’atteggiamento è altresì emblematico dei sommovimenti sullo scacchiere internazionale. In primo luogo, le grandi aspettative per una riapertura del dossier sul nucleare sembrano ora affievolirsi, con l’UE che accusa l’Iran di produzioni sproporzionate di uranio e con Washington restìa a fare il primo passo e calmierare le sanzioni senza garanzie. Altro segnale evidente delle ancora forti discrepanze è la prosecuzione di esercitazioni militari congiunte Iran-Russia-Cina: un affronto alla Democracy Promotion dei “nuovi-vecchi” nemici USA?

(Samuele Abrami)

Tunisia, la democrazia richiede scelte coraggiose. In un paese in cui la classe politica dà priorità alla logica del compromesso e del consenso da ormai dieci anni, a mancare, alla fine dei conti, è stata l’incisività necessaria all’azione di governo per innescare un cambiamento reale. Le disparità economiche sono una dura realtà contro la quale i tunisini si scontrano ogni giorno, con la pandemia che ha acuito il malumore della popolazione. Così, mentre il popolo torna a manifestare copiosamente nelle strade, violando il coprifuoco, il governo è alle prese con una grave crisi costituzionale e con profonde lacune sul piano sanitario ed ospedaliero da riempire. Sono proprio le strutture ospedaliere il simbolo delle differenze regionali con riguardo alle risorse disponibili, pur trovandosi tutte ugualmente in una situazione di sofferenza dovuta all’incremento dei ricoveri. Mentre il partito islamico Ennahda invita i suoi sostenitori a manifestare per la democrazia giovedì per le strade tunisine, il governo proroga le misure restrittive fino al 7 marzo e autorizza l’utilizzo del vaccino russo, pur non avendone ordinata alcuna dose. Il piano vaccinale in Tunisia deve ancora prendere il volo, così come la democrazia.

(Federica Sulpizio)

Egitto, la riapertura del valico di Rafah con la Striscia di Gaza. Si tratta del principale collegamento via terra con il mondo esterno per i residenti della Striscia, riaperto per la prima volta dopo anni – tranne per quale fugace apertura – per un periodo di tempo ancora indeterminato. La decisione giunge dopo i colloqui tenuti al Cairo tra le autorità egiziane e le fazioni palestinesi, le quali si sono impegnate nell’accettare e rispettare i risultati delle elezioni parlamentari e presidenziali che si dovrebbero tenere tra maggio e luglio. Intanto, all’estero – più precisamente a Istanbul – prende vita un nuovo fronte politico dell’opposizione egiziana ad al-Sisi, “Unione delle forze nazionali egiziane”, con l‘obiettivo di unificare gli sforzi dei vari personaggi politici egiziani all’estero contro un regime che pare mal digerire il dissenso all’interno dei confini nazionali. Intanto, l’ONU si dichiara preoccupata per l’uso “improprio” della legge antiterrorismo, le cui ricadute più pesanti si registrano anche nei confronti di attivisti. Proprio per questo, l’organizzazione ha esortato l’Egitto a rimuovere i nomi degli attivisti dalla “black list” dei terroristi; la decisione sarà presa il 10 marzo. Infine, in una dichiarazione congiunta con Cipro e Grecia, l’Egitto ha chiesto che venga rispettata la sovranità marittima, soprattutto nell’area del mediterraneo Orientale.

(Federica Sulpizio)

Libia, habemus governum. Dopo il fallimento del primo round di elezioni previsto, il Forum di Dialogo Politico Libico ha finalmente selezionato le figure che presiederanno il governo ed il consiglio presidenziali di transizione. I grandi sconfitti che correvano per alcune delle posizioni di vertice sono Aguila Saleh, presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, e Fathi Bashaga, ex ministro dell’Interno del GNA tripolino. A superare il secondo round di votazione con il sistema delle liste sono stati Mohammad Younes Menfi, diplomatico della Cirenaica, che ricoprirà il ruolo di capo del Consiglio presidenziale e Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, imprenditore della Tripolitania designato come nuovo premier del governo unitario di transizione.

(Michele Magistretti)

Israele, il successo della corsa al vaccino. La campagna di vaccinazione in Israele procede a ritmo sostenuto e fa ben sperare gli osservatori esterni e la comunità scientifica. A conferma del successo della campagna e dello stesso vaccino vi è il dato riguardo circa mezzo milione di persone che hanno ricevuto la seconda dose e delle quali, secondo il report stilato dall’organismo competente, solo 544 hanno contratto il virus. Di questo mezzo migliaio solo 15 hanno dovuto essere ospedalizzate e solo 4 hanno avuto sintomi gravi, ma nessuno è di questi è deceduto. Secondo il centro sanitario Maccabi il vaccino Pfizer ha quindi dimostrato un’efficacia del 93% e solo lo 0.1% di coloro che hanno completato il procedimento hanno contratto la malattia. A confermare questi dati positivi vi sono il calo dei pazienti in gravi condizioni e dei morti tra gli over 60.

(Michele Magistretti)

Federica Sulpizio, Samuele Abrami e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, sei vittime nell’attentato suicida all’Accademia militare di Kabul. L’attacco è avvenuto dopo poco più di una settimana da una serie di altrettanti attentati registrati nella capitale, uno dei quali diretto contro una navetta dell’ambasciata italiana. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata un’esplosione, probabilmente innescata da un’autobomba collocata dinanzi all’ingresso principale dell’accademia, a provocare la morte di sei persone (attentatore incluso) e il ferimento di altre 12, tra militari e civili. Al momento non vi sono state rivendicazioni, anche se il modus operandi non lascia molti dubbi circa il coinvolgimento di quelle forze estremiste che, da ormai un decennio, adoperano l’arma del terrore con il fine ultimo di opporsi al processo di State-building e ripristinare lo status quo.

(Davide Shahhosseini)

Somalia, attacco jihadista a Mogadiscio. E’ di almeno tre morti il bilancio dell’attentato terroristico avvenuto nella giornata di sabato ad un check point nei pressi del Parlamento, nell’affollato centro della capitale. Secondo alcune fonti vicine alle autorità somale, l’attacco sarebbe da attribuire ai miliziani di Al-Shabaab, l’organizzazione terroristica che da più di un decennio semina il terrore nella regione, facendo leva sulla profonda instabilità che, tradizionalmente, domina lo scenario politico interno. L’attacco coincide con uno dei periodi di maggiore crisi per le istituzioni somale poiché queste, a fronte della scadenza del mandato di Farmaajo dell’8 febbraio, non sono ancora riuscite ad accordarsi sulle modalità di svolgimento delle prossime elezioni presidenziali.

(Davide Shahhosseini)

Mali, la stabilità è ancora lontana. Soldati governativi e forze internazionali nel mirino dei ribelli. Il 3 febbraio, una postazione militare dell’esercito di Bamako è stata colpita da individui armati nei pressi di Boni, un villaggio del Mali centrale. L’attacco, che ha ucciso 10 soldati, è stato rivendicato da JNIM, che in un comunicato ha ribadito che la Francia e gli altri alleati internazionali del governo maliano restano un bersaglio. Il terreno di scontro resta principalmente la regione saheliana, in linea con la tendenza alla focalizzazione delle strategie jihadiste sui contesti locali, molto visibile nel Sahel. L’esercito ha reso noto di aver condotto, in risposta all’attacco, dei raid aerei con il supporto delle forze francesi. Risale invece al 10 febbraio l’ultimo attacco contro le forze di peacekeeping ONU, in cui 27 soldati di un contingente togolese sono rimasti feriti e uno è morto per le ferite riportate.

(Laura Morreale)

Danimarca, 13 arresti per sospetta pianificazione di attività terroristica. Lo ha reso noto l’agenzia di sicurezza e intelligence danese il 12 febbraio, dichiarando che i primi 7 arresti sono stati condotti tra il 6 e l’8 febbraio durante un’operazione di polizia. Le accuse, per cui gli imputati si sarebbero dichiarati non colpevoli, riguardano il possesso di armi e materiali per la fabbricazione di esplosivi. Gli altri sei arresti sarebbero legati alla stessa investigazione, così come un ulteriore arresto in Germania. Gli accusati, tra cui ci sarebbero cinque o sei donne, appartenevano ad ambienti islamisti militanti. Il rischio terrorismo nel paese è stato definito “significativo” anche se, nel caso specifico, i materiali esplosivi non erano ancora stati assemblati per eseguire un attacco.

(Laura Morreale)

Davide Shahhosseini e Laura Morreale



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

NATO, donazione di respiratori nei Balcani. Già da marzo scorso il Montenegro aveva chiesto un aiuto per la fornitura di materiale medico-sanitario alla NATO, tra cui respiratori, test e mascherine. Il 1° febbraio, l'organizzazione è intervenuta attraverso la NATO Pandemic Response Stockpile, coordinata dallo Euro-Atlantic Disaster Response Coordination Centre (EADRCC), per la consegna di 20 set di respiratori al Montenegro. Il 2 febbraio, 60 set sono stati invece recapitati in Macedonia. Questi interventi di assistenza sono stati finanziati con i contributi di Repubblica Ceca, Lituania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.

(Sara Squadrani)

Corte Penale Internazionale, sviluppi su più fronti. Il 5 febbraio la pre-trial Chamber I della CPI ha affermato di avere la giurisdizione per investigare e giudicare i crimini di guerra o le atrocità che sono state commesse dallo stato di Israele nei territori Palestinesi ‘‘occupati dal 1967, e cioè Gaza e la Cisgiordania, inclusa la parte est di Gerusalemme’’, non senza la disapprovazione israeliana. Lo stesso giorno, la CPI ha altresì condannato Dominic Ongwen per crimini di guerra e contro l'umanità, per le sue azioni svolte come comandante dell’esercito del Signore in Uganda, tra cui gravidanza forzata, stupro, omicidio e reclutamento di bambini soldato - ciò che era stato anche lui dall’età di 9/10 anni. Il 16 febbraio si terrà invece il processo per giudicare due leader anti-balaka condannati per gravi crimini commessi durante il conflitto nella Repubblica Centrafricana, apertosi nel 2012.

(Sara Squadrani)

OMS, novità sullo studio dell'origine del Covid-19. L'ipotesi che il virus sia stato prodotto o si sia diffuso da un laboratorio è stata screditata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sta conducendo delle ricerche nella città di Wuhan in ospedali, laboratori e mercati. L’origine sembra quindi essere “animale” pur non essendo ancora chiaro quale sia l'ospite che abbia avviato la trasmissione. Lo studio necessita ancora di lavoro, ma oltre a questa notizia si è confermato il periodo di inizio della circolazione del virus: dicembre 2019. Non ci sono infatti prove che ne attestino l'inizio prima di questo mese.

(Sara Squadrani)

WTO, Ngozi Okonjo-Iweala nominata Direttrice Generale. Dopo varie proroghe, si svolgerà online il 15 febbraio l’incontro straordinario del Consiglio Generale per approvare ufficialmente la nomina. La carica è rimasta scoperta dal 31 agosto scorso, quando Roberto Azevedo, diplomatico brasiliano alla guida dell’organizzazione dal 2013, ha concluso in anticipo il suo secondo mandato. Tra gli otto possibili successori inizialmente proposti, la scelta si era ridotta a due già da ottobre: Okonjo-Iweala, economista della Banca Mondiale ed ex ministra delle finanze nigeriana, e Yoo Myung-hee, attuale ministra sudcoreana del commercio. La candidatura di Okonjo-Iweala era supportata dalla maggior parte degli Stati membri, ma non dagli Stati Uniti. L’insediamento della nuova amministrazione ha sbloccato la situazione, insieme all’annuncio di Yoo Myung-hee di ritirare la propria candidatura.

(Laura Morreale)

OIM, appello per porre fine agli abusi contro i migranti ai confini esterni dell’Ue. Come sottolineato da Eugenio Ambrosi, capo dello staff dell’OIM, gli Stati membri non possono derogare alle norme internazionali in materia di diritti umani: diverse testimonianze denunciano i metodi brutali impiegati dalle polizie di frontiera; inoltre, i respingimenti collettivi espongono i migranti che tentano di raggiungere l’Unione a violenze e condizioni di vulnerabilità, in violazione del principio di non-refoulement. L’OIM supporta la decisione di alcuni Stati di avviare delle indagini in merito ad alcuni episodi, oltre che la proposta della Commissione europea di istituire un meccanismo indipendente preposto al monitoraggio dei confini.

(Laura Morreale)

OIL, l’auspicio maggiore inclusività nell’economia digitale post-Covid. Un report dell’IOM Global Business and Disability Network, presentato in occasione della conferenza Zero Project del 10 febbraio, evidenzia come la trasformazione digitale del mondo del lavoro, accelerata dalla pandemia, potrebbe avere effetti positivi sull’occupazione delle persone con disabilità. Il report identifica alcune azioni necessarie affinché la digitalizzazione di molti settori lavorativi e la possibilità di lavoro da remoto portino realmente ad una maggiore inclusione. Tali interventi sono: l’ampliamento dell’educazione digitale rivolta in particolare alle persone con disabilità, l’implementazione di politiche di formazione professionale e assunzioni mirate e la sperimentazione da parte dell’industria digitale di strumenti accessibili.

(Laura Morreale)

Laura Morreale e Sara Squadrani



Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Alessandra Fiorani: Europa occidentale e Unione Europea

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Arianna Giannino: Europa Centro-Orientale e Russia

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, America Latina

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Ginevra Ricca: America Latina

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, Organizzazioni Internazionali

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Lorenzo Bonaguro: America del Nord, Europa Centro-Orientale e Russia

Lydia Milly Certa: Asia ed Estremo Oriente

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Diritti Umani e Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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