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Framing The World, Edizione LXXXIII

Le principali notizie dal mondo

Framing The World, Edizione LXXXIII

Nel nuovo numero di FtW ci occupiamo della critica stagflazione in Europa, conseguenza delle misure pandemiche e in parte per il conflitto russo-ucraino. Di forte preoccupazione risultano inoltre essere le recenti incursioni cinesi nello spazio aereo di Taiwan e la dichiarazione dello stato di emergenza in alcune province dell’Ecuador per l’innalzarsi delle violenze. Infine, ci concentriamo sulle prossime elezioni presidenziali in Somalia e sul proseguimento dei negoziati sul nucleare iraniano.

Tutto questo e molto altro nel 83° numero di Framing the World!

INDICE

  • DIRITTI UMANI
  • ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
  • AFRICA SUB SAHARIANA
  • AMERICA DEL NORD
  • AMERICA LATINA
  • ASIA ED ESTREMO ORIENTE
  • EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
  • EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
  • MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
  • TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
  • ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI



DIRITTI UMANI

USA, la Corte Suprema pronta a votare per abolire il diritto all’aborto. La testata Politico ha pubblicato una bozza – intitolata Parere della Corte – redatta dal giudice repubblicano Samuel Alito in cui emerge la volontà da parte della Corte Suprema di annullare la storica sentenza Roe vs Wade, che dal 1973 garantisce la tutela costituzionale del diritto all’aborto. “Riteniamo che Roe vs Wade debba essere annullata”, si legge nel documento. Questa opinione è sostenuta anche dagli altri giudici repubblicani - Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett - che già nel 2005 avevano votato con Alito per abolire il diritto all’aborto. Sebbene non rappresenti una decisione ufficiale - il verdetto finale è atteso tra giugno e luglio - sono già iniziate le prime manifestazioni di protesta davanti alla Corte Suprema. Anche la Casa Bianca si è espressa con forza. “Il diritto di scelta di una donna è fondamentale - ha detto il presidente americano Joe Biden - la sentenza Roe vs Wade non deve essere ribaltata”.

India, la libertà di stampa è in pericolo. Nella Giornata Mondiale della Libertà di Stampa (3 maggio), Reporter Senza Frontiere (RSF) e altre 9 organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato le violenze perpetrate dalle autorità indiane nei confronti dei giornalisti. Nel suo annuale ranking sull’Indice della Libertà di Stampa, RSF ha classificato l’India al 150° posto su 180 Paesi. Ad incidere maggiormente su questo risultato è la legge sull’“Information Technology” del 2021, attraverso la quale le autorità possono processare tutti coloro che muovono critiche al governo del Primo Ministro Narendra Modi. Il caso più recente è quello del giornalista Aasif Sultan che, ad aprile, è stato arrestato in via preventiva, per l’ennesima volta e senza alcuna prova. Al termine della Giornata, le 10 organizzazioni hanno rimarcato come “i giornalisti non dovrebbero rischiare la loro libertà e la loro vita per svolgere il loro lavoro”.

Iran, il medico Ahmad Reza Djalali sarà giustiziato entro il 21 maggio. Come riportato dalla semi-ufficiale agenzia di stampa iraniana ISNA, entro la fine del mese il medico Djalali, in possesso della doppia nazionalità iraniana e svedese, verrà giustiziato per spionaggio in favore di Israele. Djalali era stato arrestato nel 2016 durante una visita accademica in Iran e, da Novembre 2020, si trova segregato in una cella a Teheran. Durante questi anni di prigionia, è stato sottoposto a torture da parte delle autorità per costringerlo a “confessare” di essere una spia. La notizia della condanna alla pena di morte è emersa poco dopo il processo della Corte Svedese a Hamid Nouri, un cittadino iraniano arrestato dalle autorità nel 2019 a Stoccolma. Nouri è accusato di crimini di guerra internazionali e violazione di diritti umani – la condanna finale dovrebbe essere annunciata il 14 luglio. Nel frattempo, il Ministro degli Esteri Svedese Ann Linde ha già comunicato, tramite twitter, di essere in contatto con le autorità iraniane e di aver richiesto la scarcerazione di Djalali.

Lorenzo Franceschetti

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Wall Street, è scoppiata la bolla? Dopo i pesanti cali di aprile (-13% per il Nasdaq e -8% per l’S&P 500) le borse hanno cercato - e inizialmente trovato - conforto nella parole dal presidente della FED Powell che, pur alzando i tassi di 50 punti base e decidendo di iniziare a ridurre il bilancio della FED a giugno (il c.d. “quantitative tightening”), ha escluso futuri rialzi di 75 punti. Queste precisazioni hanno innescato un rally inatteso che in pochi minuti ha mandato gli indici in rialzo del 3%. Il giorno successivo, tuttavia, la situazione si è rovesciata e il calo è stato del 3.6% per l’S&P 500 (il peggiore dal 2020) e del 5% per il Nasdaq (il terzo peggiore nella storia). Particolarmente colpito il settore del commercio online (ebay -12%, Etsy -16%). Le perdite sono poi continuate il giorno successivo, così che gli indici, che nonostante l’ingente calo erano leggermente in positivo per la settimana, hanno chiuso in rosso per la quinta settimana consecutiva.

USA, dati positivi per il lavoro. Se Wall Street “piange”, la situazione rimane migliore nell’economia “reale”, che conferma lo stato di salute con gli ultimi dati provenienti dal mercato del lavoro. I posti di lavoro creati ad aprile, 428.000, hanno infatti sorpreso gli economisti che si aspettavano un leggero rallentamento rispetto a marzo, a causa della carenze di lavoratori disponibili. La crescita è distribuita equamente nei vari settori come ospitalità (+78.000), manifatturiero (+55.000) e logistica e trasporti (+52.000). La disoccupazione è stabile al 3.6% e l’occupazione è ormai solo dello 0.8% inferiore rispetto ai livelli pre-pandemici che, con il tasso attuale, saranno recuperati entro luglio. In crescita anche i salari, in media del 5.5%, anche se meno dell’inflazione.

Turchia, fortissima inflazione. USA, EU e UK sono alle prese con tassi di inflazione superiori al 6% e ai massimi da 40 anni, ma gli aumenti vissuti da queste economie sviluppate impallidiscono in confronto ai dati provenienti dalla Turchia, dove l’aumento, solo ad aprile, è stato del 7.25% rispetto al mese precedente, mentre su base annua l’aumento è stato del 69.97%. Un ruolo fondamentale è stato giocato dagli aumenti delle materie prime causati dalla guerra in Ucraina, particolarmente rilevanti in un paese importatore come quello turco, ma il fattore principale è stato la svalutazione della lira, arrivata ad oltre il 90% negli ultimi dieci anni e solo peggiorata dalle decisioni economiche del presidente Erdogan che, contro il parere dei suoi stessi economisti, mantiene bassi i tassi di interesse per aumentare crescita ed export invece che aumentarli per frenare l’inflazione.

Europa, siamo in stagflazione? La tanto auspicata crescita economica in Europa sembra già essersi volatilizzata e nel primo trimestre si è fermata ad un magro +0.2%, un dato solo parzialmente condizionato dalla guerra in Ucraina. Nel dettaglio, la Germania cresce solo di 0.2% ma meglio delle previsioni ed evita una recessione dopo l’ultimo trimestre 2021 in negativo, causa pesanti restrizioni covid; la Spagna mette a segno un +0.3% ma in rallentamento dal periodo precedente (+2.2%), mentre la Francia rimane a zero e l’Italia perde lo 0.5%. Notevoli, invece, i risultati di due economie più piccole, Austria e Portogallo, rispettivamente a +2.5 e +2.6%. Questi dati, uniti all’inflazione del 7.5% ad aprile, fanno dire ad Unicredit che l’UE è ormai in stagflazione e che le cose peggioreranno se, come prevedibile, la BCE alzerà i tassi di interesse a luglio per provare a contenere l’inflazione.

UK, salgono ancora i tassi. Le cose non vanno molto meglio oltre la Manica, ma almeno la Bank Of England esprime chiaramente le attuali difficoltà nel manovrare l’economia attraverso il continuo susseguirsi di shock (pandemia, inflazione, guerra, problemi di approvvigionamento fra gli altri) e sembra avere in mente una chiara rotta per riportare l’inflazione sotto controllo. La scorsa settimana, infatti, la BOE ha alzato i tassi per la quarta volta consecutiva, portandoli all’1% (ai massimi dal 2009), continuando una politica restrittiva adottata - o in via di adozione - anche dalle altre banche centrali, sebbene con un ingiustificabile ritardo, e prospettando una riduzione dei 1000 miliardi di titoli accumulati da dopo la crisi finanziaria. La BOE si aspetta che l’inflazione arrivi al 10% entro la fine dell’anno e che i redditi reali si riducano del 2%. Tutto ciò si potrebbe tradurre in una recessione prima della fine del 2022.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB SAHARIANA

Africa al buio, le impressionanti immagini satellitari. L’Istituto Internazionale per l'Analisi dei Sistemi Applicati di Laxenburg, in Austria, con un suo studio ha dimostrato l’importanza delle immagini satellitari nello studio dello sviluppo economico e delle politiche energetiche adottate dai diversi Paesi. I ricercatori infatti, combinando le immagini satellitari notturne con un indice di ricchezza delle famiglie, sono stati in grado di predire con un’accuratezza dell’87% lo sviluppo economico di 2,4 milioni di famiglie in 49 Paesi di Africa, Asia e Americhe, in base alla percentuale di insediamenti non illuminati. Il risultato evidenzia come per il 19% di tutti i centri urbani del pianeta non si rilevi emissione di luce artificiale: la maggioranza di questi si trovano in Africa (39%) e in Asia (23%). Per le infrastrutture rurali non illuminate, le percentuali per l’Africa salgono al 65%. Gli studiosi hanno sottolineato come le ricerche precedenti si siano concentrate maggiormente sul rapporto tra aree illuminate e sviluppo economico. Il centro di ricerche ha però deciso di condurre uno studio al contrario, evidenziando come le aree non illuminate siano un buon indicatore della povertà. “Identificando quelle aree – ha spiegato uno studioso – possiamo capire su quali luoghi concentrarci per migliorare gli studi riguardo l'accesso all’energia”. In quasi tutti i Paesi considerati, i risultati indicano una chiara associazione tra l'aumento delle percentuali di comunità non illuminate e la diminuzione dei livelli di benessere economico. Nell’Africa subsahariana, in particolare, le previsioni dicono che nel 2030 più di 300 milioni di persone vivranno ancora in condizioni di estrema povertà.

(Andrea Ghilardi)

Somalia, a maggio si terranno le elezioni presidenziali. La commissione parlamentare mista incaricata di organizzare e coordinare lo svolgimento del voto ha annunciato che le elezioni presidenziali somale si terranno domenica 15 maggio. Il voto era inizialmente previsto per il febbraio 2021, data termine per il mandato naturale del presidente uscente Mohamed Abdullahi Farmajo. Tuttavia, a causa di ritardi e vari ostacoli amministrativi, il voto è stato a lungo posticipato, mettendo così a rischio la fattibilità stessa di queste elezioni. Il parlamento di Mogadiscio, dopo aver eletto i nuovi legislatori e i presidenti delle due camere, ha nominato un comitato di 17 membri incaricato di stabilire i criteri per lo scrutinio presidenziale. Farmajo ora correrà per un nuovo mandato presidenziale, sfidato dagli ex presidenti Sharif Sheikh Ahmed e Hassan Sheikh Mohamud, l’ex primo ministro Hassan Ali Khaire e il leader del partito di opposizione Wadajir, Abdirahman Abdishakur Warsame.

(Andrea Ghilardi)

Andrea Ghilardi

AMERICA DEL NORD

USA, incontro tra Blinken e Mirzoyan. Nella giornata di lunedì 2 maggio, il Segretario di Stato Antony J. Blinken ha incontrato a Washington D.C. il Ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan. Secondo quanto riportato dal portavoce di Blinken, Ned Price, l’incontro ha visto il lancio del U.S-Armenia Strategic Dialogue. Si è parlato di riforme interne, lotta alla corruzione e sviluppo del programma nucleare civile come forma alternativa di energia per l’Armenia. Durante il colloquio si è poi discusso anche delle dinamiche regionali, in particolare dell’attuale situazione che coinvolge lo Stato armeno e il suo vicino, l’Azerbaijan.

(Emanuele Volpini)

USA, scambio di prigionieri con la Russia. Mercoledì 27 aprile, in Turchia, è stato effettuato uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. In pieno stile Guerra Fredda, i governi di Washington e Mosca hanno concordato il rilascio di Trevor Reed, ex marine detenuto dal 2019 in Russia, e di Konstantin Yaroshenko, pilota russo. Come riportato dall’Associated Press, lo scambio di per sé avrebbe rappresentato un evento di notevole importanza per le relazioni diplomatiche già in tempi di pace, ma lo è ancor di più viste le tensioni tra i due Paesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

(Emanuele Volpini)

USA, accuse di razzismo tra le fila della polizia di Minneapolis. Dopo la morte di George Floyd, il Dipartimento dei Diritti Umani del Minnesota ha avviato un’inchiesta sul comportamento della polizia di Minneapolis. Ad emergere è l’attitudine delle forze dell’ordine ad applicare discriminazioni razziali, soprattutto nei confronti della comunità afroamericana, vittima nel 63% dei casi di violenza da parte degli ufficiali di polizia. Un altro dato allarmante è che 13 delle 14 vittime dell’ultimo decennio sono persone di colore, situazione che aggrava ulteriormente la posizione della polizia di Minneapolis.

(Emanuele Volpini)

USA, tornado si abbatte su Oklahoma. Un violento tornado ha causato gravi danni nella città di Seminole, nello Stato di Oklahoma, a circa 80 chilometri a sudest di Oklahoma City: lo riportano i media statunitensi, che parlano di interi edifici abbattuti e strade coperte di macerie.Un altro tornado ha colpito anche la cittadina texana di Lockett, vicino al confine con l'Oklahoma, provocando ingenti danni strutturali.

(Federico Pani)

USA, trionfo alle primarie dei candidati pro-Trump. Donald Trump non molla la presa sul partito repubblicano. I “suoi” candidati alle primarie in Ohio vincono senza particolari problemi, confermando la forza dell'ex presidente Usa. L'ex consigliere del tycoon Max Miller si aggiudica le primarie per la Camera, mentre l'autore di “Hillbilly Elegy” JD Vance quelle per il Senato. Il 37enne Vance si scontrerà alle elezioni di metà mandato di novembre con il democratico Tim Ryan per sostituire il repubblicano Rob Portman, in una delle sfide chiave per il controllo del Senato.

(Federico Pani)

Emanuele Volpini e Federico Pani

AMERICA LATINA

Ecuador, stato di emergenza in tre province. Dopo lo stato di emergenza decretato a ottobre 2021, una settimana fa, il presidente Guillermo Lasso, a causa dell’inarrestabile aumento di diffuse violenze, ha decretato un nuovo stato di emergenza nelle province del Paese Guayas, Manabí ed Esmeraldas. Si specifica nel decreto firmato da Lasso che, per quattro località particolarmente violente, si attiverà anche il coprifuoco per 60 giorni fra le 23 e le 5 del giorno successivo. Il presidente ha spiegato che per contribuire all’osservazione dello stato di emergenza saranno impiegati 4.000 membri della polizia e 5.000 delle forze armate.

(Elisa Maggiore)

Brasile, nei sondaggi c’è in testa Lula. Il prossimo ottobre ci saranno le elezioni presidenziali. Secondo gli ultimi sondaggi relativi al mese di aprile, Lula ha il 41% delle preferenze contro il 32% di Jair Bolsonaro, che però recupera tre punti dall’ultima inchiesta, mentre al terzo posto viene indicato il candidato del partito laburista democratico Ciro Gomes. In caso di ballottaggio, oggi Lula avrebbe il 52% dei consensi contro il 37% di Bolsonaro. Nel discorso tenuto il primo maggio dal candidato Lula, quest’ultimo ha proposto l’adozione di una moneta unica sudamericana. Secondo gli autori della proposta, una moneta unica potrebbe dare la spinta decisiva per un’integrazione regionale, dando sovranità monetaria ai vari Paesi che al momento soffrono economicamente. “Questa moneta (“SUR”), con cambio fluttuante rispetto alle divise locali e da utilizzare sia per flussi commerciali che finanziari, avrebbe una grande capitalizzazione iniziale conferita dai Paesi aderenti per quota parte rispetto alla loro partecipazione al commercio regionale, permetterebbe ai membri di utilizzare una moneta con maggior liquidità in grado di rafforzare l’economia, primo passo per poi arrivare a un’unione politica”.

(Elisa Maggiore)

Cuba, grave esplosione a L’Avana. Almeno 25 sono i morti finora a Cuba, a seguito dell’esplosione di una bomba il 6 maggio nell’hotel Saratoga, al centro de L’Avana. Il governo di Cuba comunica che l’esplosione sarebbe dovuta a un incidente avvenuto durante il travaso di gas liquido da un camion. Ci sono decine di feriti, di cui alcuni bambini, e la stampa locale ha reso note immagini dei gravi danni strutturali all’hotel.

(Ludovica Costantini)

Messico, terrore per i giornalisti. È stato ritrovato morto vicino a Culiacán, capitale dello stato di Sinaloa, il nono giornalista del 2022. Il corpo di Luis Enrique Ramírez è stato ritrovato all’alba del 6 maggio; era stato rapito la sera prima nel quartiere dove abitava. Il Messico è uno dei Paesi più rischiosi per chi svolge il lavoro di giornalista, e sono 153 i morti dal 2000 ad oggi.

(Ludovica Costantini)

Venezuela, Maduro ha ricevuto il ministro iraniano Javad Owji: cooperazione in materia energetica. Il due maggio, il presidente Nicolas Maduro, ha ricevuto il ministro del petrolio iraniano Javad Owji per un “incontro produttivo per approfondire i legami di fratellanza e cooperazione, in materia energetica”. Il ministro iraniano ha incontrato anche l’omologo venezuelano, Tareck El Aissami. Quest’ultimo, così come scritto in un comunicato del ministero del petrolio dell’Iran, si è detto soddisfatto della posizione assunta dall’Iran nella costruzione di “rotte e meccanismi per superare le misure coercitive unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti e dei Paesi alleati. Le parti hanno esaminato le diverse opportunità di cooperazione bilaterale nel settore petrolifero, del gas e petrolchimico, nonché in ambito multilaterale”. Essendo entrambi i Paesi colpiti dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, hanno intensificato la loro cooperazione, alias: il Venezuela importa condensato dall’Iran, che è molto importante nel processo di raffinazione del petrolio consentendo di diluire il greggio pesante in una miscela esportabile.

(Elisa Maggiore)

Elisa Maggiore e Ludovica Costantini

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, nuove incursioni nello spazio aereo di Taiwan. Durante la giornata di venerdì 6 maggio si è verificata l’ennesima incursione da parte delle forze aeree cinese (PLAAF) nella zona di difesa e identificazione aerea di Taiwan. In totale, la Cina avrebbe inviato circa 18 velivoli – tra cui caccia e bombardieri strategici – all’interno dell’ADIZ taiwanese, costringendo il comando di difesa dell’isola al dispiegamento delle proprie difese missilistiche e allo schieramento (scramble) di diversi caccia nei propri cieli. Il governo di Taiwan ha accusato ripetutamente le missioni di questo tipo da parte degli aerei cinesi, diventate un evento comune negli ultimi due anni. L’incursione dello scorso venerdì si classificherebbe come la seconda più grande fino ad ora.

Corea del Nord, nuovi sistemi d’arma nucleare esibiti durante la parata del 25 aprile. Secondo la Korean Central News Agency (KCNA), l’agenzia mediatica di Stato nordcoreana, la Corea del Nord ha tenuto una parata militare, lo scorso 25 aprile, per celebrare il 90° anniversario della fondazione dell’esercito rivoluzionario del popolo coreano (KPRA). Durante la parata sono stati esibiti nuovi sistemi d’arma, come il nuovo missile intercontinentale Hwasong-17, testato lo scorso marzo. A seguire, Kim Jong-un ha tenuto un discorso durante il quale ha annunciato la sua volontà di rafforzare le capacità nucleari del Paese, al fine di “garantirne la difesa”. Infine, Kim avrebbe incitato i suoi funzionari e scienziati a sviluppare nuove tecnologie per la difesa e per l’industria delle armi, con lo scopo di consentire la distribuzione di hardware militare all’avanguardia di nuova generazione per aumentare la potenza militare di Pyongyang.

Filippine, 9 maggio decretato come “giorno festivo” in vista delle elezioni. Il presidente Rodrigo Duterte ha dichiarato lunedì 9 maggio un giorno festivo speciale – e quindi non lavorativo – per “permettere alle persone di esercitare correttamente il loro diritto di voto”. Giovedì 5 maggio il presidente ha rilasciato la Proclamazione n. 1357, da lui stesso firmata, dichiarando il 9 maggio una vacanza in tutto il Paese per le elezioni nazionali e locali. Nel suo ordine, Duterte ha affermato che le elezioni saranno condotte con riserva delle misure di salute pubblica del governo nazionale. Circa 65,7 milioni di filippini dovrebbero votare lunedì. Questa sarà la prima volta che le Filippine terranno le elezioni nel mezzo di una pandemia.

Francesco Ancona

EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Commissione Europea, presentata la proposta per un database sanitario comunitario. La Commissione ha pubblicato la proposta di regolamento su uno spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space – EHDS). Questo spazio consentirà ai cittadini di avere un maggior controllo sui propri dati sanitari nel proprio Paese e all’estero, fornendo accesso immediato in modo gratuito ed elettronico ai propri dati, permettendo il rilascio di ricette e referti in un formato unico europeo. L’EHDS avrà un impatto importante anche per quanto riguarda l’utilizzo dei dati sanitari nella ricerca, nell’innovazione e nell’elaborazione di nuove politiche; tra le altre cose, permetterà di compiere importanti passi avanti nella modalità di erogazione delle cure sanitarie nell’Unione. L’EHDS rappresenta un elemento cardine per una robusta Unione Europea della salute.

(Bianca Franzini)

Digital Services Act, raggiunto l’accordo sulla legge proposta dalla Commissione. Il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento hanno trovato un accordo sulla legge sui servizi digitali proposta dalla Commissione, che dovrebbe entrare in vigore entro il 2024. Il Digital Services Act si applica a tutti gli intermediari online che prestano servizi nell’Unione, e dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per la difesa dei diritti digitali. Il DSA mira infatti a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti degli utenti online. Insieme al Digital Markets Act, rappresenta un passo importante verso la creazione di uno spazio online più sicuro per tutti gli utenti.

(Bianca Franzini)

Francia, il dilemma del partito socialista. Le elezioni legislative in programma per il prossimo giugno pongono lo storico partito socialista francese di fronte a una scelta importante, che potrebbe cambiare il destino del governo nazionale e dello stesso partito. Si discute infatti sulla possibilità di ratificare un’intesa con Jean-Luc Mélenchon e il suo partito France Insoumise. Questa strada è già stata recentemente perseguita dai Verdi e dai Comunisti. L’obiettivo di tale accordo sarebbe quello di ottenere la maggioranza dell’Assemblée Nationale a giugno, imponendo così al neo eletto presidente Macron un governo orientato a sinistra. Restano tuttavia diversi punti delicati legati a questo possibile accordo, per via delle posizioni talvolta controverse di Mélenchon, in particolare riguardo all’opposizione ai trattati europei, all’avversità manifesta nei confronti della NATO e di alcune sue posizioni passate, favorevoli alla Russia di Putin. All’interno del partito socialista si sta scatenando un vero dibattito legato a questo accordo: dirigenti storici, come l'ex presidente Hollande, hanno minacciato di lasciare il partito se passerà l’alleanza; altri invece, come il segretario Faure, hanno sottolineato come questa intesa rappresenti l’unica opzione per non rischiare di non eleggere neanche un piccolo gruppo di deputati, perdendo così i finanziamenti pubblici. Una decisione vitale e storica aspetta dunque il PS francese.

(Andrea Ghilardi)

Germania e Olanda, semoventi d’artiglieria alle forze Ucraine. Sono arrivate le conferme ufficiali: Berlino e Amsterdam forniranno alle forze di Kiev 12 semoventi di artiglieria PzH 2000. Questo modello è uno dei semoventi più moderni, nonché più capaci della sua categoria. Prima dell’invio di questi nuovi armamenti all’avanguardia si terrà un corso di addestramento per il personale delle Forze Armate Ucraine, il quale sarà chiamato a impiegare tali mezzi. Nel frattempo, sia i mezzi tedeschi sia quelli olandesi saranno sottoposti a una serie di lavori per riportarli in condizione di perfetta efficienza. Infatti, i mezzi forniti dalla Germania verranno sottratti da quelli attualmente non in servizio, poiché in attesa di riparazioni. Si rendono dunque necessari tali interventi di perfezionamento. Al contrario, i mezzi olandesi verranno prelevati tra quelli da tempo in riserva. Questa scelta è politicamente rilevante poiché evidenzia come in Germania, un Paese che è storicamente restio sul fronte degli aiuti militari, si sia decisa una linea politica di forte e chiaro sostegno all’Ucraina di fronte alla tragica situazione in corso nel Paese.

(Andrea Ghilardi)

Bianca Franzini e Andrea Ghilardi

EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Armenia, arresti di massa a seguito delle proteste contro il governo. Durante la scorsa settimana per le strade della capitale Yerevan, migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro le scelte del governo riguardo la questione del Nagorno-Karabakh. A tal proposito sembrerebbe infatti che il governo armeno stia considerando la possibilità di concedere la regione, soggetto di una violenta e lunga disputa tra Armenia e Azerbaijan, a quest’ultimo stato. Questo il motivo alla base delle proteste del 3 maggio, organizzate dai maggiori partiti di opposizione per chiedere le dimissioni dell'attuale Premier Nikol Pashinyan, durante le quali oltre 200 persone sono state arrestate.

(Rosario Giorgio Maria Saffioti)

Russia, il governo espelle alcuni membri dello staff dell'ambasciata danese. Il 5 maggio, il ministro degli esteri russo ha dichiarato 7 membri dell'ambasciata danese come “Persona non grata”. Tale decisione apparirebbe come una chiara reazione all'espulsione di 15 diplomatici russi da parte della Danimarca avvenuta lo scorso aprile. Notevole differenza tra i due casi però, è data dal fatto che mentre i soggetti espulsi dalla Danimarca fossero membri dei servizi d'informazione Russi, tra gli individui danesi espulsi sarebbero inclusi anche quattro diplomatici. Questa scelta rischia inevitabilmente un inasprimento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.

(Rosario Giorgio Maria Saffioti)

Slovenia, vince il partito verde e liberale Gibanje svoboda. Lo scorso 24 aprile le elezioni legislative slovene hanno visto uscire vittorioso il nuovo partito (Gibanje svoboda) Movimento libertà, fondato all'inizio dell'anno dall'imprenditore Robert Golob. Questo partito, di orientamento liberale e progressista, ha ottenuto il 34,5% dei voti e in parlamento 41 seggi su 90. Probabilmente, verrà formata una coalizione con i socialdemocratici. Gli sconfitti di questa elezione sono il primo ministro uscente Janez Janša ed il suo partito, il Partito democratico sloveno. Populista ed ultraconservatore e vicino al primo ministro ungherese Viktor Orbán, Janša era primo ministro dal 2020 (lo era già stato tra il 2004 e il 2008 e poi tra il 2012 e il 2013). Il suo partito ha ottenuto il 23,5% dei voti e 27 seggi in parlamento. La vittoria del partito verde e liberale rappresenta un passo importante per il paese e non solo. Il prossimo ottobre in Slovenia si terranno anche le elezioni presidenziali.

(Bianca Franzini)

Rosario Giorgio Maria Saffioti e Bianca Franzini

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Israele, tra ritorno del terrore e una crisi diplomatica scampata. Le dichiarazioni antisemite del ministro degli esteri russi Lavrov alla televisione italiana hanno sollevato un enorme polverone e l’indignazione generale nel Paese e all’estero. Il ministro degli esteri Yair Lapid ha immediatamente condannato le affermazioni dell’omologo russo e convocato l’ambasciatore di Mosca. Questo episodio potrebbe incrinare la postura equidistante che Israele ha assunto fino a questo momento. La crisi sembra essersi parzialmente risolta con le scuse del presidente Putin in un colloquio telefonico con il primo ministro Naftali Bennett. Nel mentre, un nuovo attentato ha colpito Israele, nella città di Elad. Secondo gli ultimi aggiornamenti, avrebbero perso la vita almeno quattro persone e vi sarebbero altri cinque feriti. Le forze di sicurezza continuano a ricercare i due terroristi coinvolti nell’attacco.

(Michele Magistretti)

Iraq, la tempesta di sabbia blocca visibilità e trasporti. Sull’area centrale del Paese si è abbattuta una coltre di nubi arancioni proveniente dal deserto che ha interdetto la viabilità aerea a Baghdad e Najaf. Le autorità irachene hanno dichiarato “allerta rossa” e intimato la popolazione a restare in casa per qualche giorno. Per quanto di portata devastante, questa tempesta non è la prima e non sarà l’ultima della regione: secondo l’agenzia meteorologica irachena questi eventi saranno sempre più frequenti a causa della crisi climatica in corso, acuita da desertificazione, siccità e diminuzione delle precipitazioni. Già nel 2016 il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite aveva lanciato un allarme, intimando l’Iraq e i Paesi limitrofi a ideare piani sostenibili di urbanistica e di utilizzo delle risorse idriche, altrimenti nel 2026 potrebbero registrarsi circa 300 tempeste di sabbia nell’arco di un anno.

(Sara Oldani)

Siria, Bashar al-Assad e la “maxi amnistia”. Almeno 252 sono i prigionieri, tra cui attivisti e dissidenti, rilasciati fino ad ora secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. La scarcerazione – prevista di altre centinaia di individui nei prossimi giorni – è la diretta conseguenza dell’ultimo decreto del Presidente siriano che ha annunciato un’amnistia generale “per i crimini di terrorismo” commessi dai siriani prima del 30 aprile 2022, ad eccezione di quelli che hanno portato alla morte di una persona”. Per tali crimini si fa riferimento alla legge anti-terrorismo promulgata nel 2012, la quale di fatto ha permesso l’arresto di oppositori politici e partecipanti alle rivolte contro il regime di Assad nel 2011. La “maxi amnistia” ha due obiettivi principali, lontani dagli scopi umanitari: a livello interno mantenere una certa stabilità sociale, difficile da garantire a causa della crisi economica in cui versa la Siria; a livello internazionale, aumentare la reputazione del governo di fronte ai Paesi del Golfo con i quali lo Stato ha iniziato una fase di scongelamento dei rapporti. Il problema delle carceri e delle condizioni inumane e degradanti dei prigionieri è però tutt’altro che risolto.

(Sara Oldani)

Michele Magistretti e Sara Oldani

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Colombia, estradato negli USA il narcotrafficante Antonio Usuga. Il leader del cartello colombiano degli Urabeños Dario Antonio Úsuga, noto come “Otoniel”, è stato estradato mercoledì scorso negli USA per reati legati al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La sua cattura era avvenuta nell’ottobre scorso, nel nord ovest della Colombia, attraverso una massiccia operazione condotta dalle forze di sicurezza del Paese sudamericano. Oltre al traffico di cocaina, gli Urabeños sono a capo di altrettante attività criminali, le quali vanno dal traffico di esseri umani, al racket dei grandi centri urbani; il gruppo conterebbe circa 1800 membri, in larga parte paramilitari legati all’estrema destra.

(Davide Shahhosseini)

Iran, i negoziati sul nucleare proseguono. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mehr, il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian, ha affermato che i colloqui con gli Stati Uniti sul ripristino dell’accordo sul programma nucleare di Teheran del 2015 – Jcpoa – non si sono mai interrotti, al contrario, per il capo della diplomazia iraniana la trattativa prosegue, anche con la mediazione del Segretario generale del servizio di azione esterna dell'Unione Europea Enrique Mora. Tuttavia, lo scorso marzo, le parti erano entrate in una fase di stallo, anche a fronte della richiesta iraniana di eliminare le Guardie della rivoluzione - IRGC - dalla blacklist americana, la quale aveva trovato la ferma opposizione di Israele. Per Tel Aviv, infatti, le IRGC operano come canale di approvvigionamento delle principali organizzazioni terroristiche della regione, con il fine ultimo di inasprire la destabilizzazione dell’area.

(Davide Shahhosseini)

Afghanistan, attacco contro una moschea a Kabul. Venerdì 29 aprile, un’esplosione ha colpito una moschea sunnita a Kabul. Secondo un portavoce del ministero degli interni afghano, le vittime dell’attacco sarebbero dieci. L’attentato è avvenuto nella moschea sunnita di Khalifa Sahib, nella parte occidentale della capitale afghana. All’interno dell’edificio religioso le persone si erano radunate per commemorare lo Zikr, una cerimonia celebrata da alcuni musulmani, mentre ritenuta “eretica” dalla frangia più ortodossa. L’attacco è avvenuto in una fase di escalation delle offensive da parte dello Stato Islamico, che però non ha ancora rivendicato quanto accaduto il 29 aprile. Ciononostante, non si può escludere la mano dello stesso ISIS che, sebbene attacchi principalmente minoranze religiose sciite (come gli hazara), si è reso responsabile in passato altresì di attentati contro luoghi di culto sunniti.

(Vincenzo Battaglia)

Vincenzo Battaglia e Davide Shahhosseini

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

CIG, la Germania avvia un procedimento contro l’Italia davanti alla ICJ dell’Aia per mancato rispetto dell’immunità giurisdizionale. Berlino ha avviato un procedimento contro l’Italia davanti alla corte internazionale di giustizia dell’ONU dell’Aia, in seguito ad un mancato rispetto della sua immunità giurisdizionale. La Germania fa riferimento ai permessi emessi dallo stato italiano nei confronti delle vittime di crimini di guerra nazisti che permetterebbe loro di chiedere risarcimento allo stato tedesco. Berlino si appella in particolare ad una sentenza della Corte del 2012, che aveva giudicato queste richieste come in violazione del diritto internazionale. Sembrerebbe infatti che, nonostante questa sentenza, dal 2012 ci siano state più di 25 nuove richieste di risarcimento presentate in Italia contro la Germania per danni derivanti da crimini nazisti.

(Laura Salvemini)

EU, la commissione Europea annuncia nuovi aiuti del valore di 200€ milioni per gli sfollati Ucraini. Lo scorso giovedì 5 maggio la presidente Von Der Leyen ha annunciato una nuova serie di aiuti del valore di 200€ milioni a sostegno degli sfollati Ucraini, durante la conferenza “International Donors Conference” organizzata dalla Polonia e dalla Svezia. Come richiamato dalla presidente stessa durante il suo discorso, a 10 settimane dall’inizio dell’invasione Russa in Ucraina ci sono circa 8 milioni di sfollati. Si calcola inoltre che più di 5.3 milioni di cittadini Ucraini abbiano abbandonato il paese in ricerca di rifugio presso l’Unione Europea e gli stati confinanti. Questo nuovo aiuto si aggiunge ai precedenti 9.1€ miliardi raccolti dalla commissione, un’ulteriore testimonianza del supporto dimostrato dall’Unione nei confronti della popolazione Ucraina fin dagli inizi dello scontro.

(Laura Salvemini)

WHO, sono più di 14 milioni i morti per COVID-19 tra il 2020 e 2021. Nell’ultimo report pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) si evince che tra il periodo gennaio 2020 e dicembre 2021, le vittime causate, sia direttamente sia indirettamente, dalla pandemia COVID-19 sono state circa 14.9 milioni. Secondo il documento dell’agenzia ONU, la maggior parte delle morti in eccesso (84%) si sono concentrate nel sud-est asiatico, in Europa e nelle Americhe. Circa il 68% dei decessi in eccesso sono concentrate in soli 10 paesi a livello globale. I paesi a medio reddito rappresentano l'81% dei 14,9 milioni (53% nei paesi a reddito medio-basso e 28% nei paesi a reddito medio-alto) nel periodo di 24 mesi, con i paesi ad alto reddito e a basso reddito che hanno rappresentato rispettivamente il 15% e il 4%. Le stime includono anche una ripartizione della mortalità per età e sesso. Secondo i dati, la mortalità globale è stata più alta per gli uomini che per le donne (57% uomini, 43% donne), e interessando maggiormente gli anziani rispetto alla popolazione giovanile. "Questi dati sconfortanti non solo indicano l'impatto della pandemia, ma anche la necessità per tutti i paesi di investire in sistemi sanitari più resilienti", ha affermato in un comunicato stampa il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale del WHO.

(Francesco Ancona)

NATO, al via il progetto Cube4RnvSec. Il 5 maggio il programma scientifico della NATO per la pace e la sicurezza (SPS) ha ufficialmente dato il via al nuovo progetto Cube4EnvSec. Tale progetto, supportato da esperti e stakeholders provenienti dalla Danimarca, Germania, Israele e Svizzera, e rientrante nel contesto del “Climate Change and Security Action Plan” della NATO, avrà come scopo quello di analizzare le nuove minacce (naturali e causate dall’opera umana) alla sicurezza derivanti dal cambiamento climatico, tramite una combinazione di fonti provenienti dal suolo, il mare, e lo spazio. Secondo Rene Heise della Sezione Sicurezza Climatica ed Energetica del Quartier Generale della NATO: "questa nuova generazione di immagini ad alta risoluzione fornirà una maggiore qualità e precisione alle procedure come l'analisi dei cambiamenti per i campi d'aviazione su terreni instabili, le simulazioni di inondazioni, la sicurezza dei porti in caso di aumento del livello del mare o il rischio di frane." Secondo gli esperti, l'applicazione di questa tecnologia sarà dimostrata in una serie di casi, come l'avviso di tempesta per l'aviazione e la protezione dei porti.

(Francesco Ancona)

ICC, situazione in Libia: dare priorità alle voci dei sopravvissuti in Libia. Delineando una nuova strategia investigativa su quattro fronti al Consiglio di sicurezza, il procuratore della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha promesso il suo impegno a fare giustizia contro i crimini commessi in Libia. Nel suo ruolo di procuratore, Khan sta facendo i conti con molteplici presunti perpetratori di crimini contro l'umanità e crimini di guerra, insieme a tre mandati di arresto non eseguiti, in una nazione politicamente divisa che continua a soffrire di una diffusa impunità, derivante dal rovesciamento Muammar Gheddafi nel 2011. Presentando il 23° rapporto sul dossier libico, Khan ha detto che i sopravvissuti e le famiglie delle vittime stanno aspettando giustizia, e il rapporto contiene per la prima volta dei punti di riferimento per aiutare a portare avanti i casi. "Il nostro nuovo approccio dà la priorità alle voci dei sopravvissuti; per farlo dobbiamo avvicinarci a loro. Non possiamo condurre indagini, non possiamo costruire la fiducia, mentre lavoriamo a distanza dalle persone colpite".

(Francesco Ancona)

Francesco Ancona e Laura Salvemini



Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Agnese Marchesini: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Ghilardi: Africa Sub-Sahariana, Europa Occidentale e Unione Europea

Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Elisa Maggiore: America Latina

Emanuele Volpini: America del Nord

Federico Brignacca: Diritti Umani

Federico Pani: America del Nord

Francesco Ancona: Asia ed Estremo Oriente, Organizzazioni Internazionali

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Laura Salvemini: Organizzazioni Internazionali e Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Lorenzo Franceschetti: Diritti Umani

Ludovica Costantini: America Latina

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Rosario Giorgio Maria Saffioti: Europea Centro-Orientale e Russia

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Oldani: Medio Oriente e Nord Africa

Valeria Lavano: Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale




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