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Food&Migration - Report

Capire il nesso geopolitico nell’area euro-mediterranea

Mondo Internazionale, in qualità di partner ufficiale, ha partecipato, all’evento “Food&Migration, capire il nesso geopolitico nell’area euro-mediterranea”  https://mondointernazionale.co... organizzato da Unilab-Unimi, lista studentesca riconosciuta dall’Università degli Studi di Milano. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Barilla Center for Food and Nutrition, il centro di ricerca geopolitica MacroGeo ed il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano.

L’obiettivo del seminario è stato analizzare, a livello geopolitico, i flussi migratori e i trend dell’attuale e futuro legame tra cibo e migrazioni in aree specifiche, in particolare nei Paesi dell’area mediterranea. Lo studio ha preso in esame le interazioni tra migrazioni, cambiamenti climatici e geopolitica delle risorse, acqua ed energia, agricoltura, ricerca e tecnologia. Tramite l’analisi è possibile creare un dibattito ampio sull’argomento.

Dopo i saluti iniziali di Unilab-Unimi, i saluti istituzionali sono stati fatti dalla Prof.ssa Livia Pomodoro, la quale detiene la Cattedra UNESCO per il diritto al cibo e alla sostenibilità, secondo cui “I fenomeni migratori sono legati alla povertà, alle difficoltà, alle catastrofi climatiche ed esistono una serie di iniziative nel mondo relative ai fenomeni che rendono difficile procurarsi cibo e buona qualità della vita. Attualmente si è alle prese con i diciassette obiettivi delle Nazioni Unite’’. Inoltre, la prof.ssa sostiene che “Si parla di povertà e di mancanza di cibo per molte popolazioni ma ora si è in una situazione ambigua dove, ad esempio, la Nigeria ha un alto tasso di obesità. Questo significa che si va incontro a un mondo mal nutrito ma anche mal nutrito per eccesso di cibo. Dovrebbe essere un diritto di tutti la qualità di vita adeguata a ognuno, il tutto legato a una buona alimentazione. La Terra appartiene a tutti e noi siamo ospiti temporanei che devono rispettare in vista del futuro.”

L’intervento successivo, dopo i ringraziamenti della Prof.ssa Lupone da parte della facoltà, è stato di Katarzyna Dembska, ricercatrice e coordinatrice del concorso ‘BCFN YES!’ che collabora con Barilla da cinque anni. Nel suo intervento, lei ha parlato del lavoro della fondazione BCFN, indipendente da Barilla per far in modo che le persone facciano scelte consapevoli sulla nutrizione e sul cibo. La Fondazione capisce come il cibo abbia un impatto sulla salute, sull’economia e sulla società. BCFN è punto di riferimento per chi si occupa di cibo soprattutto a livello scientifico con pubblicazioni rilevanti ma anche un punto di riferimento per i cittadini, per il settore privato e per le organizzazioni internazionali perché tutti facciamo scelte quotidiano sulle scelte del cibo.

La Fondazione nasce nel 2009 come centro di analisi per la nutrizione e solo nel 2014 diventa fondazione. Ha lavorato sul Protocollo di Milano che ha ispirato Carta di Milano (Expo).

Sono attualmente in collaborazione con network Nazioni Uniti come, per esempio, per il summit clima.

Per quanto riguarda il cibo ci sono tre grandi paradossi globali quali morire per fame o per obesità, nutrire persone, animale o auto, sprecare cibo o nutrire chi ha fame. Lee persone che soffrono la fame aumentano e metà popolazione globale non ha un rapporto sano con il cibo (poco o troppo). Esiste un paradosso relativo all’agricoltura sostenibile secondo cui vi è un’enorme pressione 

sulle risorse (es. acqua o suolo) e metà cereali sono destinati per uso umano. Inoltre, viene sprecato cibo nella fase iniziale soprattutto nei paesi in via di sviluppo e a livello del consumatore come si denota nell’acquisto maggiore rispetto a ciò che serve o nello spreco di cibo nel caso di uscita al ristorante.  Va, infine, notato come ci sia un inadeguato accesso al cibo riguarda distribuzione e come il percorso del cibo sia sbagliato.

Il BCFN mira a sostenere il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso la ricerca, la diffusione e l’impegno sui temi del cibo, nutrizione e sostenibilità con un approccio multidisciplinare. Obiettivi dello sviluppo sostenibili sono strettamente legati al cibo. Una nutrizione adeguate permetterà di raggiungerli e affrontare alcuni problemi comporta un raggiungimento di nutrizione adeguata a tutti come nel caso dell’obiettivo Zero Fameche potrà garantire cibo per tutto. 

I lavori della fondazione sono molti come, ad esempio, la doppia piramide alimentari e ambientalesecondo cui la piramide nutrizionaledenota la frequenza del consumo del cibo per buona salute e corretto sviluppo mentre la piramide ambientaledenotai maggiori da consumare maggiormente sono i cibi che hanno meno impatto ambientale ed è, per questo motivo, una piramide rovesciata dove frutta e verdura sono alla base mentre la carne è nella parte alta.

La Fondazione ha creato il Progetto Life grazie al finanziamento europeo formato da quattro partner. È una collaborazione che implica una dieta sostenibile nelle aziende e nelle università in Italia e in Gran Bretagna. Questo vuole dire avere una dieta amica dell’ambiente e ridurre consumo acqua e CO2. 

Gli altri due progetti sono il Food sustainability index e la Pubblicazione cibo & Migrazione. Il primo è un indice che va a valutare 67 paesi in base alla sostenibilità del loro sistema alimentare ed è uno strumento per capire le sfide all’interno di un paese a livello politico e decisionale ma anche strumento per capire il progresso. Il secondo è una pubblicazione, in collaborazione con Macrogeo, poichè con l’aumentare della popolazione, sarà indispensabile studiare i paradossi relativi al cibo andando a vedere il fallimento del settore agroalimentare. 

Il terzultimo intervento è stato di Lucio Caracciolo, direttore di Limes, che ha descritto la Zona Euro-Mediterranea o Euro-africanacome zona che è esposta al riscaldamento globale e questo può avere conseguenze di vario genere come nel caso di crescente scioglimento dell’acqua che comporta aumento del mare e degli oceani. Una delle conseguenze dell’aumento delle temperature medie è la siccità con impatto sull’agricoltura. Un fenomeno rilevante è la desertificazione secondo cui le aree saranno non abitabili nonostante il passato per lo stress a cui le aree sono sottoposte. Inoltre, il deficit alimentare sta avanzando e sta provocando un problema nell’importare cibo in Africa per i costi elevati. Più necessità di cibo e minor produzione, l’importazione aumenta, i costi pure e il deficit aumenta.

L’aspettativa di vita cambia tra Europa e Africa. In Europa sopra gli ottanta anni, in Africa Sub-sahariana situazione diversa. Età mediana in Europa 45 anni. In Africa la differenza è clamorosa poiché si è sotto i 20 anni. Tutto ciò si riflette nella mancanza e carenza di cibo quando si scende dalla latitudine europea a quella africana. La situazione è particolarmente stressata per l’Africa come Africa Occidentale come si denota dalla riduzione Lago Chad dove vi sono gruppi terroristici

Tutto va visto in un contesto geopolitico che riguarda Africa ma anche Sud America e Sud Est Asiatico. Si parla di Caoslandiadove vi è quasi totalità guerra in questa area che comporta crescita esponenziale di persone. Agricoltura e allevamento consumano molto e di più di qualsiasi attività umana e manca alle donne africane una condizione sociale per cui si evitino otto figli a donne in un contesto di povertà, malnutrizione e denutrizione.

L’aiuto internazionale per sostenere alcune aree e permettere sviluppo agricolo non ha avuto risultati come rimesse dei migranti: se non si accetta una quota di migranti nei nostri paesi, si riducono risorse in Africa. 

Il penultimo intervento è stato svolto da Antonio Bombelli, che rappresenta il Centro Euro-Mediterraneo Climatici, che ha approfondito il legame tra cambiamento climatico e migrazione.

Le migrazioni sono dovute a fattori economici e socioeconomici come l’aumento demografico e sviluppo ambientale. Non si vede solo il cambiamento del clima ma anche l’adattamento dell’ambiente al clima.

 Africa è più vulnerabile per cambiamento climatico. I flussi vanno dai paesi più vulnerabili a quelli meno vulnerabili. In realtà l’estrema povertà blocca il processo.

La migrazione è una forma di adattamento al cambiamento climatico. Vi è consapevolezza che cambiamento climatico influenza la migrazione anche se non esistono molti studi in relazione al collegamento. Le previsioni tengono anche dell’irrigazione per capire quanta disponibilità ci sia a livello di acqua, pioggia, laghi, fiumi e mari. 

L’evento si è concluso con l’intervento del Prof. Pier Filippo Giuggioli, il quale ha analizzato gli aspetti giuridici del tema Food and Migration. Secondo il Professore, all’interno del tema immigrazione, la catena alimentare è un continuo di mercati con più attori da una parte di piccole e medie imprese, dall’altra grandi imprese. Molte volte tutto nasce da pratiche sleali ovvero commerciali di cui noi siamo testimoni quotidiani perché siamo consumatori e sappiamo l’aggressività delle pratiche. I consumatori sono ultimi attori ma anche i fornitori dei prodotti sono attori deboli. Bisogna, per questo, avere un cambiamento a livello cibo.

L’Unione Europa ha approvato un ordinamento per cambiare la filiera. È un cambiamento difficile se non quando veicolata dall’attore pubblico. Si impongono condizioni, clausole valide nei rapporti con i grandi con due interventi dell’Europa. La proposta di direttiva è il prodotto di un insieme di contributi avuti negli anni da parte degli attori che possono rappresentare le esigenze dei soggetti deboli ma anche forti. Gli approcci dell’UE sono stati vari tra cui il valutare singolarmente le pratiche commerciali andando a vedere quelle sleali ma anche la creazione di principi generali. 

Non è facile opporsi per le piccole imprese a questa filiera anche se sbagliata. Nel caso di abuso della forza commerciale, il contratto è nullo e il giudice verifica caso per caso. La situazione risulta molto più complessa nella pratica rispetto alla teoria.  

A cura di:
Federica Mascaretti
Laura Vaccaro Senna


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    Federica Mascaretti

    Ho conseguito la laurea magistrale in Biologia della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Milano. Ho svolto il progetto di tesi sperimentale della durata di un anno presso l’IRCCS Policlinico San Donato indagando il ruolo della nutrizione e del microbiota intestinale nelle patologie del tratto gastrointestinale.

    Attualmente visito come Nutrizionista in libera professione e svolgo attività di ricerca presso l'Ospedale Policlinico di Milano nel reparto di gastroenterologia focalizzandomi sul progetto: "blood microbiota and diet in relation to adenoma and colorectal cancer risk".



Categorie

Salute e Benessere


Tag

Food Migration Nutrition Alimentazione Seminario

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