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Eulex Kosovo

EULEX KOSOVO è la più grande missione civile nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune dell’Unione Europea. La missione, dipendente dall’Unione Europea e non dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, è stata lanciata nel 2008 e, nell’arco di dieci anni, si è occupata di aiutare il giovane paese balcanico a sviluppare dei propri organi di giustizia capaci di far fronte alle sfide dell’area.

Il Kosovo, com'è ben noto, è stato protagonista dal 1996 al 1999 del sanguinoso conflitto armato. Il Kosovo era una regione della Serbia a maggioranza albanese e islamica. Con l’intervento della NATO si pose fine alla guerra e, con la risoluzione 1244 dell’ONU, la regione fu posta sotto il controllo della UNITED NATIONS INTERIM ADMINISTRATION MISSION IN KOSOVO (UNMIK).

Il conflitto armato ha portato molte perdite di vite umane, distruzione e danni economici che ancora oggi pesano sulla vita sociale e politica del paese. E, inoltre, ha riacceso l’odio etnico secolare tra i due popoli che pretendevano il controllo del paese.

Nel febbraio del 2008, il Kosovo si dichiarò indipendente in maniera unilaterale, seguendo la via che, in passato, aveva portato alle sanguinose guerre che avevano dilaniato la vecchia Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia. La situazione era molto delicata: da un lato c’era la sfera interna dove i kosovari albanesi e kosovari serbi continuavano ad odiarsi e non mancavano episodi di violenza; dall’altro lato c’era la comunità internazionale che si divideva sul riconoscimento del nuovo Paese. Anche all’interno dell’Unione Europea, non tutti i paesi erano concordi nel riconoscere una dichiarazione di indipendenza unilaterale. Ovviamente, la Serbia si oppose immediatamente alla nascita del nuovo Stato kosovaro, sostenuta da Russia e Cina.

Nel 2008, in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova Costituzione del Kosovo, venne istituita la missione UE sullo stato di diritto del Kosovo.

La missione era stata a lungo pianificata e aveva il compito di affiancare il governo kosovaro nella gestione della giustizia e di guidarlo nella formazione di un sistema giudiziario in grado di tenere conto dei problemi della pluralità etnica e religiosa del Paese. Oltre ad albanesi e serbi, infatti, in Kosovo vivono numerose comunità turche, bosniache, greche e rom. Per di più, nel paese era molto incisivo il problema della corruzione, della tratta di esseri umani e del traffico di armi e droga.

La missione generale EULEX è stata eretta per assistere le autorità del Kosovo nella creazione di istituzioni sostenibili e indipendenti per lo stato di diritto. In principio avrebbe dovuto terminare nel 2012 ma, a più riprese, EULEX è stata prorogata per far fronte ad una situazione che le istituzioni del Paese non potevano gestire da sole, poiché non abbastanza mature. L’attuale mandato della missione è stato riveduto e proseguirà fino al 14 giugno 2020 sulla base della decisione PESC 2018/856 del Consiglio Europeo.

La missione ha avuto due obiettivi operativi:

• Un obiettivo relativo al monitoraggio, al tutoraggio e alla prestazione di consulenza, fornendo sostegno alle istituzioni dello stato di diritto del Kosovo e al dialogo tra Belgrado e Pristina;

• Un obiettivo esecutivo, sostenendo le deliberazioni della giustizia costituzionale e civile ed essendo responsabile dell’azione giudiziaria e dell’emanazione di sentenze definitive in cause e processi selezionati.

Nel 2018 il Consiglio Europeo ha deciso di riorientare il mandato della missione UE. Il nuovo mandato pone fine alla parte giudiziaria esecutiva del mandato della missione in Kosovo. Secondo gli accordi tra la UE e il governo di Pristina, i poteri di UELEX erano stati fortemente ridotti in favore degli organi di Giustizia locali. Infatti, i processi penali svoltosi dopo il 2016 sono stati gestiti da giudici kosovari, ad eccezione di casi particolari in cui il Consiglio Giudiziario kosovaro non ha autorizzato i membri di EULEX a partecipare alle indagini. Il ruolo di EULEX è rimasto centrale nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, oltre al sostegno operativo per l’attuazione degli accordi sul dialogo facilitato dall’UE per la normalizzazione delle relazioni tra Serbia e Kosovo.

L’opinione pubblica kosovara crede che i membri di EULEX abbiano tendenzialmente ignorato casi che coinvolgevano personalità importanti del mondo politico ed economico, quindi la missione avrebbe fallito dal punto di vista della lotta alla corruzione. Nonostante considerazioni negative, la missione EULEX è stata fondamentale e determinante nel far crescere le istituzioni locali e, in futuro, le Autorità kosovare dovranno dimostrare di essere in grado da sole di gestire un Paese multietnico e multiconfessionale.


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  • L'Autore

    Valeriana Savino

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Dal Mondo Europa


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