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Scontro Istituzionale

LIVE Terminato

Ore 16:59
Cottarelli e i suoi 18 ministri hanno giurato

Il nuovo premier e i suoi ministri hanno giurato dinnanzi il Presidente della Repubblica. Prende ufficialmente avvio il governo giallo-verde dopo 88 giorni di stallo politico.


Ore 16:21
Tutto pronto al Quirinale

Cottarelli e i ministri sono al Colle per il giuramento. Sta per nascere ufficialmente il nuovo esecutivo targato Lega e M5S.


Ore 15:13
Le parole del Segretario al Tesoro degli Usa sul nuovo governo italiano

Tra le prime reazioni americane rispetto al nuovo esecutivo italiano, vi è quella del Segretario al Tesoro, Mnuchin. Egli, dopo i lavori del G7 finanziario in Canada, ha annunciato: "Lavoreremo con il nuovo governo", al quale va data "una opportunità".

A chi gli ha chiesto della reazione forte dei mercati ai problemi dell'Italia nei giorni scorsi, Mnuchin ha risposto così: "Il mercato ha avuto dei problemi. Il governo sa e capisce le questioni che deve affrontare. Dovranno lavorare con l'Europa, con noi. Rispettiamo il processo del nuovo governo". Ma gli Stati Uniti sono preoccupati? "Assolutamente no", ha risposto il segretario al Tesoro americano: "E' importante per l'Italia restare nell'area euro, essere parte dell'Europa".



Ore 15:07
Intanto lo spread diminuisce e Piazza Affari è in rialzo

La fine del caos politico ha comportato il netto calo dello spread: quello relativo ai titoli decennali ripiega a quota 220. E il valore di quello a due anni crolla di 60 punti e si attesta a quota 133. Dati che mettono le ali alla Borsa, dove i bancari recuperano dopo le pesanti perdite dei giorni scorsi e spingono l'indice Ftse Mib in rialzo del 2,1 per cento.



Ore 21:59
Il nuovo Consiglio dei Ministri

Ecco la lista definitiva per la composizione del Consiglio dei Ministri:

Vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e Sviluppo: Luigi di Maio

Vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno: Matteo Salvini

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti

Sottosegretario con delega ai servizi segreti: Vito Crimi

Economia: Giovanni Tria

Esteri: Moavero Milanesi

Giustizia: Alfonso Bonafede

Politiche europee: Paolo Savona

Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro

Pubblica amministrazione: Giulia Buongiorno.

Affari regionali: Erica Stefani

Incarico per il Sud: Barbara Lezzi

Disabilità: Lorenzo Fontana

Difesa: Elisabetta Trenta

Agricoltura: Gianmarco Centinaio

Infrastrutture: Mauro Coltorti

Istruzione: Marco Bussetti

Beni culturali: Alberto Bonisoli

Salute: Giulia Grillo

Ambiente: Sergio Costa

Seguono gli ultimi auguri di buon lavoro da parte del Presidente Mattarella, preceduti dalla dichiarazione di impegno del nuovo Premier a rispettare la volontà degli elettori.


Ore 21:43
La lista definitiva

Dopo l'annuncio del risultato positivo della riunione tra Mattarella e Conte, verrà ora annunciata la lista definitiva dei Ministri che andranno a comporre il Consiglio.


Ore 21:40
Alea Iacta Est

Il portavoce del Quirinale: Giuseppe Conte ha accettato l'incarico e presentato al Presidente della Repubblica la lista dei Ministri. Il giuramento avrà luogo domani (primo giugno) alle ore 16:00.


Ore 21:22
Iniziato il TotoMinistri

Per ora, secondo le prime indiscrezioni, alcuni fra i possibili nomi per le cariche ministeriali sono:

- Giustizia: Alfonso Bonafede
- Salute: Giulia Grillo
- Pubblica Amministrazione: Giulia Buongiorno
- Interni: Matteo Salvini
- Welfare: Luigi di Maio
- Economia: Giovanni Tria (tecnico)
- Affari Europei: Paolo Savona
- Affari esteri:Enzo Moavero Milanesi (tecnico)
- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti
- Difesa: Elisabetta Trenta

In totale, sette ministri dovrebbero essere del Movimento 5 stelle, otto della Lega Nord e due tecnici


Ore 21:19
Conte al Quirinale

Giuseppe Conte è arrivato alle 21:00 presso il Palazzo del Quirinale per incontrare il Presidente Mattarella, con lo scopo di presentare la lista dei Ministri, che si spera sia definitiva.


Ore 20:58
Minuti caldi

Ore 20:57, Giuseppe Conte arriva al Quirinale. L'Italia in attesa della fumata bianca.


Ore 19:57
Conte convocato al Quirinale alle 21

Il Presidente della Repubblica ha convocato Conte al Quirinale alle 21. Ormai tutto pronto per l'avvio del governo giallo-verde.


Ore 19:54
Le parole di Cottarelli

Dopo il breve colloquio con Mattarella, Cottarelli ha dichiarato: "ho rimesso al presidente il mandato conferito, è stato per me un grande onore essere al servizio del paese anche se per qualche giorno". "Negli ultimi giorni è stata riaperta e si è concretizzata la possibilità di un governo politico. Non risulta più necessario formare un governo tecnico". "Ringrazio le persone che si erano rese disponibili a far parte del mio governo e i dipendenti della Camera e delle altre organizzazioni dello Stato che mi hanno aiutato nella mia attività". "Mi scuso con voi se sono stato così silenzioso negli ultimi giorni". La sala stampa ha salutato Cottarelli con un applauso alquanto inusuale per questo tipo di occasioni. .



Ore 19:34
Colloquio Cottarelli-Mattarella

E' appena iniziato il colloquio al Quirinale tra Mattarella e Cottarelli. L'ex commissario per la spending review rimetterà il suo mandato e lascerà il posto a Conte, premier incaricato del governo giallo-verde.


Ore 19:08
Dichiarazione congiunta Salvini - Di Maio

"Ci sono tutte le condizioni per un governo politico tra Lega e M5S". Questo quanto affermato dal comunicato ufficiale congiunto tra le due forze politiche.


Ore 17:55
C'è un'intesa di massima tra Lega e M5S

E' ormai quasi certo l'esito dell'incontro tra Di Maio e Salvini (non ancora terminato): all'Economia il professor Giovanni Tria, presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione e professore ordinario di economia politica all'università di Tor Vergata; agli Esteri Moavero Milanesi e Paolo Savona al dicastero delle Politiche comunitarie (affari europei). Confermato Giuseppe Conte alla premiership come tutti gli altri ministri presentati in precedenza. Intanto, Giorgia Meloni fa sapere:

"presumibilmente ci asterremo sul voto di fiducia per aiutarlo a nascere perché abbiamo sempre detto che un governo politico è meglio di uno tecnico. Ho sentito dire molte cose in queste ore ma ci tengo a precisare che Fdi non ha mai chiesto poltrone o di entrare nella squadra di governo".



Ore 17:00
Copertina dell'Economist dedicata alla crisi italiana

Copertina dell'Economist dedicata alla crisi italiana

"Maneggiare con cura", è il titolo che campeggia sulla copertina dell'edizione europea dell'Economist. Sotto il titolo compare l'immagine di un cono gelato tricolore che nasconde "bombe", collegate a micce accese.

Nel frattempo, é ancora in corso l'incontro tra Di Maio e Salvini. Il Nodo rimane sempre il Ministero dell'Economia e la questione Meloni.


Ore 15:21
In corso l'incontro tra Salvini e Di Maio

E' in corso il decisivo vertice tra Di Maio e Salvini. Prima di incontrare il leader pentastellato, Salvini ha avuto un colloquio con la Meloni.


Ore 15:05
Verso le ore decisive

Sia Salvini che Di Maio sono al lavoro a Montecitorio, in vista del faccia a faccia che potrebbe rilanciare il governo giallo-verde.

Il primo argomento da affrontare sarà la poltrona da assegnare a Savona, diventato ormai una pedina irrinunciabile per il governo del "cambiamento". Nel frattempo, Pierluigi Ciocca ha smentito seccamente le voci di un suo possibile insediamento al Mef al posto di Savona.

Si discuterà anche dell’allargamento della maggioranza a Fratelli d’Italia. Anche Giorgia Meloni ha annullato i suoi impegni elettorali odierni per partecipare al summit. E su quest'ultimo punto Lega e M5S rischiano di complicarsi la vita da soli: dai vertici 5 Stelle trapela infatti la notizia che, se Salvini dovesse proporre un dicastero a FdI (si pensa alla Difesa), Di Maio rifiuterebbe. Intanto, si è appena concluso il vertice tra Salvini e Meloni alla Camera.

A quanto si apprende, nella giornata di oggi non è previsto alcun incontro tra il Presidente della Repubblica e il leader della Lega.


Ore 10:06
Tutti un passo indietro?

Salvini, il leader della Lega, ha annullato tutti gli impegni elettorali di oggi in Lombardia. Alcuni pensano che sia in viaggio per Roma. Forse si sta giungendo finalmente ad un accordo, qualsiasi esso sia.

Speriamo di poter dare notizie definitive entro oggi, continuate a seguirci!


Ore 0:04
Salvini apre uno spiraglio sullo spostamento di Savona

Dopo la frenata di questo pomeriggio, in serata Salvini si è mostrato più possibilista rispetto alla proposta di Di Maio. "Uno spostamento di Savona? Porta mai chiusa. Come stiamo facendo dal 4 marzo, sceglieremo il meglio per il paese, abbiamo delle belle idee in testa", ha dichiarato il leader del Carroccio.


Ore 20:08
Il M5S rilancia un governo giallo-verde

Di Maio prova a fare un ultimo tentativo per salvare l'opzione del governo politico: rilanciare l'esecutivo Conte ma senza Savona al ministero dell'Economia. Savona, secondo il leader pentastellato, dovrebbe comunque restare nella squadra governativa ma con un incarico diverso. Lo stesso Di Maio nel pomeriggio ha incontrato per mezz'ora Sergio Mattarella. Tale colloquio potrebbe avere due significati: superamento dello strappo grave con Mattarella (dopo la richiesta di impeachment e la successiva ritirata) con presunte scuse da parte del leader grillino, e dialogo ancora aperto per un governo politico.

Dopo aver ricevuto Di Maio, Mattarella ha incontrato nuovamente il premier incaricato Cottarelli. L'ex Commissario per la spending review avrebbe concluso la definizione del suo governo di servizio. Tuttavia, prima di sciogliere la riserva e accettare il mandato, Cottarelli ha deciso (di concerto con il Capo di Stato) di aspettare le mosse di Di Maio e Salvini per il rilancio dell'opzione politica. Pertanto, il Quirinale sta concedendo del tempo per verificare se può partire il governo giallo-verde.

La palla passa ora a Matteo Salvini. Egli però, prima della dichiarazione di Di Maio, aveva ribadito che la possibilità di resuscitare il governo giallo-verde passava dal mantentimento dello stesso programma e della stessa squadra di governo, Savona compreso. "Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo", aveva sottolineato in un comizio in Liguria, "il governo non ha senso che esista".

I prossimi colloqui tra Di Maio e Salvini saranno decisivi per comprendere l'evoluzione della proposta dei grilllini.


Ore 15:47
Quali possibili scenari?

La prima ipotesi è un governo tecnico a cui consentire un passaggio indolore in Parlamento, ma a patto di formalizzare in via preventiva il ritorno alle urne non dopo settembre-ottobre. In tal caso, Cottarelli dovrebbe garantirsi una "non sfiducia tecnica" da parte del blocco giallo-verde.

Vi è poi l'idea di un gabinetto guidato da Salvini o Giorgetti, a trazione di centrodestra.

la terza opzione è il ritorno dell'asse Lega-M5s, a cui si aggiungerebbe il supporto della Meloni. C'è però un nodo da sciogliere e non di poco conto: il Quirinale potrebbe richiamare Salvini e Di Maio, ma questi non potrebbero ripresentarsi con la stessa lista dei ministri. In particolare, col nome di Savona all'Economia.

Intanto, l'ipotesi dello scioglimento immediato delle Camere e voto in estate (luglio) viene sempre meno.


Ore 13:43
Una situazione sempre più fragile

Dall'entourage di Cottarelli arrivano queste voci: "durante l'attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un Governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto - d'intesa con il Presidente della Repubblica - ad attendere gli eventuali sviluppi".

Intanto Di Maio, dopo aver smorzato l'ipotesi di messa in stato d'accusa per il Capo dello Stato, ha rilanciato un esecutivo con la Lega. Ma Salvini frena: "non siamo al mercato". Da Pisa il leader della Lega ha affermato che "ora Mattarella deve dirci come si esce dall'impasse" e portare il paese al voto "in due tre mesi". E ha aggiunto: "al voto il prima possibile, ma non a luglio".


Ore 10:44
Incontro informale tra Cottarelli e Mattarella al Colle

Dopo la fumata nera di ieri, Carlo Cottarelli è tornato nuovamente al Colle per un "incontro informale" con il Presidente della Repubblica. A seguito dell'incontro, l'ex commissario per la spending review si è recato a Montecitorio.

La strada del premier incaricato appare in salita e, nel frattempo, si sta riaffacciando l'ipotesi di un esecutivo giallo-verde sostenuto anche da Giorgia Meloni.



Ore 10:37
La notte non porta consiglio

La convocazione di Cottarelli al Quirinale che ieri sembrava dovesse portare alla formazione del governo tecnico si è risolta in una fumata nera. L'incontro informale svoltosi questa mattina conferma l'impasse nella quale la decisione di Mattarella sembra aver gettato l'Italia.

I ritardi del neo-incaricato sembrano essere dovuti alla scelta di alcuni candidati ministri che non soddisfano pienamente. Fonti fanno sapere che non c'è stato alcun rigetto dell'incarico.

Al contempo la decisione del Partito Democratico di non sostenere il governo tecnico sembra aver complicato i piani del Presidente della Repubblica, nonostante il presidente del PD, Matteo Orfini, affermi a Skytg24 essersi trattato di una scelta di neutralità.

Forte confusione anche tra Movimento 5 Stelle e Lega che nonostante il continuo richiamo a nuove elezioni sembrano contemporaneamente lavorare a una nuova proposta. Clamorosa sarebbe la notizia - da confermare - di un passo indietro di Di Maio a favore della candidatura di Salvini.

Mercati più sereni, forse grazie all'abbandono dei toni rabbiosi della giornata precedente. Borsa di Milano che fa +0.8% e Spread che cala intorno a 285 punti.


Ore 23:16
La bufera sulle dichiarazioni di Oettinger

Oltre alle burrascose vicende descritte finora, la giornata di oggi è stata contrassegnata dalla dichiarazione attribuita da un giornalista tedesco al commissario europeo Oettinger: "I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto".
Il Giornalista dell'emittente Deutsche Welle ha successivamente rettificato la frase del commissario europeo, scusandosi per aver divulgato la citazione sbagliata. Infatti, le parole di Oettinger erano in realtà più morbide di quelle inizialmente riportate. Nonostante ciò, il commissario Ue ha voluto scusarsi: "Non volevo mancare di rispetto", ha scritto su Twitter.

Nel frattempo si sono scatenate dure polemiche politiche, a cominciare da Matteo Salvini, che su Twitter ha affermato: "Pazzesco, in Europa sono senza vergogna". Salvini in diretta Fb ha chiesto le dimissioni di "chi insulta il mio popolo". Secondo il capo politico dei 5 stelle, Luigi Di Maio, l'Italia è trattata come una colonia estiva dove fare le vacanze. Sulla stessa linea Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: "Le minacce di Oettinger non ci fanno paura: gli italiani insegneranno ai tecnocrati di Bruxelles e ai signori dello spread che cosa è la democrazia. L'Italia è una nazione sovrana: i ricatti dei cravattari non ci spaventano e spazzeremo via chi ci vorrebbe in ginocchio".

Le critiche non mancano nemmeno da parte del PD e LEU. Carlo Calenda, ministro allo sviluppo economico uscente, del Pd, chiede le dimissioni del commissario o la smentita: "Il Presidente Juncker faccia tacere il Commissario Oettinger e gli altri Commissari che regolarmente intervengono a sproposito nel dibattito politico italiano causando danni all'Unione Europea e a chi in Italia è impegnato a difendere la nostra appartenenza all'Europa. Queste intrusioni sono intollerabili. Oettinger si scusi con i cittadini italiani o si dimetta". Sulla stessa lunghezza d'onda, Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali: "Se le parole di Gunther Oettinger, commissario europeo al bilancio, sono vere siamo di fronte a un fatto di gravità inaudita".

Su questa vicenda sono intervenuti direttamente Juncker e Tusk. Il presidente della Commissione europa ha detto: l' Italia merita rispetto", Bruxelles "è pronta a cooperare responsabilmente e nel rispetto reciproco". "Le sorti dell'Italia non possono dipendere da eventuali ingiunzioni dei mercati finanziari. L'Italia, indipendentemente dai partiti che la dirigeranno in futuro, è un Paese fondatore dell'Ue che ha fornito un enorme contributo all'integrazione europea". Il presidente del Consiglio europeo ha a sua volta ribadito: "Il mio appello a tutte le istituzioni europee: per favore rispettate gli elettori: siamo qui per servirli, non per far loro lezioni".




Ore 21:34
Di Maio rinuncia allo stato di accusa del Presidente della Repubblica

"Per quanto riguarda l'impeachment prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone, ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza", ha dichiarato Di Maio durante un suo comizio a Napoli. E sul rapporto col Quirinale ha spiegato: "Spero che si vada alle elezioni il prima possibile, ma in una situazione politica molto difficile resta una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l'attuale crisi che stiamo vivendo".


Ore 20:34
Cresce l'ipotesi delle elezioni a luglio

Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno fatto trapelare la loro intenzione di tornare al voto il primo possibile. La richiesta è stata avanzata ufficialmente nell’Aula del Senato dalle tre formazioni politiche. La data potrebbe essere quella del 29 luglio.

Il presidente del gruppo del Partito Democratico al Senato Andrea Marcucci ha dichiarato: «Voto prima a luglio? Si può fare."

"Al voto il prima possibile", sostiene anche Danilo Toninelli, capogruppo M5s al Senato. "Dobbiamo tornare al voto, dobbiamo farlo il prima possibile. E dobbiamo finalmente, dopo quello che è accaduto, segnare il riscatto di milioni e milioni di italiani ". E Luigi Di Maio afferma: "Per me va bene se si vota il prima possibile".

Salvini annuncia: "al voto prima possibile con Savona candidato".



Ore 18:22
Ci sono problemi

Cottarelli ha lasciato il Palazzo del Quirinale per fare rientro alla Camera dopo un incontro con il presidente della Repubblica. La lista dei ministri non è ancora definita. A mettere in stand by il premier incaricato sembrerebbe essere dovuto al crescente pressing dei partiti per un voto a luglio. Cottarelli e il presidente della Repubblica si incontreranno nuovamente domani mattina.


Ore 13:25
Poche ore di attesa

Nell'incontro delle 16.30 verranno presentati i nomi dei ministri che potrebbero andare a formare la squadra di governo.

Nel frattempo il differenziale Btp-Bund supera quota 300. Sono bastati pochi giorni per toccare i massimi dal 2012. L'indice era a quota 130 nel periodo immediatamente successivo alle elezioni.

C'è grande volatilità in attesa delle notizie ufficiali. Poche dichiarazioni pubbliche possono avere effetti collaterali, in primis la mancanza di numeri a sostegno del governo tecnico.


Ore 13:24
Convocazione Cottarelli al Quirinale 16.30

Appena giunta la notizia della convocazione di Cottarelli al Quirinale per la giornata di oggi alle ore 16.30.

Quali saranno le decisioni di Cottarelli e del Presidente della Repubblica? Una decisione difficile quanto importante.


Ore 13:03
Quali ministri?

Secondo alcune indiscrezioni, alcuni papabili ministri del governo provvisorio guidato da Cottarelli potrebbero essere:

Cottarelli potrebbe decidere di tenere per sé l'interim all'Economia (MeF). In alternativa Salvatore Rossi (direttore Generale di Banca d'Italia), Guido Tabellini ( exrettore della Bocconi), Lucrezia Reichlin (docente di Economia alla London Business School).

Per il ministero del Lavoro Enrico Giovannini (ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta) o anche Tito Boeri (l'attuale presidente dell'Inps)

Al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale probabile Elisabetta Belloni (la prima donna a ricoprire il ruolo di segretario generale della Farnesina), In alternativa, potrebbe esserci Pasquale Terracciano (ambasciatore italiano a Londra).

Il ministero delle Infrastrutture potrebbe essere guidato da Raffaele Cantone (che al momento svolge l'incarico all'Autorità anticorruzione, di cui dal 2014 è presidente).

Per il Viminale ( Interno) si parla di Giampiero Massolo (ex ambasciatore che è stato anche ai vertici dei Servizi e oggi presidente di Fincantieri), Francesco Paolo Tronca (l'ex commissario prefettizio di Roma).

Alla Giustizia, Alessandro Pajno (giurista palermitano vicino al presidente Mattarella). Tra i giuristi si parla anche di Sabino Cassese, (giudice emerito della Corte Costituzionale), di Paola Severino (già Guardasigilli del governo Monti e rettore della Luiss) e di Marta Cartabia (vicepresidente della Corte Costituzionale).

Enzo Moavero Milanesi, già citato nella rosa dei nomi possibili per l'esecutivo giallo-verde, che potrebbe tornare ad assumere le deleghe agli Affari europei come nel governo Monti. Dell'esecutivo di Cottarelli potrebbe far parte anche Anna Maria Tarantola, già dirigente della Banca d'Italia ed ex presidente Rai.


Ore 12:51
Cottarelli sembra non avere i numeri

Da quanto è apparso in merito alle posizioni dei partiti, il governo guidato da Cottarelli non avrebbe i numeri per governare vista l'opposizione delle principali forze politiche (Lega e M5S) e l'indecisione delle altre parti (Partito Democratico e Fratelli D'Italia, il quale sembra però essere orientato più sul "no" alla fiducia). In tal caso sembra molto più probabile che si torni alle urne nel mese di settembre.


Ore 23:10
Bagnai e Siri

Luigi Di Maio, in diretta da Barbara D'Urso a Pomeriggio Cinque, ha sostenuto di aver fatto al Quirinale nomi alternativi a quello di Paolo Savona. In particolare ha parlato di Armando Siri e Alberto Bagnai. Matteo Salvini in diretta da Barbara D'Urso ha detto di non aver saputo nulla delle proposte di Di Maio. il Quirinale con un comunicato ha smentito: “Non risponde a verità la circostanza, riferita dall’on. Luigi Di Maio a Pomeriggio 5, che al presidente della Repubblica siano stati fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri dell’Economia”.


Ore 23:02
In Europa si parla di Italia

Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera e la sicurezza comune : "piena fiducia nelle istituzioni italiane a partire dal Capo dello Stato, garante della Costituzione italiana, una Carta meravigliosa e molto solida".

Marine le Pen, portavoce del Front Nationale: "un colpo di Stato in Italia".

Angela Merkel : "Speriamo in esecutivo stabile"

Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert precisa "il nostro rispetto per la democrazia italiana e per le sue istituzioni democratiche ci impone adesso di aspettare quale governo reggerà il Paese e con quali idee si rivolgerà a noi e ai partner europei".

Emmanuel Macron riconosce al presidente Sergio Mattarella "grande senso di responsabilità e coraggio" nella gestione della crisi. "Ribadisco il mio sostegno e la mia amicizia al presidente Mattarella, che ha un compito importante da assolvere; quello della stabilità istituzionale e democratica del suo Paese, cosa che ha fatto con molto coraggio e grande senso di responsabilità".

L'ex capo dell'Ukip Nigel Farage in un commento su Twitter dichiara: "Gli elettori italiani saranno furiosi per il veto dell'establishment ai nuovi ministri. E' tempo di altre elezioni e di un numero maggiore di voti."

Il consigliere del Cremlino e politologo Serghej Markov, "governo e Cremlino preferiscono tenere un profilo basso e non commentare gli sviluppi della politica italiana per timore che in Occidente si parli d'ingerenze russe".

Steve Bannon, l'ex consigliere di Donald Trump ed ex direttore del sito di informazione di estrema destra americano Breitbart. "Non c'è nulla di più fascista che mettere da parte ciò che la maggioranza della popolazione ha scelto".


Ore 13:03
Dichiarazione di Cottarelli dopo l'incontro con Mattarella

Le prima parole di Cottarelli: "Molto onorato di questo incarico", ha dichiarato. "Conto di presentare la lista dei ministri in tempi molto stretti, con un programma che in caso di fiducia includa la Legge di bilancio e porti il paese alle elezioni all'inizio del 2019. "In assenza di fiducia, il governo si dimetterebbe immediatamente e resterebbe in carica per la normale amministrazione, accompagnando il paese alle elezioni che si terrebbero, in tal caso, subito dopo agosto", ha detto Cottarelli. "Il governo sarà neutrale, assicurerà una gestione prudente dei conti pubblici e riterrà essenziale la partecipazione dell'Italia all'area euro. "Mi impegno a non candidarmi", ha concluso.


Ore 12:31
Cottarelli ha ricevuto l'incarico di formare il governo

Il segretario generale del Quirinale ha appena annunciato che Mattarella ha conferito l'incarico di formare il governo a Cottarelli. Egli ha accettato con riserva.


Ore 11:51
Cottarelli a colloquio con Mattarella al Quirinale

E' in corso l'incontro tra l'ex commissario alla spending review e il Capo di Stato. Cottarelli è giunto al Colle in taxi per ricevere da Mattarella l'incarico di formare un governo che tenga i conti in ordine. Per il totoministri, si fanno i nomi di Cantone, Pajno, Severino, Tronca.


Ore 10:22
Svelata la trattativa segreta del Quirinale

La trattativa segreta svoltasi al Quirinale tra il Presidente della Repubblica e i leader partitici Matteo Salvini e Luigi Di Maio è stata resa pubblica. Così riporta un giornale autorevole italiano, il Corriere della Sera:

«Ora che tutto è andato in tilt potremo verificare, e lui per primo, quale grado di responsabilità saprà mostrare il Parlamento davanti a una crisi tanto grave quanto senza precedenti. Comunque non c’era altra opzione, per Mattarella. Che non avrebbe potuto lasciare l’istituzione presidenza della Repubblica colpita e, anzi, lesionata, nelle prerogative fissate dalla Carta costituzionale. Un’osservazione che fino all’ultimo ha girato, argomentandola, anche ai due partner dell’ormai disciolta maggioranza, che sono stati degli agnellini davanti a lui. Nessun veto, capite? Piuttosto perché irrigidirsi su Paolo Savona quando al suo posto vi ho proposto un interim a Conte o l’incarico pieno a un leghista di peso come Giorgetti? «Capiamo tutto, presidente, ma per come si è messa la cosa non possiamo togliere quel nome dalla casella dell’Economia», gli hanno risposto. Con garbo. Salvo fare, subito dopo esser usciti dal Palazzo, «la faccia feroce», come dicono a Napoli, mentre si esibivano in piazze e tv fino a vagheggiare l’impeachment. E qui sta il mistero della giornata. Del quale Salvini, e pure Di Maio (che si era difeso dando la colpa al «socio» di governo), dovranno rispondere al loro popolo.

L’intera domenica si era consumata in estremi tentativi di mediazione tra i due partiti e il candidato premier, con il coinvolgimento dell’economista controverso, sondato a distanza per un’eventuale disponibilità ad accettare un altro ministero. Una corsa contro il tempo come raramente se ne vedono nella Roma dai tortuosi ritmi bizantini, specie nei negoziati politici. Una guerra di nervi. Con l’incubo dell’irremovibilità dei due leader, ancorati all’ultimatum «o Savona o il voto», che poteva far saltare tutto. Come poi è accaduto.

La trattativa a un certo punto si era spostata al Quirinale, dove Salvini e Di Maio erano saliti. Incontri i cui contenuti avrebbero dovuto restare riservati e che sono invece stati subito pubblicamente raccontati (cosa mai vista), confermando che la campagna elettorale più lunga della nostra storia si era riaccesa. Un modo per mettere fin d’ora Mattarella nel mirino, con una speculazione ultrapopulista sui suoi poteri. Insomma: a nessuno dei due interessavano le controindicazioni costituzionali che inducevano l’inquilino del Colle a dire no alla candidatura di Savona all’Economia, quanto cercare il casus belli. Per cavalcarlo. Un momento spartiacque si era avuto all’ora di pranzo, quando il professore cagliaritano aveva fatto diffondere un chiarimento su quella che aveva definito «una scomposta polemica sulle mie idee». Documento ambiguo. Perché si riparava dietro il «contratto» di Lega e 5 Stelle, senza entrare nei nodi di un programma economico insostenibile sul piano della disciplina di bilancio, attraverso investimenti extradeficit. E soprattutto reticente sul «piano» per far uscire l’Italia dall’euro predicato con insistenza da Savona.»

https://www.corriere.it/cronac...


Ore 0:04
Alto Tradimento

Se la decisione di questa sera del Presidente della Repubblica rappresenti o meno una violazione della Costituzione è il tema cruciale attorno al quale gravitano opinioni, in alcuni casi, diametralmente opposte. La lettera dell'articolo 92 della Costituzione recita che "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri". In discussione è l'interpretazione di questo articolo e, in particolare, a quali limiti dovrebbe sottostare il potere del Presidente della Repubblica.

L'articolo si mostra inequivocabile su un aspetto fondamentale: il decisore ultimo rimane il Presidente della Repubblica che assume la funzione di garante del sistema istituzionale.

Tuttavia, la critica si muove in particolare sulle motivazioni che avrebbero portato Sergio Mattarella a decidere per il rifiuto della candidatura di Savona a Ministro dell'economia: la condivisione di idee fortemente anti-europeiste, con un'accezione particolare sulla moneta unica.

Per osservare l'evoluzione della stesura dell'articolo da parte dell'assemblea costituente: https://www.huffingtonpost.it/...


Ore 23:29
Il PD in difesa di Mattarella

Il primo a difendere la presa di posizione di Mattarella è Paolo Gentiloni che su twitter scrive: "Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese".

Segue Renzi che sempre via social difende il Capo di Stato e attacca Salvini e Di Maio: "Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza”. Egli aggiunge: "Di Maio e Salvini hanno preso in ostaggio l'Italia da tre mesi. Dovevano governare ma fuggono dalla responsabilità: o non sono capaci o hanno paura".

Arriva anche la reazione di Martina, attuale segretario reggente del PD: "Lega e Cinque Stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Noi siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre Istituzioni”.


Ore 23:19
Opinioni non condivise

Importanti le parole di Berlusconi che, nel clima di rabbia e accuse lanciate da più parti, mantiene una posizione più imparziale attribuendo irresponsabilità agli esponenti del Movimento 5 Stelle: "Prendiamo atto con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e osserviamo con preoccupazione l’evolversi della situazione politica; Forza Italia attende le determinazioni del Capo dello Stato, ma ove necessario sarà pronta al voto."

Sorge il dubbio sull'interpretazione delle parole del leader di Forza Italia che potrebbe non aver digerito l'essere stato messo da parte da Matteo Salvini a seguito delle elezioni.


Ore 23:16
La replica di Di Battista

Di Battista, profondamente indignato dalla decisione di Mattarella di rifiutare la nomina di Savona, replica così: " Abbiamo o no il diritto di avere un governo e un politico come Savona al Ministero dell'economia"? "Non è possibile che Savona sia stato scartato da Mattarella per le sue opinioni, non rispettando la sovranità popolare". Egli poi aggiunge:" Questa è una Repubblica fondata sul lavoro o sulle scelte di altri stati?"

Di Battista conferma la richiesta dell'impeachment e si è detto pronto a ricandidarsi in caso di elezioni ad ottobre.


Ore 22:59
Fiumicino, Roma. Di Maio duro nei confronti del Presidente della Repubblica.

In diretta da Fiumicino si esprimono sia Di Maio che Di Battista con parole inequivocabili: “Dopo stasera è veramente difficile credere nelle istituzioni e nelle leggi dello Stato. Mi assumo la responsabilità di quello che dico. Volevano Cottarelli come ministero dell’economia, quello che domani va al Quirinale. Ma non avrà la maggioranza. Azione premeditata: far fallire il governo del Movimento 5 Stelle e della Lega. C’è un establishment che trema, il Quirinale si è reso complice di quell’establishment che non ci voleva al governo. Dobbiamo parlamentarizzare questa crisi e ricorrere all’articolo 90 e ricondurre alla responsabilità chi ci ha fatto questo torto. La Lega non può tirarsi indietro, deve dimostrare che vuole andare fino in fondo. "

Poco prima, Di Maio: “Ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento. Abbiamo un grande problema in Italia che si chiama democrazia."

Non sono stati utilizzati mezzi termini dai due leader del Movimento 5 Stelle; parole che non lasciano spazio all'immaginazione e che individuano chiaramente i responsabili della crisi così come le motivazioni che ne starebbero alla base.


Ore 22:56
Salvini dopo la decisione di Mattarella

I primi commenti del leader della Lega Nord dopo le dimissioni di Conte: "Siamo stati giorni e notte a lavorare e alla fine ci dicono che non conta niente". "E’ una follia quello che è accaduto". "Chiedo agli italiani di starci vicini, perché voglio riprendermi la democrazia”. “Mattarella si è presa una bella responsabilità, anzi brutta”, aggiunge. “L’Italia è un paese a democrazia limitata, ma dico che dignità vale più di un ministero”, conclude il leader della Lega.

Per quanto concerne l'impeachment invocato dai Cinque Stelle, Salvini ha preferito non rilasciare alcun commento. La sua rabbia è anche espressa sul suo profilo di facebook dove ribadisce la responsabilità di Parigi, Berlino e Bruxelles per la situazione creatasi.


Ore 22:36
Cinque Stelle e Giorgia Meloni chiedono la messa in stato di accusa per Mattarella

Sia la leader di Fratelli d'Italia che i Cinque Stelle vogliono mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione sulla base dell'articolo 90 della stessa. Questo sancisce: "Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri."

Tale procedura è stata avviata durante la presidenza di Leone e Cossiga, ma mai portata a termine.



Ore 22:29
Cottarelli al Quirinale.

L'azione che si era riservato Sergio Mattarella nelle battute finali delle sue dichiarazioni si è tradotta nella convocazione al Quirinale per la mattina di domani di Carlo Cottarelli, uomo che a più riprese era già stato richiamato durante le consultazioni che poi avevano portato alla candidatura di Giuseppe Conte. Cottarelli, leva 1954, laureato in Scienze Economiche e Bancarie e con Master alla London School of Economics, ha già partecipato al governo Letta in quanto Commissario straordinario della Revisione della Spesa Pubblica. Di rilievo anche la sua critica posizione espressa in passato nei confronti dell'Unione Europea e della Moneta Unica.


Ore 22:14
La reazione di Mattarella dopo le dimissioni di Conte

Il Presidente della Repubblica commenta così la scelta di Conte a seguito dell'incontro con quest'ultimo:

"Ho accolto la proposta per l'incarico di presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento e ne ho accompagnato, con piena attenzione, anche il lavoro per formare il governo". "Ma il capo dello Stato non può subire imposizioni. Ho chiesto per il ministero dell'Economia l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con il programma. Che non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe provocare l'uscita dell'Italia dall'euro". "La designazione del ministro dell'economia costituisce sempre un messaggio immediato per gli operatori economici e finanziari, ho chiesto per quel ministero l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, che al di là della stima e della considerazione della persona non sia visto come sostenitore di linee che potrebbe provocare la fuoriuscita dell'italia dall'euro, cosa differente dal cambiare l'Ue in meglio dal punto di vista italiano. A fronte di questa mia sollecitazione ho constatato con rammarico indisponibilità a ogni altra soluzione, e il presidente del consiglio incaricato ha rimesso il mandato".



Ore 21:55
Le dimissioni di Giuseppe Conte

Sono state poche le parole professate da Giuseppe Conte a seguito dell'incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ho rimesso il mandato che mi era stato conferito di formare il governo del cambiamento. Ho impiegato massimo sforzo e attenzione. Clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato."


Ore 21:30
Scontro Istituzionale

Scontro Istituzionale

L'incarico accettato con riserva da parte di Giuseppe Conte non ha portato all'esito tanto sperato: la formazione del governo. Ad incidere, su tutte, la decisione di Mattarella di non accettare la candidatura di Paolo Savona a ministro dell'economia. Il risultato ha suscitato fortissime reazioni nelle due forze politiche che avevano speso le ultime tre settimane a cercare di costruire il "governo del cambiamento".


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