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L’impatto della pandemia da Covid-19 sui diritti umani


È stato pubblicato il documento delle Nazioni Unite che tratta dell’ “Impatto della pandemia da coronavirus (COVID-19) sul godimento dei diritti umani nel mondo, comprese le buone pratiche e le situazioni di preoccupazione”. Le conclusioni di tale report verranno riassunte in questo elaborato e si trovano per intero nel sito dell’ONU come documento A/HRC/46/19. Il link diretto è presente tra le fonti alla fine del testo.

Giusto è precisare in introduzione come il report delle Nazioni Unite sia di fondamentale importanza sia per i decisori pubblici a cui si sono rese chiare le aree di crisi e debolezza dove è fortemente necessario intervenire, sia per l’opinione pubblica e l’intera società civile visti i contenuti allarmanti che il report fa emergere.

Questo documento fornisce con grande chiarezza e completezza il quadro delle misure adottate durante la pandemia e le relative gravi conseguenze sui diritti umani. Non è però il primo documento di un’organizzazione di grande importanza che si interessa degli effetti della pandemia sulla tenuta dei diritti umani. Vari sono i tentativi di far emergere aspetti allarmanti e su cui è necessario richiamare l’attenzione. Parrebbe purtroppo che le misure adottate per gestire l’emergenza da coronavirus abbiano portato a conseguenze ben più gravi dei rischi stessi per la salute. 

Gianmarco Pisa di Pressenza ci aiuta nel far notare come il documento dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite sia di estrema importanza per tre principali ragioni: <<la completezza del quadro che viene delineato, con un corredo, come si diceva, non solo di dati e di evidenze che ormai si sono ampiamente accumulate in un anno intero in cui il mondo è stato alle prese con la pandemia da COVID-19, ma anche di documenti e di rapporti di varie fonti; l’esaustività della rappresentazione di tale quadro, con una analisi più specifica delle conseguenze della pandemia rispetto a diverse condizioni e diversi gruppi sociali; la drammaticità della situazione che segnala, con il gravissimo deterioramento dei diritti umani legato non solo alle conseguenze della pandemia, ma, nello specifico, agli effetti del “governo della pandemia”, quell’insieme, cioè, di provvedimenti e di misure (di limitazione e di blocco, in alcuni casi oltremodo duri e condizionanti) che hanno pesantemente influito, spesso in modo drammatico, sulle condizioni materiali di esistenza di milioni di uomini e di donne>>.

Il report evidenzia come l’impatto negativo dell’emergenza pandemica si sia in gran parte aggravato da cause pre-esistenti di deprivazione, esclusione sociale e disuguaglianza. Inoltre, a sommarsi al default di partenza, l’incapacità di molti Paesi del mondo di far fronte a bisogni fondamentali dei propri cittadini.

Nel report si afferma come le misure intraprese dai diversi governi abbiano causato gravi conseguenze nell’ambito dei diritti umani, conseguenze <<a volte sproporzionate rispetto ai miglioramenti effettivamente conseguiti nella salute pubblica>>.

Quindi, <<la perdita di vite umane e mezzi di sussistenza, l’interruzione dell’istruzione e dei servizi sanitari e l’aumento della violenza – in particolare la violenza contro le donne e i soggetti vulnerabili – hanno minato i diritti umani e la dignità di milioni di persone in tutto il mondo>>.

Dato da non tralasciare per alcuni Paesi è quello del dis-investimento nel servizio sanitario pubblico, a cui si somma anche quello della mancanza di accesso universale alle cure sanitarie. Entrambi gli aspetti citati difatti hanno reso difficile per molti Stati rispondere alla pandemia in maniera efficiente.

Ne consegue che è fondamentale poter godere di <<un forte sistema sanitario pubblico universale, basato sui principi di solidarietà e di protezione per tutti e per tutte>> come sostenuto all’interno del documento delle Nazioni Unite. A tal proposito, oggi in Europa si cerca di garantire un'equa distribuzione dei vaccini contro il coronavirus, in modo da rendere le cure e i vaccini anti-pandemici un bene pubblico accessibile a tutti nel mondo.

Successivamente, il report pone l’accento sulle disuguaglianze pre-esistenti nel pianeta, facendo emergere come <<secondo stime della Banca Mondiale, la pandemia e la crisi economica ad essa associata hanno costretto in condizione di povertà estrema tra gli 88 e i 115 milioni di persone al mondo, invertendo la tendenza di un decennio di progressi negli sforzi di riduzione della povertà>>.

In termini di occupazione, il lockdown adottato in risposta alla pandemia da Covid-19 ha provocato la perdita di numerosi posti di lavoro, gran parte dei quali appartenenti a donne e giovani lavoratori.

In termini di protezione e sicurezza sociale, <<circa il 71% delle persone, inclusi quasi due terzi dei bambini e delle bambine in tutto il mondo, non ha una copertura in termini di sicurezza sociale o solo una copertura parziale e inadeguata>>.

Un discorso simile si può fare per quel che concerne l’istruzione che ha visto la chiusura delle scuole colpire quasi 1,6 miliardi di studenti in oltre 190 Paesi del mondo. L’impatto si direbbe grave, se non terribile, per coloro non dotati delle condizioni di adattamento alle alternative pensate in tempo di pandemia.

Purtroppo le stesse misure intraprese dagli Stati per contrastare e controllare la diffusione della pandemia hanno causato pesanti impatti sui diritti umani. Alle conseguenze già sottolineate in precedenza si sommano anche i danni sociali tra cui i rischi di isolamento e l’incremento delle violenze tra le mura di casa.

Non si può difatti sorvolare sul triste aumento di abusi domestici durante il periodo di confinamento. Facendo un piccolo cenno all’Europa, ricordiamo come la Segretaria Generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić abbia sottolineato, anche a tal riguardo, l’importanza della Carta Sociale Europea come guida agli Stati membri nella lotta alle divisioni sociali.

Tornando al report dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite, esso sottolinea, facendo riferimento alle limitazioni della democrazia, che <<la pandemia ha avuto un impatto considerevole sulla partecipazione pubblica […] con il trasferimento online di molti canali di attività, escludendo quei segmenti della popolazione che hanno accesso solo parziale, o nessun accesso, a Internet>>, come dicevamo poco sopra in riferimento all’istruzione scolastica.

Nella sua parte conclusiva, denominata “Risposta dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR)”, vengono riassunte le cinque priorità che l’Ufficio dell’Alto Commissario si prefigge di perseguire:

1) supporto ai soggetti vulnerabili;

2) accesso alle informazioni e partecipazione alle iniziative;

3) integrazione nei meccanismi di risposta dell’ONU di un approccio basato sui diritti umani;

4) impegno nelle conseguenze economiche della pandemia;

5) monitoraggio e presa d’iniziativa nell’affrontare le sfide ai diritti umani durante la crisi.

Molte di queste priorità strategiche sono state pensate ed avanzate anche a livello comunitario, tant’è che la Segretaria Generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha evidenziato a fine marzo 2021, la necessità di assistere i governi mentre questi prendono decisioni difficili. Tra le diverse azioni, difatti, è stato condiviso gratuitamente un programma di formazione sui diritti umani affinché i governi siano formati con i migliori strumenti al contrasto del coronavirus.

La pandemia da coronavirus è da considerarsi un’emergenza globale che richiede un’azione urgente ed efficace delle istituzioni e di ogni singolo componente della società. Le buone pratiche pensate dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, così come da altre importanti istituzioni, sono un punto di partenza per affrontare le diseguaglianze e le gravi situazioni di crisi per far sì che i diritti umani non si vedano indebolire tanto quanto è già avvenuto.


Fonti consultate:

- https://unsplash.com/photos/TJehzQRd_xE

- I diritti umani sono più importanti che mai in tempi di crisi. In prima linea contro le violazioni dei diritti umani. CONSIGLIO D'EUROPA.

https://www.coe.int/it/web/por...

- L’impatto della pandemia sui diritti umani, report OHCHR

Gianmarco Pisa. Pressenza. INTERNATIONAL PRESS AGENCY

https://www.pressenza.com/it/2...

- A/HRC/46/19.

IMPACT OF THE CORONAVIRUS DISEASE (COVID-19) PANDEMIC ON THE ENJOYMENT OF HUMAN RIGHTS AROUND THE WORLD, INCLUDING GOOD PRACTICES AND AREAS OF CONCERN – REPORT OF THE UNITED NATIONS HIGH COMMISSIONER FOR HUMAN RIGHTS.

Human Rights Council documents issued at United Nations Headquarters.

https://documents-dds-ny.un.or...


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  • L'Autore

    Sofia Abourachid

    Dottoressa in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani con Laurea acquisita presso l’Università degli Studi di Padova.

    Dottoressa Magistrale in Relazioni Internazionali curriculum di Diplomazia e Organizzazioni Internazionali con Laurea acquisita presso l’Università degli Studi di Milano.

    Appassionata di diritti umani e di tutto ciò che concerne il sociale, tra cui tematiche di uguaglianze di genere, minori, donne, immigrati e terzo settore. Altrettanto appassionata di storia e di politica internazionale, così come di formazione, comunicazione, e percorsi di motivazione.

    Con la sua storia, le origini arabe, e skills personali, in Mondo Internazionale ha ricoperto la carica di Project Manager per il progetto TrattaMI Bene; oggi, oltre ad essere Editor, ricopre il ruolo di Chief Editor dell'area Diritti Umani.

    -

    Graduated in Political Science, International Relations and Human Rights with a Degree from the University of Padua.

    Master's Degree in International Relations, Diplomacy and International Organizations
    curriculum with a Degree from the University of Milan.

    She is interested in human rights and everything related to social issues, including gender equality, minors, women, immigrants and the third sector. She is equally passionate about history and international politics, as well as training, communication, motivation and personal growth.

    With her personal history, her arab origins, and personal skills, in Mondo Internazionale she held the role of Project Manager for the TrattaMI Bene project; today, in addition to being Editor, she also holds the role of Chief Editor of the Human Rights area.

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