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E tu sai come si finanzia il terrorismo?

Lo Stato riesce a difendersi?

Una delle domande più 'googlate' in merito al terrorismo riguarda da dove i terroristi prendano i fondi utili per pianificare attentati terroristici e per finanziare le proprie attività criminali.

E voi sapete come si finanzia, chi lo finanzia e/o se si autofinanzia? Esistono norme internazionali che tutelino gli stati, le banche e gli enti finanziari, le popolazioni?

Il tema del finanziamento del terrorismo è davvero complesso e ancora in fase di studio. Le organizzazioni terroristiche riescono, purtroppo, ad adattarsi in qualsiasi contesto e a qualsiasi cambiamento sia a livello internazionale che locale, creando velocemente nuove risorse economiche a volte visibili e a volte talmente celate da non poter avere una reale stima della loro entità.
Nel tempo, le organizzazioni di tipo terroristico sono riuscite ad accumulare petrolio, oro, opere d’arte e denaro contante, quest'ultimo spesso conservato in conti bancari e business legali (come immobili e alberghi). Il terrorismo è spesso artefice di attività illecite relative al contrabbando di opere artistiche, rapimenti, riscatti e donazioni. Pertanto, con le risorse economiche a disposizione, i gruppi terroristici riescono a pagare armamenti, vitto e alloggio per i membri e le loro famiglie, oltre che finanziare attentati terroristici (o insurrezioni) e risanare la propaganda. Per di più, secondo studi recenti, il terrorismo riesce a finanziarsi con le criptovalute, anche se non è possibile stabilire in che misura queste possano influire sull’attività terroristica (trattandosi di un sistema ancora in fase sperimentale). 

Detto ciò, è necessario un approccio internazionale coeso tra istituzioni, settore privato e comunità religiose - che al momento non esiste.

La prima normativa internazionale è stata prodotta dall'ONU che, tramite la Convenzione di New York del 1999, ha riconosciuto per la prima volta un'autonoma rilevanza della materia. Con la stipulazione della Convenzione sono state poste le basi a livello internazionale per la repressione penale del fenomeno terroristico e per l'estensione al medesimo del sistema di controllo già esistente per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio.
Sicuramente, l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 ha modificato l'attenzione internazionale sul fenomeno terroristico e si è cercato in tutti i modi di contrastarlo. L'ONU ha ampliato la portata del sistema delle liste di congelamento dei beni, introdotte con la sopra citata Convenzione ed estese con la Risoluzione n. 1373/2001. Quest'ultima ha previsto ulteriori liste (gestite dagli stati membri) di persone sospettate di appartenere o sostenere organizzazioni terroristiche. Lo stesso principio è stato affermato dalle risoluzioni successive relative all'ISIS e alle loro azioni.
L'ONU ha adottato, inoltre, altre due risoluzioni nei confronti di al-Qaeda e dei Talebani per rafforzare le garanzie procedurali a tutela dei soggetti listati, aumentando la trasparenza dei procedimenti di listing e delisting. Dunque, le risoluzioni hanno lo scopo di congelare i fondi e le risorse economiche detenute da persone collegate alla rete terroristica al-Qaeda, sulla base di una black-list gestita dal Comitato per le Sanzioni (un comitato ad hoc). Solo nelle risoluzioni degli ultimi anni si è deciso di rafforzare la cooperazione internazionale nel contrasto al terrorismo, dando centralità alle attività di scambio di informazione e alla collaborazione tra Stati e autorità a vario titolo coinvolte.

Quanto detto finora sono solo alcuni provvedimenti presi a livello internazionale per contrastare il terrorismo.

Per quanto concerne i fondi per il finanziamento del terrorismo, il trasferimento del denaro può essere realizzato anche al di fuori dei canali bancari e finanziari ufficiali. A tal riguardo, alcuni autori parlano di “sistemi informali di trasferimento”. Da diversi anni, infatti, una gran mole di denaro esce dall’Italia e dagli altri Stati disperdendosi negli angoli più disparati del pianeta mediante un itinerario assicurato dai moneytransfers, spesso caratterizzati da nomi esotici. Ci sono i circuiti internazionali ufficiali come “Western Union”, “MoneyGram”, ma anche i phone center di matrice etnica e gli uffici-cargo per ciascuna nazionalità giocano un ruolo rilevante in questo processo (il tutto mediante bassi costi di transazione). C’è da chiedersi, pertanto, se l’enorme flusso risponda semplicemente alla legittima necessità di recapitare le rimesse degli immigrati nei loro paesi, oppure se si tratta di un canale per finanziare il terrorismo.

Il funzionamento del sistema rudimentale “non regolarizzato” ed informale (definito comunemente “Hawala”) per trasferire efficacemente liquidità da un Paese all’altro è piuttosto semplice: ad esempio, un pachistano che vive a Roma e vuole inviare dei soldi a casa ad Islamabad, contatta un intermediario, l’hawaladar, al quale affida il denaro negoziando una percentuale. L’hawaladar ha un corrispondente, lo contatta per fax o e-mail, si accorda con chi deve ricevere i soldi e gli dà i soldi. Il beneficiario riceverà i fondi mediante l’esibizione di un codice di autenticazione comunicatogli dal mittente. L’hawaladar di Islamabad ha un credito fino a quando non deve inviare soldi a Roma; sovente può capitare una compensazione fra crediti e debiti. Il vantaggio di questo sistema è evidente: poca visibilità (in assenza di movimentazione “fisica”), velocità, scarsa burocrazia, basso costo. L’unica tracciabilità è quella tra i due hawaladar, mentre non risulta alcuna traccia dei clienti.


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  • L'Autore

    Laura Vaccaro Senna

    Laura Vaccaro Senna è membro di Mondo Internazionale da gennaio 2018. Attualmente ricopre l'incarico di Direttore di Segreteria e di Coordinamento ed è membro del Comitato Direttivo da aprile 2019.

    A seguito della creazione delle tre divisioni dell'Associazione si occupa, per conto di Mondo Internazionale Company, dello studio e analisi delle tematiche relative al terrorismo e alla criminalità organizzata, in cui si è specializzata durante il percorso accademico e universitario.

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Dal Mondo Diritti Umani


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finanziamento terrorismo

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