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Virgina Woolf

Domina

“Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.”

Definita “la madre spirituale” dell’odierno movimento delle donne colte, Adeline Virginia Stephen nacque a Londra nel 1882, dalle seconde nozze dei suoi genitori (rimasti precedentemente entrambi vedovi). Il padre era il celebre critico e saggista vittoriano Leslie Stephen, mentre la madre, Julia Jackson Duckworth, lavorò come modella per diversi pittori. Virginia, quindi, era figlia di una famiglia dell’alta borghesia londinese: è stata la più grande scrittrice del Novecento, nonostante lei e sua sorella studiarono in casa, al contrario dei loro fratelli che poterono frequentare l’Università di Cambridge. Si tratta di un’intellettuale femminista che nasce all’interno di un ambiente culturalmente stimolante, che le permise di venire a contatto con alcune importanti figure dell’epoca vittoriana. Acquisì da autodidatta un sapere raffinato; dall’animo ipersensibile, ella dovette affrontare un’infanzia turbolenta dovuta alla perdita dei suoi genitori e della sorellastra, fatti che le procurarono diverse crisi psichiche. A questa difficile situazione, si aggiunsero le violenze sessuali che subì da parte del fratellastro George.

Al di là di tutte le difficoltà, maturando diventò una donna socievole, amante della buona compagnia e attiva nei dibattiti intellettuali. Insieme a sua sorella Vanessa, diede vita ad un gruppo che prese il nome del quartiere londinese dove loro vivevano il “Bloomsbury Group”: un gruppo di intellettuali che domineranno la vita culturale londinese per più di trent'anni. Fra i suoi membri troviamo Leonard Woolf, l’uomo che Virginia sposerà nel 1912, prendendone il cognome con cui tutt’oggi è conosciuta. Il gruppo era eterogeneo, formato da personalità appartenenti a campi diversi: scrittori, saggisti, poeti, artisti, musicisti, fino ad arrivare ad economisti come John Maynard Keynes. Nel 1917, Leonard e Virginia fondarono la Hogarth Press, la casa editrice che pubblicherà tutte le opere di Virginia e di altri nuovi talenti letterari. Leonard, in particolare, fu attivo sul piano politico e sociale, facendosi inoltre promotore di iniziative pacifiste.

Virginia aveva acquisito una sensibilità femminista grazie a dei contatti con donne di varia estrazione sociale, tutte impegnate nella battaglia per il diritto di voto per le donne. La spinta più decisiva per unirsi alla causa le fu data dalla sua adorata maestra di greco Janet Case. Il femminismo in lei attecchì facendo perno su una sofferenza antica, ovvero sul suo senso di esclusione, di oppressione, sul suo odio verso la società patriarcale di cui era stata diretta vittima durante l’infanzia.

Preziosi sono i suoi saggi e romanzi, che introducono una narrativa unica nel suo genere; alcuni esempi sono: La Crociera, Notte e giorno, La camera di Jacob, Mrs Dalloway, Orlando, Le onde, Una stanza per sé, Gli anni e Tra un atto e l’altro.

Nello specifico, in Una stanza per sé analizza la discriminazione femminile attraverso il personaggio di Judith, una donna dalle grandi capacità che vengono però limitate dal pregiudizio dell’epoca. Infatti, si ricorda come siano riuscite ad emanciparsi dai pregiudizi sociali dell’epoca personaggi letterari femminili come Jane Austen, le sorelle Bronte, Aphra Ben e George Eliot.

Il libro Le tre ghinee, del 1938, contiene una riflessione sul potere esclusivamente maschile. La soluzione, secondo la Woolf, potrebbe stare nella garanzia per le donne di accedere all’istruzione, al mondo professionale e, di conseguenza, all’indipendenza economica. Infatti, secondo Virginia “Le donne devono adottare “parole” loro e “metodi” loro”.

L’ultimo libro che Virginia scrisse fu Tra un atto e l’altro, dove si rivolge al ruolo del pubblico e l’importanza che ha nell’influenzare la società.

Senza salutare né il marito né le persone care, si allontanò di casa il 28 Marzo 1941; si diresse sulle rive del fiume Ouse, mise dei sassi nelle tasche del cappotto e si lasciò annegare nel fiume. Il suo corpo fu ritrovato solo il 18 aprile. Le sue ceneri riposano all’ombra di un olmo nel giardino di Monk’s House, sulla lapide è incisa la frase “Le onde si infrangevano sulla spiaggia”. La scelta non è casuale; infatti, “Come un’onda è inseparabile dal mare, ciascuno di noi, unico ma inseparabile dal resto dell’umanità, è un’onda nello scorrere della vita e dell’eternità”.



Scritto da: Suela Gjoni

Revisionato da: Federica Sulpizio


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