background

Tina Anselmi

Domina

“Le donne devono imparare ad esserci ovunque ci siano problemi da affrontare, perché io credo che la qualità della politica sarebbe migliore se ci fossero più donne che la fanno.“

Tina Anselmi nasce a Castelfranco Veneto il 25 Marzo del 1927.

La madre è una casalinga e il padre un aiuto farmacista. Dopo aver assistito all’impiccagione di più di trenta prigionieri per rappresaglia da parte dei nazifascisti, sceglie di contribuire attivamente alla Resistenza e diventa staffetta, con il nome Gabriella.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, Tina entra a far parte della Democrazia Cristiana, prendendo parte attivamente alla politica. Laureatasi in Lettere, lavora come insegnante alle scuole elementari, dedicandosi all’attività sindacale per Cgil e Cisl. Diventa la prima donna Ministro della Repubblica, nonché la prima italiana a ricoprire le cariche di Ministro del Lavoro e della Sanità, rispettivamente negli anni 1976-78 e1978-79, contribuendo in maniera decisiva alla formulazione della riforma che porta alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale.

Dal 1981 al 1985 è Presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2 – organismo fortemente voluto dall’allora Presidente della Camera dei deputati, Nilde Lotti - e ricopre in maniera esemplare tale incarico anche nella successiva legislatura, contribuendo, attraverso la propria relazione finale, a far luce su una delle pagine più inquietanti – e ancora non del tutto chiarite – della storia repubblicana.

Tina Anselmi ha il coraggio, la forza e l’intelligenza di assumersi il compito di svelare trame, intrecci e affari che, tramite relazioni illegali e contrarie ai valori costituzionali, inquinano e minano le fondamenta della Repubblica e della democrazia; quegli stessi valori per i quali lotta sin da giovanissima e che non smette mai di difendere a testa alta.

Alcune tra le più significative e importanti leggi che più hanno caratterizzato non solo la sua attività politica, ma anche la storia del Paese, sono elencate di seguito: esse riguardano temi tuttora protagonisti del dibattito pubblico, quali ad esempio le questioni sulla salute, sulla donna, sul lavoro e sulla socialità.

Precisamente, durante il suo Ministero per la Sanità vengono approvate tre leggi pilastro:

  • la legge che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (legge 833 del 1978);
  • la riforma dell’assistenza psichiatrica (legge 180 del 1978);
  • la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, sulla quale compare anche la sua firma.


Proprio quest'ultima legge, in particolare, mostra il senso delle istituzioni di Tina Anselmi, cattolicissima, nonché il suo rispetto della laicità dello Stato: infatti, appone la firma nonostante la sua mancata approvazione della proposta in Parlamento.

Il 18 giugno del 1998 Tina Anselmi riceve l’onorificenza di Dama di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Il 2 giugno del 2016 la sua figura viene celebrata con l’emissione di un francobollo, in occasione della festa della Repubblica: è la prima volta che un francobollo viene dedicato ad una singola persona ancora in vita.

“[...] la disoccupazione femminile si mantiene costantemente più elevata della disoccupazione maschile, [...] le donne, insieme ai giovani, rappresentano la quasi totalità degli impiegati nel lavoro nero e sono occupate in numero notevole in attività marginali, stagionali e temporanee; il tasso specifico di attività femminile, anche se non diminuisce in modo rilevante, resta comunque fermo rispetto ad una ricerca di occupazione in continuo aumento".

Libertà, diritti e uguaglianza sono i valori di Tina Anselmi, rivoluzionaria e femminista.

Dal 1958 al 1964 è eletta vicepresidente dell’Unione europea femminile. Al centro dei suoi pensieri ci sono la famiglia e la donna: il suo impegno politico diventa concreto con la promulgazione della legge 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne del dicembre 1977, passo storico fondamentale per la tutela del lavoro femminile e delle norme che affermano i principi di parità salariale e di trattamento. Una rivoluzione, questa, che sancisce l’abolizione delle discriminazioni esistenti tra i sessi in materia di salario e lavoro, grazie alla quale ci fu un balzo dell’occupazione femminile.

Tina Anselmi continuò a battersi a favore delle donne anche sul panorama politico internazionale, senza dimenticare, però, che: “Queste conquiste non sono mai definitive, quindi ognuno deve fare la sua parte.”


A cura di Suela Gjoni


Condividi il post

  • L'Autore

    Redazione

Categorie


Tag

Potrebbero interessarti

Image

Nanotecnologie ed intelligenza artificiale: la rivoluzione del quantum computing

Matteo Bergamini
Image

Ripensare le Istituzioni Europee

Leonardo Cherici
Image

L'uso da parte della Cina della diplomazia sanitaria come strumento di soft power durante la pandemia di Covid-19

Redazione
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui