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Simone Veil: una vita di combattimenti

Domina

Nata a Nizza il 13 luglio 1927 e scomparsa a Parigi il 30 giugno 2017, è stata una donna esemplare, di coraggio e una delle figure politiche più popolari. Ad Auschwitz ha combattuto per sopravvivere, più tardi ha portato avanti diverse iniziative, prima a favore delle donne e poi per l’Europa. I suoi occhi, persi in un volto luminoso, rispecchiavano il vissuto di una vita fatta di momenti duri, ma anche di battaglie vinte.

La sua eleganza verteva nel non lasciar trapelare emozioni. Era una persona molto pudica, quasi come se indossasse un’armatura, tanto implacabile quanto sensibile.

Così recitava nel passato 2002: “J’ai commencé ma vie dans l’horreur et je la termine dans le désespoir”.

La giovinezza e la famiglia

Simone Jacob nasce in una famiglia borghese franco-ebraica. Suo padre André ha il desiderio che i propri figli percorrano un cammino di vita fatto di eccellenze; adora l’arte, difatti educa Simone con i grandi testi della letteratura francese. Con sua madre, Yvonne, instaura una relazione passionale: “Je vivais mon plus grand bonheur en symbiose avec elle. Je me tenais contre elle: je ne la lâchais pas”.

Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale è deportata ad Auschwitz, a soli diciassette anni.

Dopo la liberazione, intraprende il percorso accademico iscrivendosi alla facoltà di giurisprudenza: entra successivamente in Magistratura nel 1957, a trent’anni precisi.

Nel 1946, al ritorno dai campi di concentramento con la sorella Madeleine, incontra il suo futuro marito Antoine Veil; tra i due scatta un colpo di fulmine che dura ben sessantasette anni, durante i quali concepiscono tre figli: Jean, Claude-Nicolas e Pierre-François. I due non hanno mai smesso di darsi supporto perpetuo, condividendo quotidianamente una vera complicità intellettuale.

Nel 1983 fondano il club Vauban, un circolo intellettuale nel quale, proprio nel salotto del loro appartamento, si discuteva di diversi temi, specialmente di carattere politico. “Le respect qu’ils ont eu l’un pour l’autre était fascinant. Ils étaient fusionnels”, così ricorda loro figlio Jean. Si divertivano e scherzavano, ma ciò che più adoravano era ritrovarsi “tête à tête” nel corso delle loro passeggiate in Normandia.

La carriera politica: dalla legge sull’aborto in Francia al contributo in Europa

Nel 1970 è la prima donna che occupa il posto di segretario generale del Consiglio Superiore della Magistratura, dopo essere stata per diversi anni alto funzionario nell’amministrazione penitenziaria al Ministero della Giustizia.

Nel 1974 si fa carico di presentare al Parlamento un “Progetto di legge sull’interruzione volontaria della gravidanza”, che depenalizza l’aborto. Attaccata su tutti i fronti, minacciata dall’estrema destra e da parte della destra parlamentare, riesce comunque a raggiungere con determinazione il suo obiettivo, facendo entrare in vigore la legge dell’IVG il 17 gennaio 1975.

Simone Veil si pone a favore dell’Unione Europea: nel 1979 partecipa alle prime elezioni europee, rappresentanti la lista dell’Unione per la democrazia francese (UDF). Inizialmente riveste il ruolo di deputato, in seguito presiede il Parlamento Europeo fino al 1982. Nella storia, è la prima donna ad aver rivestito questo celebre ruolo.

Particolarmente attiva, assume anche l'incarico di presidente della Fondazione per la memoria della Shoah dal 2000 al 2007; diventa altresì membro del consiglio di amministrazione del IFRI (Institut Français des Rélations Internationales). Nell'ottobre 2008 presenta la sua candidatura per l’Académie Française: è eletta e accolta tra gli “Immortali”.

Simone perde suo marito Antoine nel 2013: da questo momento in poi, mette fine alle sue apparizioni in pubblico. Si spegne all’età di ottantanove anni, nel cuore di Parigi.

Il discorso del 26 novembre 1974

Simone Veil si rivolge ai deputati, per la maggior parte uomini, dei quali tuttavia non teme il confronto.

Ecco alcuni passaggi chiave:

“La situazione è critica, deplorevole e drammatica. I medici ed i servizi sociali sono consapevoli che un rifiuto, in una donna che desidera interrompere una gravidanza, porterebbe a catapultarla in un vortice di solitudine e angoscia, peggiorando le sue condizioni fisiche e psichiche.

E queste donne non sono necessariamente immorali o incoscienti. Sono quelle che conosciamo ogni giorno, che incontriamo per strada e che ignoriamo il più delle volte, lasciandole nei loro drammi.

É proprio a questo disordine, che dobbiamo mettere fine.”.

Immortale agli occhi della Francia

In una lettera al Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, il partito Agir ha espresso il proprio desiderio di ispirarsi a Simone per definire i tratti della prossima Marianne di Francia: “Simone Veil incarna la Francia, il suo onore, il suo coraggio e la dignità che ha saputo dimostrare in situazioni avverse, durante l’arco della sua esistenza. Il suo percorso dà forza a migliaia di francesi, la sua vita è un appello a rifiutare qualsiasi tipo di compromesso con gli estremisti, i populisti e i commercianti di tristezza”.

Fonti: Paris Match, Point de Vue


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  • L'Autore

    Elena Pavan

    Elena Pavan è una studentessa italo-francese di giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi interessi vertono soprattutto intorno alla Proprietà Intellettuale, il Diritto d’Autore nel campo della moda e dell’arte, e il diritto Commerciale e Societario. Ha completato il suo percorso educativo con un Corso di Alta Formazione in Fashion Law presso l’Alta Scuola Federico Stella. Ha lavorato a Bordeaux per una società immobiliare, percorso lavorativo che l’ha portata ad integrare la CCI France-Italie a Milano. È membro di Elsa Italy, un’associazione di studenti di giurisprudenza, e membro dell’Istituto Francese a Milano. Ha svolto attività di volontariato presso l’Humanitas Hospital di Milano, l’ONU online e il Fondo Ambiente Italiano. Attualmente è consulente legale di Mondo Internazionale (Responsabile Regolamentazione Interna ed Internazionale), un’associazione senza scopo di lucro con il focus di valorizzare il capitale umano dei giovani, e consulente per Taras Consulting, società che si occupa di internazionalizzazione d’impresa.Collabora conIus in Itinere per le aree “Fashion Law” ed “IP & IT”.

    Elena Pavan is an Italian-French law student currently enrolled at the Università Cattolica del Sacro Cuore at Milan (the Sacred Heart Catholic University at Milan). She has a particular interest in private property rights pertaining to copyright, intellectual property, Art/Fashion objects, and International Corporate & Commercial Law.Her work experience includes a legal consulting collaboration with a real estatedeveloping company located in France. She is an activist for CCI France-Italie, as well as a member of the Elsa Italy which is a European Association founded by law students. She is also a currently involved with the French Institute of Milan.Actually, she is a Consultant (legal) for Taras Consulting, Milan, and Legal Consultant for Mondo Internazionale (Internal and International Regulations Advisor).She is a part of the “Diritto e Società” team in Mondo Internazionale.Her philanthropic interests have encouraged her to volunteer at the Humanitas Hospital of Milan as well as becoming an active member of the FAI institute (a non-profit organization funded to protect and preserve cultural sites located on the Italian territory), and as an online volunteer for the UN.She is a collaborator for Ius in Itinere - IP & IT and Fashion Law area.Her future goals include becoming a business lawyer, with a specialization in the legal rights involving the art/fashion and corporate world as her interests revolve around art, fashion and commercial law.

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