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Simone de Beauvoir: femminismo e cultura

Domina

Con la sua citazione “On ne naît pas femme, on le devient”, Simone de Beauvoir rivoluziona la visione che la società occidentale ha delle donne. Emblematica, femminista, intellettuale: a fianco di Jean-Paul Sartre dà vita alla filosofia esistenzialista, commisurando esperienze personali ed interventi filosofici. La scrittrice percepisce la sua stessa vita come un’opera: si pone domande, riflette e cerca di conciliare etica, politica, apertura e trascendenza.

Biografia

Simone de Beauvoir nasce a Parigi il 9 gennaio 1908 in seno ad una famiglia borghese: cresce in un appartamento signorile a Montparnasse e sin dalla giovane età dedica parte del proprio tempo allo studio e alla scrittura. La sua vita viene stravolta all’età di quindici anni, quando decide di trasformare una passione in lavoro, diventando così scrittrice.

Nel 1927 ottiene il “certificat de Philosophie Générale”. La scrittrice insegnerà per una decina d’anni prima che uno dei suoi più celebri romanzi, “L’Invitée”, venga pubblicato per la prima volta nel 1943, in una Parigi occupata dai nazisti. Successivamente, fonda la rivista “Les temps modernes” con Sartre e Raymond Aron. Tra il 1949 e il 1954 pubblica diverse opere, che la contraddistingueranno nella storia non solo come scrittrice, ma come vera e propria pioniera del femminismo. Scrive “Le Deuxième Sexe”, testo che diventerà emblematico per il movimento che culla.

Simone si spegne a Parigi nel 1986.

Una donna “engagée” da sempre

Le Deuxième Sexe”, con una visione particolarmente avant-gardiste, analizza la visione della donna adottata dalla biologia, dalla psicanalisi, dal materialismo storico e dalla letteratura. Studia a fondo la realtà femminile, ponendo l’accento sul modo in cui il pensiero femminile descrive il mondo. La filosofa rifiuta nozioni come “eterno femminismo”, rilevando la necessità di superare il dibattito pertinente alla superiorità, inferiorità o uguaglianza tra uomo e donna.

“Ho esitato a lungo prima di scrivere un libro sulla donna. Il soggetto è irritante, soprattutto per le donne; e non è nuovo. Il problema del femminismo ha fatto versare abbastanza inchiostro, ora è pressoché esaurito: non parliamone più”. (De Beauvoir, 1949)

Il testo si presenta come un processo di svelamento di quelle strutture ed abitudini che contribuiscono a “far diventare donne le donne”, creando una decostruzione dell’idea del femminile, percorrendone miti ed esperienze vissute. “Il secondo sesso” abbraccia una prospettiva esistenzialista, tra libertà e morale.

Il suo primo amore: la filosofia

Nel 1929, Simone passa il concorso di filosofia dell’Agrégration, arrivando seconda: il primo classificato è Jean-Paul Sartre. È così che tra i due inizia una relazione intensa, tra esistenzialismo e amore, una vera e propria storia che dura tutta la vita. Simone de Beauvoir ha una posizione piuttosto ambigua nel mondo della filosofia, sicché il suo pensiero viene spesso considerato come elaborato sulla falsariga delle tesi di Sartre. Con il suo compagno di vita propone una lettura personale ed originale, in particolare afferma:

“La metafisica non è anzitutto un sistema; non si «fa» della metafisica come si «fa» della matematica o della fisica. In realtà «fare» della metafisica è «essere» metafisico, è realizzare in sé l’attitudine metafisica che consiste nel porsi nella propria totalità di fronte alla totalità del mondo. [...] Più vigorosamente un filosofo sottolinea il ruolo e il valore della soggettività, più sarà indotto a descrivere l’esperienza metafisica nella sua forma singolare e temporale." (De Beauvoir, 1946)

Per Beauvoir, la scrittura risulta uno dei linguaggi più efficaci per veicolare la filosofia, soprattutto con l’utilizzo di romanzi: strumenti, questi, in grado di evocare il carattere singolare e personale dell’esperienza umana, riunendo emozioni, sentimenti ed intelligenza.

”Dissipare le mistificazioni, dire la verità, è uno dei fini che ho più ostinatamente perseguito attraverso i miei libri. Questa ostinazione ha le sue radici nella mia infanzia; ho sempre odiato quella che io e mia sorella chiamavamo la “stupidità”: un modo di soffocare la vita e le sue gioie sotto dei pregiudizi, delle abitudini mentali, delle false apparenze, delle vuote frasi. Ho voluto sottrarmi a questa oppressione, e mi sono ripromessa di denunciarla” (De Beauvoir).

Qualche lettura…

Romanzi e saggi filosofici:

  • L’Invitée, 1943
  • Le sang des autres, 1944
  • Le Deuxième Sexe, 1949
  • Les Mandarins, 1954 (vince il premio Goncourt)
  • La femme rompue, 1968.

Memorie:

  • Mémoires d’une jeune fille rangée, 1958
  • La force de l’age, 1960
  • La force des choses, 1963
  • Une morte très douce, 1964
  • Tout compte fait, 1972
  • La Cérémonie des adieux, 1981

Un interessante contributo di “TED”, disponibile al link:

https://www.ted.com/talks/iseult_gillespie_the_meaning_of_life_according_to_simone_de_beauvoir/transcript?language=it#t-115238

Fonti: http://www.aphex.it/public/file/Content20180119_APhEx,172018ProfiliCossuttaDeBeauvoir.pdf

Link immagine di copertina: https://www.lucialibri.it/2020/03/08/liberta-femminile-rileggete-de-beauvoir/



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  • L'Autore

    Elena Pavan

    Elena Pavan è una studentessa italo-francese di giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi interessi vertono soprattutto intorno alla Proprietà Intellettuale, il Diritto d’Autore nel campo della moda e dell’arte, e il diritto Commerciale e Societario. Ha completato il suo percorso educativo con un Corso di Alta Formazione in Fashion Law presso l’Alta Scuola Federico Stella. Ha lavorato a Bordeaux per una società immobiliare, percorso lavorativo che l’ha portata ad integrare la CCI France-Italie a Milano. È membro di Elsa Italy, un’associazione di studenti di giurisprudenza, e membro dell’Istituto Francese a Milano. Ha svolto attività di volontariato presso l’Humanitas Hospital di Milano, l’ONU online e il Fondo Ambiente Italiano. Attualmente è consulente legale di Mondo Internazionale (Responsabile Regolamentazione Interna ed Internazionale), un’associazione senza scopo di lucro con il focus di valorizzare il capitale umano dei giovani, e consulente per Taras Consulting, società che si occupa di internazionalizzazione d’impresa.Collabora conIus in Itinere per le aree “Fashion Law” ed “IP & IT”.

    Elena Pavan is an Italian-French law student currently enrolled at the Università Cattolica del Sacro Cuore at Milan (the Sacred Heart Catholic University at Milan). She has a particular interest in private property rights pertaining to copyright, intellectual property, Art/Fashion objects, and International Corporate & Commercial Law.Her work experience includes a legal consulting collaboration with a real estatedeveloping company located in France. She is an activist for CCI France-Italie, as well as a member of the Elsa Italy which is a European Association founded by law students. She is also a currently involved with the French Institute of Milan.Actually, she is a Consultant (legal) for Taras Consulting, Milan, and Legal Consultant for Mondo Internazionale (Internal and International Regulations Advisor).She is a part of the “Diritto e Società” team in Mondo Internazionale.Her philanthropic interests have encouraged her to volunteer at the Humanitas Hospital of Milan as well as becoming an active member of the FAI institute (a non-profit organization funded to protect and preserve cultural sites located on the Italian territory), and as an online volunteer for the UN.She is a collaborator for Ius in Itinere - IP & IT and Fashion Law area.Her future goals include becoming a business lawyer, with a specialization in the legal rights involving the art/fashion and corporate world as her interests revolve around art, fashion and commercial law.

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